20/10/2012
Ray Galante - Debord e La Società della Rappresentazione UP DATE DUEMILA12
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di Raimondo Galante
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futurist editions on line/LLF
*AGGIORNAMENTO INEDITO A:
RAIMONDO GALANTE
LA SOCIETA' DELLA RAPPRESENTAZIONE (TRACCE, 2001)
Premessa
Il testo che qui andiamo a presentare , si propone non solo di analizzare efficacemente il presente utilizzando categorie storiche , filosofiche e sociologiche solo apparentemente appartenenti al nostro passato in particolare al Novecento, ma bensì’ di dare una chiave di lettura del futuro che ci attende ed anche aprire la strada a possibili vie ermeneutiche innovative per aiutarci ad uscire dall’attuale periodo di crisi e di impasse della nostra società occidentale.
Questo è un obiettivo ambizioso ma a mio avviso perfettamente raggiungibile perché da sempre la Cultura d’Avanguardia ha il compito di indagare sul futuro partendo dall’analisi e dalla critica del presente e del passato. E Io mi ritengo un valido esponente di questo tipo di cultura . Infatti sono nato e mi ritengo degno figlio dei gloriosi anche se problematici e difficili Anni Settanta del secolo scorso: un periodo storico partorito dalla Rivoluzione del 1968 a mio avviso estremamente stimolante , creativo , innovativo e rivoluzionario nell’Arte, nella Musica,nella Politica e nell’Economia pregno di mutamenti sociali, culturali ed economici . Ora andrò a spiegare le ragioni che mi spingono a pensare in questo modo andando innanzitutto ad analizzare gli aspetti salienti del mio testo, in primis la Teoria dello Spettacolo di Debord, definita teoria dello Spettacolo inteso cime Spettacolare Integrato il Nuovo Super Sistema economico-sociale nato dalla dissoluzione e fusione dei principali modelli politici ed organizzativi principalmente in voga nel Novecento : lo spettacolare concentrato,proprio degli ordinamenti burocratici totalitari ed accentrati come Fascismo , Nazismo e Stalinismo/ Socialismo reale; e lo spettacolare diffuso proprio della Democrazia Occidentale del Dopoguerra che prevedeva abbondanza e libera circolazione delle merci e organizzazione del potere politico ed amministrativo decentrata;e sia soprattutto la mia critica della stessa . La mia personale opinione in proposito ( ed è la tesi che cercherò di sviluppare in questa sede) , in parte concordante con quella di Debord ,è che ora la forma del potere che sicuramente può rappresentare una sintesi dialettica hegeliana delle esperienze precedenti sia squisitamente tecnologica totalitaria e abbia la forma della rete o delle reti ( network) di cui la grande rete telematica informatica mondiale Internet sia la forma più avanzata tecnicamente , compiuta ed evoluta Il mio personale scopo finale , estendendo e sviluppando tale tesi fino alle sue estreme conseguenze, è quello di poter inaugurare un Umanesimo Scientifico maturo ed all’altezza dei tempi, capace di aprire la strada ad un nuovo Rinascimento delle Arti e delle Scienze : l’unico vero definitivo e risolutivo rimedio per riuscire ad uscire vittoriosi dalla situazione di terribile crisi che stiamo vivendo.
LO SPETTACOLO E LA GLOBALIZZAZIONE
“La società moderna si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli in cui tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione”
La Struttura Pentagonale dello Spettacolo
Eterno Presente
Fusione Economico-Statale Falso Indiscutibile
Segreto Generalizzato Continuo Rinnovamento tecnologico
IL VERO VOLTO NASCOSTO DELLO SPETTACOLO: LA RETE
“La separazione fa essa stessa parte dell’unità del mondo , della prassi sociale che si è scissa in realtà ed immagine”
E’ mia personale opinione ala luce dei miei studi sull’argomento. e come ho già detto nella premessa che questa figura geometrica che rappresenta i capisaldi della teoria dello Spettacolo in realtà nasconda un elemento interno nascosto , sempre presente ma mai citato e definito da Debord, che mette in comunicazione e da un significato molto preciso e rende efficace tutta questa struttura e che io chiamerò “Strategia Spettacolare”, conferendole lo status e l’aspetto di network (rete ).
Eterno Presente
Strategia Spettacolare
Fusione
Economico-Statale Falso Indiscutibile
Segreto Generalizzato Continuo Rinnovamento tecnologico
Proprio perché questo punto è una mia personale innovazione nella critica del pensiero debordiano , ne parlerò prima di tutto il resto, con la ferma intenzione di dare a questa presentazione ed al mio lavoro filosofico sottostante una chiave di lettura precisa ed un imprinting innovativo ed originale che renda appetibile un argomento, su cui certamente tanto si è già detto ma sul quale poco a mio avviso è stato ancora scritto e che sicuramente Io voglio ancora a lungo studiare e sviscerare in profondità . Infatti, rileggendo e ristudiando più volte i principali testi di riferimento della teoria dello spettacolo , la Società dello Spettacolo ed i Commentari ho capito che l’unico modo per affrontare produttivamente la lettura di Debord e comprenderne l’articolato e tentacolare pensiero è riuscire ad individuare l’invisibile ma potentissimo filo conduttore che mette in comunicazione ed unisce tutti gli innumerevoli rivoli del complesso fiume che costituisce il discorso sullo spettacolo. Con mia somma sorpresa , non avrei mai pensato di primo acchito una cosa del genere sull’opera di Debord , sono arrivato a capire che lo Spettacolo anche se l’autore non lo ammette mai , contiene in sé un elemento autobiografico dello stesso Debord: la forma di intelligenza strategica che presiede e da una precisa regia quasi si trattasse di uno dei suoi film, a tutta la struttura teorica mettendo in comunicazione i suoi vari singoli elementi che presi da soli non avrebbero alcun senso compiuto e risulterebbero solo i tasselli di una teoria estetica di vaga ispirazione marxista debole , inefficace e destinata nel tempoa divenire obsoleta. Lo stratega Debord ,invece ,ha imparato bene la lezione dal suo illustre maestro , il generale prussiano nemico acerrimo di Napoleone Bonaparte , Carl Philipp Gottlieb von Clausewitz, e ha reso quest’ultima un’arma teorica micidiale ed avanzatissima , capace non solo di destrutturare quasi fosse un futuribile cannone antimateria dalla terribile forza disgregratrice , tutta la complessa struttura che costituisce la realtà sociale ed economica contemporanea, ma anche di evolvere in modo intelligente quasi creativo in base alle informazioni immesse nel sistema , che a mio avviso vengono trattate ed interpretate secondo un procedimento logico che riflette la stessa logica delle reti neurali.
Invito a leggere il mio libro in cui questo elemento, per ovvie ragioni, non era ancora presente con questa visione innovativa che lo rende molto più efficace ed appetibile in attesa che io pubblichi il seguito dove definirò e spiegherò dettagliatamente questo nuovo aspetto nascosto che penso di aver scoperto nei meandri oscuri ed intricatissimi del pensiero debordiano.
Ora andrò a dare la mia interpretazione degli elementi classici e conosciuti ed accettati della Teoria dello Spettacolo, cercando di fornirne anche un aggiornamento ed un’attualizzazione in vista del mio obiettivo finale .
IL CONTINUO RINNOVAMENTO TECNOLOGICO E
L’ INDUSTRIA GLOBALE DELL’ALIENAZIONE
“Lo spettacolo come la società moderna è allo stesso tempo unito e diviso. Come questa edifica la sua unità nella lacerazione.”Ma la contraddizione quando emerge nello spettacolo è a suua volta contraddetta per un rovesciamento completo del suo senso, di modo che la divisone mostrata è unitaria Mentre l’unità mostrata è divisa”
Questa frase di Debord ha provocato in me ogni sorta di riflessione ma alla fine sono giunto a comprenderne il significato più autentico anche se il più nascosto. Aldilà infatti dell’individuazione in questa espressione del concetto marxiano di alienazione, ho voluto sviscerare cosa questo può significare per noi uomini del XXI secolo . E penso di esserne venuto finalmente a capo. Infatti , tutta la nostra tecnologia più avanzata è basata sull’estensione ed applicazione su vasta scala di questo principio. Penso alle reti informatiche e cibernetiche che uniscono ogni lembo del nostro pianeta tramite Internet la Rete delle Reti (World Wide Web). In questa sede prima di svelare questo piccolo grande mistero, voglio ricordare che la tecnologia informatica che darà vita ad Internet nasce da un progetto squisitamente militare degli Stati Uniti d’America negli anni settanta allora denominata ARPANET: una rete di elaboratori decentrata che potesse resistere a un attacco nucleare da parte dell'Unione Sovietica. Una tale rete decentrata sarebbe sopravvissuta a molti attacchi visto che un attacco a un singolo elaboratore non avrebbe impedito il funzionamento generale, e i collegamenti ridondanti avrebbero sostituito quelli distrutti.
“Ma lo spettacolo non è il prodotto necessario dello sviluppo tecnico visto come sviluppo naturale. La società dello spettacolo è al contrario è la forma che sceglie il suo proprio contenuto tecnico”
Quindi cos’è veramente Internet? E’ in forma estremamente esemplificata ma sicuramente efficace una complessa interconnessione di nodi con funzionalità di ricetrasmissione. Dunque Internet, è la realizzazione materiale dell’alienazione marxiana magistralmente ripresa da Debord. Questo perché i nodi che corrispondono a singole reti di computer vanno a comporre reti sempre più grandi e complesse fino a dare origine all’ Unica Grande Rete: Internet appunto che è allo stesso tempo unita e divisa ed esiste solo nel momento in cui si realizza la interconnessione di milioni di singoli computer . Si può dunque capire che la matrice della nostra forma tecnologica più avanzata si fonda sul modello dell’organizzazione socio-economica capitalistica, fondata sulla separazione descritta per la prima volta in forma compiuta ed organica nel “Capitale” di Marx , ma approfondita e chiarita da Debord.
LA SCOMPARSA DELL’ AURA NELL’OPERA D’ ARTE E
LA RIPRODUCIBILITA’ TECNICA DEL SISTEMA ALL’INFINITO
“E’ il principio del feticismo della merce il dominio della società mediante delle cose sensibilmente soprasensibili che si compie in grado assoluto nello spettacolo dove il mondo sensibile è stato sostituito da una selezione d’immagini che esiste aldisopra di esso ed allo stesso tempo si è fatta riconoscere come il sensibile per eccellenza”
Al fine dei comprendere perché il sistema capitalista nel quale viviamo può riprodurre ed evolvere all’infinito è assolutamente necessario chiamare in causa e sviluppare parallelamente gli altri 3 concetti che compongono il sistema debordiano dello Spettacolo:
il falso indiscutibile
il segreto generalizzato
Un eterno presente. ...Questa operazione va fatta anche chiamando in causa e spiegando il lavoro da me fatto sul problema dell’Industria culturale analizzando ed utilizzando non solo gli scritti di Debord , ma anche quelli di Walter Benjamin e degli altri autori della Scuola di Francoforte con particolare riferimento alla “Dialettica dell’Illuminismo di Horkheimer ed Adorno” e L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin
"...lo spettacolo si sottomette gli uomini viventi nella misura in cui l’economia lia ha interamente sottomessi. Esso non è altro che l’economia sviluppantesi per se stessa. E’ il riflesso della produzione delle cose e l’oggettivazione infedele dei produttori ”
In tutto questo complesso lavoro da me portato avanti è centrale il concetto marxiano e marxista di Feticismo della Merce in cui Debord prende a sua volta le mosse dal lavoro compiuto dal filosofo ungherese del Novecento György Lukács. Il nucleo concettuale più interessante di tale teoria , secondo la mia opinione , valida ancor oggi è che il rapporto sussistente tra l’essere umano e la merce che produce è un rapporto feticistico. Il feticcio notoriamente è un elemento proprio della dimensione religiosa è un oggetto che diviene oggetto da parte delle culture primitive e tribali di adorazione perché si crede sia investito di caratteristiche e poteri riferibili alla divinità. I prodotti industriali della civiltà postindustriale e postmoderna contemporanea che sono spesso anche oggetti artistici di design o anche quelli dell’industria culturale : cinema , televisione, teatro ma anche a volte autovetture ed altri oggetti meccanici come orologi, editoria , musica , moda e d abbigliamento, gioielleria e al giorno d’oggi soprattutto tecnologia informatica e telematica spesso hanno questa caratteristica: vengono recepiti dalla massa di consumatori come vere e proprie divinità da adorare …L’immagine che voglio suggerire è quella biblica del “vitello d’oro” fatto costruire da Mosè durante l’esodo dall’Egitto, lo stesso oggetto responsabile di aver attirato l’ira di Dio sul popolo d’Israele . Bene anche oggi, in cui la civiltà dei consumi ha raggiunto il suo apice , certe merci vengono adorate quasi non si trattasse di semplici oggetti ma veri e propri feticci emanazione della divinità. La Pubblicità e tutta la scienza e la tecnica al servizio di questa disciplina hanno un solo scopo: vendere i prodotti non tanto per il loro valore d’uso ma soprattutto per il loro valore di scambio. Quando parliamo dio oggetti status symbol. Il cui solo possesso promette per chi li acquista l’elevazione ad uno stadio superiore di considerazione sociale e a volte proprio l’acquisizione di uno stato semidivino .
“Lo spettacolo è la ricostruzione materiale dell’illusione religiosa . La tecnica spettacolare non ha dissipato le nubi religiose in cui gli uomini avevano deposto il loro poteri staccati da loro stessi le ha soltanto riallacciate ad una fase terrena . Così è la vita terrena che diviene opaca ed irrespirabile . Essa non respinge pià nel cielo ma alberga presso di sé il suo ripudio assoluto il suo ingannevole paradiso”
L’immagine sottostante vi da immediatamente l’idea di cosa sia il feticismo della merce. La campagna pubblicitaria della Apple per promuovere il nuovo I Phone 5 me costituisce uno splendido esempio
L’ INFORMAZIONE SPETTACOLARE E L’ALTERAZIONE DELLA
PERCEZIONE DELLA REALTA’
“Nel mondo realmente rovesciato il vero è un momento del falso”
Il “falso indiscutibile” debordiano come metafora del controllo delle informazioni al fine di poter manipolare l’immaginario e la coscienza collettiva. In questo quadriil fine ultimo sullo sfondo è quello di permettere al sistema politico , sociale ed economico-finaziario globale dello spettacolo di potersi autorigenerare e riprodurre all’infinito permettendo a chi oggi detiene il potere di continuare ad occupare una posizione di primo piano e poterlo trasmettere quasi si trattasse di una vera e propria successione dinastica ai suoi discendenti. Ma in ogni caso anche se possono cambiare i protagonisti e le vedette di riferimento di cui il sistema ogni volta si può servire…E’ sempre il sistema stesso che arriva a sopravvivere ed autoriprodursi. Quest’obiettivo lo raggiunge per l’appunto controllando la coscienza delle masse . Va precisato che stiamo sempre parlando di masse di consumatori . Infatti, anche l’informazione è assimilabile sostanzialmente alla merce e alla marce delle merci ovvero il denaro. In particolare l’informazione è squisitamente ed essenzialmente il vettore della promozione e del marketing di tutte le altre merci. Ormai la pubblicità che si dice sia l’anima del commercio è diventata l’elemento insostituibile che accompagna ogni nuovo prodotto che viene lanciato sul mercato e l’industria culturale sta diventando sempre più l’industria dell’informazione. Ancora una volta Internet e le tecnologie che ruotano attorno ad essa si rivelano essere la forma ultima di questa metamorfosi. E’ così che l’informazione diviene l’erede scelta del feticismo della merce e il suo veicolo principale di diffusione divengono i media che stanno tutti confluendo nella forma ipertecnologica, multimediale, multidiciplinare interattiva di Internet. Accade dunque che l’informazione appare vera principalmente e solamente perché viene riportata e acquista una propria autonomia rispetto alle altre
“Nello spettacolo una parte del mondo si rappresenta di fronte al mondo e gli è superiore. Lo spettacolo non è che il linguaggio comune di questa separazione”
L’informazione diviene dunque la merce di scambio per eccellenza e chi controlla i flussi informativi governa anche il mondo. E’ per questo che iil concetto stesso di verità viene totalmente rovesciato. La verità non è più un valore assoluto universale ma un bene di consumo monopolio di chi detiene le redini dl potere. Dunque automaticamente si sposta il baricentro per chi invece cerca di farsi un’idea autenticae coerente sul mondo in cui viviamo che comunque rientra sempre in una rosa d’interpretazioni possibili già presenti nell’offerta prevista dal mercato. Bisogna essere pienamente consapevoli di questo e pensare anzi che il sistema giunto nella sua fase più avanzata , matura ed anche più critica ci permette di avere accesso a un flusso vastissimo d’informazioni che provengono da tutto il mondo veicolato tramite Internet . Pertanto ritengo che e che la vera abilità sia, quella di selezionare le informazioni facendo leva sul proprio spirito critico al fine di potersi costruire una propria idea personale il più aderente possibile ai fatti. Questo, considerato il fatto che l’informazione ormai è strutturalmente indissolubile dal suo opposto ovvero la disinformazione , la cui tecnica basilare è nata nei regimi dello spettacolare concentrato comunismo, fascismo e nazismo; proprio come si sta scoprendo oggi che la materia oscura è indissolubile dalla materia e anzi è magggioritaria nella composizione dell’intima struttura dell’universo. Quindi quando ora si vada a valutare qualsiasi informazione con particolare riferimento a quelle più gravi e rilevanti bisogna sempre avere uno sguardo molto freddo, obiettivo e disincantato e valutare le notizie il più possibile senza farsi influenzare dalle proprie emozioni. Debord cita spesso nei suoi scritti fatti gravi come le stragi di stato in Italia ed il rapimento ed uccisione di Aldo Moro, notabile democristiano dalle Brigate Rosse ; noi potremmo utilizzare i medesimi filtri per valutare fatti gravi ed importanti che hanno caratterizzato il nostro tempo come l’abbattimento delle Twin Towers l’undici settembre del 2001opiù recentemente l’uccisione del capo di al-Qaeda Bin Ladin e tantissime altre notizie inerenti la Politica, l’Economia, la Finanza.
“Il concetto di spettacolo unifica e spiega una grande diversità di fenomeni apparenti . La loro diversità ed i loro contrasti sono le apparenze di questa apparenza organizzata socialmente che deve essere riconosciuta nella sua verità generale . Considerato secondo i suoi propri termini , lo spettacolo è l’affermazione dell’apparenza e dell’affermazione di ogni vita umana , cioè sociale come mera apparenza . Ma la critica che raggiunge la verità dello spettacolo lo scopre come la negazione visibile della vita ; come una negazione della vita che è divenuta visibile.”
Quindi dobbiamo essere consapevoli del fatto che ormai la dimensione virtuale di Internet certamente è più reale e più consistente del cosiddetto mondo reale. In Internet il mediale e virtuale ha preso forma e sostanza diventando il riferimento informativo principale per tutte le materie che costituiscono il nostro paradigma di valutazione della realtà . Ciò che Debord in riferimento allo spettacolo chiama la “negazione della vita divenuta visibile “ in realtà è diventata l’immagine autentica della vita trasformata e filtrata attraverso il cyberspazio. Anzi bisogna comprendere e dire con chiarezza che il futuro apparterrà a quei soggetti sociali economici e finanziari che utilizzeranno al meglio la tecnogia ed in particolare tuttte le tecnologie e la potenza informativa di Internet, il grande network globale in cui si producono ed affluiscono i maggiori e più influenti flussi informativi che determinano i destini incrociati e interlacciati del mondo intero profondamente interconnesso a tutti i livelli in un modo che non ha precedenti nella storia per cui risulta verosimile ed attendibile l’espressione che un battito d’ali a Pechino può causare una tempesta a New York.
I L SEGRETO GENERALIZZATO E LA NUOVA MAPPA DEL POTERE MONDIALE
“Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo elogiativo. E’ l’autoritratto del potere all’ epoca della gestione totalitaria delle condizioni di esistenza”
Il segreto generalizzato debordiano, una efficace metafora pensata da Debord per definire la situazione storica politica ed economica del suo tempo non solo si rivela essere una parte molto importante dell’intero disegno – algoritmo spettacolare , ma anche cosa molto più importante risulta essere una eccellente chiave di lettura per decifrare e delineare la mappa di quelli che con espressione di chiaro sapore mitologico, si definiscono i poteri forti multinazionali , che oggi reggono le sorti del mondo e che decidono con le loro azioni e le loro scelte politiche, economiche ed ora soprattutto finanziarie, esplicite ma soprattutto implicite il futuro dell’intera popolazione mondiale .
“La nostra società è costruita sul segreto dalle ‘società schermo ’ che mettono al riparo da qualsiasi luce i beni concentrati dei possidenti fino al ‘segreto difesa’ che copre oggi un immenso territorio extragiudiziale dello Stato; dai segreti spesso terribili della produzione povera , nascosti dietro la pubblicità ; alle proiezioni delle variabili del futuro estrapolato , sulle quali il dominio è il solo a leggere lo sviluppo piè probabile di ciò di cui nega assolutamente l’esistenza calcolando tuttavia le risposte che fornirà misteriosamente”
Pertanto è assolutamente evidente ciò a cui Debord allude quando asserisce che la società moderna del suo tempo, ma io aggiungo anche e soprattutto del nostro è fondata sul segreto ovvero le decisioni più importanti e pregnanti a livello politico economico e finanziario vengono prese da pochi oligarchi avvolti nel mistero veri e propri strateghi impenetrabili , in condizione della più assoluta segretezza ed inaccessibilità al pubblico. Quindi risulta essere chiarissimo a mio avviso che la situazione rispetto al periodo storico in cui ha vissuto Debord è notevolmente peggiorata e d è destinata nel tempo ad acuire sempre più questo carattere fortemente inquietante ed oscuro. Basti pensare al potere crescente ed all’influenza sempre più forte tentacolare delle società e gruppi che agiscono nel segreto anche talvolta magari per scopi considerati pacifici e positivi per il bene comune come la Massoneria nelle sue molteplici articolazioni e diramazioni e le fazioni interne alla Chiesa Vaticana come l’Opus Dei ed i Gesuitiopotenti gruppi finanziari e politici internazionali d’elite , che formalmente non occultano la propria esistenza, ma si riuniscono e prendono decisioni il più delle volte a porte chiuse in contesti inaccessibili al grande pubblico. non nascondono la propria esistenza come la Commissione Trilaterale, di cui ha fatto parte anche il Presidente Mario Monti, la Fondazione Rockefeller ed il gruppo Bilderberg oltre che le forme evolute di società segrete conosciute anche al tempo di Debord come le mafie internazionali che presiedono all’organizzazione territoriale del crimine organizzato direttamente in lotta , conflitto e concorrenza ma anche i recenti sviluppi di alcune inchieste giudiziarie hanno dimostrato in comunicazione e dialogo tra di loro con gli Stati Nazionali come Cosa Nostra in Sicilia ed in parte negli USA , la Camorra in Campania , la Ndrangheta in Calabria ed in alcune regioni del Nord Italia come la Lombardia. Bene tutte queste organizzazioni nell’epoca di Internet molto probabilmente comunicano e dialogano tra di loro e si spartiscono il potere a vari livelli costituendo vari network che si interlacciano tra di loro come diversi nodi di un’unica intricatissima ma iperconnessa grande rete globale. Questa struttura di cui certamente si può indagare la composizione geografica costituisce la nuova mappa del potere mondiale nell’era postideologica della globalizzazione, quella che Debord chiama lo spettacolare integrato.
L’ETERNO PRESENTE SPETTACOLARE E LA PROLETARIZZAZIONE DEL MONDO
“Il tempo irreversibile ed unificato è il tempo del mercato mondiale e per corollario dello spettacolo mondiale”
Questa espressione di Debord è molto chiara ed inequivocabile e si rivela essere una preziosa chiave di lettura per comprendere il mondo in cui viviamo attualmente. Infatti, quando diciamo il tempo è denaro inconsapevolmente riconosciamo il grande valore insito nell’intuizione debordiana riguardo alla dimensione temporale in cui ci è dato vivere. Il tempo risulta essere pseudo –ciclico ( perchè i cicli non sono quelli naturali ma quelli naturali adattati alle esigenze del sistema spettacolare, e consumabile ed anche misurabile come il denaro , marxianamente l’equivalente astratto di tutte le merci, ovvero il valore di scambio per eccellenza . Ma andando in profondità ci rendiamo conto che il tempo risulta essere ancora più prezioso del denaro stesso. Questo perché il tempo è una risorsa che pur essendo frutto di una convenzione umana, è scarsa molto più scarsa del denaro che può essere prodotto all’infinito ed in quantità illimitata dagli organismi giuridici e le autorità sovranazionali preposti a fare questo come le banche centrali ed il Fondo Monetario Internazionale e viene resa scarsa di proposito per regolare l’accesso alle risorse che deve rispondere alle esigenze di sopravvivenza ed autoriproduzione del sistema socio-economico globale . Il tempo invece non può essere prodotto in quantità illimitata ma solo consumato. E’ per questo che in realtà ora è quella risorsa che più viene a mancare e non basta mai perché il nostro sistema economico e finanziario pretende di scambiare merci e soprattutto il denarocon il tempo della propria vita che coincide con le fasi della produzione, distribuzione e consumo dei prodotti del nostro sistema capitalistico.
“Lo spettacolo si sottomette gli uomini viventi nella misura in cui l’economia li ha totalmente sottomessi. Esso non è che l’economia sviluppantesi per se stessa . E’ il riflesso fedele della produzione delle cose e l’oggettivazione infedele dei produttori”
A pensarci bene è questo il senso autentico dell’eterno presente debordiano: anche se ritengo nessuno prima d’ora abbia interpretato in questo modo quest’aspetto del pensiero debordiano
A mio avviso la metafora migliore di un tempo pseudociclico, consumabile, e fortemente limitato può essere intesa come rat-race (lett. Corsa del topo).
Ovvero una ruota dei criceti in cui l’essere umano oggi nella società tecnologica capitalista è imprigionato ed è costretto a correre affannosamente tutta la vita per produrre l’energia cinetica necessaria a farla girare .
“Il mondo possiede già il sogno di un tempo in cui non ha che da possedere la coscienza per viverlo realmente”
Infatti deve per sopravvivere nel sistema che Debord definisce“lo Spettacolo”
deve utilizzare tutto o quasi tutto il proprio tempo per produrre una sufficiente quantità di denaro. Questo processo con la tecnologia Internet ha subito una evoluzione ulteriore ma anche paradossalmente ha generato anche una via di fuga rappresentata dal cyberspazio. Internet ha creato un essere umano poliedrico e multidimensionale in grado di liberarsi dalle proprie catene e dai propri limiti e vivere all’interno di un universo parallelo virtuale costituito da informazione ed energia?
Forse dunque che l’alienazione di Internet ha creato un essere umano poliedrico e multidimensionale in grado di liberarsi dalle proprie catene e dai propri limiti e vivere all’interno di un universo parallelo virtuale costituito da informazione ed energia? A mio avviso sembra proprio di sì… E forse questo è la risposta tecnologica a quello che Debord e la cultura d’avanguardia intendono cioè detournement e deriva. Entrambe sono tecniche che permettono di vivere la propria condizione umana alienata in maniera creativa e quindi che significa potersi affrancare da uno stato di passività e schiavitù che di primo acchito il sistema spettacolare sembra imporre anche tramite l’organizzazione restrittiva e funzionale del tempo. La parola d’ordine è ridefinire completamente ed in maniera innovativa e creativa i propri spazi di vita per potersi riappropriare del proprio tempo.
“Là dove il mondo reale si cambia in semplici immagini le semplici immagini divengono degli esseri reali”
Infatti cosa meglio del cyberspazio dove il tempo e le distanze sono annullate e tutto si svolge in tempo reale ovvero nella dimensione irreversibile del presente sempre e comunque hic et nunc qui e adesso può restituire un momento di autenticità in cui le vibrazioni prodotte dal cervello umano divengono una realtà visibile e pulsante? Ecco che il sistema dello Spettacolo, la apparentemente onnipotente ed impenetrabile Matrix (citando la celebre saga cinematografica dei fratelli Wachowski) genera essa stessa senza volerlo, il virus, l’elemento in grado di distruggerla almeno nella sua versione squisitamente oppressiva e totalmente disumana per approdare a una forma evoluta ed umanizzata del sistema stesso che rappresenta una evoluzione digitale dell’essere umano medesimo una estensione delle sue capacità e una proiezione globale del suo stesso essere: una coscienza collettiva che costituisce una sorta di Akasha elettronica, una memoria universale dove ogni azione e pensieri rimangono inesorabilmente e per sempre impressi.
“La borghesia è giunta al potere perché è la classe dell’economia in sviluppo . Il proletariato non può esso stesso essere il potere se non diventando la classe della coscienza”
Dunque la nuova umanità di cui stiamo parlando, nelle sue linee esssenziali. caldeggiata ora anche dal Movimento Internazionale New Age per la Nuova Era dell’Acquario in opposizione allera dei Pesci dominata dal Cristianesimo fondato da Alice Bailey negli anni della prime metà del novecento a sua volta ispirata dal lavoro di Madame Helena Petrovna Blavatsky e dalla Società teosofica promuove una versione aggiornata e informatica , telematica e cibernetica del proletariato marxiano e la sua coscienza di classe . Dunque come si può evincere da un’altra espressione debordiana lo spettacolo tende a privarci della nostra individualità e solo apparentemente riesce ad impadronirsi di tutto il tempo e degli spazi della nostra vita ma in realtà la sua forma più avanzata, sublimata e tecnologica, Internet, ci sembra restituire in una forma del tutto nuova ed inesplorata la nostra umanità essenziale portata ad un livello di consapevolezza superiore e postumano: la coscienza collettiva globale in cui l’atomo individuale vive immerso in un universo virtuale e potenzialmente illimitato fatto di energia ed informazione
SCIENZA SPETTACOLARE E SCIENZA ETICA
“Il potere dello spettacolo, così’ essenzialmente unitario, centralizzatore e per forza di cose completamente dispotico nello spirito, si indigna assai spesso vedendo formarsi sotto il suo regno una politica –spettacolo, una giustizia spettacolo, una medicina-spettacolo, e tanti altri eccessi mediali così sorprendenti.”
CONTINUO RINNOVAMENTO TECNOLOGICO SIGNIFICA SVILUPPO ILLUMITATO DEL PROGRESSO SCIENTIFICO. MA QUALE PREZZO STIAMO PAGANDO PER RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO CHE SEMBRA REALIZZARE ALMENO IN PARTE GLI IDEALI DEL FUTURISMO?
La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità (Nikola Tesla)
Nikola Tesla : il geniale scienziato di origine serba inventore della radio (insieme a Guglielmo Marconi) e della corrente elettrica alternata, denominato da alcuni giustamente l’inventore del ventesimo Secolo aveva capito come la Scienza deve essere al servizio del genere umano e deve sempre rispondere ad un principio etico di responsabilità Sicuramente , se per assurdo si fossero mai incontrati , ritengo che il suo pensiero incroci in molti punti la riflessione filosofica del filosofo ebreo tedesco Hans Jonas , autore del testo “Il principio Responsabilità” scritto nel 1979 , che a mio avviso Nikola Tesla avrebbe condiviso molte delle sue idee in primis il principio di una Scienza Etica che sia utilizzata per lo sviluppo e l’evoluzione dell’Umanità .
Parimenti diversi decenni più tardi in piena Guerra Fredda autore del testo “Il principio Responsabilità” scritto nel 1979 , che a mio avviso se per assurdo avesse incontrato e conosciuto approfonditamente Nikola Tesla avrebbe condiviso molte delle sue idee in primis il principio di una Scienza Etica che sia utilizzata per lo sviluppo e l’evoluzione dell’Umanità ; è confutare “l'esagerazione tecnica” per limitare il potere di distruzione totale che è oggi nelle mani dell'uomo. Infatti non è possibile né ecologico e sano affidarsi all’ idea filosofica arrogante del dominio e sfruttamento illimitato della natura. Debord stesso prima di scomparire prematuramente nel 1994 ,nella fase finale della sua esistenza aveva come si può evincere dalla lettura del testo su Guy Debord di Raffaele Alberto Ventura pubblicato sul blog di Minimum Fax “Minima & Moralia”, aveva avuto una svolta nettamente antimoderna ed ecologista che si concretizza a partire dal 1984, nella partecipazione al progetto di una Encyclopédie des Nuisances, che in fascicoli alfabetici si prefiggeva di denunciare i diversi veleni, illusioni e carabattole(Raffaele Alberto Ventura). Dunque un Debord ecologista inedito che porta alle estreme conseguenza in direzione antimoderna la sua teoria dello Spettacolo , che però come io sostengo fin dall’inizio di questa dissertazione sul pensiero debordiano, indipendentemente dalla volontà e dagli orientamenti politici ed ideologici dell’autore è a mio avviso uno strumento indispensabile , un algoritmo irrinunciabile per cercare di decriptare la struttura complessa e tutt’ora in continua evoluzione della società tecnologica di massa nella sua fase di estremo sviluppo.
LO SPETTACOLO E LA CRISI FINANZIARIA MONDIALE
“Lo Spettacolo è il Capitale giunto a un tal grado di accumulazione da divenire immagine”
A mio avviso se si vuole parlare di un altro importantissimo elemento costitutivo del sistema sello Spettacolo : la fusione economico-statale; oggi non si può non fare riferimento alla crisi finanziaria mondiale e soprattutto ora alla crisi dell’ Euro e del Debito Sovrano degli Stati che ci affligge fin dal 2008 , ovvero dal fallimento della grande banca d’affari Lehman Brothers e dall’esplosione del caso dei mutui subprime che i maggiori mezzi di comunicazione e d’informazione di massa (televisioni, giornali, Internet) ci bombardano con il termine “crisi”divenuto di uso tristemente comune per indicare la situazione di grave difficoltà economica e finanziaria in cui versa il mondo occidentale al giorno d’oggi soprattutto l’Europa ed in primis Paesi come Grecia, Italia e Portogallo pesantemente indebitati e dall’economia in fase palesemente recessiva. Ma sappiamo di cosa stiamo veramente parlando?
Per poter comprendere pienamente il tema che stiamo trattando bisogna aver letto Marx e conoscere la storia del Novecento , Debord sicuramente aveva fatto tutti questi passaggi.Per queste ottime ragioni, In questa sede anche su questo specifico argomento la riflessione debordiana risulta essere assolutamente preziosa e fondamentale e si presta egregiamente a darci importanti indizi per svolgere , e portare a termine con successo la nostra indagine. Infatti la crisi si presenta come scarsità di denaro che genera disoccupazione e povertà ma in realtà quello che però bisognerebbe capire ma che nessuno capisce o vuole capire é che il denaro non scompare semplicemente cambia di mano e si concentra nelle mani occulte di pochi soggetti che non lo rendono più disponibile. Per essere consapevoli di questo bisogna prima riflettere su quello che oggi è e rappresenta il denaro.
....il denaro è senza alcun dubbio marxianamente il capitale: l’equivalente astratto di tutte le merci in poche parole è quel prodotto di sintesi che da secoli serve come universale valore di scambio e con la sua presenza rappresenta l’essenza dei movimenti e sommovimenti del Sistema Finanziario Globale . Infatti, col processo di globalizzazione dei Mercati Finanziari siamo all’ultimo atto evolutivo della formazione del Mercato Mondiale di cui lo stesso K. Marx aveva parlato e di cui aveva preconizzato l'avvento nell’ opera Grundrisse (1857-1858). E cosa è lo Spettacolo Debordiano, se non la rappresentazione più pura ed autentica del Mercato Unico Globale e del processo di Globalizzazione che l’ha generato?
“ La riuscita del sistema economico della separazione è la proletarizzazione del mondo “
Bene allora siamo arrivati a comprendere bene come i Mercati Finanziari e le
Borse di Tutto il Mondo sono diventate il Teatro Fondamentale dove si rappresentano e prendono forma le decisioni dei Poteri Forti gli unici che veramente contano i proprietari ed i gestori del Capitale Finanziario che rappresenta l’estrema sublimazione e sintesi di quello che Marx avrebbe chiamato proprietà degli strumenti economici di produzione vitali per alimentare i bisogni della Società umana e che ora sono concentrate nelle mani di pochi attori : Banche centrali, Hedge Funds, Fondi d’Investimento Sovrani , Grandi banche d’Affari , Grandi Multinazionali che spesso fanno parte integrante dei portafogli dei grandi Investitori Internazionali come Warren Buffet e Istituzioni Sovranazionali come il Fondo Monetario Internazionale .
Di cosa stiamo veramente parlando dunque ? E’ presto detto di capitali che controllano le risorse di tutto il pianeta ed in particolare di quelle cose estremamente vitali come le Fonti di Energia derivanti da combustibili fossili come Petrolio e Gas ,Nucleare e Rinnovabili che alimentano tutta la nostra tecnologia ed in estrema sintesi costituiscono al conditio sine qua non per mantenere e sostenere il nostro stile di vita e d il nostro stesso modus vivendi. Ovvero allora non si tratta di oscure società segrete ma dei principali attori della più grande, fiorente e misconusciuta industria
mondiale :
“ Il carattere fondamentamente tautologico dello spettacolo deriva dal semplice fatto che i suoi mezzi sono al tempo stesso il suo scopo. Esso è il sole che non tramonta mai sull’impero della passività moderna. Esso copre l’intera superficie del mondo e si bagna indefinitamente alla propria gloria”
L’industria globale del denaro che produce un enorme volume di derivati finanziari il cui valore complessivosupera di gran lunga il P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) del mondo intero che ammonta di svariate centinaia di trilioni di dollari. Si tratta dunque di un apparato complesso ed articolato che pochi conoscono col suo vero nome ma che copre il mondo intero con la sua influenza e che per funzionare di una struttura a rete, che utilizza la tecnologia informatica e cibernetica più raffinata ed avanzata In particolare sfrutta la Rete delleReti Internet che permette di effettuare transazioni finanziarie anche estremamente rilevanti in tempo reale da qualsiasi luogo del pianeta anche il più sperduto e considerato fuori mano.
“ Il” gioco è lo spontaneo svilupparsi ed arricchirsi della vita quotidiana .è la forma conscia del superamento dell’arte e della politica spettacolari”
Pertanto, prendendo le mosse dalla visione squisitamente strategica del generale pussiano grande avversario di Napoleone Bonaparte von Clausewitz , stratega molto amato da Debord spesso citato nei suoi libri , e che nella fase finale della sua vita gli dedicherà addirittura un libro - game “Game of War”(1987) ambientato nell’era napoleonica; nel nostro caso si tratta di un gioco strategico in cui il premio è il dominio finanziario del mondo ed in cui si affrontano players (giocatori) differenti grandi e piccoli: Investitori Istituzionali pubblici e privati, ma anche i piccoli investitori privati (retail ) che cercano di guadagnare dalle fluttuazioni dei mercati. Questo gioco interessa diverse migliaia di persone in tutto il mondo e si chiama trading e si svolge sui mercati finanziari. Per partecipare al gioco devi avere un computer collegato ad Internet , un conto aperto presso una bancaoun broker finanziariooessere tu medesimo bancaobroker e avere una quantità variabile di denaro da investire che va da pochi spiccioli a miliardi.
“ Lo spettacolo compreso nella sua totalità è nello stesso tempo il risultato e il progetto del modo di produzione esistente . Non è il supplemento del mondo reale, la sua decorazione sovrapposta. E’ il cuore dell’’ irrealismo della società reale”
Quindi come ho già detto prevede giocatori differenti alcuni grandi ed influenti altri molto più piccoli e microscopici, ma ciò che conta è che questi signori condizionano i mercati con la loro attività speculativa. Si sappia inoltre che come ho detto prima che stiamo indagando sui segreti della più grande e produttiva industria esistente al mondo in questo momento dove sono coinvolti grandi gruppi bancari ed assicurativi ma anche semplici imprenditori , privati cittadini e le loro famiglie: è un business E’ bene sapere, dunque, che , anche il tristemente famoso spread termine che indica la differenza di prezzo tra due diversi titoli , e che abbiamo visto riferito soprattutto al confronto tra i tassi di rendimento in ambito europeo tra titoli di Stato del Debito Pubblico Tedeschi e quelli di altre nazioni dell’Unione economicamente più deboli come Grecia , Spagna, Portogallo, Irlanda ed Italia i cosiddetti P.I.I.G.S; dipende in realtà da come si evolve questo wargame globale. E’ bene comprendere che si tratta di un gioco molto redditizio ma anche molto rischioso, in cui lo scenario più vasto è quello costituito dal mercato FOREX acronimo per Foreign Exchange Market : il grande mercato mondiale delle valute OTC (Over the Counting) cioè non regolamentato, in cui ogni giorno vengono scambiati diversi trilioni di dollari .
“Nello spettacolo immagine dell’economia imperante , il fine non è niente lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole riuscire nient’altro che a sé stesso”
Ecco perché stiamo parlando in riferimento a tale argomento della debordiana FUSIONE ECONOMICO-STATALE perché è chiaro che le valute Sono riferite agli Stati Nazione o ai gruppi di Stati come è per l’Euro che è la valuta unica dell’Unione Europea da circa un decennio. E’ bene inoltre sapere che in questo gioco (il trading) si può vincere guadagnando sia comprando che vendendo valute . Quindi se per ipotesi l’Euro andasse a picco e fallisse sicuramente qualche grosso investitore internazionale, che avesse scommesso preventivamente al ribasso ci quadagnerebbe parecchio come si può evincere dal grafico seguente (...Vedi PDF)
“I due campi non preparano effettivamente la guerra ma la conservazione di questo equilibrio , che è immagine della stabilizzazione interna del loro potere. Non c’è bisogno di dire che ciè dovrà mobilitare risorse gigantesche , poiché l’imperativo è quello di innalzarsi sempre più in alto nello spettacolo della guerra possibile”
A tal proposito inserisco un filmato illuminante circa la crisi finanziaria che ha colpito l’Islanda e su come il popolo islandese ha reagito e dove si vede la
macroscopica differenza tra il punto di vista e l’interesse del Broker finanziario e quello del privato cittadino fuori dal gioco:
brokerLe rivelazioni choc del broker inglese e la Rivoluzione islandese!wmv.wmv
Questa è il gioco della guerra del secolo XXI che coinvolge tutto il pianeta e determina
coi suoi movimenti il destino finanziario ed economico delle Nazioni . Questo è quello che ora viene chiamato impropriamente col termine troppo vago e generico di crisi finanziaria mondiale.In realtà la crisi è solo un effetto prodotto da queste attività tramite cui si governa oggi il mondo . Si tratta dunque a mio avviso di una nuova forma di Guerra Fredda combattuta non con armi convenzionali, batteriologicheo nucleari ma con il movimento dei capitali . IL fine ultimo quello di creare un equilibrio di forze che mantenga intatto un certo assetto geopolitico ed economico non è assolutamente cambiato . Sono cambiati gli attori principali ed il modo di combattere e forse anzi sicuramente il teatro di guerra ma non lo scopo finale della stessa.
“E’ la più vecchia specializzazione sociale , la specializzazione del potere , che sta alla radice dello spettacolo. Lo spettacolo è perciò una attività specializzata che parla per l’insieme delle altre. E’ la rappresentazione diplomatica della società gerarchica di fronte a se stessa, dove ogni altra parola è bandita. Il più moderno è anche il più arcaico”
E’ per questa ragione che l’Italia in compagnia di Stati deboli ed indebitati i già citati P.I.I.GS. rimane un Paese a sovranità limitata . La novità è che al posto dell’influenza oscuro e clandestino esercitato negli anni settanta del secolo scorso in piena Guerra Fredda dalle 2 opposte grandi potenze che si spartivano il domini del mondo U.S.A e U.R,S.S , il controllo oggi è palese e certificato e benedetto dai principali poteri finanziari e politici del mondo e certificato dall’Unione Europea e dal suo principale azionista di riferimento la B.C.E. (Banca Centrale Europea) unica detentrice della sovranità monetaria europea , che tra l’altro è uno dei principali players del wargame globale di cui abbiamo appena parlato . Ecco spiegato perché il nostro attuale premier del cosiddetto governo tecnico , il Prof. Mario Monti essendo un uomo molto stimato ed in vista nell’ambito dell’Establishment finanziario e politico che oggi governa il mondo tra l’altro uomo di di fiducia della potentissima banca d’affari americana Goldman Sachs è destinato ad acquisire sempre più importanza e rilievo a livello nazionale ed internazionale a meno che ( ipotesi che ora sembra poco probabile visto l’alto livello di gradimento presso popolo italiano oltre il 30% nonostante abbia alzato le tasse e fatto riforme altamente impopolari come quella delle Pensioni e del Lavoro che allo stato attuale delle cose rendono la vita più difficile e complicata per i cittadini italiani) il popolo italiano non si ribelli e decida diversamente ma sarà difficile dato che striamo parlando dell’uomo di fiducia, della vedette dei Mercati Internazionali i veri autentici sovrani del XXI secolo. E’ infatti la rete dei mercati che ho descritto in precedenza che si sviluppa e si esplica attraverso la madre di tutte le reti, Internet la grande Rete telematica globale , il veicolo tramite ,cui i grandi poteri politici economici e finanziari che oggi governano il pianeta di cui ho già ampiamente parlato in precedenza , esprimono la loro volontà e dettano le loro leggi. Tutto questo è ancora pià vero ricordando che sia i recenti scandali politici con spreco e ladrocinio di denaro pubblico, sia le vittime più deboli della cosiddetta crisi finanziaria internazionale precari disoccupati piccoli imprenditori tutti in grave difficoltà causato dalla terribile carenza e crescente carenza di liquidità finanziaria vedono un unico grande protagonista ed un unico comune denominatore: il denaro inteso come il flusso di enormi capitali globalizzati di cui grande parte è costituita dal debito sovrano delle Nazioni e come ho detto risalendo ab origine alla sorgente originaria della massa monetaria : le Banche Centrali e tutti gli altri organismi privati e pubblici che a livello mondiale regolano i flussi di moneta che circolano come ho già precisato liberamente senza alcun controllo (Over the Counting) nel mercato pià grande e liquido del mondo: il FOREX.
IPOTESI GAIA : IL FUTURO DELLA POLITICA?
“lo spettacolo non è nient’altro che il senso della pratica totale di una formazione economico-sociale, il suo impiego del tempo. E’ il momento storico che ci contiene”
Abbiamo capito che la forma più evoluta ed avanzata dello spttacolo debordiano è la rete. Infatti, non a caso Internet , l’enorme città globale virtuale, è diventata la nuova frontiera della politica nazionale ed internazionale ed il teatro dove si confrontereanno e si scontreranno coloro che vogliono prendere il potere. Pertanto, come ho scritto nel mio saggio , la merce ha raggiunto nella rete il suo più alto grado di sublimazione ed evoluzione. Si è dunque passati dalla costituente materiale definitivamente alla natura immateriale e feticistica della stessa. Si perché ora cihe è avere le informazioni corrette per poter avere l’accesso illimitato alle risorse materiali del pianeta che invece sono scarse e sempre più limitate . Controllare il flusso globale d’informazioni diviene dunque la parola d’ordine per ogni potere politico economico e finanziario che voglia dominare il mondo. Infatti raccogliere le giuste informazioni su tutto e tutti oggi è possibile proprio tramite Internet e anche la politica viene a far parte di questo sistema informativo integrato e capillare che sfrutta i social network e le web communities e i blog ed grandi portali informativi per affermarsi. Questa è la realtà che sta avanzando ed è per questo che il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo con la sua struttura basata sull’essenza stessa del web: il network ; sta V avendo tanto successo e ha dato origine a una forza politica di dimensioni notevoli che ora supera il 15% dei consensi e che promuove una nuova forma liquida della democrazia alternativa al sistema dei partiti tradizionali basata sull’affermazione di una comunità virtuale fittizia che si costituisce tramite l’interconnessione di molteplici identità vrtuali . Questi atomi condividono informazioni ed idee e formano il consenso espresso tramite il voto elettronico dando origine ad una coscienza colletiva che però esiste solo al momento della connessione in rete . La democrazia come la vita esiste solo nella sua rappresentazione telematica solo in Internet. Tale ipotesi inquietante ma anche di grande fascino per chi vuole sentirsi protagonista dei processi decisionali eè a mio avviso la forma più estrema e tecnicamente avanzata dello spettacolo debordaiano : il punto di non ritornno che può portare a una evoluzione digitale e postumana l’umanità A tal proposito nel sito di Gianroberto Casaleggio guru coofondatore del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo http://www.casaleggio.it/media/video/gaia-il-futuro-della-politica-1.phpsi puo vedere questo video del circuito You Tube
Gaia - The future of politics (tuvideo.matiasmx.com).flv
UNA NUOVA VISIONE DIALETTICA, OLISTICA E
CREATIVA DELL’ESISTENZA PER USCIRE DALLA CRISI
Guy Debord: Forecaster ante litteram e Futurologo d’eccezione , proprio come Ray Kurzel , che con 10 anni d’anticipo , preconizzò la grande sconfitta del Campione di Scacchi Kasparov contro il supercomputer Big Blue . O lo stesso è a mio avviso assimilabile a figure squisitamente contemporanee come il celebre futurologoVito di Bari. La mia tesi ,dunque ,che fondamentalmente vuole andare oltre tutto ciò che fino ad ora è già stato detto e scritto su Debord è che la sua figura intellettuale non sia tanto e solo quello del profeta della Società Tecnologica di Massa , ma bensì di un geniale artista d’avanguardia capace di elaborare teorie filosofiche estremamente efficaci , pregnanti ed incisive applicabili in campo sociologico ed economico . Si tratta non semplicemente di prevedere il futuro come potrebbe fare un cartomante, ma anticipare il Futuro in modo metodico e scientifico individuandone ed analizzandone i prodomi presenti già nel proprio presente. Poco importa, a mio avviso, se tale importantissimo lavoro riconosciuto di recente come tesoro nazionale della Francia da parte dell’ex ministro della cultura francese Christine Albanel viene classificato come palesemente antimoderno anche basandosi sugli umori e le convinzioni politiche e sociali dello stesso Debord
“La mappa non è il territorio “ (Alfred Korzybski fondatore della disciplina della Semantica Generale esposta nel suo testo “Science and Sanity pubblicato nel 1933)
Invece, quello che a noi importa ,come già detto in precedenza , è poter utilizzare le teorie ed il lavoro artistico di G. Debord e della sua Internazionale Situazionista per poter comprendere e risolvere le problematiche che ora ci affliggono che risultano essere la naturale evoluzione di quelle che già facevano la loro comparsa negli anni sessanta e settanta del secolo scorso. Quindi a noi interessano gli sviluppi futuri di questo importantissimo lavoro teorico-pratico e le applicazioni presenti non ci interessa essere degli esegeti puri dell’autore che è stato e continua ad essere idolatrato , basti pensare che il suo testo più significativo, La Société du Spectacle del 1967, è diventato un libro di culto. Per noi invece è un meraviglioso oggetto di studio e di ricerca, che come un vulcano di idee in perenne eruzione ci offre sempre nuovi spunti di riflessione,e strade innovative e ci suggerisce seguendo le tecniche della psicogeografia per ridefinire il territorio culturale, sociale, politico ed economico del nostro mondo in continua e repentina trasformazione, del quale le mappe ora presenti ed in nostro possesso spesso risultano essere non più attendibili .
W. Benjamin: l’opposto caratteriale ed intellettuale di Debord, “Detective Melanconico”(M.Bertozzi), capace di identificare attraverso l’utilizzo della “facoltà mimetica”, la capacità di percepire l’essenza vitale pulsante in tutte le cose, proprio come gli antichi Sciamani, l’anima del Novecento, a cavallo di due secoli l’un contro l’altro armati e comprendere tramite la percezione della scomparsa dell’aura dell’opera d’arte l’avvento del dominio della Scienza e della Tecnica che rendono l’arte riproducile all’infinito come un prodotto industriale e fruibile dalle masse. Entrambi dunque in questa sede sono miei strumenti per creare una nuova originale teoria filosofica che fonde insieme le parti migliori della critica filosofica e sociologica del nostro modello socioeconomico ad opera della Scuola di Francoforte ed il détournement (straniamento ) Avanguardista insito e sviluppato nello Spettacolo Debordiano .
Questo melange esplosivo di filosofia estetica avanzata e cultura d’avanguardia costituisce il mio personale logos filosofico che muove dalla critica della nostra Società Capitalistica Tecnologica e Globalizzata, per poter poi invece offrire degli spunti per poter uscire in concreto dalla situazione di paralisi e crisi che ora ci attanaglia. Qui propongo anche la mia particolare originale exit strategy che utilizza i vettori dell’Arte e del Pensiero Creativo, per poter provare a riuscire dove Politica , Economia e Sociologia hanno fallito. Ora andrò ad illustrare quello che potrebbe considerarsi il Manifesto di questa visione della vita che è anche e soprattutto una proposta di rinnovamento del Pensiero Occidentale basata sui miei studi, condensati in modo sintetico ed efficace in questa pubblicazione , ma anche sulle mie esperienze personali e sui studi inerenti discipline che incontrano e si intrecciano con la cultura e la Filosofia dell’Oriente ed in particolare con le tradizioni filosofiche e religiose dei 2 grandi giganti emergenti India e Cina.
D.O.C.
•Dialettica •Olistica •Creativa
La Visione Dialettica contro il Pensiero unico: una scelta consapevole di Libertà
Visione dialettica perché la vita è piena di apparenti contraddizioni ma se si va a vedere con attenzione la medaglia ha sempre due facce ed il duale è solo una proiezione dell’uno… E ogni cosa si trasforma sempre nel suo opposto come il bruco alla fine della sua vita diventa farfalla come aveva capito il grande Filosofo taoista cinese Lao Tse. Hegel grande Filosofo Tedesco questo lo sapeva Bene e sapeva che per progredire ed evolvere la Natura deve bruciare sé stessa realizzando il suo superamento (Aufhebung ). Il movimento dialettico è quello che caratterizza la vita e le da autentico significato. Quindi il pensiero unico non ha ragion d’essere ed è semplicemente la morte della coscienza , la sua totale abdicazione ed il suo totale annichilimento . Il pensiero è eterna espressione di confronto dialettico tra gli opposti da cui sgorga la potentissima energia vitale che ci da origine .
Una Visione Olistica per uscire dalla frammentarietà della società contemporanea
“Il Genio é colui che ha il coraggio di scegliere la soluzione migliore ai problemi, di vedere con chiarezza che é sempre quella più breve e semplice per risolverli. Il genio é colui che arriva subito al cuore delle questioni non essendo mai tentato dalla schiavitù dei dettagli irrilevanti che lo occultano, e che non fanno altro che snaturare una realtà semplice rendendola assurdamente complessa. E di agire immediatamente di conseguenza! ( Rowland Anton Barkley e Raimondo Galante ).
Dal greco όλος, cioè "la totalità". Perché la vita umana da sempre è inscritta nei cicli della natura in cui ogni cosa ha il suo motivo di esistere e va presa in considerazione . Ed è per questo che per avere valore la vita deve essere considerata in tutti i suoi aspetti e bisogna avere una visione d’insieme e di sintesi che ci permetta di cogliere la poliedricità del reale e vivere la vita nella sua meravigliosa pienezza . Inoltre solo una visione s’insieme ci può donare una conoscenza capace di cogliere la complessità della realtà , che spesso riposa su una semplicità strutturale che certamente non si ravvisa qualora si fosse tratti in inganno dall’osservazione dei particolari che presi singolarmente possono nascondere il senso profondo ed autentico della stessa .
La Creatività per sconfiggere la passività della Società dello Spettacolo
L’atto della creazione è un atto propriamente divino perché solo la Divinità ha il potere di creare qualcosa che prima non esisteva dal nulla . E l’essere umano di biblica memoria ,creato a immagine e somiglianza di Dio, ha la stessa sua facoltà . Questo lo dimostrano millenni di invenzioni nel campo delle Scienze, delle Arti e delle Lettere. Dunque l’essere umano per considerarsi tale , deve creare e deve considerare la sua vita come una meravigliosa opera d’arte Unica ed Irripetibile. Ogni umano è qui su questa Terra perché ha uno scopo preciso una missione da compiere, un segno indelebile da lasciare con la sua presenza. La vita dunque è un atto creativo solo così può considerarsi degna di essere vissuta. La vita dunque è come un romanzo che reca sempre insegnamenti importanti : il Romanzo Filosofico della Vita. Creatività è anche comprendere che la Scienza e la Tecnica non devono essere nemiche dell’essere umano ma riprendendo in modo efficace questi concetti riconducendoli alle forme originarie di techne e poiesis: ovvero quelle espressioni della creatività umana che presiedono alla produzione del vero del bello come indicato sul saggio “La questione della tecnica” di M. Heidegger. Lo strumento tecnico anche il più avanzato e sofisticato inteso e trattato come la tela e gli strumenti per dipingerla del pittore . Certo per far questo bisogna comprendere che l’artista deve entrare in simbiosi con la macchina che diventa una sua estensione ma questo non può e non deve costituire un problema ed un ostacolo anzi deve costituire un incentivo ed un potenziamento delle capacità creative dell’essere umano che può evolversi in forma digitale come suggerisce la saga del film Tron (1981-2010) prodotto dalla Disney senza perdere la consapevolezza della sua essenza ma anzi arricchendo la sua personale esperienza . La tecnologia, infatti, è il dono prometeico che ci rende simili alla divinità di cui a memoria biblica siamo la rappresentazione e la fedele proiezione. Per questo bisogna sempre ricordarlo ed anzi inaugurare con la merce un rapporto in cui torni ad essere centrale l’essere umano che si serve di essa per migliorare la propria vita e d essere più libero non certo più schiavo. Quindi riprendere e realizzare il sogno degli Alchimisti portando a termine la Grande Opera Alchemica: trasformare la propria immaginazione in realtà utilizzando tutti gli strumenti tecnici ed artistici per raggiungere questo straordinario ed importantissimo obiettivo.
Siamo al termine di questo vero e proprio viaggio nel pensiero in primis dei miei principali interlocutori filosofici ovvero soprattutto
G. Debord e l’Internazionale Situazionista, poi sicuramente anche W. Benjamin ed il pensiero critico della Scuola di Francoforte e che ha visto sullo sfondo onnipresente ed imperante la presenza delle Avanguardie storico-artistiche del Novecento, con particolare riferimento al pensiero estetico del Futurismo nella persona del suo illustre e geniale fondatore Filippo Tommaso Marinetti. Tutti quelli che ho qui nominato li considero come miei mentorifilosofici e appartenenti alla mia rete di illustri collaboratori intellettuali , il cui studio appassionato, approfondito, e sicuramente intensamente vissuto, mi ha permesso di individuare e formulare le direttive principali ed i capisaldi un mio personale pensiero filosofico, che potrei tra le altre cose definire ipertestuale e strategico.-Esso stesso, infatti, parimenti allo spettacolare debordiano, che a mio avviso anticipa e definisce magistralmente l’essenza di Internet, si configura come una struttura a rete in cui ogni originale pensiero filosofico rappresenta un nodo che si interconnette agli altri seguendo la logica di funzionamento del détournement ed utilizzando i percorsi alternativi ( si potrebbe anche definire in altri termini come lateralità del pensiero) della psicogeografia per poter perseguire una precisa strategia attraverso cui raggiungere vittoriosamente i propri obiettivi.
18:14 Scritto da asinorosso1 in cinema e tv, E-BOOK, tecnologia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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