30/09/2010

FUTURISMO2000-da Marinetti a Rossotrevi di R.Guerra

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FUTURISMO 2000

-la dis-continuità futurista: da Marinetti a Rossotrevi

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 Roby Guerra

 

*già editi on line in Controcultura Supereva (2009/2010)

 

Prologo:

Futurismo 100: Contro Bonito Oliva presentista *da Azione Futurista


Il centenario futurista, volge al termine…. Tra celebrazioni di indubbio valore mediatico, compleanni di …futuristi e futurismi contemporanei, tutt’oggi attivi, meno giovani e giovani che confermano e dimostrano la continuità aggiornata del Movimento (pur nell’accezione contemporanea postmoderna più liquida e immateriale e sinergica che rigida e militante…): tra e nonostante l’altrettanto mediatica pretesa commemorazione liturgica.

Archiviazione paradossale ma neppure celata della continuità futurista, censure più o meno volontarie o per analfabetismo o scarsa volontà d’ informazione (parzialmente anche casuale, dovuto alla velocità incontrollabile dell’informazione stessa attuale) da parte dei grandi quotidiani cartacei, delle riviste e delle istituzioni anche “ufficiali”, di molti critici contemporanei.

Tra quest’ultimi, l’improbabile Achille Bonito Oliva del recente centenario fiorentino e non solo… da combattere negli anni a venire se.. non si aggiorna: Bonito Oliva non è mica un cretino, anzi, nota figura dell’avanguardia del nostro tempo- Transvanguardia…- noi futuristi siamo oggettivi, scientifici e aperti..idem lo staff del Mart di Trento, sede anche di archivio importante, ma….

Noi vogliamo la codificazione ufficiale senza se e senza ma o qualsivoglia altra congiunzione del Futurismo post1944 (Futurismo Oggi) post2005(Liberi dalla Forma blog Netfuturismo) post2007 (la Fontana Rossadi …Rosso Trevi) e post2009 (Futurismo 100! neofuturisti, transumanisti, connettivisti) nell’interesse nazionale e dell’avanguardia -futurista- che ha rivoluzionato l’arte e la cultura moderna, finanche oggi, postmoderna o neomoderna e postumana!

Alcune realtà neofuturiste organizzate comunque sono dati di fatto a volte interfacciate.

Il neofuturismo quasi accademico(ma in senso assolutamente atipico, anzi rivoluzionario..dall’Accademia all’Avanguardia delle Scienze) Transumanista (sede a Milano) dei vari Riccardo Campa, Stefano Vaj, Giulio Prisco, Guillame Faye, Adriano Scianca, Mafalda Grandi,Emanuele Pilia, e altri, associazione culturale scientifica, sezione italiana di un movimento internazionale ben noto, che coinvolge centinaia di scienziati di chiara fama o anche artisti, quali Nick Bostrom, Natasha Vita More e Max More, Marvin Minsky, lo stesso Bruce Sterling e molti scrittori di science fiction.

I transumanisti hanno codificato il futurismo e la sua attualità persino ciberporfetica e postumana in uno dei centenari compleanni del 2009, Futurismo Live, Ferrara (20 2 2009 a cura di Azione Futurista Roma-Ferrara), evidenziato persino nello special mediatico (Rai Due) più importante dedicato al Centenario: Il Futuro del Futurismo. E non ultimo il volume più importante Divenire Futurismo 3 recentemente uscito, sull’avanguardia futurista appunto, oggi e nelle sue prospettive postumane.

Il neofuturismo d’avanguardia, appunto, di FTM Azione Futurista, Roma, Ferrara— di Graziano Cecchini Rosso Trevi, Roberto Guerra, Maurizio Ganzaroli e altri, lo stesso Giovanni Tuzet: appunto intrecciato con il movimento transumanista sia per il centenario ferrarese Futurismo Live che per la pubblicazione significativa di cui prima.

Ancora: il performer poeta musicista e saggista di Bologna Valerio Zekkini e i PCCORP, il cosiddetto Futurismo Postcontemporaneo, molto noti nell’underground.

Oppure le astronavi più giovani: i fantascientifici cosiddetti Connettivisti (centenario di Bergamo, diverse antologie, un imminente volume letterario dedicato proprio al futurismo), i vari Sandro Battisti, Marco Milani, Kremo Baroncini, Francesca Fuochi (e molti altri), fino a Giovanni De Matteo e Francesco Verso, vincitori persino del Premio Urania Mondadori-Fantascienza, anch’essi in sinergia con i Transumanisti.

Non ultimo,anzi..(a medio lungo termine tra i più autorevoli). i giovani futuristi del web di Antonio Saccoccio, (anche Getto, NetaBalla e altri, attivi in Italia e anche all’estero. Ovvero, Netfuturismo, un 2009 esplosivo,  dopo molte web sperimentazioni, ricco di iniziative (Cagliari, Latina, Viterbo eccetera) anche all’estero- Saccoccio- (Spagna), autentici figli di Internet, flotta dalla rotta più singolare, ma non per nicchia avanguardistica, ma per la partcolare navigazione sperimentale (con Netfuturismo..il Web è il Messaggio.. autentici Nativi Digitali, Saccoccio il primo a lanciare scientificamente e sistematicamente il Futurismo nel web). Significativa anche una intervista di Saccoccio con Luce Marinetti, scomparsa incredibilmente proprio nel fatidico 2009 futurismo 100! (e contatti Netfuturismo anche con gli stessi Guerra, Scianca, Tallarico e i transumanisti).

Inoltre, il gruppo storico di Futurismo Oggi, letterario pittorico del compianto eroe del secondo novecento Enzo Benedetto, i vari Antonio Fiore, lo stesso Tallarico , lo stesso Giorgio Di Genova- critici e saggisti- , anche in certa misura Baldo Savonari, eredi di Balla e Boccioni, con centenari personali e collettivi a Roma, Lecce e anche, via clip o convegno (Fiore e Savonari), per lo stesso centenario ferrarese.

Oppure, come sempre, artisti e scrittori, disseminatti in tutta Italia che a modo loro attraversano il futurismo, meno giovani e molto giovani.

Ad esempio, i giovani scrittori di Alesandria (o anche Venezia) del gruppo aperto di Gian Luca D’Aquino, tra cui Manuela Vio, Alessia Baldi, Massimo Leitembregher e altri. Lo scrittore, giovanissimo, di Salerno Zairo Ferrante (promotore del cosiddetto Dinanimismo letterario) Gli stessi Riccardo Roversi, Lamberto Donegà, Alex Gezzi, ferraresi. I cosiddetti, anche, giovani Transavveristi o talenti letterari quali Dario Gidantka e Noam Benasky. I musicisti Daniele Lombardi, Nuovo Futurismo, Funkman, Massimo Croce (italo-egiziano prossimo a Netfuturismo, Alfonso Santimone e D.J. Afghan; Rebecca (prossimi a FTM Azione Futurista di Rosso Trevi), BioBietaBunker, InSintesi, oltre ai PCCORP e Zekkini.

I video artisti o multimediali Filippo Landini, Eugenio Squarcia, Alessandra Fabbri, Andrea Forlani, D.J. Afghan, Ms Larsen (italo-danese): gli stessi celebri Roberto Carraro, Claudio Castelli (italo-belga), la straordinaria Laurina Paperina, Ms Larsen.

Da segnalare anche l’importante complicità di un certo Paolo Ruffilli, erede della migliore neoavanguardia italiana, la generazione di Adriano Spatola e Andrea Zanzotto, che ha aderito al centenario ferrarese curato da Guerra e Rosso Trevi. E lo stesso Vittorio Sgarbi, con l’esperimento quasi dannunziano politico-culturale di Salemi (con lo stesso Cecchini). Il celebre critico d’arte, certamente futuristico.

Concreta inoltre, nel nuovo futurismo l’attività editoriale:pubblicazioni continue singolari e collettive, i transumanisti, Guerra e altri, riviste on line e off line, da Ad Futurum Post dei Netfuturisti e Next dei Connetivisti, a Futurismo 2009 e Sands From Mars di FTM Azione Futurista, persino quest’ultima editing on line..; H+ Magazine dei Transumanisti, Connettivismo e l’editing Diversa Sintonia. E infine Antonio Fiore, regolari prestigiosi cataloghi ogni personale, spesso a cura del critico d’area Giorgio Di Genova.

Sinergie anche con Video Festival Internazionali o d’avanguardia urbana (Guerra e i transumanisti, Cecchini, Landini- The Scientist e High Foundations a Ferrara)…partecipazioni individuali o collettive a mostre o performance importanti: la già citata equipe postfuturismo oggi di Fiore e Tallarico ( Roma., Lecce eccetera), idem i netfuturisti (vedi sopra i luoghi), Ms Larsen ancora a Roma, Maurizio Ganzaroli a Milano (New Ars Italica a cura di Kristina Snajder), ovvio Rosso Trevi, tra Salemi (dove è assessore) e la Sicilia a Firenze, Catanzaro eccetera, in particolare la mostra fotografica sul Tibet libero e i Karen in Birmania, esito di un reportage live, trasmesso a suo tempo anche dalla celebre Radio Radicale. Infine, a Ferrara, Guerra con Ganzaroli, la stessa poetessa Sylvia Forty il writer pittore Marco Jannotta, gli stessi Gezzi e Squarcia con la rassegna multimediale Tiffany Art Club , quest’ultimi anche a Milano.

Per il futuro: al di là delle differenze, a volte non interfacciabili per contingenze storiche, resta il fatto della necessità probabile di una campagna continua sistematica, alternativamente hard e soft, provocatoria e scientifica, mediatica, nel web e off line on the road performance e editoriale, verso la generazione dei Bonito Oliva e di certa casta della cultura e della criptica d’arte nazionale, casta dei giornalisti d’arte… compresa. .

Il futurismo, oggi, come Scienza sola Igiene del Mondo (d’Italia nello specifico), per creare nel nome del futuro, dell’etica e dell’estetica della conoscenza scientifica, fondamentalmente condivisa da tutte le astronavi futuriste post1944 e post2009…, nuovi scenari possibili e desideranti anche metapolitici e ciberculturali.

Una sfida alle stelle sulla Terra e in Italia destinata comunque a vincere, in quanto nei fatti il Futurismo, la più complessa e geniale e ineguagliata avanguardia culturale italiana che ha semplicemente fondato l’avanguardia contemporanea e che, oggi, grazie anche al web eccetera, lancia nuovamente le sue bombe intelligenti e innamorate, o le sue parole colori numeri chip algoritmi digitali, umani e postumani, nell’agorà di certa stessa arte contemporanea, sempre propulsiva, ma fortemente inquinata da mediocrazia, consumismo deteriore e defuturizzazione.

L’esercito del Futuro è tornato, cari Bonito Oliva! From 1909 al ..2109! “Noi futuristi ci saremo, Voi?”

AZIONE FUTURISTA ROMA-FERRARA Roby Guerra Graziano Cecchini….

 

1.MARINETTI post1944: la continuità futurista

E’ possibile, anche alla luce del centenario futurista(1909-2009), celebrato ovunque più del bicentenario di Darwin (link… mediatico significativo), affermare criticamente certa continuità futurista, oggettivamente ininterrotta, fin dall’immediato secondo dopoguerra, dopo la scomparsa di Marinetti?

Come noto, critici e storici dell’arte, spesso fino a pochi anni orsono francamente per motivi soprattutto ideologici, hanno archiviato l’avanguardia futurista proprio con la scomparsa del fondatore Filippo Tommaso Marinetti: peraltro, già ben prima del centenario altri critici e storici, minoritari nel panorama “accademico”, ma pur sempre autorevoli, hanno chi direttamente chi tacitamente rivendicato, al contrario la continuità del futurismo, se non come movimento organizzato, quanto meno sia come Idea ancora attuale, sia come esperienza concreta e documentabile di alcuni gruppi d’artisti, attivi anche dopo la scomparsa pretesa del futurismo.

Ci riferiamo ai critici e storici d’area futuristica: De Maria, Apollonio, Tallarico, Verdone, Grisi, Salaris, Di Genova, Crispolti, Scudiero, nonché ad artisti critici significativi quali Enzo Benedetto Record (cosiddetto dallo stesso Marinetti), Antonio Fiore, Baldo Savonari, finanche più recentemente a certa nuova ondata neofuturista (ma i suoi promotori rifiutano tale suffisso se non per convenzione), rappresentata dal celebre e spettacolare Graziano Cecchini, dai più giovani simultaneamente scrittori e saggisti Futurguerra e Giovanni Tuzet, fino a futurologi di fama internazionale, i cosiddetti transumanisti di Riccardo Campa (e anche altri storici o artisti, di cui ci scusiamo per eventuali omissioni).

Collateralmente anche i cosidetti Connettivisti, new wave della fantascienza italiana, rivendicano certa continuità futuristica, quantomeno come una delle matrici.

Infine: per dirla con Bloom, il futurismo è stato chiaramente rivendicato come matrice da parte delle più importanti cosiddette neovanguardie del secondo novecento: in Italia dallo stesso Gruppo 63 (la generazione dei vari Zanzotto, Eco, Sanguineti, Balestrini, lo stesso giovane all’epoca Ruffilli- e quest’ultimo ha aderito anche a certo neofuturismo contemporaneo). Finanche autori notissimi, in ambiti diversi: Nam June Paik per la video arte o arte elettronica, lo stesso Baj e gli stessi John Cage o Kraftwerk e Brian Eno nella musica elettronica, colta cosiddetta o tecnopop.

In ogni caso due fatti indiscutibili segnalano la continuità del futurismo, pur anche in certa ovvia
di-scontinuità che, a ben vedere, appare trasparentemente una delle evoluzioni persino prevedibili del futurismo stesso storico (secondo la critica convenzionale): la continuità futurista si è sviluppata soprattutto sul versante filosofico-estetico modernista e postmoderno; insomma l’estetica della macchina futurista, il futurismo come futurologia quasi utopica.

Tale paradigma caratterizza, tra bordi più umanistici e altri più “scientisti” le aree neofuturiste sopraindicate. E attualmente quasi il Futurismo, alla luce proprio di certa futurologia italiana, appare quasi tra le matrici del cosiddetto Transumanismo dell’ AIT di Riccardo Campa, quasi una codifica contemporanea ufficiale.

Più specificatamente a livello strettamente artistico: a partire fin dal secondo dopoguerra, per inziativa dell’aeropittore Enzo Benedetto a Roma (di origini calabresi) e altri artitisti del cosiddetto secondo futurismo anteguerra, eventi futuristi sono documentati dalla stampa italiana: ad esempio la Mostra di Bologna a inizio anni 50, decine di futuristi ancora storici e nuovi (compresi Balla e Depero).

E così via: sempre con la figura di Benedetto centrale, esperienza oggettiva del Futurismo post1944 culminata con le riviste anche editoriali Arte Viva e Futurismo Oggi, quest’ultima attiva fino al 1993 con la scomparsa di Benedetto stesso, sorta di rivista ufficiale, interfaccita persino con realtà eccellenti quali il Moma di New York e il Centre Pompidou di Parigi, oltre all’Electro Instiute del bruitista francese J.M. Vivenza.

Benedetto, gli stessi Grisi, Tallarico, Sartoris e altri futuristi i protagonisti, assieme a futuristi dichiarati nuovi quali, su tutti il pittore Antonio Fiore Ufagrà (e il Movimento Afrà) tutt’oggi attivissimo.. Con Futurismo Oggi collaborarono anche gli stessi Savonari e Futurguerra, poi attivissimi l’uno con il proprio gruppo Terzo Futurismo (e altre decine di neofuturisti) e l’altro promotore in seguito proprio del neofuturismo, curatore del centenario futurista di Ferrara, proprio con Graziano Cecchini, adunata signficativa del centenario di neofuturisti, transumanisti, connettivisti. Inclusi postfuturisti vari (i videomakers Filippo Landini, Andrea Forlani, Giacomo Verdoia e Dino Marsan, la fotografa Ms Larsen, lo scrittore Riccardo Roversi, il futuribile Maurizio Ganzaroli, le band electropop PCCORP di Valerio Zecchini (noto saggista anche), Insintesi in particolare, oltre a Rebecca, quest’ultimi non presenti a Ferrara), evidenziata anche dai media nazionali (ad esempio lo speciale Il Futuro del Futurismo sulla Rai).

Inoltre, sempre post-futuristi, a livello letterario da segnalare il Gruppo Dietro L’arte di Alessandria di vari Gianluca D’Aquino, Manuele Vio e altri autori di un recente antologia ebook, dedicata a Luce Marineti

Dopo Futurismo Oggi, infatti, la continuità futurista è documentata nettamente sia dal web sia off line, proprio dai gruppi sopraindicati, con inziative, performance, mostre pubblicazioni cartacee e on line, webzine: in particolare, ripetiamo i futurologi transumanisti interfacciati proprio con il Futurismo attivo più “ufficiale” di Graziano Cecchini Rosso Trevi e lo stesso Futurguerra. Da segnalare, nel web, un indubbio fermento di nuovi gruppi neofuturistici (ad esempio da La Voce Futurista dei vari Brugnoli e Di Carlo ai Netfuturisti di Antonio Saccoccio ai cosidetti Transavveristi, ed altri). Oltre all’editing on line proprio neofuturista di Futurguerra, Cecchini e altri, Futurist Editions, con già diversi ebook editi tra cui la prima biografia ufficiale di Rosso Trevi e le biografie minime dei futuristi contemporanei, atualmente attivi.

Il futurismo post1944 (definizione felice del critico Giorgio Di Genova) semplicemente esiste: avanguardia attiva degli anni duemila, tra altre, ma con una sua peculiarità “storica” che la caratterizza e differenzia anche in senso critico rispetto a certo manierismo trash delle postavanguardie stesse.

2. Centenario del Futurismo: Effetto Rosso Trevi!

 

Lo scorso 19 febbraio, RAI Due in tempo reale, live, con lo speciale Il Futuro del Futurismo, per il container televisivo atipico e brillantissimo Palco e Retropalco (a cura di Felice Cappa, Elena Beccalli e altri), ha celebrato significativamente il Centenario di Marinetti e l’avanguardia futurista: lo speciale mediatico più significativo, con scansioni televisive sui centenari più autorevoli, di Roma, Milano, Bologna, Trento, Rovereto; e Ferrara per l’originalità, l’unica a cura di futuristi contemporanei, viventi, prova di certa continuità aggiornata del Movimento Futurista.

Non a caso, in merito, un rapido ma puntuale passaggio televisivo ha avuto per protagonista Graziano Cecchini Rosso Trevi, non solo artista spettacolare e mediatico, ma anche videoartista e conferenziere esplosivo (come ben sottolineato anche dal neofuturista Maurizio Ganzaroli).

Tutt’oggi, ma avviate anche già in anticipo nel 2007/2008… proseguono le inziative celebrative, in Italia e in tutto il mondo: un Futurismo 100 non stop incredibile, fenomeno sconosciuto per qualsiasi celebrazione non solo dell’avanguardia artistica, lo stesso bicentenario di Darwin (ma aggiungiamo oggettivamente un purtroppo) pure ben evidenziato non regge quantitativamente e mediaticamente al confronto.

Insomma, a parte alcune omissioni clamorose (proprio anche a Venezia che pure nel 1986 con Futurismo e Futurismi a cura di Pontols Hutton, rappresentò una svolta ufficiale per Marinetti e il Futurismo, dopo decenni di censure e rimozioni ideologiche…), solo minimamente compensate in Laguna da alcune iniziative collaterali, Futurismo 100 è un Boom non più censurabile o archiviabile dalla cultura italiana, anche perchè il Futurismo aggiornato è ancora in prima linea nella guerra per il futuro e certo umanesimo scientifico contro passatismi e controrivoluzionari, culturali e politici.

Quel che si sottace, la Casta è la Casta, è tuttavia il detonatore di un Futurismo 100 boom del genere: senza la Fontana Rossa di Graziano Cecchini a Roma del 19 10 2007, il centenario, pur sicuramente in ogni caso presentissimo ed efficace, avrebbe avuto un boom assai più contenuto, né probabilmente certo rilancio del futurismo sarebbe stato possibile fuori dalle nicchie dell’avanguardia stessa.

Con un solo Bel Gesto, Rosso Trevi con la Fontana Rossa, mixando idealmente l’arte vita pensiero+azione dei futuristi con i necessari aggiornamenti dei vari Warhol e Christo, ha bucato i media, un bug che come un fungo atomico ha determinato l’effetto domino e farfalla del Futurismo 100 boom.

Né come si è preteso Fontana e Rosso Trevi son stati un’invenzione dei media: controcorrente i Media come Internet sono un divenire incontrollabile da qualsivoglia soggettività umana: è lo spirito della macchina concretizzato a dirigere la danze, necessaria interfaccia uomo-macchina-natura-scienza-tecnologia-media-futuro, dove peraltro il virus umano, in tal caso la potenza dell’azione futurista di Graziano Cecchini, è elemento fondamentale e sorprendente.

Un’altra provocazione meno efficace, diversa, ovvio non avrebbe fatto scattare la radioattività, per così’ dire mediatica, né l’Effetto Rosso Trevi sul Centenario e sul futuro dell’avanguardia futurista.

Tale sottovalutazione dell’azione futurista di Rosso Trevi, non solo la Fontana Rossa, ma certamente quest’ultima un nuovo manifesto live…per gli anni duemila del Futurismo, rivela da un lato il come terminale di troppi presunti esperti culturali persino pretesi dell’avanguardia, soprattutto la miseria di analisi mediatica in Italia… nonostante proprio i precursori futuristi, gli stessi D’Annunzio e Malaparte, oltre a Gramsci, Pasolini e Umberto Eco ( e certa semiotica italiana). Non a caso Rosso Trevi fu subito difeso e spalleggiato dai vari Toscani e Sgarbi, artisti della critica dei media e della pubblicità insoliti in Italia.

L’effetto Fontana Rossa, disvela, infine, proprio la controcultura elettronica insita nei new media anche off line, nel Reale: all’improvviso, qualche fatto, non solo d’arte, fa saltare ogni previsione o scansione lineare, un arcobaleno squarcia il binario, l’azzurro del cielo… in questo caso il Rosso Trevi inaugura orizzonti inediti propulsivi per il futuro.

 

Il NetFuturismo del web

Da inizio anni duemila è il massimo promotore del futurismo nella Rete: Antonio Saccoccio, suo il primo blog e manifesto del neofuturismo on line, nella Rete, fino all’evoluzione costante, griffata[...]

Da inizio anni duemila è il massimo promotore del futurismo nella Rete: Antonio Saccoccio, suo il primo blog e manifesto del neofuturismo on line, nella Rete, fino all’evoluzione costante, griffata appunto Netfuturismo, una rete ulteriore disseminata in Italia e anche all’estero, decine di aderenti, tra cui il giovanissimo talento NetBalla, Gianluigi Ballarani e il romagnolo Gianni Getto. altro ideologo del movimento.

E’ l’ala giovane e propulsiva più autorevole del neofuturismo contemporaneo post 1944, con un sito assai bello e numerosi blog (Liberi dalla Forma e altri), tutti interfacciati, in una sorta di transnet sottomenu in divenire ed elaborazione. Con -anche- l’importante magazine periodico cartaceo off line (e on line) Ad Futurum Post.

Con Saccoccio e i netfuturisti, il “web è il messaggio” preconizzato dalla Scuola mcluhaniana, oggi Derrick de Kerckhove, è specchio verificabile: al di là dei contenuti, sempre arditi e provocatori, peraltro soprattutto nel leader supportati da una solidissima formazione umanistica e cibernetico sociale (è Professore atipico), la news netfuturista, rispetto alle altre ali del neofuturismo contemporaneo, è proprio il leitmotiv di Internet e i suoi codici come matrice rivoluzionaria dinamicamente autoreferente.

Come accennato, tutto ebbe inizio verso il 2005, con un primo manifesto neofuturista di Antonio Saccoccio. Già nel primo blog Liberi dalla Forma e nei primi manifesti, periodicamente seguiti da molti altri, la filosofia netfuturista era lucidamente delineata e suggerita: guerra elettronica a passatismo e presentismo dominanti nella cultura nazionale, l’elaborazione di un vero e proprio umanesimo informatico, inzialmente appunto direttamente nella Rete con l’approfondimento e la prassi di una nuova comunicazione non più+ monodirezionale, passiva, come i media preRete,(ma attiva e squisitamente cibernetica come sognavano Norbert Wiener e Von Neumann…) contro certo stesso link diffuso degli Internauti che spesso usano ancora la Rete in tal senso arcaico e moderno; inoltre l’esaltazione del blog come nuova arma e astronave della mutazione.

Più recentemente, dopo anni quasi di laboratorio netfuturista estetico- scientifico soprattutto nel virtuale, on line, la navicella Netfuturista, proprio nell’anno del centenario, ha comunicato per così dire i risultati (brillanti e affascinanti) con numerose iniziative live, a Forlì, Otranto, Roma, Viterbo, Cagliari, Latina e così via. Alcuni dei manifesti sono stati tradotti anche all’estero, ad esempio in Spagna e Germania. Saccoccio stesso, inoltre ha pubblicato in un volume antologico a più voci sulla cultura italiana, un saggio rivoluzionario e fondamentale sui new media e la rivoluzione dei blog e del web in genere.

Divenire elettronico di Netfuturismo e dello stesso Saccoccio non irto di ostacoli e equivoci anche politici, alla luce proprio del centenario: equivoci da consegnare a qualche reset o archivio semplicemente cartaceo e cestinare.

Fondamentalmente- i Netfuturisti- sono aideologici e metapolitici, al passo con la fine delle ideologie del novecento, di cui anzi Internet proprio è sorta di Medico-Legale per la ultrabenvenuta autopsia, laddove ogni opzione politicante è soprattutto codice liquido e relativo, verso una metapolitica basata sull estetica e l’etica magari dell’ immaginazione e della conoscenza scientifica: come tutti i gruppi importanti neofuturisti oggi attivi.

Soprattutto nel futurismo contemporaneo in generale i problemi sociopolitici sono interpretati soprattutto come questione di macchina pensante operativa e funzionalista (non esistono Ponti di Destra o Sinistra, ma solo appunto Ponti concreti efficienti sicuri in base a leggi scientifiche e fisiche..figurarsi magari in ottiche futuriste Star Gates!) .

Purtroppo, anche con i Netfuturisti, alcune sinergie sono state bollate con il vecchio linguaggio stalinista culturale sempre in agguato in Italia! Come dire: siccome Eco a suo tempo firmò un celebre documento contro Calabresi, quindi Eco è un terrorista!

Invero, in controluce, semmai, proprio il centenario ha codificato certa schizofrenia uletriore nella cosiddetta cultura attuale cosiddetta di sinistra: mentre a livello critico Salaris e molti altri han già fatto piazza pulita del clichet ideologico futurismo-fascismo- pregiudizio, ovvio, per profondo analfabetismo culturale e anche storico-artistico, molta stampa e anche molti addetti ai lavori culturali istituzionali ancora esorcizzano il futurismo.

Maledizione o anche sano revisionismo postmoderno, il futurismo ancora pare attrarre maggiormente certa Nouvelle Nouvelle Droite cosiddetta contemporanea, al di là delle opzioni dei neofuturismi contemporanei, fondamentalmente e globalmente al di là della destra e della sinistra obsolete.

Non a caso, forse proprio in querelle con certo andazzo mediatico e anche con il fatale ritualismo convenzionale delle celebrazioni, Saccoccio e i netfuturisti proprio per il centenario hanno lanciato un manifesto sorprendente: dall’Uccidiamo il Chiaro di Luna a… Dobbiamo Uccidere il Futurismo, ovvio, anche paradosso coraggioso e seducente.

Netfuturismo: nel sito appare questa splendida definizione, al passo anche con un altro postulato fondamentale e condivisibile del movimento: vale a dire l’analisi continua, congetturale, radicale, dinamica e continua della Scuola del/dal futuro, necessità decisiva per l’evoluzione sociale in senso umanista e netfuturista dell’Italia ancora passatista o decadente presentista.

Netfuturismo>: “Il Net-Futurismo è Futurismo. Futurismo del XXI secolo. Futurismo artistico-scientifico. Lontano da banalizzazioni e politicizzazioni. Contro passatismo e presentismo. Continuiamo e superiamo ogni giorno l’avanguardia fondata nel 1909 da F. T. Marinetti”..

 

4. Divenire 3 Futurismo: a cura di Riccardo Campa

 

Tra gli esiti del centenario futurista, rientra senz’altro Divenire 3 speciale Futurismo (Sestante edizioni, Bergamo 2009)atipico e originale volume a cura di Riccardo Campa e l’ASSOCIAZIONE ITALIANA TRANSUMANISTI (sede a Milano) sezione Italia di H+ (ex W.T.A.), movimento culturale scientifico disseminato in circa 100 paesi, con autorevoli e anche noti scienziati,medici, intellettuali, artisti tra i suoi membri (lo stesso Bruce Sterling, tra i padri del cyberpunk, oltre a celebrità quali Natasha Vita e Max More, Nick Bostrom, gli stessi Giulio Prisco, Ugo Spezza e molti altri).

Divenire è la rivista specifica editoriale dell’AIT, giunta ora al terzo volume, dedicata alla ricerca attuale scientifico culturale riguardo alle tecniche del cosiddetto postumano, in breve alla futurologia più accreditata.

La filosofia transumanista rientra nel solco delle scienze umane radicali e progressiste, in modi peraltro aperti e eclettici, interfacciata consapevolmente anche con l’Arte rivolta al Futuro.

Divenire 3 Futurismo, sintetizza anche certa svolta futurista del movimento, la ri-scoperta di certa matrice culturale e artistica rintracciata proprio nella rivoluzione dell’avanguardia marinettiana.

Un’opera pertanto particolarmente significativa: il riconoscimento quasi accademico (ma scientifico…e rivoluzionario)della più importante stagione culturale e di modernizzazione dell’Italia, nel primo novecento, espressa dal Futurismo.

Futurismo reinventato ora in senso opposto alle infinite celebrazioni, operazione quasi inedita nella cultura italiana, certamente proveniente da un contesto assai autorevole: in quanto, anche, il volume dimostra certa continuità stessa del Futurismo, prova scientifica questa ricerca non più rimuovobile dalla cultura italiana e dalla storia dell’arte e del futurismo in particolare.

I contributi saggistici stessi provengono, oltre che dallo stesso Campa (Presidente dell’AIT e Sociologo della Scienza all’Università di Cracovia, Polonia), che sottolinea l’importanza storica del volume per il Futurismo, da futuristi, neofuturisti, transumanisti, intellettuali noti, alcuni molto noti, contemporanei, viventi e attivissimi nei rispettivi campi d’azione.

Campa ha evidenziato le connessioni tra Transumanesimo, Futurismo, Nietzsche e politica, con una alta anche querelle con il pur brillantissimo storico Emilio Gentile, confutando certa storia dell’arte italiana che tende ancora a storicizzare il futurismo, a ridimensionare certa continuità: critica a Gentile che – in senso più ampio- vale per tutti i critici o storici dell’arte attardati in buona o mala fede… conseguentemente sia a livello culturale che finanche politico.

In tal senso Campa oltre, (alla luce anche poi di certa critica non ideologica)a evidenziare un neomovimento che rivendica con fatti concreti off e on line tale continuità futurista, sottrae anche il Futurismo a certi equivoci storici ideologici, dimostrandone al contrario la sua essenza progressista.

Non ultimo, anzi punto di partenza, Campa traccia chiaramente il divenire Transumanista contemporaneo nel suo archetipo, tutt’oggi pulsante, appunto futurista.

Operazione quest’ultima al centro anche del saggio di Stefano Vaj, segretario dell’AIT, docente di Tecnologia all’Università di Padova, con parole dirompenti e poetiche: futurismo e sovraumanismo, alla luce di certo postmoderno neonietszchiano, articolato con modulazioni soprendenti, per un postmoderno ed un postumano forte, oltre certo pensiero debole e nichilista volgare.

Temi approfonditi, nel cosiddetto senso archeofuturista, dal celebre scrittore (e a suo tempo anche per ben 2 volte parlamentare francese) Guillame Faye: un’amplificazione complessa, filosofica, storico-antropologica persino, una trasmutazione concettuale e epistemica, la liberazione dell’uomo nella sua attuale mutazione tecnoscientifica da certo archetipo stesso monoteista occidentale, esaurito nella sua spinta propulsiva.

Dio è morto…per la liberazione dell’Uomo, finalmente creatore, artefice del destino futuro, altro DNA parallelo espresso proprio dal Futurismo e da Marinetti. Il ritorno stesso degli Dei ma disincantati, necessaria energia solare per una sorta di Futurismo della Luce, di cui il Transumanesimo è oggi Astronave peculiare dell’Uomo Nuovo scientifico e della trasformazione almeno sociobiologica in atto. Un saggio tra le righe esplosivo.

L’Uomo nuovo futurista è al centro stesso del saggio di Adriano Scianca,intellettuale e leader di Casa Pound: contributo che conferma l’eclettismo anche postideologico del transumanesimo. L’Uomo come archetipo di sé stesso, quasi, riflesso oggi nei nuovi archetipi del Robot e del Cyborg. Sullo sfondo in particolare la psicologia di un certo Karl Gustav Jung: sulla scia di certi “splendidi reazionari”, più progressisti e solari del riduzionismo tardomarxista…

Poi, i saggi più strettamente futuristi, autori proprio i promotori più noti del futurismo italiano oggi con i manifesti del centenario presentati a Ferrara nel centenario Futurismo Live (raduno, convegno, video dei futuristi contemporanei attivi, Neofuturismo(FTM Azione Futurista), Transumanisti, Connettivisti, Futurismo Oggi, con la presenza stessa di Campa e Vaj): rilancio del futurismo di cui proprio Divenire 3 è sorta ora di codificazione ufficiale.

Vale a dire, il celebre Graziano Cecchini Rosso Trevi e il poeta FuturGuerra. Rosso Trevi con un remix “atomico” quasi del Manifesto del 1909, dall’estetica della macchina futurista alla Velocità del Gygabite. Un neomanifesto programmatico e significativo. Guerra con un manifesto storico-poetico proprio dedicato al futurismo post1944 nelle sue articolazione fino al 2009. FuturGuerra stesso poi è presente con il saggio (già edito nel 2000), ” Marinetti e il 2ooo”, di taglio culturale e futuribile “retrospettivo”,ovvero Marinetti futurologo ante litterm, precursore dell’era del computer e Internet.

Inoltre, sempre in ambito futuribile, saggi brillanti su certo immaginario futurista: del giovane talentuoso intellettuale, Francesco Boco, sull’interfaccia futurismo fantascienza, con originali analisi su certa fantascienza futurista poco nota, e del musicologo Andrea Aguzzi, sull’influenza della musica futurista (Russolo, Pratella) sulla musica contemporanea, industrial, eccetera, del nostro tempo: dagli Intonarumori al computer.

Infine, di particolare rilevo, l’intervento della storica Mafalda Grandi, nuovamente su Emilio Gentile e la sua analisi storica dei rapporti futurismo-politica, ulteriore confronto critico ma dialettico, riguardo uno comunque degli storici contemporanei più creativi e adeologici.

In definitiva, nell’attuale letteratura critica futurista: il più importante contributo critico-Divenire 3 Futurismo- attualmente reperibile, non storicizzante, ma punto di partenza per il futurismo artistico, culturale e nello specifico scientifico- transumanista del XXI secolo.

 

5.Valerio Zekkini e i Postcontemporanei: Bologna overground

 

Nella storica Bologna Alternativa, non solo ad esempio Wu Ming, Luther Blisset, Bifo, certa area editoriale tipo Pendragon e Argo, oltre ai classici Dalla e Guccini, certamente link tutt’oggi tra i più creativi di certa controcultura contemporanea.

Da diversi anni, meno noto per questioni anche ideologiche, ma celeberrimo e quasi di nicchia e cult, spicca l’azione futurista postcontemporanea di Valerio Zekkini (al secolo Zecchini) e i suoi PCCORP, Postcontemporary (o Postcontemporanei).

Zekkini: saggista e poeta d’avanguardia, diversi libri all’attivo, l’ultimo (Patriottismo Psichedelico) proprio per Pendagron, performer e musicista appunto con l’electroband sopraindicata, autore anche ai limiti di certa poesia sonora elettronica, come evidente tra l’altro nel suo remix musicale con i PCCORP proprio del Manifesto futurista di Marinetti, dall’artista cantato declamato con rara efficacia.

Oltre a certa profondità analitica, originale e controcorrente, Zekkini, come accennato è robot da palcoscenico: proprio in questi giorni l’ha confermato a Bologna, conferenza e presentazione di Manzotin Mantra, ultimo cd dell’electroband, come ben evidenziato da La Repubblica:

“Il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica creerà una atmosfera di catarsi cosmica…..Il Collettivismo del benessere e della felciità del Villaggio della salute più di Monterenzio”, alcuni dei postcontemporanei aforismo futurismi lapidari dell’artista futurista bolognese.

Naturalmente anche per il centenario Zekkini, con Rosso Trevi e altri tra i principali promotori della continuità futurista post1944, è già stato protagonista, con conferenze e performance in tutta Italia, tra cui quella del centenario futurista di Ferrara, in cui ha presentato anche uno dei suoi iconoclastici ed eretici videoclip, Funerale per Berlusconi, spiegandolo quasi in antitesi al titolo apparentemente irriverente e prevedibile idoelogicamente.

Proprio tale video, stile Zekkini come altri, con forti venature anche neodadaiste, è forse una password per captare con le gisute antenne la poetica di Zekkini, la sua originalità rispetto all’underground italiano del nostro tempo. Outsider rispetto a certe sovrastrutture ancora politicamente trasparenti di certo underground overground, Zekkini e con i PCCORP, è quasi la versione elettronica dei ben noti ex CCCP, precursori di certa tecnocultura anarchica post centri sociali.

In Zekkini, peraltro, proprio per la coscienza e il substrato futurista del progetto, il suo cyberpunk all’italiana appare più davvero postcontmmporaneo: disincantato, leggero, imprevedibile, senza certe zavorre: ad esempio, fin dal titolo Manzotin Tantra è già un icona significante e irriducibile. Oppure, proprio a Bologna, certi lussi d’avanguardia, tipo recitare Carducci e Foscolo (a modo suo) travestito da pellegrino islamico in preghiera seduto sul classico tappeto maomettano, certamente non è un’apologia, ma provocazione ben più prossima ai versetti satanici di un Rusdhie.

Semplicemente potente e programmatico, infine il suo Manifesto per Futurismo 100, su Marinetti e il futurismo oggi, con la chicca, da Zekkini comunicata ai media probabilmente per primo della scoperta del celebe manifesto edito in Italia su un quotidiano emiliano il 5 2 1909, anteprima persa dalla memoria storica, anziché il 20 Febbraio su Le Figaro a Parigi….

 

6. I Connettivisti: la nuova fantascienza italiana

Una new wave letteraria italiana, postinternet (nata infatti e operativa, interfacciata nel web) sta emergendo dai piagnistei e dai lamenti ipocriti di certo umanismo parolaio nazionale: (Quest’ultimi) scrittori e intellettuali di retroguardia che esteriorizzano con penna tra l’altro millantatrice, niente Arte, roba da scrittura creativa o da seminari di approffondimento per professorini universitari, spesso di dubbia nomina….

Ci riferiamo alla nuova fantascienza italiana, già informazione forse perturbante per i tesserati paracoop delle Belle Lettere frequentatori dei salotti, meglio dei bordelli anoressici e frigidi dei vari Campiello, Strega e altri cimiteri della Parola cosidetta contemporanea… “Urania”, Calvino, ieri l’altro Evangelisti, lo stesso Baldini e pochi altri han finalmente generato una new équipe figlia di Internet e del’Immaginario tecnologico capace di scrivere fantascienza, classica e cyberpunk, al passo con lo standard internazionale, dove già insegnano Star Trek nellle Università.

Vale a dire l’avanguardia cosiddetta Connettivista (la griffa già un software…): il Connettivismo, avanguardia della new wave fantascientifica italiana, già anche del giro Mondadori o della futurologia più d’avanguardia (Transumanismo), già segnalati in programmi Rai, eccetera: i vari Giovanni De Matteo, Sandro Battisti, Marco Milani, Francesco Verso, Krhemo Baroncinij e molti altri (i primi 3 fondatori del movimento), sparsi in tutta Italia, da Roma a Bologna a Rovigo e Milano…

Attivissimi nel web e su facebook, tra siti e blog, anche interfacciati con le altre avanguardie culturali italiane emergenti (transumanisti e neofuturisti appunto), vantano anche una casa editrice cartacea “Diversa Sintonia”, tra le migliori della fascia piccolo-media: iper…ciberattivi anche off line quindi, con (dal 2008), ben tre antologie e almeno un paio di centenari futuristi festeggiati (“Futuri Connessi” a Bergamo, “Jazz Festival Roma”.. più con futuristi e transumanisti un centenario marinettiano a Ferrara, con gli stessi Graziano Cecchini e Riccardo Campa).

Ora, recentissima, la terza antologia: A.F.O Avanguardie Futuro Oscure…..(edita proprio da Diversa Sintonia): Autori Vari, ovvero, U. Bertani, M. Moretti, F. Carignani Battaglia, M. Milani, M. Landini, C. Ferranti, G. De Matteo, F. Fazzari, G. Agnoloni, A. Tonelli, L. Baroncini, M. Marino, S. Battisti, D. Mastrapasqua, P. Ferrante. Presentazione il 7 agosto 2009 nell’ambito proprio del Jazz Festival di Roma (Villa Celimontana).

In precedenza, le altre due produzioni: Supernova Express (2007, Ferrara edizioni; con introduzione di Valerio Evangelisti) e Frammenti di una Rosa quantica (2008), sempre antologie di fantaracconti, programmatici- Supernova… - e di ricerca linguistica e narrativa - … Rosa quantica.

Un filo di silicio e d’Arianna costante: racconti non infiniti, ma straordinario mix polifonico tra tutte le tendenze e le cifre storiche della fantascienza, pur, ovvio, con magari impronte digitali postcyberpunk inevitabili e pertinentissime. La fantasciemza, finalmente anche in Italia come letteratura non di nicchia o di confine, con mappa e territori statici come un ranch o una fattoria, ma finalmente praterie di alieni, cyborg, robot, fanciulli mutanti scorazzanti, a caccia (metaforicamnete) di scrittori parolai privi sia d’orologio che calendario, da terminare: non ultimo una fantascienza calda sobria, sottile, fredda spettacolare, codificante finalmente anche in Italia l’Immaginario tecnoscientifico ormai debordato nel Reale, in interrfaccia senza linee di gesso o password obsolete.

La fantascienza come postletteratura italiana degli anni duemila: persino banale, ma mutazione della Parola ..finalmente non più daltonica, anzi la Parola manipolata geneticamente in Colore, le Stelle nuovamnete desiderate dai giovani scrittori per violarle, ma anche per illuminare meglio i Sassi che ancora imprigionano e frenano il volo della Terra e dgli Umani. Vedere i sassi terrestri (letterarati Idiot Lettré, compresi, per dirla con Enzensberger) per identificarli e lanciarli nello Spazio a evolversi.. come l’Australopiteco di Kubrick con l’osso del Mammuth…

Una fantascienza “positiva” senz’altro nella Cifra letteraria, né distopica, né banalmente utopica, finalmente nuovamente futuribile e desiderante: quasi un postrealismo fantamagico del duemila!

 

7. Città di Salemi futurista: dopo Vittorio Sgarbi

A parole, forse da Garibaldi e da 1000 tardogiacobini alla piemontese.., il ritornello sul cosiddetto Mezzogiorno è sempre lo stesso: solo una potente rivoluzione culturale potrebbe riscattare il Terzo[...] A parole, forse da Garibaldi e da 1000 tardogiacobini alla piemontese.., il ritornello sul cosiddetto Mezzogiorno è sempre lo stesso: solo una potente rivoluzione culturale potrebbe riscattare il Terzo Mondo d’ Italia dalla sua antropologia culturale arretrata rispetto al modernismo del Nord e di Milano….

Lasciando perdere i consueti copioni, inclusa l’affermazione succitata penalizzante la complessità della questione globale mediterranea, qualcosa di nuovo oggi esiste nel profondo sud, nel Regno dei Mandarini e dei Cannoli, delle Eolie e dell’ Etna e della Valle dei Templi…

I media, generalmente, ridimensionano il nuovo orizzonte, a volte pure prevalgono perplessità non sempre in buona fede: va da sé, lo sbarco in Sicilia e nel villaggio di Salemi in particolare di un certo Vittorio Sgarbi ha inaugurato la prima rivoluzione culturale siciliana degna di questa nome, forse, dalla fatidica Unità d’Italia…

La superficie, almeno, è nota: dal 2008 Sgarbi è sindaco di Salemi nel trapanese: comunque vada a finire, ha innestato il virus della Bellezza e della Creatività con un ‘equipe tecnecratica (tekne=arte…) insolita e unica; in chiave postmoderna, meno vitalistica e guerrigliera Salemi è una microrepubblica simile a quella vagheggiata e persino sperimentata dal vate Gabriele D’Annunzio in altri tempi.

Anche l’archetipo è simile: futuristico/decadente/estetizzante: così con Sgarbi abbiamo alcune delLe figure culturali meno convenzionali del Bel Paese: gli scandalosi Oliviero Toscani, noto per spot choc, Graziano Cecchini, il gentilvandalo della fontana rossa di Trevi, psichiatri e critici d’arte speciali e controcorrente quali Paolo Crepet o Philip Daverio, eccetera.

Anche il linguaggio sembra appartenere ad un ‘Isola Diversa: l’Isola che non c’è… di Peter Pan memoria, come sincronicamente almeno proprio Cecchini in un video recentissimo ha in certo modo evocato: Assessori alla Creatività, al Nulla , ai Sogni, alla Giustizia un inquisito in senso letterale da magistrati degni di Sant’Ignazio di Loyola…(sempre Rosso Trevi)…..

Comunque, da quel 2008 imprevisto, una miriade d’ iniziative culturali e politico-culturali, nientaffatto elitarie, tra avanguardia e gastronomia: le ultime, proprio recenti, un convegno su un certo Leonardo Sciascia, un festival del cinema Religioso.

Ancor prima, a memoria, secondo scansioni non cronologiche, …: tra le scommesse più pragmatiche il rilancio di Salemi con coraggiose aste virtuali underground per edifici da restaurare in vendita a 1 euro! Anche Bill Gates, pare, ha aderito…

Tra le scommesse meno estetizzanti, spiccano, come già accennato, le battaglie per una nuova legalità in Sicilia, guerre alla mafia originali e atipiche, tra Cosa Nostra e la Cina amcora comunista,

con la complicità sinergia con il Dalai Lama e la liberazione del Tibet, non ultimo anche la Birmania (e il popolo dei Karen) con una mostra itinerante nell’Isola proprio di Graziano Cecchini, a suo tempo in prima linea giornalistica (via anche Radio Radicale), proprio al Fronte Birmano (da cui le photo choc e mai retoriche dell’evento stesso).

La cultura, si sa, anche nell’era di Internet e della velocità contemporanea, purtroppo ha ritmi lentistici: in ogni caso il seme è gettato, nel bene e nel male, con tutti i chiaroscuri che si pretendono (in realtà assai scarsi, calunnie ben pilotate dai conervatori della Sicilia… eufemismo e i loro portanews irradiati coem neoplasie in tutti i media nazionali): una microrivolzuione irreversibile.

L’energia della Sicilia come atomo indivisibile è stata già sprigionata, il nucleo frantumato, piano piano come un battito di farfalla, nuovi elettroni dopo Sgarbi e Salemi ruotano …tra Erice (Città della Scienza) e Agrigento (Citta dei Templi antichi…).
Il countdown è attivato e felicemente irreversibile….

Tra qualche decennio giovani tibetani gusteranno mandarini elettronici e cannoli turistici nella Capitale del Mediterraneo: la “Mama ” sarà solo una Grande Madre riprodotta in diecimila musei virtuali prenotabili solo on line!!! E l’Etna un vulcano dalla lava azzurro cielo….

 

APPENDICE

Futurismo del terzo millennio: Graziano Cecchini Rossotrevi

Intervista a ROSSOTREVI. 1° Maggio blitz futurista. Roma, 1° Maggio - Piazza San Giovanni - Concertone in programma (diretta Rai3).

All’improvviso rompe l’atteso ma ormai prevedibile copione, Graziano Cecchini, l’artista romano de La Fontana Rossa, Piazza di Spagna, Ara Pacis (?), Free Tibet.

Un altro F-Day, una di quelle “giornate futuriste” che hanno rilanciato concretamente l’avanguardia rivoluzionaria di Marinetti.
E’ bastato un telone giallo,grande di tre metri per trenta,100 bombolette spray, e la forza del nostro Rosso Trevi per far incuriosire prima e partecipare poi centinaia di ragazzi. In poco tempo writers a go go e via con l’opera d’arte collettiva, “il primo graffito futurista del terzo millennio”… “è nato il Futurismo alla velocità del gigabyte” e così via alcune delle parole netstoriche di Rossotrevi ai giornalisti de L’Unità, La Repubblica, il Corsera, Tgcom, mentre decine, centinaia di tecnowriters, nativi digitali, figli di Basquiat, Haring componevano Futurismo Rossotrevi.

Un vero proprio Blitz futurista quello del
1° Maggio, Festa dei Lavoratori…e nuovo rito pop del popolo preteso ancora rosso dagli old media.
Mentre lì, sotto il palco del concertone Graziano Cecchini, dava veramente voce a tutti sfatando il vecchio equivoco ideologico del futurfascismo.

D- Cecchini: Nuovo blitz futurista al 1° Maggio, appuntamento annuale che ancora oggi avviene sotto la bandiera della sinistra…
Graziano Cecchini- In una recente intervista, sull’ Opinione della Libertà, tra le righe l’avevo annunciato: qualcosa di finalmente e realmente popolare, e l’idea ho deciso di realizzarla tra la gente. Quale occasione migliore di oggi?
Tanta gente, tante teste, tante idee. Idee che mi auguro siano giovani come i giovani che sono qui oggi.
Credo molto nei giovani, li spero attivi, informati, interessati, curiosi.
Oggi i giovani, ma non solo loro, formano il popolo del web che segue la musica on line e va ai concerti, una net-generation che -nonostante tutti i lacci politicanti- vuol divertirsi assieme, si evolve. E con poco ci insegna che la realtà è ben diversa dalla “realtà virtuale” dei politicanti di oggi.
Ecco perché un Graffito gigante e collettivo, con i graffiti dei writers, la loro poesia, la loro energia.

D-E ‘ quindi nato il futurismo di sinistra?
Graziano Cecchini- Non esiste un futurismo di destra o un futurismo di sinistra. Il futurismo è stato sempre anarchico e rivoluzionario, ma è sempre stato radicato anche radicato alla realtà e al tessuto sociale.
Persino a Fiume i futuristi se si vuole erano di sinistra… L’ha detto anche Bifo! A Ferrara, i miei amici futuristi sono tutti radicali libertari, lo san tutti tranne gli amici di Franceschini che è riuscito a boicottare un centenario che abbiamo portato persino sulla RAI! Persino Gramsci riconosceva la forza del futurismo già nel 1920! “I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari;…quando sostenevano i futuristi, i gruppi di operai dimostravano di non spaventarsi della distruzione, sicuri di potere, essi operai, fare poesia, pittura, dramma, come i futuristi…”

Ma destra e sinistra, qui non c’entrano, qui c’entra l’emozione che ha un unico colore, quello dell’energia e dell’azione.
I futuristi in origine andavano in piazza col popolo. Oggi a Roma ho restituito il Futurismo al popolo e ai giovani, e la risposta è stata dirompente, più forte di quella che mi aspettavo. L’entusiasmo salva i giovani di oggi, che combattono nel modo più diretto che conoscono le bugie di una classe dirigente che non ha minimamente idea di quello che si vive per la strada.
Ancora una volta la ricetta si dimostra giusta: Idea + Azione = Creazione.
Appena si dà alla gente, in particolare ai giovani, la possibilità di esprimersi il risultato è sempre sorprendente ed emozionante. Si parlava una lingua intorno allo striscione: la lingua delle emozioni,

una lingua che non ha bisogno di traduzioni. E guai a volerla etichettare!

D- Insomma il Futurismo del Terzo millennio è il Futurismo di Internet
Graziano Cecchini- L’esperimento del 1° maggio ha dimostrato anche questo. La velocità non viene solo ritratta nella sua stessa raffigurazione, ma entra concettualmente e materialmente nell’espressione stessa dell’opera futurista.
Dopo 15 minuti la performance era su YouTube, su Facebook, su numerosi blog che seguono le mie azioni.
Le fotografie, i video dei ragazzi fatti con i loro cellulari venivano inviati in svariate città italiane e non solo. Tedeschi, francesi, spagnoli, tutti entusiasti e partecipi insieme ai loro amici che erano rimasti a casa.
La velocità del megabyte a servizio dell’arte e delle emozioni.
Per quanto si possa dire che Internet è un mezzo già vecchio, la sua “democraticità” e la sua velocità permettono di trasmettere il momento della creazione quando questa avviene e non più solo ad un’elite, ma al mondo. Senza trucchi, senza ritocchi. L’idea diventa azione e viene comunicata.

D-E cosa ci dice del Futurismo e dei Diritti Umani?
Graziano Cecchini- Ripeto, la possibilità di avere in casa un pc e un collegamento ad Internet permette di avere a portata di mouse una velocità di comunicazione impensabile fino a qualche decennio fa. E che dire dell’I-Pad Mac?
Certo, questi strumenti non sono ancora una possibilità per tutti, ma in diversi casi hanno permesso

di venire a conoscenza di episodi e notizie che altrimenti non sarebbero stati veicolati dalla comunicazione istituzionale. Basti pensare ai blog che dall’Iraq sono partiti dalla stessa popolazione irachena per raccontare quello che stava succedendo.
Purtroppo però c’è ancora troppa censura e ancora la storia viene scritta dai vincitori, ma Internet comincia a far parlare anche i più deboli, le minoranze e spesso può veicolare problemi e realtà sconosciute ai più.
Futurismo è agire, è agire e vivere immersi nel contesto sociale che ci circonda e oggi, nel terzo millennio, il nostro contesto è il mondo. Non si hanno più scuse, non si può più dire “non lo sapevo”, non ci si può più nascondere e ignorare la realtà dei fatti.
In questo contesto io, anche tramite internet, insisto nel comunicare e far conoscere una realtà che purtroppo non riesce ad ottenere la visibilità che meriterebbe: la situazione del popolo Karen, un popolo dal quale tutti noi potremmo imparare molto. La situazione in Birmania è grave da più di 60 anni, ma ancora oggi gli interessi delle multinazionali riescono a nascondere.
Il 1° maggio di un anno fa ero sempre qui, a Roma, con il Pullman Rosso “Free Burma”, in mezzo alla gente per raccontare tramite un libro fotografico la realtà birmana.
Oggi che ogni parte mondo è così vicina, il Futurismo ha il dovere di lottare per ogni ingiustizia, per ogni causa per cui vale la pena di combattere.

Rossotrevi ha citato persino Gramsci: ecco il testo completo, significativo…:
(da Ordine Nuovo, 5 1 1921)
“… I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari; in questo campo, come opera creativa, è probabile che la classe operaia non riuscirà per molto tempo a fare di più di quanto hanno fatto i futuristi: quando sostenevano i futuristi, i gruppi di operai dimostravano di non spaventarsi della distruzione, sicuri di potere, essi operai, fare poesia, pittura, dramma, come i futuristi… I futuristi hanno… distrutto, distrutto, distrutto… hanno avuto la concezione netta e chiara che l’epoca nostra, l’epoca della grande industria, della città operaia, della vita intensa e tumultuosa, doveva avere nuove forme di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio; hanno avuto questa concezione nettamente rivoluzionaria, quando i socialisti non si occupavano neppure lontanamente di simile questione, quando i socialisti certamente non avevano una concezione altrettanto precisa nel campo della politica e dell’economia, quando i socialisti si sarebbero spaventati (e si vede dallo spavento attuale di molti di essi) al pensiero che bisognava spezzare la macchina del potere borghese nello Stato e nella fabbrica”.

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HTTP://WWW.MYSPACE.COM/AZIONEFUTURISTA

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