11/01/2010

Ferrara-La Città Lunare Download-Guerra Roberto

 www.myspace.com/edizionifuturiste

 

FOSSATO ROSSO.jpg

 FERRARA: LA CITTA’ LUNARE DOWNLOAD (1980-2010)

 Micrografie su oltre 100 artisti ferraresi

   

*versione on line aggiornata de La Città Lunare (Este Edition, 2006)

 

ROBY GUERRA

 

  • tranne diversi inediti o note su volumi, i presenti scritti di Guerra ( a volte riveduti) sono gia’ apparsi su diverse riviste, ecc., off e on line, tra gli anni 0ttanta e il 2010…

 

**Micrografie su:

D.J.Afghan-Alberto Amorelli-Andrea Amaducci-Ivano Artioli-Gianluca Balestra-Alberto Balboni-Federico Benedetti-Giuliana Berengan-Francesco Bettin-Dario Berveglieri-Sandro Bevilacqua-Daria Bignardi-Andrea Bonora-Davide Bregola-Marco Boni-Stefano Bottoni-Nedda Bonini-Marialivia Brunelli-Debora Bubalini-Emanuela Calura-Antonio Caggiano-Giuseppe Calò-Riccardo Campa-Alberto Canetto-Barbara Cannetti-Giorgio Cattani-Graziano Cecchini-Antonella Chinaglia-Elisabetta Chinarelli-Caterina Costanzo-Lorenzo Cutuli-Alexandra Dadier-Luigi Dal Cin-Marcello Darbo-Lamberto Donegà-Sebastiano Di Gennaro-Emidio De Stefano-Emilio Diedo-Silvia Donini-Luca Duò-Alessandro Duran-Alessandra Fabbri-Fabbriano-Gianni Fantoni-Federico Felloni-Giorgio Felloni-Franco Ferioli-Zairo Ferrante-Massimo Festi-Giulia Fontanini-Andrea Forlani-Arturo Forti-Sylvia Forty-Sergio Fortini-Futurguerra-Federico Garberoglio-Maurizio Ganzaroli-Genesio-Enrico Gherardi-Dario Gigli-Corrado Govoni-Caterina Gruber-Marco Jannotta-Vincenzo Jannuzzo-Marc Kober-Gowind Khurana-Filippo Landini-Federica Manfredini-Roberto Manuzzi-Stefano Marcolini-Dino Marsan-Carlo Mascellani-Adriana Mastellari-Luvi Lu-Paolo Micalizzi-Dino Marsan-Lorenzo Mazzoni-Marco Milani-Enzo Minarelli-Marco Montanari-Matteo Musacci-Ms Larsen-Tommaso Bardo Occari-Louis Olivencia-Matteo Pazzi-Roberto Pazzi-Franco Patruno-Monica Pavani-Marco Pironi-Ivan Plivelic-Leonardo Punginelli-Carlo Rambaldi-Marinella Rescigno-Alberto Rizzi-Alberto Ronchi-Riccardo Roversi-Alfonso Santimone-Lucio Scardino-Marco Sgarbi-Vittorio Sgarbi-Mirko Sgarzi--Mario Slener-Gabriella Soavi-Roberto Soffritti-Eugenio Squarcia-Giorgio Stefani-Claudio Strano-Ilaria Tani-Marco Tani-Marco Teti-Vitaliano Teti-Selim Tietto-Maurizio Tumiati-Valentino Tavolazzi-Gabriele Turola-Giovanni Tuzet-Cristina Venturini-Giacomo Verdoia-Debora Villani-Vittorio Zanella--Marco Zavagli-Sebastiano Zuccatelli-

Note sull'autore-Recensione de La Città Lunare edizione cartacea-2006-Collaudo postmoderno (Per una cultura alternativa)-Premessa: L’Ariosto e gli eretici-Micrografie (100 e + Artisti...ferraresi-Conclusioni: Futurismo e rinascimento-Appendice: Interview Zero One

 

NOTE SULL'AUTORE

 Nota di Riccardo Campa (H+ webzine TRANSUMANISTI AIT) 11 8 2009

 “ Roberto Guerra coordinatore di AIT Ferrara”

E' ufficialmente nata la sezione ferrarese dell'Associazione Italiana Transumanisti. Coordinatore della sezione e' lo scrittore futurista Roberto Guerra, autore di diversi libri e articoli, tra i quali il saggio "Marinetti e il Duemila" pubblicato nel terzo numero di Divenire”

Nota da La Nuova Ferrara (Intervista a Paolo Ruffilli) 8 2 2009

 (Paolo Ruffilli)L’archetipo futurista, in quest’anno di celebrazioni, è ancora dinamico o solo un “The End” paradossale?  «Un movimento carico di energie come il futurismo continua a dettare stimoli ben oltre il secolo che andiamo a celebrare. Certo, tutto intanto si sviluppa e si modifica... per forza! Solo ciò che si trasforma può continuare. Ma la spinta è ancora forte. Perciò ho aderito al centenario di Ferrara, curato - ed è forse l’unico evento- da futuristi attivi e contemporanei, come il vostro Roberto Guerra».

Nota da La Nuova Ferrara (a cura di Vincenzo Iannuzzo) 12 8 2009

 IL fascino del Futurismo”

Una raccolta completa di saggi nell'anno del centenario

 “Saggi programmatici, sulla storia, la filosofia, la musica, la dimensione sociale, la fantascienza e la futurologia, sono questi gli argomenti del volume uscito in questi giorni, a cura di Riccardo Campa, dal titolo “Divenire 3 Futurismo” (Sestante Edizioni). Nell'anno del centenario è forse il trattato programmatico più significativo del Futurismo odierno che ancora affascina storici, storiografi, artisti, filosofi e studiosi. All'interno scritti dello stesso Campa, Vaj, Faye, Scianca, Grandi, Aguzzi, Boco, Cecchini, tutti docenti universitari o artisti di fama, compreso quello dello scrittore ferrarese Roberto Guerra (capostipite del nuovo futurismo ferrarese, in sinergia con Graziano Cecchini, alias Rosso Trevi). Il volume include anche i manifesti del centenario di Ferrara, curato dallo stesso Guerra e Ferrara Video&Arte, evidenziato anche da Rai 2...

Nota da Estense Com: The Scientist, omagggio a Moana Pozzi (8-10-2009)

"Per The Scientist 2009 Ferrara Video&Arte ha allestito un programma con artisti prestigiosi internazionali e italiani come Laurina Paperina, i Maspedo, Tecnologo Crew, Coreografo Elettronico, Giulia Fontanini e molti altri. Da segnalare nella sezione d'avanguardia V-Art, a cura di Filippo Landini, la.... partecipazione di Roberto Guerra (coordinatore Ait a Ferrara) con un clip omaggio a Moana Pozzi. Video al passo con alcuni dei temi più attuali del movimento neouturista e di certa arte nascente transumansista che privilegia il video e il computer come mezzi espressivi. Dalla libera ricerca scientifica e artistica al cyberpunk cybersex."

Nota da “Aggressivo ma poeta” ( Intervista-Resto del Carlino, Ferrara, 25-10-1985, Barbara Diolaiti)

 "D- Come si inserisce il tuo discorso poetico in una città come Ferrara? R- A Ferrara non esiste una tradizione cosciente legata ad un discorso di umanesimo tecnologico…e quelle strutture che dovrebbero salvaguardare la cultura sono evidentemente gestiti da.. discorsi “mercantili”: si cerca di far passare per cultura un discorso… soprattutto propagandistico…"

 Nota da “Un futurista a Parigi” (Intervista-L’Unità, Ferrara, 19-12-1991, Claudio Strano)

"D- Può spiegarci meglio questa mutazione futuribile anche nel contesto artistico ferrarese? R- Sembrerebbe paradossale ma in questa città che ha soltanto sfiorato l’era industriale… è più facile l’approccio alla nuova era elettronica; esiste già un “futuro anteriore”, cito solo alcuni nomi… poeti visivi e sonori come Michele Perfetti e Federica Manfredini, videoartisti come Giorgio Cattani, Maurizio Camerani, Gianni Toti e Franco Ferioli, poeti sperimentali in Poeticamente e dintorni (Lamberto Donegà, Riccardo Roversi, Guido Tagliati, Marco Tani…): l’avanguardia è già la tradizione del nostro tempo."

Nota da “Saranno famosi” (Intervista-Resto del Carlino, Ferrara 30-4-2000, Marialivia Brunelli)

"D-Come vive il suo “futurismo” in una città come Ferrara? R- Ferrara ha una “forma mentis” conservatrice… però mi sono sempre “trovato” con alcuni artisti che posseggono un “quid” rispetto agli altri e con cui ho affinità “elettive-elettrroniche”. Siamo gli eretici, l’avanguardia ferrarista…, tra gli ultimi, Andrea Forlani, Alfonso Santimone, D.J.Afghan, Tommaso Bardo Occari , Giorgio Felloni, Sergio Fortini, Filippo Landini, Stefano Marcolini …"

 Nota di Leonardo Punginelli (in Il futuro del villaggio, 1991)

"La città di cui parla Roberto Guerra è una città cellula, isolata dall'organismo generale a cui appartiene, una scheggia, un simbolo della grande "provincia" culturale che sta diventando l'Italia... In questo senso il suo saggio non è assolutamente apolegetico, ma provocatorio per la descrizione che offre di un luogo aspaziale non più addormentato nel suo eterno medioevo... L'ipotesi di futuro? Un altro rinascimento dall'era elettronica."

Nota di Stefano Ravajoli (La Piazza, 1992, in "Poeti allo specchio nella città delle muse inquietanti")

"...Forse è vero quello che scrive Roberto Guerra, poeta futurista, in una delle proprie opere "Il futuro del villaggio": "Al di là delle superstizioni, la Provincia - ad esempio Ferrara - può rivelare atmosfere psichiche più inquinate della Metropoli: ma paradossalmente può captare il Nuovo/Nuovo con antenne insospettate."

Nota di Marc Kober (La Rèvoltes des Chutes, 1992)

"Roberto Guerra, poeta e futurologo italiano ha pubblicato Il futuro del villaggio. Ferrara, città d'arte del 2000 (Liberty House). Nell'amore della sintesi rapida, l'autore passa da una rilettura dell'Orlando Furioso dell'Ariosto, attraverso Marinetti, a una investigazione sottile sulla prossima eclisse dell'astro morale e sul divenire dell'uomo nella nuova era elettronica; alla luce della scienza, a partire dalla micro-realtà di Ferrara, villaggio elettronico. Si propongono nuove idee che mirano a superare sia l'esaltazione lirica che certa sterile "automazione"; si delinea tutto un "femminile" della libertà"

 Nota di Antonio Caggiano (in Iconografia dell’Autore, 1992)

 “ Roberto Guerra… poeta futurista – in Il futuro del villaggio- pone al centro di un inventato ma futuribile territorio, identificato con il pianeta Ferrara, una serie infinita di elementi umnai e culturali… ed è un andare per via immaginifiche con ancoraggi al passato storico…”

Nota di Stefano Gargioni (Nuovo Corriere Padano, febbraio 1997, in "Con Fini a Mirabello la grande festa popolare di Alleanza Nazionale" - Festa del Tricolore 1996)

Martedì 3 settembre la politica per un giorno ha lasciato spazio alla poesia, con la presentazione del libro "Elettriche Poesie", lette dal nostro collaboratore Roberto Guerra e da Lamberto Donegà , che hanno curato l'opera (e partecipato) con la rivista Poeticamente. Trattasi di un'antologia di poeti d'avanguardia, neo-futurista e neo-crepuscolare, frutto della creatività di un gruppo di giovani poeti ferraresi. L'opera è dedicata a Corrado Govoni, il più grande poeta ferrarese del '900, ingiustamente dimenticato (“Elettriche Poesie” è parafrasi di “Poesie Elettriche”, dello stesso Govoni). E' stato proprio Roberto Guerra a spezzare una lancia in favore dell'avanguardia, "che è contro la stagnazione e il buonismo di maniera. I poeti presenti nel libro” ha detto Guerra “fanno riferimento alle avanguardie storiche, spiritualizzando la questione tecnocratica".

Nota di Giorgio Chiappini (La Nuova Ferrara, 1997)

"(Guerra il futurista) E’ un vorace passeggero tra i secoli, con due tappe predilette: il rinascimento e il futurismo…”

Nota di Francesco Grisi ( in L'Immaginario futurista, 2000)

 "...Ho letto e meditato “Il futuro del villaggio”. E' un libro dove il Manifesto futurista si tocca e si vede. Gli scenari sono nella velocità che decide ogni Tempo, annullandolo. Le "cose" che lei propone sono oltre le pagine. C’è il fuoco che brucia la sua Ferrara e l'Orlando Furioso del favolista-futurista Ludovico Ariosto... Quello che per noi conta è l'idea di rivoluzione che salva la storia dalla monotonia crociana e marxista. Sgarbi è già nella cronaca e Marinetti è dove la poesia è vita..."

 Nota di Riccardo Roversi (in Percorsi Letterari Ferraresi, 2000, Liberty House)

 Fin dall’esordio, Guerra ha scelto la strada della provocazione artistica e intellettuale… atteggiamento questo che se, da un lato ha suscitato consenso e curiosità, d’altro canto è talvolta entrato in conflitto col conformismo culturale-accademico di questa città… Ferrara: ipotizzata quale microcosmo-macrocosmo, cavia del suo laboratorio…

 

*RECENSIONE DE LA CITTA' LUNARE 'edizione cartacea, di Giuliana Berengan

(da Cronaca Comune Ferrara on line, 9-02-2007)

Avant-gard


"Avanguardia neoestense", così Roberto Guerra nel sottotitolo del suo libro "La città lunare", pubblicato nel 2006 dalla Este Edition, definisce gli artisti, autori, personaggi che per un ventennio, dal 1985 al 2005, hanno animato e segnato la vita culturale ferrarese. Da tempo non sentivo usare in tutta la sua potenza evocativa questa "storica" parola che ha informato di sé il Novecento ed ha legato il proprio corpo semantico agli avvenimenti che hanno identificato e talora sconvolto il secolo: avanguardia in letteratura, in musica, nella poesia, nell’arte figurativa e nella politica, nella moda e nelle lotte di liberazione, avanguardia rivoluzionaria e pensiero all’avanguardia. Il termine mi è parso appropriato, oserei dire dovuto in riferimento a quelle voci che, in arti diverse e con modi differenti, sono risuonate con forza nel silente e abitudinario panorama della cultura istituzionale, rassicurante e assicurata dal pubblico consenso e quasi sempre anche dal pubblico denaro. Se è vero che "il modo più efficace per mettere in movimento il pensiero in senso costruttivo è quello di gettarlo in situazioni fino a quel momento per lui sconosciute" l’avanguardia ha certamente fatto propria tale indicazione: le radici della parola nel francese
avant-gard, il drappello che procede avanti agli altri per aprire la via al resto dell’esercito, rimandano con chiarezza, benché in senso figurato, al coraggio di sfidare l’ignoto, di avventurarsi laddove i più non osano spingersi. E subito viene da chiedersi se questa parola abbia ancora un significato identificabile, se abbia ancora un senso servirsene in un contesto nel quale la diversità, la difformità, la non appartenenza ad una chiesa vengono evitate, esorcizzate o, ancor più spesso, messe in condizione di non apparire, relegate in un mondo minore e rese quindi incapaci di alimentare con la propria originalità il respiro del futuro. Quando le cose iniziano ad esistere nel momento in cui l’istituzione mediatica ne viene a conoscenza e decide che uso farne e quale marchio apporre su di loro per assicurarsene il controllo. Quando l’attenzione verso l’arte e la cultura è determinata dai "consigli per gli acquisti" forniti dai cosiddetti esperti. Quando l’interesse per un’opera è sempre più commisurato al rango che il consesso ufficiale le attribuisce nella sua graduatoria di merito c’è ancora spazio per il desiderio irresistibile di giocarsi la vita per oltrepassare le colonne d’Ercole? E, per scendere a registri assai meno eroici, viene da chiedersi: chi andrà avanti a chi per ritrovare il gusto di non seguire la corrente? Se fosse possibile rinunciare alle classificazioni di valore, alle promozioni, al nuovo mito dell’essere in sintonia con la comunità sociale per riportare le cose sul terreno del piacere di scoprire e percorrere vie altre, un piacere spogliato di ogni garanzia allora credo che tornerebbe ad avere senso la parola avanguardia. E poi bisogna anche dire che l’avanguardia è stata, quasi per legge naturale, inscindibile dalla meravigliosa tracotanza della giovinezza che non accetta i limiti e le regole dell’abitudine, che sperimenta e crea nuovi mondi. E allora si pone un altro doloroso quesito: quali mondi vorranno o potranno creare i giovani che crescono senza conoscere i tempi del desiderio e dell’attesa, che indossano vite pret-a-porter e accettano destini tessuti sulla trama dell’utile e del certo? Non ho risposte ma voglio credere che ci sarà sempre qualche "eroe giovane e bello" che avanza coraggioso per portare il pensiero e l’arte verso ignote terre di libertà.....

 COLLAUDO POSTMODERNO (PER UNA CULTURA ALTERNATIVA)

 ... Come i villaggi in festa che il Po straripato squassa e sradica d'improvviso, per trascinarli fino al mare, sulle cascate e attraverso i gorghi di un diluvio...”

 

Filippo Tommaso Marinetti “Manifesto del Futurismo” Le Figaro”, Parigi 20 febbraio 1909

 

(MORALE SIDERALE) Predestinata a un’orbita stellare/che t’importa, o stella del buio?/Rotea beata attraverso questo tempo!/La sua miseria ti sia estranea e distante!/Del mondo più distante è il tuo bagliore: la compassione sia per te un peccato!/Per te vale un comandamento solo: sii pura! … Noi aeronauti dello spirito!”

 Friedrich Nietsche

 

Al di là delle contingenze paleopolitiche, anche a Ferrara è ormai necessaria una nuova visione culturale, al di là della destra e della sinistra, con certo nuovo umanesimo scientifico possibile sullo sfondo, certo nuovo rinascimento appunto non solo letterario, ma “elettronico” (“dalla cultura di Manzoni alla cultura di Marconi” suggerisce da anni semplicemente Piero Angela, tra altri).

Chi scrive si muove da sempre in tale scenario e perciò – ora – in questo volumetto sono raccolti alcuni miei contributi critici in tale direzione, dagli anni ottanta ad oggi, percorso in cui ho attraversato molti segni d’avanguardia (in senso segnico e semiotico) apparsi in città.

La presente selezione ovviamente non è esaustiva ma comunque credo sufficientemente indicativa del magma creativo attivo in città (con esiti spesso oltre le Mura… noti o meno noti che siano) dalla fine del novecento a questo inizio duemila.

Va da sè la cifra poetico-critica da me prescelta, laddove, come già intuito dalle avanguardie storiche (anche sottolineato “recentemente “ da filosofi della scienza come Feyarabend oppure dagli stessi postmoderni francesi - Delouze, Baudrillard e Derrida - oltre a Lacan o James Hillman), il metodo lineare storico – schematizzando - appare oggi anacronistico, quantomeno fuorviante per tracciare il futuro venuto alla luce, captare i link della complessa condizione postmoderna (anche in Periferia).

Appunto, abbiamo “spottizzato” consapevolmente autori e personaggi neostensi nelle loro opere infatti al di là dei metodi scolastici, lineari, vetroumanistici ed ideologici tutt’oggi prevalenti nel panorama intellettuale ferrarese, riflesso naturalmente di certo andazzo nazionale poco aperto se non ostile ai nuovi paradigmi intellettuali - postmoderni - europei e americani… (valga la bibliografia finale per intenderci).

Insomma - per dirla con Delouze - leggere un testo non è operazione filologico-erudita, nè esasperare… interpretazioni a livello del segno, del significante o del senso, ma costruire macchine astratte e desideranti, capaci di far parlare – nell’arte – la bellezza nuova possibile della nuova età postindustriale e scientifica (anche in periferia, anche a Ferrara citta’ d’arte).

E tale parola non necessariamente coincide con il Successo (nientaffatto un male sia ben chiaro) o l’audience periferico (spesso convenzionale) dei Nomi: nel nostro “montaggio” sono perciò presenti autori e personaggi assai noti, noti o poco noti, tutti - però - con valenze creative certamente diverse capaci di passeggiare a Ferrara lasciando impronte significative: in una visione dell’avanguardia naturalmente non militante ma - come accennato - segnica se non virtuale (alla Baudrillard), l’avanguardia come dis-continuità… una “visione” della storia appunto postmoderna, poststorica, come macchina del tempo. L’avanguardia, piaccia o meno, rispetto alle eterne scolastiche, come estetica della libertà!

Benvenuti nel XXI secolo!

 

ARIOSTO.jpgPREMESSA: l’ARIOSTO E GLI ERETICI

(Gazzetta di Ferrara, novembre, 1990)

A Ferrara, città d’arte e navicella del nuovo rinascimento, le simulazioni che affascinarono ed eccitarono McLuhan e Baudrillard evocano - per così dire - le ninne nanne del carillon, pietra fantastica della cibernetica, tra follie e gemme lunari transfuturiste e intertemporali.

A Ferrara sorprende sincronicamente il corpo di clorofilla pura possibile: una tensione “naturale” dove la stoffa d’arte può anche indossare corpi futuribili, tra e al di là, soprattutto, delle mura rinascimentali.

Fluttuano in questo fine secolo postmoderno e da certa innocenza industriale sgarbi anche ironici, ma fini che chiamiamo futuristi.

Pure, prima della parola-spada di Vittorio Sgarbi, il numero 1 dei tempi moderni è… Ludovico Ariosto: non caso Marinetti, il numero 0 del ‘900 in Italia, l’ha reinventato nelle parole che sappiamo (“Una Lezione futurista sull’Orlando Furioso”, 1929).

L’Ariosto (e il Guarini, Celio Calcagnini, Biagio Rossetti) poi…Copernico… Paracelso, ecc., per balzare direttamente nel XX secolo con Govoni futurista, De Pisis, De Chirico, Bassani, Antonioni, Roberto Pazzi, Michele Perfetti, Giorgio Cattani, Maurizio Camerani, Vittorio Sgarbi.

Tra i bordi stessi del Tasso e Savonarola, l’uno genio del villaggio, l’altro eroe nonostante le catene o il rogo di certo oscurantismo italiano mai “terminato”.

Copernico e Paracelso passeggiarono a Ferrara, parole e passi liberi tutt’oggi “input” preziosi nella battaglia ancora incerta con certo Passato.

Ulteriormente ricordiamo le affinità elettive tra Copernico e l’Ariosto, come la profonda attrazione di cui sembrano capaci i transistor, dopo la scoperta del microchip, non solo affinità siderali…

Oppure, infine, calcoliamo uno straordinario archeospot “eternato” nella Biblioteca Ariostea, memoria di Paracelso, spirito libero e spiritoso anche nel nostro XX/XXI secolo dove ora atterriamo.

 

dj_afghan_png_big.jpgD.J. AFGHAN HIGH FOUNDATION

(inedito, 2005)

 

D.j Afghan è tra i musicisti d’avanguardia più noti di Ferrara, anche ben oltre le mura: dal Link di Bologna a diversi templi dell’house-techno-hip-hop europei, Berlino, Londra… il suo sound spicca nelle discoteche e negli ambienti alternativi.

Sorprendente, poi, a Ferrara risulta il suo progetto della rassegna High Foundation, coadiuvato da un’equipe d’alta levatura (D.J. Perdosound tra gli altri), che testimonia in questo inizio duemila Ferrara l’arte d’avanguardia nella musica, il video, la danza e il teatro, un vero e proprio festival della libera creatività multimediale.

Afghan Selecter (sua sigla precedente), naturalmente in scena anche in questa quinta edizione del festival con uno strepitoso live-sect, ricorda certamente la genialità di un Florian Schneider (Kraftwerk) o Richard Dorfmeister, maestri indiscussi dell’elettronica europea colta, da Afghan (ed equipe) magari ulteriormente miniaturizzati e contaminati in atmosfere appunto più hip-post-hop, dove macchine, vinile e chip musicali sembrano quasi comporre- a base di electro tam tam, la colonna sonora di quel villaggio elettronico vagheggiato da futurologi quali McLuhan e De Kierchove.

 

ANDREA AMADUCCI.jpgANDREA AMADUCCI L'ALIENO WRITER A FERRARA

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2008)

 

Bellissima iniziativa della Galleria Marchesi (Via Vignatagliata, Ferrara): alle 18 30 inaugurazione di Alieni, personale di Andrea Amaducci, tra i più geniali protagonisti dell'avanguardia ferrarese (ma ben noto anche oltre mura), a cura di Adele Ricciotti. Tra street art e neograffitismo, Amaducci (fino al 27 2), “ufficializza” in certo senso appunto anni di Street Art: suoi i loghi d'avanguardia che abbelliscono da tempo molti angoli della città un poco grigi, riclonati dal segno rapido, significante e significativo dell'Alieno di Amaducci.

Amaducci conferma il graffitismo/writers come opera d'arte, prima che “vandalismo”, come coraggiosamente affermato dallo stesso Sgarbi (ma solo in Italia, dopo, decenni da Warhol, Basquiat e Haring, qualcuno può scandalizzarsi ancora, dipende semplicemente, come spiega lo stesso Amaducci, sulla Nuova Ferrara, da dove intervengono gli artisti: ovvero Amaducci inserisce i suoi Alieni in ben calcolata sinergia con l'ambient rinascimentale ferrarese. E ben vengano gli alieni a svegliare Ferrara...

 

 

AMORELLI_jpgMEDIAMEDIA.jpgALBERTO AMORELLI STRATEGIE OTTIMISTE

(inedito, 2005)

 

Niente male questo Allegre Malinconie (Este Edition), del giovane talento Alberto Amorelli, già dal titolo lapus di un fare scrittura con tinte d’inchiostro particolari: sullo sfondo di opzioni neoesistenziali, giovanili o meno, Amorelli tra colori melanconici e penne-pennelli allegri manipola certa morbosa autodepressione diffusa, la riconduce con tecniche riduzioniste ad inciampi della vita e dice sì al conflitto creativo della vita stessa.

Laddove il fronte è simultaneamente esterno-interno… Amorelli si rivela già una sorta davvero interessante di neoscapigliato esistenzialista, nel vettore del giovane Essere capace di ascoltare ma dribblare – anche – il Nulla… : la scrittura attraversa quindi temi non facili ma nel vettore del piacere differito e certamente scorrevole e rapido, oltre certe retorica e ragnatela umanistica…

 

 

ARTIOLI_jpgMEDIAGRANDE.jpgIVANO ARTIOLI IL CINGHIALE ALLA MARCHIGIANA

(inedito, 2005)

 

Edito da Este Edition, il Cinghiale alla Marchigiana di Ivano Artioli (già noto per il piacevolisimo Chaval d’Amour) è canovaccio teatrale peraltro fruibile anche a livello puramente letterario per la parola narrativa e psicologica alta dell’autore, istintivamente alieno da cerebralismi fuori moda…

Il “Cinghiale…” sulla figura-sfondo della comunità marchigiana sbarcata a Ferrara nel secondo dopoguerra (all’ombra del “Drago”industriale Montedison), descrive scenari “etnici” con particolare brillantezza, disincanto e complicità, parole antiretoriche…

Artioli non indugia su nessuna sociologia buonista o riduzionismo letterario debordante, al contrario esplora e costruisce con la scrittura (come psicologia) un interessante e controcorrente microscopio padano ante litteram, analizza in vitro questioni tutt’oggi esplosive e certamente più complesse…

Come una partita di calcio o culinaria, tradizioni, talenti, parole e tic diversi interagiscono con feddback creativi, laddove onde di fine umorismo- come una musica sottostante a basso volume ma significante- da un bordo-narrativo- animano le pagine e i dialoghi di velocità e leggerezza, dall’altro- antropologico- mixando magari le fobie degli Orazi e Curiazi in gara, tracciano una nascente e futura omeostasi vincente e rasserenante..

Tale penna felice di Artioli, nei due bordi di cui sopra, appare ancor più trasparente nelle rappresentazioni teatrali de “Il Cinghiale…” curate dall’ Associazione TerzoMillennio, adattamento e regia d Roversi e Jannuzzo..

 

CORRIERE PADANO.jpgALBERTO BALBONI…. LA MEMORIA DEL CORRIERE PADANO

(Nuovo Corriere Padano, Ferrara, 1995-2005)

 

Oggi, Ferrara è certamente una deliziosa città d’arte e cultura, famosa in Italia e all’estero, come nel Rinascimento, tra Abbado, le grandi mostre del Palazzo dei Diamanti, Buskers, la Video arte e così via. Va da sé – nel duemila.. – la necessità di nuovi orizzonti per una visione della cultura: non più del secondo novecento e ideologica, ma umanista e “cibernetica”, non più realista o materialista volgare, ma neoidealista e postmoderna. E a Ferrara – in questo inizio duemila- piaccia o no scenari alternativi esistono già, un poco come la stagione sorprendente nel ventennio del Corriere Padano, fondato da Balbo e poi fatto fiorire da un certo Nello Quilici (ad esempio la parola e le iniziative del primo Pazzi, Zamorani, Leone (area An), quelle della Berengan (ex area Sinistra), gli stessi Cirelli o Caputo, Guerra e Federico Garberoglio) Il Corriere Padano storico infatti non fu mai conformista, anzi polemizzò spesso con il regime e ci collaborarono .. , Antonioni, Govoni, Bassani, Ungaretti, ,Quasimodo, ,Visconti, Montale....". E questo, in definitiva, è il senso del foglio rinnovato contemporaneo – Il Nuovo Corriere Padano, fortemente voluto da Alberto Balboni (oggi senatore), leader storico “politico-culturale” della Nuova Ferrara alternativa del nostro tempo, attivo dalla metà degli anni novanta, diretto da Stefano Gargioni e poi Mauro Malaguti, (tra le firme Giovanni Leone, curatore a Ferrara dei vari Stefano Zecchi, Solinas, ecc.), in modi diversi, rari spiriti liberi neoconservatori.

 

GIULIO BARBIERI.jpgGIULIO BARBIERI MANIFESTI DADAPOLITIK

(Inedito, 2009)

 

Giulio Barbieri: tra i pochi eretici politico-culturali (anche la libertà extra cultura o arte militante è Kultur), a Ferrara nell'era dei fossili d'inizio duemila.

Memorabili i suoi manifesti, sorta di dada politik, corrosivi e perturbanti, coraggiosissimi.

Una boccata d'ossigeno troppo puro per la casta Ferrara.

Ma almeno una scarica elettrica per liberare la nebbia non solo profanamente politik.

Poi, recentemente, dopo, in certo senso i capolavori letterari di uno scrittore improbabile – Drome-Dario Franceschini, ma efficaci come valium per gli indigeni ferraresi, la spugna dignitosamente lanciata al di qua e al di là dei soliti Salotti pussisti... affacciati sulla statua... di Savonarola.

Barbieri amava poeticamente Ferrara.

 

 

libro-barbujani-thumb.jpgGUIDO BARBUJANI PAGINE DI RAZZA

(Tiemme, Ferrara 2003)

 

Edito recentemente non a caso da Mondadori, Guido Barbujani con il suo ultimo lavoro Questione di Razza assurge attualmente al massimo livello tra gli scrittori di Ferrara: laddove Pazzi aveva esordito nei primissimi romanzi, tra fantastico e fantascienza, riparte Barbujani con una scrittura chiaramente più postmoderna non a caso l'autore anche ancor giovane ma già affermato genetista (tra i fondatori a Ferrara nel 2005 dei Biologi Evoluzionisti).

E Questione di Razza, quasi un'indagine paleogenetica sull'immaginaria razza padana, è deliziosa fantascienza all'italiana, sulla scia di Calvino o del più recente Baldini... esempio di esperimento narrativo-scientifico non molto frequente, appunto, n Italia: all’estero valga per tutti Micheal Crichton.

Questione di Razza è davvero un libro innovativo e godibilissimo che attesta appunto anche in Italia le potenzialità dell'immaginario fantascientifico, anche per rivitalizzare con nuovi input un genere - il romanzo- fortemente in crisi...

 

 

SPIGOLATURE.jpgGIAN LUCA BALESTRA... SPIGOLI&CULTURE ON LINE

(Futurismo2009 webzine, Ferrara, 2009)

 

Da alcuni anni la cultura ferrarese, ma con orizzonti nazionali, ha un link nel web, tra i migliori magazine in circolazione. Vale a dire Spigoli&Culture, webzine d'alto livello professionale, curato dai vari Gianluca Balestra, sociologo, Antonella Chinaglia, scrittrice, Massimo Gherardi, ex D.J e libero professionista.

Un magazine colmo di rubriche e in progress, mai statico, dinamico e in costante mutazione: tra letteratura, cinema, spazi saggistici, menu generalista o tematico, esempio significativo di cibercultura applicata, con un taglio letterario altrettanto rivelatore: proprio Internet puà rivitalizzzare la spesso fossilizzata cultura del Libro...

E numerosi i collaboratori, tra i quali gli stessi Francesco Giombini e Carla Barone, tra avanguardia e poetica contemporanea.

Non ultimo, pur in una cifra editoriale nazionale, con recensioni in tempo reale delle migliori news dell'editoria italiana (e non solo), grande spazio anche alla letteratura e all'arte ferrarese, nota e meno noto: laboratorio, anche, di scoperta dei nuovi talenti emergenti, con sguardi a 360° che fanno del Magazine, nei fatti forse l'unico periodico squistamente culturale generalista (per giunta on line), aggiornato puntualmente ogni 7/10 giorni, attualmente attivo a/da Ferrara. Recentemente Spigoli&Culture ha festeggiato il proprio compleanno numero 4 con un pomeriggio letterario dedicato a Stefano Benni, quasi uno specchio della propria filosofia editoriale.

 

 

ATELIER 2.jpgGIULIANA BERENGAN.... VERBONAUTI

(inedito, 2005)

 

Protagonisti negli anni ottanta con l'omonimo sito culturale di Via Romei, Giuliana Berengan e Massimo Roncarà da decenni ormai inventano avantgarde culturale, tra promozione, teatro, letteratura, marketing culturale, tra Italia, Svizzera, Giapppone, ecc.

Riguardo l’Atelier- il Passaggio, tra le numerose iniziative, ancora negli anni ottanta ospitarono il giovane Aldo Busi, presentando forse la sua opera più innovativa, Seminario della gioventù…

I due sono figure assolutamente uniche nel panorama ferrarese culturale, ancora attardato: e da più lustri Giuliana Berengan e Massimo Roncarà (della Berengan ricordiamo - tra le numerose operazioni artistiche - bellissimi volumi dedicati alle dame storiche del Rinascimento estense...e uno degli scritti più belli sulle celebrazioni di Lucrezia Borgia) sorvolano, dribblano, provocano e prendono felicemente in giro- appunto - certo passatismo ferrarese.

E tra le ultime prodezze neodadaiste (ma scientifiche, alla Feyarabend o Noam Chomsky) di Roncarà e Berengan segnaliamo (2004) la Campagna Save the World (Salvare le Parole), sorta di “Biblioteca d’Alessandria” versione poket del 2000 e tra le iniziative la promozione del cosiddetto Giro del Mondo in catamarano (di Euro e Gianni Caselli).

 

Copia3_Bevilacqua2_jpgGRANDE.jpgSANDRO BEVILACQUA NEUROFRAMMENTI

(Nota al volume Ma Che Vita dell'autore, Ferrara, 2009)

 

Dopo un brillante esordio quasi neocrepuscolare, Bevilacqua con Ma Che Vita (Este Edition) esplora ulteriormente con stile fiction retro certe radici moderne del fare poesia italiana: queste nuove poesie, più intrise di istinto di potenza, attraversano l'eterna incompiuta scapigliatura. Nella cifra e negli effetti di senso, anche perturbanti in certa amplificazione sociale e terapeutica, riflessa dal poeta come misconosciuta grave coercizione sociale sulla libera Anima umana e rimozione condivisa alla ricerca dell'eterno capro espiatorio dell'autentica Diversità.

Mentre la cosidetta “Forme” alla francese ancora maudit si affaccia, simultaneamente via via negli interstizi della Parola, tramite atipici versi neuroframmentati o neuroscheggiati, inquieti più che inquietanti, verso nuove aurore di parole se non piene, certamente colme di imminenti nuovi colori.

 

 

DARIA BIGNARDI.jpgDARIA BIGNARDI LA SPOSA ELETTRICA

(Straferrrara, 2003)

 

Per la prima volta Daria Bignardi non presenterà il Grande Fratello giunto alla terza edizione, il programma trash per eccellenza..

L’originale conduttrice ferrarese ha giustamente ad un certo punto abdicato fiutando il probabile flop di una trasmissione dal senso puramente mediatico (nella prima edizione)

La Bignardi, nella sua doppia mossa, prima scommettendo sul talk-show, poi rifiutandolo conferma di provenire da ben altro stile televisivo.

Si ricordi Tempi Moderni, poi la Bignardi ha diretto appunto magistralmente il primo Grande Fratello, quasi un esperimento televisivo-scientifico: quando Orwell scrisse 1984 sia il romanzo sia la figura stessa del Big Brother apparvero come profezie nefaste per il futuro dell’uomo, dominato dalla tecnologia, per taluni ricordavano Stalin e il comunismo sovietico, per altri il Capitalismo.

Invece, proprio la regia di Daria, nella sua edizione, con la sua smitizzazione raffinata (un poco come il fantastico Diamond Dogs di David Bowie…o le provocazioni intelligenti di Toscani) ha rivelato che oggi il cosiddetto Big Brother è quasi solo un video-game, come in fondo la troppo esecrata televisione.

E il bordo del suo Big Brother, quasi, infatti, un confine invalicabile normativo, rivela comunque non l’utopia ma la realtà possibile di un’altra Televisione… (come profetizzò McLuhan).

 

BENEDETTI.jpgFEDERICO BENEDETTI  EURIDICE NEL 2000

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)


Euridice” il  bel romanzo di Federico Benedetti (edizioni Cicorivolta), ferrarese e musicista, da tempo a Padova è stato presentato alcuni giorni fa al Bar Tiffany di Ferrara. Benedetti è stato spallegggiato dall'attore Fabrizio Bonora, letture dal testo, mixato dalla musica live dello scrittore stesso.

Il live performance ha amplificato l'atmosfera del romanzo: tra erotismo come cifra letteraria quasi alla Lacan o alla postReich, e ironia contemporanea su certe mitologie anche del post 68. Le parole come potente volontà e voluttà di Bellezza, la storia e il sociale attraversate come futuro anteriore mai nostalgico, ma appunto input verso l'avvenire e il desiderio del divenire. Un bel romanzo originale e impetuoso e un collaudo d'avanguardia.

 

 

DARIO BERVEGLIERI.jpgDARIO BERVEGLIERI LA CAMERA DI LUCE

(inedito, 2005)

 

Splendido “tributo” al fotografo d’arte Dario Berveglieri: Percorsi fotografici (1986-1993), programmato contemporaneamente alla Casa dell’Ariosto, Zuni e Torre degli Angeli in questo fine 2005, a cura dell’omonima associazione, evidenzia uno dei percorsi contemporanei più creativi del panorama neoestense.

Negli spazi dell’Ariosto… in particolare Berveglieri è presente, tra l’altro, con immagini tratte da alcuni dei suoi numerosi reportage: soprattutto, forse spiccano ritratti in bianconero a nomi illustri della cultura contemporanea italiana e no, tra i quali Roberto Pazzi e Tonino Guerra, di taglio neoespressionista per la bellezza formale, eppure anche cinematografica quasi neosuprematista per l’armonia matematica.

Soprattutto lo sguardo è interfaccia sublime nelle immagini, come accennato, del reportage: nello specifico, relativo ad immagini africane, l’hardware postrealista si trasmuta grazie al colore in software di rara elaborazione e bellezza.

Per incanto, certa antropologia commovente diventa un radioso avvenire: sembrano bellissime fotografie in bianconero pennellate da un pittore virtuale, quasi il Metropolis di Fritz Lang poi mixato con il Colore da Giorgio Moroder.

E il segno stesso si trasmuta, ora alla luce magari di un Roland Barhes: la vita ibernata dall’Immagine, una Camera di Luce…

Max ADLER.jpgMARCO BONI… APPUNTI DELL’IMMAGINARIO

(Caleidoscopio, Ferrara, 1999)

 

Prologo neoestense per il Convegno dell’Immaginario Contemporaneo, l’astronave immaginale inventata da Roberto Pazzi in decollo dal 21 al 25 maggio 1999 (tra le presenze illustri tra altri – di Hillman, Forrester, De Turris ecc.),

Il 19 maggio al Frantoio di Paolo Guerra (a cura di Raffaele Fresu e lo stesso Pazzi) Marco Boni, Max Czertok, Filippo Landini, Sergio Fortini, Monica Pavani, Riccardo Roversi, Andrea Pagani, Debora Villani, Davide Bregola, Giuseppe Calò e Roberto Guerra hanno lanciato nell’immaginario del 2000 i propri input poetico-letterari.

L’incontro, seguitissimo, segnalato poi da Rai 3, è stato un mix collettivo tra parola, immagine, computer, happening dal bordo… squisitamente poetico dove Ferrara città d’arte da lato ha memorizzato gli eredi postmoderni visionari dell’Ariosto, dall’altro ha recuperato la memoria elettronica della grande stagione Video degli anni settanta (Farina, Bonora, Cattani,Camerani, Plessi…), non a caso allo scoccare del duemila.

Il reading è stato accompagnato dalla presentazione del volume Appunti dell’Immaginario (curato dagli stessi Pazzi e Fresu), piccola preziosa antologia degli autori succitati: in particolare da segnalare Marco Boni (alias Max Adler, autore di La cella di Eva, anche editore con l’etichetta overground Nomade Psichico), per la scrittura iperrealista, postmoderna e neocosmica, echi significanti di Franco Battiato nella sua scansione contemporanea, una parola musicale danzante tra Occidente ed Oriente…

 

 

NEDDA BONINI.jpgNEDDA BONINI AVANTPOP

(Caleidoscopio, Ferrara, 2003)

 

Nelle magiche stanze di Casa dell'Ariosto (a cura del "musicologo" Flavio Bertelli, da decenni protagonista della scena culturale ferrarese), in quest’estate aliena, con temperature da Mercurio, Nedda Bonini presenta la sua avanguardia fresca, leggera ed aggraziata come una rugiada della più sinuosa primavera...

L'ancor giovane ed elegante artista, da diversi anni sulla breccia, tra una sorta di neoimpressionismo e neopop, mixato da una sensuale ed atipica arte programmata, tra medium classici (colore-tela-quadro…) e medium sperimentali (un delizioso cuore-stella o corpo celeste di pelle o simili...oppure una serie affascinante e fantasy di alambicchi, bottiglie, cilindri di vetroplastica, colpisce e seduce con persuasione e malie estetizzanti.

E l'archetipo femminile è in primo piano con esiti originali d’avanguardia e bellezza, distanti da certo manierismo che inquina spesso l'arte sperimentale.

Nedda Bonini, al contrario, innesta con Grazia (anziché ingegneria...) genetica la Bellezza nei diversi movimenti della sua invenzione estetica.

  

ANDREA BONORA.jpgANDREA BONORA Colori In-Formali

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)

 

Dopo il live set durante il Festival Busker e una recente personale, Andrea Bonora, l'artista ferrarese, d'ispirazione (aggiornata) pollockiana postinformale, espone non stop presso l'art space del PQ di Porta San Pietro a Ferrara, pub art cafè, una personale permanente....

Bonora, come noto, è ritornato da alcuni anni nella città natale dopo una ventennale emigrazione in Brasile, dove si è affermato con la propria originale e anticonformista pittura contemporanea, basata su certo ritorno dichiarato della Tecnica, mixata con una delle fratture rivoluzionarie dell'avanguardia del secondo novecento, ma rielaborata dall'artista, verso orizzonti positivi e felicemente cromatici combinatori, al di là, altrove, di certo manierismo cupo e autodepressivo.

 

BUSKERS.jpgSTEFANO BOTTONI… POSTBUSKERS

(Caleidoscopio, Ferrara, 1989)

 

Stefano Bottoni e Luigi Russo (animatori culturali) hanno inventato per Ferrara il Festival Buskers, una fondamentale “avanguardia di massa” che ha piacevolmente invaso tutto il Centro-Storico irradiando la Città, un tempo capitale del rinascimento, di atmosfere giocose, vitali ed appunto comunicative.

Una reinvenzione di musiche e orizzonti chiaramente neorinascimentali, quasi, oggi, musica d’ambiente in sintonia con la Tradizione e la fisicità medievale e magica, naturali per Ferrara città d’arte.

Il Festival ha innestato un’aria nuova e quasi ecopoetica, nientaffatto nostalgica ma un ottimo gioco musicale “polifonico” (pubblico – numerosissimo – incluso), un happening… un live set attuale e softmoderno, Ferrara come villaggio “elettrico”.

E splendido il gran finale nel percorso della Mura degli Angeli, quasi un esercito musicale (tra pubblico ed artisti) alla ricerca di nuove frontiere sconosciute…

 

DAVIDE BREGOLA.jpgDAVIDE BREGOLA RACCONTI FELICI

(Caleidoscopio, Ferrara, 2003)

 

Con Racconti Felici (Sironi editore) approda meritatamente sul palcoscenico letterario nazionale, dopo la “felice” avanguardia con Nomade Psichico (Mantova), da cui - in quest’ultimo – lavoro recupera il racconto “lungo” La lenta sinfonia del male: Bregola, originario di Ferrara (Bondeno) è tra i nomi più interessanti della scrittura padana contemporanea, tra gli eredi della svolta postmoderna di un certo Tondelli.

Le caratteristiche essenziali di Bregola, già esplicite fin dagli esordi (Overdrive Interstellar, di taglio neofuturista), vale a dire una scrittura non convenzionale né lineare, ma a zig zag, per salti quasi “quantici”, sulla scia appunto postmoderna in Racconti Felici decollano in un volo letterario di affascinate bellezza glaciale…

Sia gli echi futuristici, magari via Soffici, che quelli meno ostici (Zavattini), finanche agganci formali con l’italiano Baldini o l’inglese McEwan trasmettono la parola dell’era elettronica e spaziale da frequenze minimali.

Bregola, ancora assai giovane, 30 anni circa, per la cronaca, ha già avuto anche importanti riscontri critici su L’Unità, Famiglia Cristiana, Il Domenicale… ecc.

 

BRUNELLI.jpgMARIALIVIA BRUNELLI… DUEMILA VERSI

(Caleidoscopio, Ferrara, 2004)

 

In questo duemila aurorale è fiorita una nuova generazione di scrittori già multimediali di notevole interesse, vale a dire Davide Bregola, Filippo Landini, Sergio Fortini e Stefano Marcolini supportati dalla casa editrice underground mantovana Nomade Psichico, pilotata dallo scrittore Marco Boni, oltre a nomi già noti come Guido Barbujani, Luigi Dal Cin, Ivano Artioli ancora il giovane centese Giovanni Tuzet, Matteo Pazzi, i giovanissimi Matteo Musacci ed Eugenio Squarcia, i giovani Michele Da Re e Alberto Amorelli, lo stesso fantascientifico Giorgio Stefani…

Parallelamente, sul fronte femminile è certamente emersa la poetica sperimentale di Alexandra Dadier, Sylvia Forty, Elisabetta Chinarelli, Aster Hope, Debora Bubalini, Caterina Costanzo, quella colta ed esistenzialista di Monica Pavani.

Tra gli scenari nuovi … va segnalato il periodico UnPoDiVersi, diretto dalla critica d’avanguardia e animatrice culturale Marialivia Brunelli, già attiva a Bologna e Roma, particolarmente attenta ai nuovi scrittori e talenti possibili (molti di cui prima), attraverso la rivista stessa o curando numerosi reading tra Bologna (Le Stanze) e Ferrara (Osteria Brindisi, Zuni, ecc.).

L’ultimo numero di un PoDiVersi è dedicato al Premio Gianfranco Rossi, ottimamente promosso dalla rivista (e dal Gruppo Scrittori Ferraresi, fortemente voluto dallo storico Learco Maietti) – tra i premiati lo stesso Tuzet – e tale iniziativa appare ormai, ulteriormente, come promettente laboratorio per i talenti del futuro prossimo.

La Brunelli stessa, nel suo eclettismo artistico (ha curato anche numerose importanti mostre, ad esempio a Como lo spazio-nucleare Crippa e a Ferrara Sergio Zanni presso Casa Cini), particolarmente sensibile al Nuovo ed al Futuro, è ormai “stella polare” per l’arte e la parola creativa neoestense.

  

farfalle.jpgDEBORA BUBALINI EFFETTO FARFALLA

(Straferrrara, 2003)

 

Voli dell’Anima è l’opera prima della giovane poetessa Debora Bubalini, collaboratrice di un UnPoDiVersi: la penna della nuova poetessa attraversa certa riflessione neoromantica (echi del grande Keats o Elizabeth Browning) con parole ricche di candida Ingenuità, con la I maiuscola.

S’assaporano pure attimi intrisi di leggerezza e panteismo moderni (le poesie di Wilde), mixati con malinconia esistenziale felicemente cadenzata, sorta di aggraziata ed ambivalente danza affettiva prossima a catturare la bellezza possibile del passeggiare terrestre.

Ne esita un canto dell’anima transtemporale, scevro da intellettualismi fuori moda e di nicchie estinte, invece… femminilissimo, un volo… di farfalla.

 

ALBERTO CANETTO.jpgALBERTO CANETTO NEOSURREALE

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)

Alberto Canetto: lanciato da Vittorio Sgarbi (che ha prefato i suoi volumi Dolore Spento e Irte Visioni) e Graziano Cecchini (di cui è amico personale) generoso e sfortunato promotore a su tempo di un campagna per Pazzi sindaco, è scrittore singolare.

Quasi in perenne tour poetico, narra parole tra l'autobiografico e certo psicologismo creativo elettronico.

Originale e imprevedibile anche nelle interviste: con riferimento a certa arte politica ferrarese se ne usci' con il turbo a Telestense: reinterpretando il PDL.. come Partito dei Letterati. Oppure , nei blog, elogia la televisione vista come macchina creativa per sottrarsi alla banalità del quotidiano, finanche certa creatività artistica sotterranea, marginale, eppure segnale quasi di genuina militanza estetica.

Insomma, Canetto futuristico e con forti venature neosurreali.

 

CAGGIANO specchio-thumb.jpgANTONIO CAGGIANO L’AZZURRO SPECCHIO

(Caleidoscopio, Ferrara, 1990)

 

Tra le sue raccolte poetiche Antonio Caggiano, il noto poeta (nonché critico letterario e artistico del Resto del Carlino) forse Monologo allo Specchio (edizioni Book di Massimo Scrignoli) sintetizza con speciale potenza il proprio percorso poetico intriso di realtà e bellezza: in Monologo allo Specchio, infatti, Antonio Caggiano… fa vibrare l’anima del 2000 con riflessi particolarmente luminosi e azzurri, frammenti lucidi come il cristallo.

E il Reale si trasforma in suggestiva creta per catturare l’immaginario e trasmutare quasi i piccoli grandi eventi quotidiani in micro-opere d’arte del vivere, passeggiare sulla Terra attraverso la bellezza, un naturalismo esistenziale caro a Balzac o Lenz…

Caggiano, come accennato, è il più importante cronista ferrarista dell’arte neoestense: notevoli e fondamentali i sui lavori antologici Iconografia dell’Autore (1-2), il saggio sulle avanguardie e no del novecento, con relative scansioni ferraresi, il saggio sul futurista Alberto Peruzzi, pubblicato su Futurismo-Oggi

 

CORRADO GOVONI.jpgEMANUELA CALURA… ELETTRICHE POESIE

(Il Giornale-Giovani, Milano, 1997)

 

Curiosamente, tra gli echi di Lacan e Alain de Benoist...: la rivista sperimentale Poeticamente di Ferrara ha curato Elettriche Poesie, dedicato al poeta futurista Corrado Govoni, antologia dei nuovi poeti del 2000 di Ferrara.

Questi i nomi dei neofuturisti elettrici, introdotti dal futurista Roberto Guerra e da Lamberto Donegà, direttore della rivista: oltre agli stessi Guerra e Donegà, Marc Kober, Riccardo Roversi, Marco Tani, Andrea Pagani, Claudio Strano, Caterina Gruber, Debora Villani, Emanuela Calura e Luigi Perfetti.

Alle soglie del 2000, i nuovi poeti animano macchine e computer: quasi come un volo virtuale vestono di bellezza e necessaria violenza la nuova era elettronica. Insomma, come clonare in un inquietante videogame le cellule di Marinetti, D’Annunzio, Ungaretti, Campana...

In particolare, dal punto di vista strettamente letterario, segnaliamo l’autrice Emanuela Calura, già autrice de L’Antica Fiaba (Poeticamente) con prefazione di Giorgio Barberi Squarotti: la parola femminile appare come un canto muto e sussurrato, una sibilla senza divinazione, fra una seconda Atene e riflessi della stessa Aleramo…

 

 

FUTURA.jpgGIUSEPPE CALO’ IL CUORE ELETTRICO

(inedito, 2005)

 

In FRRR, cdrom collettivo dedicato alla scrittura sperimentale neoestense, curato da Roberto Manuzzi, è presente anche il giovane Corrado Calò.

Calò, con L’incantesimo del cuore, conferma il suo talento poetico sonoro e la sua peculiare cifra espressiva già espressa anche nel volumetto a più voci Appunti dell’immaginario (serata poetica neoestense per il Convegno dell’Immaginario Contemporaneo organizzato da Roberto Pazzi a Ferrara nel 1999).

Ora, tra immagine e parola, contesto particolarmente congeniale, Corrado Calò offre una microsuite di grande intensità, mosse sperimentali eppure dis-ordinate, equilibrismi formali da funambolo del cuore e dell’elettricità intellettuale: appunto un Cuore elettrico…

CANNETTI.jpgBARBARA CANNETTI 16 MILIONI DI COLORI

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)

 

Dopo l'anteprima ebook è ora finalmente te anche in edizione cartacea tradizionale la raccolta poetica 16000000 di colori (Libertà Edizioni) di Barbara Cannetti, nuova giovane e brillante poetessa ferrarese.

L'autrice conferma certa freschezza della scrittura femmminile neoestense: tra avanguardia (i vertici in fine secondo novecento delle varie Federica Manfredini – tragicamente scomparsa- Romulina Trentini, Luciana Arbizzani -anch'essa scomparsa prematuramente- poetesse visive e sonore di fama internazionale) e avanguardia postmoderna, più leggera d'inizio duemila (Monica Pavani,Caterina Gruber, Sylvia Forty, Emanuela Calura, Debora Villani, Cristina Venturini e altre).

La Cannetti nello specifico espone versi liberi speciali e peculiari: fin dal titolo, programmatico, la sua è una ricerca, fare poesia e anima nel duemila, verso il disvelamento di Colori inediti e sconosciuti. Le parole e le immagini stesse mixate con gli orizizzonti della vita, oltre le apparenze, senza feticismi peraltro cerebrali. La superficie, al contrario, quasi immanente della sinergia uomo-donna natura-vita, quasi neocrepuscolare se non neoimpressionista. Fare poesia e anima con particolare autenticità e persuasione.

 

 

GIORGIO CATTANI.jpgGIORGIO CATTANI… FERRARA VIDEO (e dintorni)

(Caleidoscopio, Ferrara, 1990-2005)

 

Anni 2000 allo stato nascente: qual è stato a Ferrara il segno di mutamento culturale ed antipolitico più significativo a partire dagli anni'70-'80 del secolo scorso?

Non è difficile rispondere: a livello di sperimentazione artistica, con risultati e risonanza planetaria, la video generazione dei vari Giorgio Cattani, Maurizio Camerani, Fabrizio Plessi, Gianni Toti, ecc.

Questa avanguardia elettronica, attraverso l'équipe di Lola Bonora e il maestro Farina (e lo stesso giovane critico d'arte Gilberto Pellizzola) tra l’oggi leggendaria Sala Polivalente, il Centro Video Arte e il Palazzo dei Diamanti (memorabile la pionieristica mostra su Andy Warhol...), la stessa rassegna video specifica U-Tape... ha innestato il futuro a Ferrara, villaggio elettronico.

In boccio fin dagli anni '7O, questa videomutazione darà senz'altro i suoi frutti anche extra-artistici nei prossimi decenni, supportata anche da parallele e interconnesse sperimentazioni poetiche, vale a dire la poesia visiva di Michele Perfetti, Romolina Trentini, Luciana Arbizzani, la poesia sonora di Federica Manfredini, Enzo Minarelli e Sergio Altafini, la poesia cosmica di Guido Tagliati e la poetica narrativa di Giuliana Berengan (con Massimo Roncarà assai attiva con il club artistico L'Atelier- Il Passaggio).

Come diceva il solito McLuhan...gli artisti anticipano il futuro, non soltanto nuovi scenari estetici, ma nuove realtà sociali.

E l’attuale era della telematica o della realtà virtuale o dell'automazione è chiaramente interdipendente con la sperimentazione d'avanguardia e video (e affini) che proprio a Ferrara grazie all'équipe succitata ha avuto una delle sue capitali internazionali…

Ai giorni nostri è tutt'oggi incredibile constatare l'azzeramento culturale di quella stagione rivoluzionaria : soltanto recentemente il circolo culturale Zuni (anche Renfe e Viavai-Ponte espositivo…in altri scenari), diretto non a caso da Maurizio Camerani ha raccolto in ambito più minimalista quella difficile eredità (compresa la preziosa rivista Numero 0).

Mentre Giorgio Cattani è decollato più di tutti a livello internazionale, sull'onda in tal caso positiva di certa transavanguardia, tra sperimentazione visuale, installazioni (stupenda quella del PAC a Ferrara ancora negli anni '90) e art video, intrise di singolare poetica contemporanea.

Brevemente… tra i nuovi video artisti o comunque sperimentali fino alla musica elettronica o "progressive" di Alfonso Santimone, Afghan Selecter e Giorgio Felloni si segnalano i vari Andrea Forlani, Filippo Landini, Max Certzok, Giuseppe Calò, Tommaso Bardo Occari, Sebastiano Zuccatelli oltre a Franco Ferioli, già attivo nelle ultime stagioni di U-Tape.

Infine nel 2001, Ferrara ha finalmente dedicato al Palazzo dei Diamanti una retrospettiva sull'Arte Elettronica e sulla stagione d'oro di cui prima dell'avanguardia video neoestense, suggellata poi nel 2002 dall'opera “letteraria” dell'art director Lola Bonora, An electronic bridge... presentata proprio da Zuni.

 

CHINAGLIA.gifANTONELLA CHINAGLIA RACCONTARE E COMUNICARE

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2008)

 

Raccontare per e & E' and et pour Comunicare: Opera d'esordio per l'ancor giovane scrittrice ferrarese Antonella Chinaglia, tra i curatori anche della bella rivista on line Spigoli&Culturea, ma non sembra affatto un'opera prima.

La fluidità delle pagine è già ben pilotata ed espressa dall'autrice: una scrittura dis-armonica, tra parole nuove e parole atemporali, un originale bricolage tra futuro e 'passato', laddove i cosidetti significanti si autogenerano in una sorta di bacio della comunicazione. Dalle labbra le parole e - per dirla con Lacan - la Parola o la Scrittura annullano - ma è un gioco virtuale,  il Poeta... la Poetessa: il destinatario è catturato come in uno schermo televisivo (più evoluti di quelli reali...) , come in un brano musicale nello... spartito della narrazione.

Alla fine, nel punto... zero della scrittura (quando il racconto sogno-rem s'interrompe..) si desta appagato. Il futuro della scrittura, nell'era di Internet, presuppone scansioni inedite della Parola. Come già evidenziato da alcuni critici (ad esempio una eccellente critica di Gianna Vancini), la Parola torna credibile e appagante, quando suffragata ance da input contemporanei che la Chinaglia estrae trasparentemente da certa rivoluzione linguistica contemporanea.

E in uno dei racconti, l'Automobile che parla, nientaffatto un residuo fiabesco o meramente fantastico, tale mossa poetica della Chinaglia appare alla luce del Sole. Una sorta di surrealismo dell'era elettronica, meno onirico o ridondante, ma numeri-parole-suoni-password, quasi una microsinfonia del Bach matematico.

 

POESIA FEMMINILE.jpgELISABETTA CHINARELLI QUESTO DOLCE TUN

(Caleidoscopio, Ferrara, 1997)

 

Questo dolce tun è l'opera prima di Elisabetta Chinarelli (Cultura 2000): è una sorta di neoromanticismo e neosurrealismo, tra i versi dilatati in nubi… e dove la pioggia destinata a cadere anticipa, invece, gocce d'acqua-rugiada.

Oppure... dove le nuvole sospendono il verso-pioggia fino all'aurora; in altre poesie la giovane autrice è vicina all'ipnosi e alle scintille della lezione "ermetica" di Campana, tra i risvegli stessi di Sibilla Aleramo o la stessa Alda Merini.

Ovunque, il verso non è mai primordico, ma ben cadenzato e calcolato nella rarefazione dello spazio...: nello stesso tempo la parola si dilata in mosse sottilmente caustiche e provocanti, mentre i versi – liberi – evocano un fare poesia piacevolmente differente ed ostile a certo superconformismo…

Tale parola differente spicca, poi, anche nell’antologica femminile La Prima donna sulla Luna (Ferrara, 2005) con la Chinarelli particolarmente caustica su certa autocoercizione esistenziale oggi diffusa…: infine, l’autrice ha collaborato e partecipato ad alcune rassegne d’arte contemporanea con Tommaso-Bardo-Occari…

 

VALENTINA TERESKOVA.jpgCATERINA COSTANZO… POETESSE NEOESTENSI

(Nota in La prima donna sulla luna.., 2005)

 

Nella navicella neostense poetico-femminile sperimentale (da Giuliana Berengan a Federica Manfredini) abbiamo mixato nell’aurora del duemila 4 damigelle poetanti, dalle labbra già ammirate a –Ferrara- città volante – e 4 ancelle nuovissime, prossime a future baci.

Ovvero, tra i nomi noti, Alexandra Dadier (parole neosurreali o neoespressioniste), Sylvia Forty (futuristica), Debora Villani (versi musico-contemporanei), Elisabetta Chinarelli (quasi pop-beat); tra i nomi inediti: Aster Hope (originale minimalismo-erotico), Alice Previati (pagine di plastica, softnoir), Susanna Occhi (autrice di favole) e Caterina Costanzo (Neoromantica).

In particolare- quest’ultima- tra le nuovissime – offre versi liberi appunto di forte suggestione contemporanea, l’archetipo in superficie, tra certa lirica presocratica e certo immaginario nuovo, rintracciato magari da Franco Rella in certo postromanticismo europeo e inglese, da Wilde alla Mansfield…

In ultima analisi le poetesse neostensi (tutte) riflettono certa anima virtuale del duemila, colpi di parole o d’anca e ciglia complici, geneticamente diverse, eppure in volo verso la stessa Luna, anzi già pronte per sbarcare (nella metafora) sulla Luna… non come lunatiche ma come espressione di certa nuova ed affascinante intelligenza femminile.

 

 

LORENZO CUTULI.jpgLORENZO CUTULI CYBERLIBERTY

(Caleidoscopio, Ferrara, 2000)

 

Tra arte visiva neoliberty e scenografie, coreografie, collaborazioni prestigiose il giovane Lorenzo Cutuli parla con trasparenza, chiarezza e potenza attraverso un background artistico polifonico, esplicito ed invidiabile.

Mostre personali e collettive a Ferrara ed in Italia, collaborazioni - appunto - di alto livello: Balletto nazionale di Marsiglia con il coreografo Roland Petit; Hugo De Ana per l'opera Carmen (Teatro Carlo Felice di Genova e Palafenice di Venezia); Ugo Nespolo (Gulp! 100 anni di fumetti, Ferrara); Emanuele Luzzati per l'opera La Molinara di Paisello (Bologna, Teatro Comunale); Luchino Visconti ed il suo lavoro (Ferrara, Castello Estense); Il Barbiere di Siviglia, prodotto da Ferrara Musica e dal Teatro Comunale di Ferrara, per la regia di Stefano Vizioli e la direzione orchestrale del Maestro Claudio Abbado; Rossini: Dentro la scena (Ferrara Arte); Le Nozze di Figaro, per la regia di Jonathan Millen e musiche ancora di Abbado (Ferrara Musica); Lili Marlén del Group de Bosch di Bologna: Combattimento di Tancredi e Clorinda (Teatro Comunale di Ferrara e Teatro Bonci di Parma) di Monteverdi e Don Chisciotte (operina inedita del '600 di Padre Giovan Batista Bartini). E poi... L'Atelier il Passaggio della Prof.ssa Giuliana Berengan, il Gruppo Jazz Strudio Dance di Ferrara.

E questo "sondaggio" è soltanto parziale! Tale percorso appare particolarmente sintetizzato nella Personale audiovisiva, quasi una video installazione denominata Sirene di vetro (Ridotto Teatro Comunale, Ferrara, 2000…).

Un eclettismo "proteiforme" - quello di Lorenzo Cutuli, in tale minibiografia tutt’oggi ancor più espansa e ricca di consensi e collaborazioni prestigiose, italiane ed estere che ne rivela uno spirito ed un "fare anima" attraverso l'arte squisitamente neorinascimentale, una cibernetica virtuosa...

 

CinNuovo.jpgLUIGI DAL CIN IL PICCOLO GRANDE HANS

(inedito, 2005)

 

Pur assai giovane, Luigi Dal Cin è tra gli scrittori neoestensi più convincenti e di successo, con traduzioni anche estere, il Giappone ad esempio: Dal Cin scrive fiabe (Storia di un ciliegio, tra gli ultimi lavori) ma – contrariamente a certi stereotipi - l’autore recupera la fiaba nel suo archetipo atemporale, anzi transtemporale, il desiderio come centro di gravità del suo talento fabulatorio, la tradizione come futuro anteriore…

Insomma, sulla scia della miglior psicoanalisi (da Betteheleim a M.L. Von Franz), Dal Cin narra la fiaba come narrazione postmoderna, in un tourbillon immaginario dove il Gatto con gli Stivali gioca con Goldrake o lo stesso Harry Potter, Biancaneve con la principessa Lejla di Guerre stellari.

Sullo sfondo naturalmente romantico degli stessi Andersen, Grimm e Perrault.

  

DARBO.jpgMARCELLO DARBO DA FARINA AGLI SKIANTOS

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)


Marcello Darbo: fin dagli anni ottanta è tra i più noti e alternativi artisti visivi di Ferrara, tra in non molti noti fuori mura in ambiti prestigiosi e significativi.

Giovanissimo, emerso durante l'ineguagliata era Farina, ora dopo due decenni di diverse mostre a Ferrara e altrove, approda sorprendentemente...agli Skiantos.

Ha realizzato infatti un suo cd di pop music del duemila..Invenzione del Lunedì,.tra i musicisti proprio Fabio Testoni della celebre band neodadaista bolognese, anticipato nel recente Busker Park con l'ouverture del concerto della Band proprio di Marcello Darbo, versione pop singer.

Tornando all'arte visiva il background di Darbo parla da sé:

Negli anni novanta, una personale (1992) nell'allora Museo di Arte Contemporanea, prestigioso e palestra dell'avanguardia giovane italiana, di Ercole D'Este, poi Museo Antonioni....;vincitore all'interno del Gai, circuito Giovani Artisti Italiani (curato a livello istituzionale da diversi Comuni italiani tra cui Ferrara) per Ferrara (2003), selezionato tra i migliori giovani artisti visivi italiani e partecipazione alla Biennale dei Giovani Artisti Italiani stessi, evento esportato anche in Thailandia.

Inoltre, alcune mostre prestigiose in Germania (1997-2004),

Negli anni duemila: personali a Casa Cini (2000), Casa dell'Ariosto (2003), La Carmelina (2003), Museo del Risorgimento, a Cento presso il Castello della Rocca. Nel 2003, inoltre una particolare personale a Casa dell'Ariosto di Stellata, in sinergia con l'Unesco...

Formalmente, da segnalare, in alcuni di questi ambiti una personale originale e significativa, Le Biciclette Rosse, forse la suite più comunicativa e postmoderna di Darbo, icona mix dei suoi input spesso provenienti dalle avanguardie storiche e-o culturali rilette alla luce del secondo novecento.

 http://www.parol.it/articles/darbo.htm

emidiodestefano.jpgEMIDIO DE STEFANO POSTFUTURISMO?

(Futurismo 2009 webzine, 2008-2009)

 

(Emidio De Stefano) “....L’opera futurista più compiuta è forse “Forme uniche della continuità nello spazio” di Boccioni, in cui la forma umana, in movimento veloce, mentre ha già raggiunto una posizione si accinge a procedere oltre , è in qualche modo ancor a presente nello spazio precedente, perché nellal nostra retina restano le immagini e soprattutto perché il moto è continuo e noi lo percepiamo in sintesi….”

In un suo inedito scritto sul futurismo, Emidio de Stefano cita forse l’artista futurista più completo-almeno da sguardi strettamente estetici…

Non a caso: pur rigorosamente scientifico, De Stefano (proveniente dalla celebre scuola romana della Margutta- Guttuso...Schifano...tra le più recenti Personali e Mostre, Casa dell'Aristo a Ferrara e Arte-Fiera in Austria) da sempre persegue obiettivi di reinvenzione dei valori estetici, assorbendo con disincanto critico la lezione delle avanguardie, ma ricomponendo la materia e l’anima esplose- per così dire nel novecento, in nuove forme umane e non umane, aperte verso l’archetipico sogno della bellezza e dello spirito che non sfida più le stelle ma le vuole abbracciare.

E con colpi di retina , d’occhio e neuroni, dinamici certamente eppure anche capaci di socchiudersi: la tecnologia nuovamente come Tekne (arte), la scommessa – per dirla con certa psicologia umanistica- di una società tecnologica umanizzata antinichilista e antirelativista, capace di far fiorire nuovamente- appunto- anche nuove mosse del fare arte oggettivamnte identificabili, contro la degenerazione extratrash di certa criptica d’arte non imprenditoriale ma meramente mercantile.

In ciò De Stefano- forse- non distante dalle revisioni “recenti” sull’avanguardia futurista dei vari Luciano De Maria o Francesco Grisi ….

 

Donega_jpgGRANDE.jpgLAMBERTO DONEGA'… POETICAMENTE (e dintorni)

(La Revolte des Chutes, Parigi, 1993)

Sorvolando gli ultimi due decenni, è possibile constatare a Ferrara un magma poetico sperimentale di valore nazionale: la scrittura lineare di Roberto Pazzi. Giuseppe Muscardini, Fabio Passarotto, Nicoletta Poli, quella visiva e-o sonora di Michele Perfetti, Romolina Trentini, Luciana Arbizzani, Federica Manfredini, Enzo Minarelli e Sergio Altafini, la poesia cosmica di Guido Tagliati, la videopoesia di Gianni Toti, la stessa nuova poetica "video" di Giorgio Cattani, Mario Camerani e i videoartisti eretici e futuribili di Ferrara (tra le capitali video nel mondo spiccano, come è noto, in Italia e all'estero).

Parallelamente, altri eredi dell'Ariosto e di Corrado Govoni lasciano impronte meno spettacolari, tuttavie concrete e fondamentali per Ferrara, città d'arte del XXI secolo nascente: a partire dagli anni '80 questi poeti, quasi tutti gravitanti attorno alla rivista Poeticamente ("lacaniana", secondo il critico poeta Alberto Bertoni), cantano il rinascimento prossimo venturo, attraverso una scrittura che - ora - viene dalla Pianura Padana, finalmente liberata dalla sua nebbia passatistica e ideologica...

La rivista Poeticamente, diretta dal critico e poeta Lamberto Donegà, ha coaugulato attorno a sè i vari Roberto Guerra, Selim Tietto, Claudio Strano e Emanuela Calura, tutti sospesi tra postavanguardia e neofuturismo, tra gli echi di Campana e Porta, Govoni e Marinetti, Sibilla Aleramo e Ungaretti, lo stesso Calvino, oltre - come accennato - a forti echi "postmoderni" di derivazione francese e europea, da Lacan a Delouze-Guattari , Derrida, Lyotard e Alain de Benoist.

Lo stesso fondatore Lamberto Donegà si caratterizza per una scrittura critica e poetica simile a passeggiate postfreudiane, dalle parole alte e matematiche (appunto alla Lacan) dove si rispecchiano gli interstizi del sogno, oltre alla stessa follia di un Campana, geniale ma …supernormale nel cybertempo (a Campana Donegà ha dedicato un saggio e la piece teatrale La Notte).

Questi poeti sperimentali, a più riprese, hanno divulgato il messaggio già elettronico e virtuale della nuova poesia a Ferrara e in Italia (anche in Francia e in Giappone...), attraverso performance, pubblicazioni e collaborazioni estere importanti, ad esempio con la rivista parigina La Rèvolte des Chutes, diretta dal poeta francese Marc Kober: La Rèvolte... ha dedicato, infatti, un numero bilingue ai poeti di Poeticamente, oltre allo stesso Pazzi e a Riccardo Roversi, presentata assieme con Poeticamente a Parigi (“Marchè de la poesie”, 1991) Bologna (Associazione Alléance Française), Ferrara (Centro Culturale Masini, curata da Alberto Bertoni).

Insomma, al di là degli attimi individuali e collettivi, oltre le stesse diverse peculiarità poetiche, è fiorita a Ferrara una rosa per così dire virtuale, dove, al di là e contro le accademie e delle burocrazie culturali della città, la luna dell'Ariosto continua a riflettere il Futuro!

 

SILVIA DONINI.jpgSILVIA DONINI OLOGRAFIE NATURALI

(inedito, 2005, Nota su Human Watching, Ferrara-Verginese, 2001)

 

Silvia Donini, con la personale Human Watching, nella splendida cornice della Delizia estense –Il Verginese- lancia nella matrice dell’arte visuale una sorta di neoimpressionismo cibernetico, con grazia postmoderna e aggraziata postumanità, dove nel ciberspazio dell'Immaginale appaiono quasi per incanto Tele molecolari, una sensibilità artificiale certamente seduttiva…

Le opere di Silvia Donini, ancor di più, sembrano danzare nell' Acqua o nell'Etere, olografie sorprendentemente naturalissime, dove il Corpo Umano in formazione risulta simultaneamente e dinamicamente in-visibile, come progettato da atomi fotonici, intermittenze immateriali di Luce...

Alla fine sembra di captare tele-paticamente una nuova Aurora, una nuova seta virtuale, la leggerezza cosmica quasi presocratica di certa Poetica cara a Lete o Saffo, mixata e ... mixate con una flotta di Angeli felici di passeggiare su Terra…

 

DUO1_jpgMEDIAMEDIA.jpgLUCA DUO' CORRENTE ALTERNATA

(Nota al volume omonimo, Ferrara, 2002)

 

Corrente Alternata è un esperimento dilatato in tre alambicchi dell'anima: Luca Duò non indulge affatto nei virtuosismi neoaccademici o paralinguistici di moda oggi.

Se si desidera una "rotta di navigazione": qua si evoca semmai la leggerezza del Freud scrittore, più che analista, oppure il disincanto dei suoi primi complici Steckel e Groddeck.

Cosicché, già il titolo Corrente Alternata è "trailer" dei tre passi di parola dell'autore, l'elettricità delle sensazioni lanciate al destinatario con (appunto) "psiche" ma per fortuna anche con ironia.

Laddove simbolico, reale ed immaginario si compenetrano articolati, come accennato, in tre mosse plasmate sul filo dei ricordi - esperienze biografiche e dove, in sostanza, la "chimica" diventa parola, ma pure colore, suono e desiderio di continua scoperta.

 

DURAN.jpgALESSANDRO DURAN LO SPORT COME ARTE

(Caleidoscoipo, Ferrara, 1989)

 

I futuristi furono tra i primi a comprendere lo sport del XX secolo come arte di massa, nuova cultura popolare dell’era industriale, il ritorno del mito con caratteristiche moderne, non solo arte...ma avanguardia di massa.

Quindi, dal punto di vista futurista degli anni duemila, lo sport (come il cinema, la televisione, il fumetto, la fantascienza) è una forma d’arte nuova del nostro tempo: a Ferrara, in tal senso, abbiamo avuto un campione del mondo nel pugilato come Alessandro Duran, giustamente definito “Poeta del Ring”.

La performance mondiale con cui ha conquistato il titolo... ci ha ricordato, per lo stile e la tecnica di combattimento, la bellezza ineguagliata di Cassius Clay, i pugni sembravano versi e passi di danza, dimostrano la boxe come arte nobile, così come l’intendevano, non a caso, gli antichi greci…

Cosicché, quando la boxe è arte, Alessandro Duran reinventa le famose serate futuriste dell’avanguardia italiana di Marinetti, dove il pugno, il passo di corsa (danzante) e la poesia aggressiva erano scenografia fondamentale...

La boxe come arte e Alessandro Duran “poeta del ring”, laddove anche lo sport è anticipazione del futuro, suggeriscono scenari invece alternativi, il duemila come sfida ardua ma vincente, l’avanguardia di massa come stella polare possibile…

 

DADIER_jpgMEDIAGRANDE.jpgALESSANDRA DADIER ZIGGURAT...

(inedito...2005)

 

Alexandra Dadier, parigina, da diversi anni in “altalena” tra la Francia e Ferrara, pur giovane, 33 anni, presenta già un background artististico ed eclettico, sorprendente e significativo: a parte le notevoli esperienze francesi (videoclip, cortometraggi, teatro, come attrice o regista) dal 1998 è attiva a Ferrara soprattutto con la Compagnia Ziggurat , gruppo dinamico e aperto, spesso prodotto dall'associazione TerzoMillennio tra le presenze poetico-poietiche dello scrittore Roversi , le interpretazioni della deliziosa lunatica Roberta Pazi dalle movenze cinematografiche, quelle efficaci e poliedriche di Marco Sgarbi, Vincenzo Jannuzzo, Paolo Catani, ecc.

Tra le diverse rappresentazioni (Ferrara Estate, Strani Giorni, Teatro Naville a Bologna e altre) spiccano forse quelle basate su testi di Pirandello, Pinter, Cowie, Obsorne..

In particolare – in ottica postmoderna – la Dadier ha portato in scena con affascinante interfaccia teatrale Periplo di Millennio dello stesso Roversi, tra i testi più sperimentali ed avanzati del panorama neoestense (Palazzo Crema, Palazzo Bellini, Comacchio), sorta di visionario epitaffio-aurora del novecento (e del secondo millennio) di rara armonia concettuale, l’Essere… come virtuosa realtà virtuale.

Infine la Dadier ha esordito proprio a Ferrara come poetessa (A uno di voi, Este Edition) e collaborato anche con il coreografo Lorenzo Cutuli…

 

DI BARTOLOMEOcopertina_libro.jpgANTONIO DI BARTOLOMEO  NOTTE DI PRIMAVERA

(nota all’omonimo libro, Ferrara, 2007)

 

Già saggista e ricercatore universitario, l’autore sperimenta ora un’ ammaliante romanzo breve quasi filosofico, Notte di Primavera (Pro Art edizioni) Mosse simultaneamente pre-socratiche (alla Onfray) e post-moderne, prossime a certo minimalismo contemporaneo, in Italia dopo Tondelli (a Ferrara Davide Bregola).

E’ un girotondo elettronico (alla Norbert Wiener) ben calcolato e scansionato tra archetipi persino stilnovisti e simulazioni britanniche ottocentesche (alla Stevenson), attraversati all’improvviso da scintille attualissime, witz inediti e parole perturbanti corrosive.

Sullo sfondo, in questo ecocielo del pensiero fatto suono e vocali e consonanti in libertà… un clip cartaceo della favola Amore e Psiche ambientata non a caso in Germania, quasi digitata a mano davanti allo Specchio, ritmata a spirale, all’unisono battiti cardiaci e cerebrali, le ali della Primavera-Farfalla, sempre in volo nel Tempo virtuale del Desiderio…

  

 

VIMANA.jpgSEBASTIANO DI GENNARO UFO, STELLE E ROBOTS

(Caleidoscopio, Ferrara, 1989)

 

Nuovo laboratorio e nuove tecnologie per tre équipe di ricerca scientifica e fantascientifica, attive ormai da diversi anni.

Ovvero a Santa Maria Maddalena (Rovigo) a due attimi-luce da Ferrara. Si tratta dell’USAC, équipe di ufologia o esobiologia guidata dal Prof. Sebastiano Di Gennaro; del Centro Astrofili Columbia (Prof. Franco Mari) - quelli del Planetario - la Cineteca di Fantascienza dell'esperto del settore G.Mongini (Pleiadi), tra le più importanti nel mondo...

Gli "incontri ravvicinati" (dibattiti e proiezioni) sono in genere previsti una sera la settimana...: in tempi di chiromanzia, astrologia e altre divinazioni superate e discutibili, il futuro applaude a questi esobiologi d’avanguardia… pionieri del terzo millennio imminente, seri e competenti che garantiscono anche in ardui settori rigore e immaginazione scientifica, nonché aria nuova del nostro tempo futuribile.

Questi ufologi, astrofili ed amanti della fantascienza sono altresì esempi concreti di Scienza quotidiana... che in questi ed altri settori sempre più sono destinati ad accompagnare ed arricchire la vita di tutti i giorni, in reale sintonia con lo sviluppo "fatale" del nuovo spirito e la nuova bellezza scientifica.

 

DIEDO2_jpgMEDIAGRANDE.jpgEMILIO DIEDO COSMOPOESIE

(inedito, 2005)

 

Anche critico letterario, Emilio Diedo è forse l'erede più talentuoso di Guido Tagliati, il visionario splendido poeta cosmico di Ferrara, vicino alle formule mistico-siderali di un Teihlard de Chardin, di un Guitton, di un Paul Davies...

Diedo appare più terrestre, ma non meno suggestivo per atmosfere, orbite e ed esplorazioni poetico-spaziali paradossalmente ciberclassiche, per la "computazione" della parola raffinata ed armonica, aliena… da sperimentalismi talora fuori moda.

Diedo esplora, infatti, una sorta di classico moderno, vicino magari al secondo futurismo, all'aeropittura ancor più che l'aeropoesia, proprio per la sintesi Cielo, Spazio, Terra...Colori realizzata con ottimi risultati dinamici ed estetismo formale ad esempio da Enzo Benedetto, Benedetta Cappa Marinetti ed altri.

Tale scenario cosmopoetico in Tietto è particolarmente evidenziato in Sbarchi d'Archi (Este Edition), mentre nell'ultima opera La Fiamma della Croce (sempre Este edition), l'elemento cosmico risulta rarefatto e assimilato tra gli interstizi della Parola, con effetti peraltro di forte suggestione trascendente: quasi destinato o dedicato ad angeli moderni, alieni sovrabbondanti di empatia sempre pronti a proteggere la sublime fragilità degli umani sulla Terra (e tra le stelle).

 

ALE FABBRI.jpgALESSANDRA FABBRI.... TECHNO- BAMBOLA

(inedito, 2005)

 

Sulla scena della danza fin da giovanissima (già selezionata negli anni novanta per la rassegna multimediale ferrarese Fuoriluogo), l'ancor giovane Alessandra Fabbri si distingue oggi a Ferrara (ma "passeggia" spesso anche in Italia ed Europa) per una creativa presenza a livello multimediale (ballerina, coreografa e attrice in reading poetici… fondatrice del Collettivo Almagesto (con Giacomo Saccenti e Ruth Zanella in particolare con lo spettacolo Nervi e Gaspaccio).

Alessandra Fabbri attinge in certo modo gli input del suo Io artistico da certa danza moderna, da Isadora Duncan alle “ballerine meccaniche” futuriste - riscoperte recentemente da Claudia Salaris, alle stesse mutazioni contemporanee che vanno da una Carlson all’inevitabile interfaccia delle discoteche e della musica elettronica o del cyberpunk.…

Tale ultima tendenza è particolarmente trasparente proprio in Punkedekic Cybernova (liberamente tratto dal cd poetico elettronico Tromba di gomma-Balla Marinetti di Guerra e Felloni) spettacolo transfuturista, presentato dalla Fabbri ed il Collettivo Almagesto alla Sala Estense nell’ambito della rassegna Strani Giorni, ispirato non a caso a certo futuribile contemporaneo, Willliam Gisbson in particolare.

 

FABBRIANO.jpgFABBRIANO CELESTE MECCANICA

(inedito 2005)

 

Presso la Galleria del Carbone a Ferrara nel dicembre 2004 ha esposto il noto artista Fabriano, fin dal nome quasi un viaggiatore del tempo proveniente dal rinascimento:

L'artista con "opere recenti" rivela e conferma la sua genialità eclettica e peculiare, appunto sulla scia dello stile psicologico di quell'eccezionale futuro anteriore.

Nell'archetipo di quel rinascimento, non solo umanistico, ma già scientifico, l'anno zero dell'odierno uomo cibernetico, Fabriano compone con tecnica, tecnologia d'avanguardia, "Techne": pare quasi d'ammirare immagini, pennellate di livello eccelso filtrate con mano ferma e leggerezza da chirurgo da qualche computer chirurgo.

E tutta la tensione al nuovo delle avanguardie di un secolo intero incontra il feedback del rinascimento, ora svelato come infanzia scientifica, dove le opere di Fabriano, pure inghiottite irreversibilmente, senza ritorno da una sorta di buco nero futuro, scolpiscono quasi all'orizzonte degli eventi… la Bellezza possibile del nostro tempo.

 

blues.jpgGIANNI FANTONI ALIAS JOHN BELUSHI

(Controcultura SuperEva, Milano 2009)

 

Gianni Fantoni ..alias(John Belushi, L’ultima notte, produzione del Teatro Comunale di Occhiobello, Quinlan e Arkadis, Regia di Massimo Navone, musiche Daniele ‘Benji’ Benatti e Stefano ‘Perez’ Peretto, costumi di Elisabetta Gabbianeta) superlativo recentemente (17 12) per la bellissima rassegna di Occhiobello, “Il Teatro Uccide” , a cura di Marco Sgarbi e del Comune polesano.

Un Fantoni oggettivamente ora decollato, il miglior erede di Paolo Villaggio Un tributo al grande John Belushi, dove il cliche già notevole del comico ferrarese doc, tocca inediti vertici a modo suo esistenzialisti postmoderni. Un’ autostrada ha – come un super cartoons- il percorso creativo di Fantoni, dalle esilaranti esperienze d’esordio allo Zelic di Ferrara, poi il boom al Costanzo Show, altri show televisivi o meno, una cult con la stessa Moana Pozzi in un minifiction comica sul grande Omero, Striscia la Notizia, libri d’area interessanti e gaudenti, fino allo spettacolo su Belushi di sicura audience ulteriore.

E a Occhiobello (Rovigo) , l’anteprima, scoppiettante e significativa. Il doppio Belushi, soprattutto, rivela forse l’anima essenziale del comico Fantoni: come tutti i grandi scienziati del motto di spirito, capace con la maschera della risata, del sarcasmo, dell’umorismo, della leggerezza virtuale dell’essere, di eprimere detti e contraddetti indicibili nella modernità e i suoi tabu’, tutt’oggi purtroppo fondamentali e condizionanti il libero volo degli spiriti liberi, divi o profani che siano. Anche e in particolare attraverso l’arte vita simbolo del geniale e sfortunato John Belushi.

 

schegge_di_utopia.jpgFEDERICO FELLONI….SCHEGGE DI UTOPIA

(Spigoli&Culture on line, 2008)

 

Schegge di Utopia... (edizioni La Carmelina) è un volume antologico sulla scrittura ferrarese contemporanea più sperimentale, già presentato la scorsa estate alla Biblioteca Ariostea e nella rassegna multimediale Tiffany Art Club 2007, ben recensito dai vari Iannuzzo (Nuova Ferrara), Emilio Diedo (Literary- rivista on line), ecc: Editing cartaceo a cura di Marco Felloni e di Federico Felloni, art director dell'alternativa La Carmelina.

Oltre 30 scrittori hanno partecipato al progetto... una panoramica underground, overground, assente nella produzione editoriale ferrarese: poeti e scrittori- noti o meno noto- giovani o meno- protagonisti comunque di un fare scrittura appunto non convenzionale, ma basata sulla ricerca del linguaggio e anche sulla necessaria provocazione intellettuale.

Più generazioni riunite insieme: dall'avanguardia futuristica della rivista Poeticamente degli anni ottanta-novanta (Donegà, GuerraStrano) a quella recente minimalista del giro dell'editrice mantovana Nomade Psichico -diretta dallo scrittore Max Adler- (Fortini, Landini, Marcolini); ad autori colti e virtuosi quali Roversi, Diedo e Gezzi, a scrittori d'area sociale quali persino il sempre moderno Gian Pietro Testa, i fantascientifici o futuribili Tuzet, Mazzoni, Astolfi e Squarcia; a -infine- interessanti nuove e brillanti penne femminili quali Aster Hope, Sylvia Forty, Debora Villani,Luvi Lu, Antonella Chinaglia, oltre alla sempre raffinata Emanuela Calura...

 

FELLONI G.jpgGIORGIO FELLONI TROMBA DI GOMMA

(Caleidoscopio, 1997)

 

Pioniere del novo rock ferrarese e italiano (fine anni'70) con i Service, Giorgio Felloni da giovanissimo attraversa la scena dell'overground musicale.

Tra gli input di Hendrix e Iggy Pop e la "tradizione" wave anglosassone, chitarrista e anche vocalist, musicista e compositore, Felloni ha poi distillato la propria tecnoanarchia sonora (con talento da alchimista caro a Brian Eno) con gli Strike e i Caos Folk (con Paola Zabini).

Tra le numerose collaborazioni sottolineiamo ... Patty Pravo, la cantautrice bolognese Pia (neorock), voce nuova del made in Italy musicale, a Ferrara con il poeta performer Stefano Marcolini ed il musicista Roberto Renesto.

Ora con Futurguerra e Andrea Vertuani (“Gomma”, trombettista) Felloni ha curato il progetto Tromba di Gomma e il cd Balla Marinetti (ed.Tiemme di Riccardo Roversi), tra poesia sonora, tecnoambient e musica futurista, recuperando la lezione tecno dei Kraftwerk...;

Felloni, anche grafico e artista visuale neopop...ha esposto tra l'altro significativamente in siti "underground" di Ferrara quali il Renfe e Zuni.

 

video art.gifFRANCO FERIOLI… VIDEOESPLORATORI

(La Piazza, 1988)

 

Segnalati da Angelo Andreotti, Franco Ferioli e Alessandra Tognazzolo, da alcuni anni producono video-messaggi e messaggi visivi, fortemente ispirati dalle teorie del grande Massmediologo Marshall McLuhan, profeta dell’era dell’immagine, della nuova oralità planetaria, del villaggio elettronico, del medium-messaggio…

Ferioli con la Tognazzolo, Roberto Guerra(poeta) Mario Slener (marketing) e Massimo Croce (musicista) fondò a Ferrara i Thcpolimedia, gruppo artistico d’avanguardia a suo tempo “esplosivo” per Ferrara.. noto per certe teorie postatomiche e neofuturiste…

Oltre ad iniziative produttive (una rassegna musicale sulla new wave italiana, tra cui i Diaframma), con i Thc Ferioli ha prodotto alcuni video - Fiori della Scienza, Non forme elctronique, (presentati a U-Tape 1984, Ferrara): ha inoltre esposto in alcuni importanti siti culturali a Ferrara e Bologna (L’Altra Metà… a Casa Cini di Don Franco Patruno, con opere dedicate al pittore italo-brasiliano Tony Fertonani), alla raseggna d’arte contemporanea Berlin-Bologna (e relativo catalogo), ecc.

Ferioli approda inoltre (sempre con Tognazzolo) ad Arte-Fiera Bologna ’88, con la videoinstallazione Numen – lo spirito degli antenati Dogon, (popolo primitivo africano dagli autori filmato) sorta di paradigmatico feticcio-oggetto elettronico de-sacralizzato con fredda e consapevole suggestione futurale; “noi miriamo a una sintesi concettuale tra l’elettronica ed il primitivo creativo, al di là del futuristico sia del primitivismo oggi di moda….”( Ferioli).

Infine, per la cronaca recente, Ferioli oltre a importanti videoclip stile reportage d’arte ha realizzato un video musicale per il gruppo postpunk Strike e sempre a Casa Cini, nel 2005, videoillustrato la rassegna Passaggi…

 

FERRANTE COVER EBOOK.jpgZAIRO FERRANTE LA POETICA DINANIMISTA

(Controcultura SuperEva on line, Milano, 2009)

Il giovane talentuoso scrittore Zairo Ferrante, già autore di D'Amore di Sogni e di Altre Follie (Este Edition) e dell'ebook Dinanimismo (Futurist Editions on line) narra del cosiddetto... Dinanimismo, come divenire dell’Anima nell’era del computer.

Anzi, Ferrante, amplificando e soprattutto sperimentando nella parola e nelle elaborazioni teoriche, l’Anima non come compensazione, ma come X factor creativo e fondamentale sottostante lo stesso spirito scientifico e le sue infinite potenzialità finanche postumane, ha azzerato ogni querelle umanista obsoleta: dice sì al mondo nel suo divenire, senza perdere più tempo con troppi No da gamberi!

La parola al termine della scrittura, o dopo il suo grado zero, infine, si riconnette finalmente e consapevolmente nel Dinanimismo letterario all’archetipo: da dove viene anche il Futurismo e da dove si è moltiplicato ed espanso. Ferrante e i dinanimisti non a caso con riferimenti espliciti a certa psicanalisi futuribile (paradosso di paradosso) di Jung, Marie Louis Von Franz, James Hillman,riscoprono certa matrice postromantica della parola futurista, a suo tempo sorprendentemente intuita da un certo Francesco Flora, dai netfuturisti stessi, in altra articolazione più globale totale, con riferimento a Bergson.

Matrice aspaziale, ormai, eppure, in quanto Fare Anima (e Fare Poesia…) nel duemila, fondamentale.

MASSIMO FESTI.jpgMASSIMO FESTI … DIGITAL PICTURE

(Caleidoscopio, Ferrara, 2002)

 

Di notevole impatto tecnoumanistico appare la personale del computer-artista Massimo Festi ("italo-americano", ferrarese d'origine), esempio significativo dell'immagine digitale più avanzata, alla galleria d'arte Sekanina a Ferrara, diretta da Paolo Orsatti e Paola Trevisan.

Artista dalla cifra complessa ma simultaneamente immediata e comunicativa, Festi presenta una sorta di perturbante e conturbante ritrattistica biotech, simbiosi o contaminazione uomo-macchina, uomo-animale, uomo-alieni … magari care a un certo Delouze…..: Festi testimonia nuove mosse d’avanguardia non più solo anarchiche e scandalose, ma prossime ad un orizzonte quasi ciberclassico, alla ricerca dei nuovi archetipi della bellezza postmoderna e postumana...

Infine, Festi conferma la scelta sperimentale della Sekanina che ha recentemente ospitato tra parola ed immagine… la nota americana Jessica Bushey, oltre ad autori neostensi quali Sylvia Forty, Sergio Fortini, Debora Villani, Giovanni Tuzet, Futurguerra e la giovane cronofotografa Marinella Rescigno…

GIULI A FONTANINI.jpgGIULIA FONTANINI SHAKER

(Inedito, Ferrara, 2009)

 
Dal 2000 ad oggi ha esposto i propri lavori di arti visive ed audiovisive a Londra, Padova, Dublino, Ferrara e Venezia.
Nel 2002 ha realizzato il cortometraggio di videoarte “Blu” proiettato presso il Camberwell College of Arts di Londra.
Nel 2007 ha realizzato il cortometraggio “Indizi d’autore” inserito nella rassegna “Dance for the Camera” promossa dal Teatro Comunale di Ferrara e Università degli studi di Ferrara; nello stesso anno il cortometraggio viene proiettato al Festival di videoarte “The Scientist” di Ferrara e al Fringe Festival di Dublino, dove riceve una menzione speciale.
Nel 2008 realizza “Shaker”, un cortometraggio di videodanza realizzato in occasione del “GD’A Veneto”: il cortometraggio viene presentato all’edizione 2008 di “The Scientist” di Ferrara e al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia per la stagione 2008/09.

Shaker” spicca in particolare per certa sinergia movimento-macchina- ritmo e compressione temporale.

 

forlani1.jpgANDREA FORLANI IL GIRO DEL MONDO IN 80 SECONDI

(Via Vai Pontesespositivo,Ferrara 2004, Nota)

 

La mappa non è il territorio” è assioma della scienza contemporanea: e…dopo Jurj Gagarjn (dopo la Terra fotomappata dallo spazio, come una playgirl siderale) i mappamondi girano alla velocità della Luce: ora Baghdad, Gerusalemme, Bruxelles… Atlantide svaniscono all'orizzonte degli eventi…

E nel duemila, l’artista, magari tecnodada come Andrea Forlani, crea diverse mappe immaginarie del Mondo, viste dal cielo, quasi da alieni in orbita, mappamondi miniaturizzati, necessario interfaccia tra l'uomo e la realtà planetaria odierna, cartoline gadget definite psicogeografiche: la Terra come Villaggio Globale (le note tesi di McLuhan e De Kirckov…

Una Terra, dopo Galileo e Copernico (primi cartografi di scienza!), in volo come un’astronave nell’universo senza terre promesse da qualsivoglia dio..

Simultaneamente Forlani …erede appunto di certo dadaismo remixato in plastica pop, collaboratore grafico anche di Andrea Capossela digita con dita umane l’eterno striptease della Terra, dalla deriva dei continenti ai vagiti e le croci della storia dei popoli: l’artista d’avantgarde (password rigorosa di Anfrea Forlani) rimodella …con mano-parola-computer il corpo erotico della Terra…

Soprattutto.. con queste sue ultime invenzioni, singolari ed originali “cartoline gadget” e-o miniquadri di vetro… Andrea Forlani scopre il Petrolio come fantasia della Terra stessa: la forza della ragione, dell’immaginazione e della libertà, contro i fondamentalismi “informali” Religiosi, politici, nazionali… ostili alla Forma Elettronica…

E dalla mappa sbagliata di Cristoforo Colombo, dal 1492, dalla scoperta dell’America!

 

SPAL.jpgARTURO FORTI…. PAROLE PADANE

(Straferrrara, Ferrara, 2003)

 

Recentemente, alla Sala Estense, Beppe Fagioli (Straferrarra) ha portato in scena un classico delle commedie dialettali ferraresi, ovvero A.S.M.A del leggendario Arturo Forti (realizzata con A.Celati), una deliziosa suite dell’equivoco quotidiano, sentimentale, e sensuale…

Tale remake sottolinea la validità di certa parola padana, dialettale, ferrarese, non necessariamente custode delle tradizioni: al contrario, proprio, la penna di Arturo Forti in tale commedia rivela altre mosse possibili ed eretiche della cosiddetta tradizione..

E di Forti (a suo tempo amico di Nuvolari…) vanno segnalate tutt’oggi una commedia sulla mitica Spal di Paolo Mazza (negli eroici anni ‘50 della Serie A) e una poesia dedicata alla Legge Merlin (del 1958)assolutamente profetica (e nientaffatto convenzionale…): La mala deta leg (… vien ancora i casutin a vla spasriss ala Merrlin…).

Tale “ parola padana” – un po’ controcorrente – ha avuto anche negli anni scorsi il poeta sonoro Sergio Altarini tra i protagonisti e lo stesso Alfio Finetti, negli ultimi tempi capace di conciliare le sue canzoni dialettali con miscele ska-raggae di notevole impatto (ha partecipato anche a High Foundation!).

 

SERGIO FORTINI.jpgSERGIO FORTINI PAROLE DI SILICIO

(Caleidoscopio, Ferrara, 2004)

 

Con Le parole sono pietre al silicio, Sergio Fortini, collaboratore anche di UnPoDiVersi è con Davide Bregola e Stefano Marcolini tra i nomi nuovi e giovani... di punta della narrativa ferrarese e padana più recente.

L'opera in questione (edita dall'underground Nomade Psichico, Mantova) è paradigmatica: l'antitradizione futuristica più le neoavanguardie degli anni '70 + certa scrittura padana dopo Tondelli, felicemente mixata con le tendenze postmoderne del duemila attraversa le pagine di Fortini con esiti persuasivi ed extraprovinciali.

Si delinea, come avevano previsto i vari Alberto Bertoni ed il ferrarese Lamberto Donegà (con la rivista “Poeticamente” attiva nei decenni scorsi), quasi una scrittura digitale, ma - falsamente dejà vu - cartacea; oppure...e ulteriormente il "libro" come simulazione "vincente" della nuova poetica nascente di Internet.

Tale ipotesi è ancor più espressa da Fortini nel cd poetico-sonoro collettivo FRRR del 2002, prodotto da Roberto Manuzzi, sorta di manifesto degli scrittori sperimentali di Ferrara d'inizio duemila (inclusi anche Calò, Landini, Guerra, Landini, Marcolini, Pavani) attraverso un contributo multimediale di affascinante elaborazione: appunto le parole come pietre al silicio di comunicazione poetica ormai poetronica...

 

FORTY_jpgMEDIAGRANDE.jpgSYLVIA FORTY BIANCANEVE A NEW YORK

(Nota sull’omonimo volume, Ferrara, 2002)

 

Con Biancaneve a New York (Este Edition), Sylvia Forty lancia nella galassia poetica nazionale scintille orali e immaginarie di sorprendente atmosfera lunare e maliziosamente lunatica.

I versi della poetessa sembrano orbite... fasi...maree quasi automatiche, sullo sfondo parla, per forza di Dna, l'archetipo femminile modernissimo, dalla dolcissima morte di Simone e Beauvoir ai tempi normali di Sylvia Plath, alle stesse suggestioni spaziali della futurista Benedetta Cappa.

E... le parolesono desideranti, ben cadenzate, parallelamente intrise come un profumo.. del Nulla caro a certo esistenzialismo, tra lacrime elettroniche e seduzioni virtuali.

Biancaneve a New York traccia un fare anima e poesia di matrice contemporanea, dove l'autrice, sibila con sostenibile leggerezza i battiti erotici della psiche femminile alla luce del 2000. Simultaneamente i versi si dilatano in certo immaginario arcaico della poesia, quando sibille, pizie, vestali e fate nutrivano l'umanità di magia in attesa della scienza.

Ne fiorisce una parola importante dove certo futuro anteriore si trasforma in orizzonti immaginali di ignote spiagge argentate da lune aliene, tra gli echi, anche della stessa Yoshimoto, per i semitoni tenui, aggraziati, pudichi e plastici, postmoderni... dei versi stessi.

E Biancaneve morde finalmente la Mela a New York...

"Hiroshima-non diventerai mai un ricordo-il tuo corpo distrutto non ha chiesto vendetta-ci saremo Aikyra?" (S.F.)

 

futurismo_oggi_285_228.jpgFUTURGUERRA… FUTURISMO 100 LIVE

(inedito, 2005-2009)

 

20 febbraio 2005: a cura di Futurguerra (già collaboratore della rivista romana Futurismo-Oggi) e dell’animatore culturale Federico Felloni, presso la Galleria d’arte La Carmelina alcuni futuribili neoestensi hanno festeggiato il 96° anniversario del Manifesto del Futurismo (Marinetti…), atto di fondazione dell’avanguardia italiana pubblicato in prima pagina… su “Le Figaro” di Parigi il 20 febbraio 1909.

All’iniziativa, già dedicata all’imminente centenario (battezzata coerentemente“100-4”), sono intervenuti alcuni dei nomi più innovatori della parola neoestense: Lucio Scardino (letto dall’attore –Vincenzo Iannuzzo), noto critico, editore e poeta eretico, con alcuni testi di forte provocazione erotica; Riccardo Roversi (anch’egli già collaboratore di Futurismo-Oggi) ha omaggiato Palazzeschi; Giovanni Tuzet e Sergio Fortini, tra gli scrittori giovani postmoderni più creativi… versi e pagine personali inedite; Sylvia Forty (letta d Alessandra Fabbri)… poesie futuristiche tratte da Biancaneve a New York (Este Edition); il giovanissimo talento Eugenio Squarcia (scrittore e videomaker) un proprio racconto inedito fantascientifico; il futurale Claudio Strano inediti dal suo Terra Sigillata; Emilio Diedo alcuni dei suoi testi cosmici; il giovane artista neosituazionista Simone Bavia (letto sempre dalla Fabbri) sue poesie inedite rock-pop; Marco Felloni, attore e regista teatrale, alcuni testi di Esenin; la nota scultrice e pittrice Adriana Mastellari e la giovane cronofotografa Marinella R hanno sottolineato lo spirito futurista con immagini in tema.; infine Futurguerra ha sottolineato la persistente attualità del Futurismo aggiornato all’era elettronica e cyberpunk.

Futurguerra è tra l’altro autore di diverse produzioni poetico-elettroniche (ad esempio BallaMarinetti - con Giorgio Felloni - e Computerpoesia (entrambe edite da Tiemme).

Insomma… non una celebrazione ma una reinvenzione del Futurismo, ovviamente non come movimento, ma certamente quale segno tutt’oggi fondamentale per i tempi postmoderni.

Compleanno anteprima del futurismo, poi rilanciato da Futurguerra, in Futurismo Renaissance (2007) e in The Scientist 2008 Video Festival (Futurismo Marinetti 100), fino al vertice del  centenario di Ferrara (20-2-2009), con la presenza dei gruppi neofuturisti oggi attivi (tra cui i celebri Graziano Cecchini e Riccardo Campa), Futurismo 100 Live, evidenziato persino nello speciale Il Futuro del Futurismo da RaiDue.

 

GANZ VIDEO 3.jpgMAURIZIO GANZAROLI ELECTROPERFORMANCE A NEWS ARS ITALICA

(SCIENZA E FUTURO blog futurista transumanista, Ferrara, 2009)

 

Si conclude mercoledì 15 l'evento d'avanguardia Mostra Danza De Broglie, a Milano presso la prestigiosa Galleria d'ARTE CONTEMPORANEA, New Ars Italica, diretta da Kristina Snejder

Tra i protagonisti, il ferrarese neofuturista Maurizio Ganzaroli, con una performance originale e sorprende virtual live: tra suoni, colori, quadri, parole, in una specie di nanocinerama dell'era cibernetica...

Un evento ottimamente curato globalmente e nello specifico di Ganzaroli dal curatore e scrittore e blogger romano, da tempo a Milano, Alessio Brugnoli.

Con tale formula, la poetica fantascientifica di Ganzaroli, espressa biograficamente in narrativa fantascientifica (L'ultimo uomo, in Schegge di Utopia, Carmelina, Ferrara, AA.VV.) mostre multimediali, Tiffany Art Club 2007 Spazio e Tempo, opere eletroniche, Electric Girls, Video, E-book (Premio Pulitzer) e molto altro, è stata Live, sintetizzata con ritmica e atmosfere ben calcolate, innovative e sperimentali, secondo certa stessa poetica neofuturista aggiornata agli anni duemila.

Maurizio Ganzaroli ha collaborato e collabora con molti artisti d'avanguardia, musica, poesia, arte elettronica alternative, dirige la webzine futuristica Sands From Mars su Myspace.

 

Garberoglio2_jpgGRANDE.jpgFEDERICO GARBEROGLIO PERCHÈ NON SONO SCRITTORE

 

(Nota in Succhi ed Essenze, rassegna letteraria, Ferrara, 2008)

 

Tra gli autori più innovativi e controculturali editi da Este Edition figura certamente Federico Garberoglio, cremonese di nascita e ferrarese di adozione è musicista classico. Ha pubblicato, oltre a Perchè non sono Scrittore, tra l'altro, ,raccolte di fiabe e storie poliziesche: Il Padrone del Villaggio (1989, Liberty House) e Le Storie Infinite (1990); inoltre Dove nascono le Fiabe (1999) e Il Risveglio della Civetta (2002).

Perchè non sono scrittore, Manuale ragionato dell'insuccesso, è certamente eretico ed inconoclastico: un pamphlet di memoria illuministica...parole rapide e dissacranti su certa casta culturale, periferica e nazionale, editoria e media inclusi, spesso convenzionali e ostili al nuovo, al politicamente o culturalmente scorretto.

Un libello scomodo a parecchi, neppure “moralistico”, al contrario, corrosivo e sarcstico ma anche autoironico e disincantato, in una cifra filtrata anche dalla poetica fiabesca cara all'autore.

 

 

GENESIO JAZZ E PENNELLO_0001.jpgGENESIO… JAZZ E PENNELLO

(nota alla mostra omonima, Bar Royal, Ferrara, 2005)

 

Nel novecento il jazz fu novità di rottura e libertà nella nuova musica americana. Ma non solo… ben presto l’anima dei nuovi suoni- afroyankee coinvolse tutta l’arte contemporanea, dai poeti beat alla pop art. Genesio trasfigura l’iper-realtà odierna danzando, “sincopando” tra evocazioni simultaneamente pop, surrealiste, metafisiche. Cifra “tecnologica” e numeri-colori compongono una minsiinfonia, una tavolozza. Quadri di musica-muta- Jazz… appunto e contrappunto. In senso più generale, Genesio, pur sperimentando, testimonia un felice ritorno a certo neofigurativo aperto, alla nuova bellezza delle avanguardie storiche, sulla scia a Ferrara forse del suo miglior recente interprete, Marcello Darbo…

 

la-casa-delle-antiche-enrico-gherardi.jpgENRICO GHERARDI  LA CASA DELLE ANTICHE

(Inedito, Ferrara, 2009)

Autore di genere fantastico e-o fantascientifico, Enrico Gherardi si è imposto all'attenzione della critica recentemente grazie al romanzo La Casa delle Antiche (Mym edizioni): flusso di parole e evocazioni di certa scritttura cosiddetta immaginale e archetipica, sulla scia di certa poetica contemporanea, anche dopo la rotta neomitica (ma moderna), tracciata dalla scuola junghiana.

E Gherardi a Ferrara è il suo interprete più radicale, in tale opzione, forse il più prossimo al maestro del nuovo mito in letteratura in Italia, ovvero Roberto Pazzi.

Ladddove l'esplorazione immaginaria di Pazzi appare sincretica e globale, Gherardi al contrario privilegia il codice segreto dell'Anima femminile, tra Grandi Madri, Core, vestali, sibille e così vie.

Una metafora della natura e del femminile, plasmata dallo scrittore con cifra ecopoetica (Bateson stesso), la Bellezza e il mistero del Femminile come terapia, anche, della modernità. 

 

 

Gigli2_jpg_jpgGRANDE.jpgDARIO GIGLI- L’ECO DEL MARE

(Spigoli&Culture on line, Ferrara, 2008)

 

Dopo il romanzo quasi neopresocratico Taras, il giovanissimo Dario Gigli (23 anni), tarantino, laureato in Lettere, collaboratore della casa editrice di Luciana Tufani, conferma il suo significativo talento con un nuovo breve romanzo fanta-storico “L’eco del mare” ( Este Edition di Riccardo Roversi), anche ambientato nel ferrarese, con ricerche storiche della dottssa Guzzinati.

Il libro, recentemente presentato a Ferrara per l’originale rassegna “La rottura della meccanicità” nella splendida cornice del giardino di Palazzo Schifanoia ( a cura dell’artista-animatore Simone Bavia) è una microrevisione tra reale e virtuale di certe dinamiche della seconda guerra mondiale con uno straordinario protagonista (tra altri) di nome Marx, coraggiosissima tale cifra “anagrafica” e anche molto simpatica, perturbante, sorta di password del romanzo stesso…

 

GOVONI.jpgCORRADO GOVONI LA POESIA ELETTRICA

(Poeticamente, Ferrara, 1996)

 

Corrado Govoni, nato a Ferrara (Tamara di Copparo, 1884), spirato a Roma (Anzio, 1965) resta tutt’oggi il più geniale poeta ferrarese del XX secolo, uno dei più grandi della letteratura italiana contemporanea.

Dopo anni di relativo oblio... a partire dal trentennale della morte l’editoria e l’ambiente poetico nazionale hanno riportato all’attenzione Corrado Govoni, capace di assurgere a suo tempo fra i protagonisti del futurismo e tra i più fedeli amici (almeno nella fase eroica dei primi tempi) di Marinetti e Palazzeschi: il carteggio di quest’ultimo con Govoni appare significativo e altrettanto un eloquente tributo postumo del poeta al fondatore Marinetti (citato da De Maria in Marinetti e il futurismo)

Tale riscoperta segue la riscoperta stessa del Futurismo, di cui sono stati recentemente promotori i vari Benedetto, Grisi, Agnese, Tallarico, Verdone e De Maria (ecc.):

Nel trentennale stesso della morte (1995), Ferrara stessa con la rivista Poeticamente gli ha dedicato un omaggio contemporaneo, Elettriche Poesie, ricordandolo come poeta vivo e vitale di questi anni duemila (anche in Rete a Ferrara in versione trailer)..

Invece negli anni Ottanta la città dedicò al Poeta un importante Convegno (centenario della nascita) ben puntualizzato anche da Antonio Caggiano, il noto critico e scrittore nonché cronista d’arte del Resto del Carlino.

Corrado Govoni fu autenticamente futurista, cavalcò la rivoluzione della poesia italiana e mondiale, scoprì lo spirito moderno con colori squisitamente artistici.

Al passo con i futuristi e con le avanguardie, Corrado Govoni immaginò e sperimentò un rinascimento moderno in netta polemica con il modernismo volgare e materialista che ha poi dominato l’intero secolo 20: Corrado Govoni anticipò - pure - con esiti raramente uguagliati la Poesia Visiva e le Neoavanguardie del secondo novecento; e i vari Spatola, Sanguineti e Perfetti provengono tutti dalla lezione govoniana.

Alle soglie del 2000, in particolare, i toni non solo aggressivi, ma aurorali, sereni e cosmici della poesia govoniana, rispetto alla”tradizione” futurista (ad esempio, tra l’anarchismo letterario di Marinetti e il lirismo meccanico di Soffici), ci indicano autentiche preveggenze ecologiche di ovvia importanza: in Govoni, l’utopia futurista diventa un’utopia verde, futuribile, come è evidente anche in certo suo crepuscolarismo, una visione della macchina, tra i bordi di Spengler e lo stesso Marinetti.

Letto oggi, in Govoni non vibrano più soltanto virilismo guerriero, automobili, aeroplani e radio bellicose, ma anche auto elettriche, centrali solari e sensualità: la poesia del futuro come ecologia dirompente...

 

LUNA NERA.jpgCATERINA GRUBER IL CONTRARIO DELL’OMBRA

(La Piazza, Ferrara,1985)

 

Il Mistero dei Capelli di Venere (Poeticamente, poi inclusa in Il Contrario dell’Ombra, Tracce), ouverture di Caterina Gruber (appena ventunenne)… sboccia nella galassia di un giardino più lunare che terrestre, nella metafora, in quanto espressione di certo originale femminile dell’anno 2000.

Dopo il novecento, suffragette, fate e streghe, volano nell’immaginale, modificando i simboli nell'ef-fusione tra amore materno ed orgasmo, grazia ed autonomia, Libertà e corpo, verità e bellezza, Terra e Luna, tra gli archetipi antichi e nuovi di Demetra, Diana e Lilith.

In fine millennio, la Bella Addormentata può finalmente “fingere” di pungersi, “fingere” di pungersi, “fingere” di addormentarsi, baciare lei stessa il suo Principe.

S’immagini ora una Venere davanti ad uno specchio pettinarsi e… addormentarsi: dall’oblio delle mani i capelli disegnano, nello specchio, voli-battesimi obliqui, gatti multicolore, trottole animate, gabbiani elettrici, rose nottambule, jolly, mimi e bambine, Biancaneve o Beatrice, un Peter Pan re, profumi e seni d’arancio, una treccia dove il succo mescolato ai capelli diventa inchiostro e scrive nello specchio “Una Rosa è una Rosa è una Rosa” (Gertrude Stein)…

 

freud1_fondo-magazine.jpgVINCENZO IANNUZZO.... GOSSIP NON STOP

(Caleidoscopio, Ferrara, 2004)

Prodotto da Tiemme (Associazione Terzo Millennio), il volumetto Gossip-sempre meglio che lavorare- fin dal titolo si presenta come minibook e chicca letteraria, leggera e disincantata.

Gli autori sono l'attore-animatore Vincenzo Iannuzzo e lo scrittore Riccardo Roversi: il primo ha remixato note firmate dal suo alter ego Prof. Manicaretti, puntualmente scritti sulla rivista Tiemme; il secondo... brevi racconti tratti da Le Muse Impudenti del 1997.

L'esito di Gossip…, a dispetto in certo senso del titolo stesso frivolo, è un umorismo postmoderno fine e quasi invisibile, appunto elegante ed europeo, distante dal trash di molta produzione analoga sia cartacea che televisiva.

Qua in Ric e Vince (come firmano l'opera), si ritorna in versione minimale al comico anche perturbante di cui parlarono gli stessi Freud e Bergson...

 

MARCO JANNOTTA.jpgMARCO JANNOTTA STREET ART FERRARA

(L'Asino Rosso on line, 2009)

Nell'area esterna al Bar Tiffany di Ferrara, omaggio originale di Marco Jannotta ai Buskers o Musicisti di strada nell'evento attualmente in corso nel Centro Cittadino.

Marco Jannotta conferma, anche in questa formula on the road, vertici non frequenti a Ferrara nell'ambito dell'arte visiva contemporanea.

Jannotta, già celebre come Chef, oltre alle numerose personali e collettive a Ferrara (ad esempio al Torrione Jazz Club... Futurismo Renaissance- Bar Tiffany), vanta anche diverse e prestigiose presenze nazionali ed estere (dal New Morning Jazz Club a Umbria Jazz), numerosi riscontri critici e mediatici,  un certo Farina per intenderci.

Ora, la sua azione quasi patafisica, per certi echi cromatici e iconici dello stesso Baj, approda felicemente a certo post-situazionismo, postgraffitismo, nel cuore della cosiddetta Street Art nell'ambito di un contesto, il noto Festival Buskers di Ferrara, particolarmente azzeccato, un leit motiv anche della poetica pittorica dell'artista, spesso interfacciata proprio con la Musica (a volte il Jazz, ora certo neofolk moderno).

Con diverse tele acriliche piccolo-medie, poste all'esterno del Pub in questione e con una deliziosa operazione ambient alla Christo, ha writerizzato e graffitato certa area stessa di Piazza Municipale disegnando, pennellando direttamente su pannelli di legno attuamente presenti per il restauro di Palazzo Ducale: esiti di indubbia raffinatezza, quasi Dandy-punk, per la potenza e il minimalismo stesso delle opere, a livello sia formale che ..del Senso, pura arte contemporanea, icona e firma del duemila globalizzato, quasi in versione ultrasuoni non udibile dall'orecchio umano, una micro soundtrack ambient come bonus di colori alla Brian Eno o Talkin Heads/David Byrne, oltre a input ben mixati storici dell'arte contempranea italiana e internazionale del secondo novecento.

Sintetizzando, la Street Art in evoluzione per l'alta ricerca linguistico-cromatica (taluni lavori vere e proprie poesie visive), Jannotta tra i visionari lucidi autentici e di stoffa almeno europea di Ferrara città d'arte.

 

 

JapanAvantgarde.jpgMARC KOBER SURREALE…DIGITALE

(Nota in “Deposition”, Liberty House, Ferrara, 1992)

 

Marc Kober (direttore della rivista poetica parigina La Revolte des Chutes) da alcuni anni è spesso a Ferrara dove collabora anche con la rivista “Poeticamente”): ora pubblica bilingue Deposition (Liberty House, traduzione di Muschiatello, disegni del grande patafisico… Enrico Baj, note di Guerra, Donegà, Roversi)…

...Kober nell’era della memoria elettronica riscopre quella umana dell’antitradizione surreale… e al di là delle sette poetiche realmente estinte, versi, attimi, sogni oggi fuggenti e iper-reali manipolano la grande macchina…

Questa, forse, la cifra postmoderna pertinente per cogliere la logica del senso insita nel volume poetico prodotto dal poeta neosurrealista, figlio d’arte (il padre Jacques complice a suo tempo del grande André Breton…), anche dopo la stagione virtuale di un certo Baudrillard, l’azzurro della Nuova Eva (Era) sullo sfondo…

Né fiorisce… un fare poesia “innamorata” ma freddamente visionaria attraverso parole calde eppure già digitali, battiti cardiaci romantici eppure filtrati da grafici matematici… capaci di seduzione.

 

FILIPPO LANDINI.jpgFILIPPO LANDINI FERRARA GAME OVER

(Caleidoscopio, Ferrara 2004)

 

Autore del saggio Futurismo/Vorticismo (tesi Dams con Ezio Raimondi), Filippo Landini è giovane talento nuovissimo emergente nell'avanguardia neoestense del futuro presente.

Non a caso a suo tempo ha presentato uno degli eventi più originali alla gloriosa Feltrinelli (a Ferrara), nell'ambito di una rassegna dedicata alla nuova scrittura.

Ovvero... la deliziosa suite provocatoria postletteraria Dorian Spray, accompagnato dalle sonorità contemporanee del musicista Alfonso Santimone, dal visual Filippo Parma e dal "cyber" Sebastiano Zucccatelli.

Inoltre, ricordiamo la video partecipazione a Map 2 video del 1997 in collaborazione con Max Certzok , tra le migliori proposte, e soprattutto nella scrittura... Ferrara Game Over (Nomade Psichico, Mantova, 2000), epitaffio-gioiello del superconformismo periferico, ordigno ecotecno di rara provocazione...

Il percorso globale di Landini - attivo tra Ferrara e Milano - si muove tra l e matrice eretica dell'avanguardia storica, la stagione stessa patafisica di Alfred Jarry, "american cyber" e new electrodandy, sorta di Dorian Gray tecnoanarchico, nel cuore postcyberpunk dell'arte elettronica... dove la Parola non è feticcio ma si azzera nella video rivoluzione.

 

LUVI LU.jpgLUVI LU “PASSANDO DA QUI”

(Nota alla mostra personale, Tiffany Art Club II, Ferrara, 2007)

 

Luvi L.- Luisella Allione- (1979) ha esposto in varie occasioni (Torino, Ferrara, Bologna, ecc.) le proprie opere di pittura, fotografia e videoarte e ha organizzato performance di poesia. Alcuni suoi testi sono presenti nell’antologia “Schegge di Utopia” (La Carmelina, Ferrara).

Ha partecipato al festival di videoarte The Scientist (Ferrara, 2007).

Sempre nel 2007 l’editrice romana Il Filo (del circuito nazionale Mursia) ha prodotto la sua raccolta poetica “Passando da Qui” (con prefazione di Marco Teti), presentata in anteprima a Roma lo scorso 3 luglio, ripresentata in questa sede a Ferrara simultaneamente alla personale Mobil Art And Me.

 

POESIA VISIVA.jpgFEDERICA MANFREDINI… SULLA POESIA VISIVA

(La Piazza, Ferrara, 1987)

 

A partire dagli anni sessanta del secolo 20, tra l’ondata delle neoavanguardie (Sanguineti, Eco, Spatola, Zanzotto… il Gruppo 63, ecc. ) e l’infanzia dell’era spaziale (Sputnik, Yury Gagarjn, John Glenn, la Nasa…) la scrittura poetica sperimenta nuovi scenari sperimentali, in certo senso postfuturistica.

Scrittura verbo-visiva l’ha definita il critico ed artista Lanberto Pinotti, oppure “Poesia Totale”(Spatola), più specificatamente a seconda dei files si narra di poesia sonora, poesia tecnologica e poesia visiva (Perfetti, il Gruppo 70 ed altri..).

La cosiddetta Poesia Visiva sostituisce il medium libro cartaceo con il medium quadro+ parola (a volte eliminando persino le parole…): Ferrara è stata una delle capitali di tale nuova poetica d’avanguardia; lo stesso Michele Perfetti, Federica Manfredini, Romolina Trentini, Luciana Arbizzani (ed altri) hanno operato (operano ) in tale percorso con riscontri internazionali…

Significativa ad esempio è l’attuale rassegna , a Ferrara presso la Stanza di San Giorgio, una succinta ma indicativa panoramica dedicata alla Poesia Visiva da parte degli autori succitati, curata da Sergio Altafini: la Manfredini, in particolare, in tale mix presenta esperimenti di rara comunicazione, parole libere riflesso della migliore neoavanguardia filtrata da un lirismo visivo-orale squisitamente femminile… e corrosivo.

 

roberto-manuzzi-saxofono_large.jpgROBERTO MANUZZI… FRRR CD ROM

(inedito 2005)

 

Il Cd rom multimediale, FRRR (Ferrara senza le vocali, in chiave neodadaista), prodotto dal Comune di Ferrara, è forse il florilegio più interessante sulla scrittura sperimentale neoestense di questo inizio duemila, una sorta di blog sull’esistente..

Curato dal musicista Roberto Manuzzi, non a caso è appunto un lavoro multimediale che ha coinvolto scrittori minimalisti quali Sergio Fortini, Davide Bregola, videomakers e registi quali Filippo Landini, Sebastiano Zuccatelli, Cristiano Neri, chansonnier come Stefano Marcolini, poetesse come Monica Pavani, musicisti quali Alfonso Santimone (ed equipe…) Giorgio Felloni e Gianluca Cingolati… poeti sonori o d’avanguardia quali Corrado Calò e Roberto Guerra,

Roberto Manuzzi ha poi elaborato alla Conny Plank (il grande produttore della new wave elettronica tedesca e inglese degli anni 70/80) quasi tutte le opere poetiche o narranti, sorta di postproduzione sonora e video di notevole efficacia ed interfaccia con i master cartacei degli autori…

E l’esito appare sorprendente, un’opera che dribblando magari apocalittici ed integrati, proprio nella sua “circolare” se non “cibernetica”cifra ipertestuale testimonia anche a Ferrara certa poetica degli anni 2000, in sincronia con le nuove tecnologie e la nascente era rivoluzionaria di Internet.

 

STEFANO MARCOLINI.jpgSTEFANO MARCOLINI L’ANTI-DIARIO

(Caleidoscopio, Ferrara, 2004)

 

Stefano Marcolini da alcuni anni è probabilmente il performer più ricco di talento della scena ferrarese tra i nuovi e ancor giovani scrittori: coaudivato sulla scena dai musicisti Giorgio Felloni e Roberto Renesto, Marcolini presenta spesso Il diario di Susy (Nomade Psichico, Mantova), tra avanguardia neoscapigliata e preziosismi vicini vuoi a Paolo Conte, vuoi all'antitradizione della poesia e la canzone francesi del novecento (lo stesso Prévert).

E con effetti di comunicazione di grande romanticismo postmoderno: la parola come Bellezza ed Empatia di invidiabile "leggerezza", come l'autore ha dimostrato con riscontri (oltre che critici) di pubblico non frequenti a livello poetico nelle diverse serate presso Zuni, la libreria Feltrinelli, l'osteria Brindisi (e per la Festa dell'Estate 2003) a Ferrara ma pure a Bologna, Cremona, Modena, ecc.

Insomma, Marcolini, chansonnier "elettronico" nel senso spirituale della parola,

restituisce alla parola poetica la sua "conviviale" e dionisiaca cifra dinamica non primordica, ma aurorale e sempre diversa quasi astrobiologica...consapevole della rotazione bimillenaria delle stagioni terrestri...

 

 

DINO MARSAN.jpgDINO MARSAN FANTASCIENZA QUOTIDIANA

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2008)


Dino Marsan, noto illustratore, videoartista (e anche curatore di eventi musicali- Le Orme ad esempio tempo fa) ha edito per Este Edition un libro catalogo Alle Porte di Ferrara.

E' un catalogo d'immagini fotografiche peculiarmente dedicate a Ferrara, ma assolutamente originali: una collezione visiva pressoché unica della maniglie d'ogni materiale delle Porte, celebri, conosciute o meno, della Città,  più precisamente una:

" Raccolta di fotografie riproducenti maniglie e battenti del centro cittadino.  Dino Marsan ha voluto fare omaggio a Ferrara, sua città natale, soffermando l’attenzione su un ricco patrimonio fatto di mille particolari che, solitamente, non vengono colti dalle persone che la popolano."

Ne deriva un'opera alquanto preziosa (non solo graficamente) e sorprendente: quasi un'archeologia della superficie, l'artista come ricercatore, la fotocamera come oggetto di scavo... e oggetti sotto gli occhi magari da decenni e anche secoli improvvisamente nuovamente alla luce, metafora anche di certo relativismo dello sguardo.

 

MASCELLA_jpgMEDIA_jpgMEDIA.jpgCARLO MASCELLANI ICARO DUEMILA

(inedito, 2005)

 

Il giovane Carlo Mascellari esordisce nella narrativa "lunga” con Icaro (Este Ediiton) pagine suggestive che reinventano l’archetipo di Icaro e la sua leggenda, particolarmente al passo con la mutazione contemporanea degli archetipi (per dirla con Jung e Hillman):

Nel caos, nei frammenti, nel labirinto postmoderno degli anni duemila, laddove muoiono le certezze del passato, un tempo (apparente) di metallo, oggi, quando il metallo e le macchine dominano sovrani, la cera, domina gli input e i voli umani…

Tuttavia, contro l’autoritarismo del mito (spacciato per incoscienza ed assenza del limite…) oggi Icaro è necessaria scelta di differenziazione: il feedback non è a priori, ma dopo il volo, durante la sfida la sole, contro l’antiaerea di Dedalo… e seguaci.

E Mascellani, attraverso una scrittura simultaneamente leggera e virtuosa, non minimalista, ma quasi presocratica, “classicheggiante”, decrive con efficacia e scorrevolezza la nuova rotta possibile di Icaro, il suo atterraggio ben riuscito sulla Terra come aeroporto immaginale…

 

ADRIANA MASTELLARI.jpgADRIANA MASTELLARI... PER ISABELLA, PRIMA DAMA DEL DUEMILA

(Caleidoscopio, Ferrara, 1989)

 

Dopo le “stanze” di Rocca Stellata a Bondeno, la primadama del rinascimento - Isabella - si è recentemente fermata in quelle di Casa di Stella dell’Assassino a Ferrara (fino al 3 dicembre): Per Isabella, tra Ferrara e Mantova, tra le dame d’Este e Francesco Gonzaga, curata da Lucio Scardino (assieme a Benvenuto Guerra) è ottimo esempio di traduzione reinvenzione del Passato, come rielaborare certe seduzioni.

Un esercito di artisti offre le sue armi visive, tra stilemi che attraversano simultaneamente tutto il novecento pittorico; fiorisce un omaggio sensuale e complice dove tra nomi affermati ed esperti (Adriana Mastellari, Andreazzi, Bonora, Brozzi, Torresi, Turola, ecc.) spiccano anche i giovani talenti di Lorenzo Cutuli, Marzia Vareschi, Cinzia Calzolari, Antonio Caselli...

Come Per Schifanoia, già curata dal dinamico Scardino, l’incontro di più artisti genera, al di là dei singoli, valenze d'équipe ed interconnessioni, testimonia un approccio “generalista” come nel Rinascimento, questo è il vettore dell’operazione, con Isabella sempre pronta a civettare con i colorì del futuro, oggi primadama del duemila...

Nello specifico sottolineiamo la presenza di Adriana Mastellari, pittrice e scultrice, di raro respiro cosmico, archetipale, tra la stessa elettrodinamica di un Boccioni mixato dal novecento simultaneamente sperimentale e poetico di un Savinio, echi della stessa poetessa espressionista Else Lasker-Shuler, una stessa Tamara Lempika più verginale e squisitamente italiana…

 

LORENZO MAZZONI.jpgLORENZO MAZZONI… ITALY VALLEY

(Spigoly&Culture, Ferrara, 2006)

 

Il requiem di Valle Secca “ di Lorenzo Mazzoni (Tracce Edizioni- Pescara) è romanzo breve di respiro simultaneamente apocalittico e dis-integrato… L’autore, tra i giovani più quotati della nuova scrittura italiana (recensito anche su Repubblica da F. Mazzucato), esplora la parola del futuro attraverso l’archetipo della Città meccanizzata e ecologicamente implosa, sulla scia di certa antitradizione fantastica, da Salgari a Verne alla celebre utopia di Tommaso Moro, finanche sguardi simultaneamente apocalittici e cyberpunk alla Philip Dick… Mazzoni gioca con interstizi e witz della scrittura facendo fiorire scenari desideranti possibili alternativi, appunto bisbigliati, quasi silenti batteri che ricompongono clandestinamente l’anima perduta dei mutanti umani, barlumi dal futuro pronti alla rivoluzione imprevista e improvvisa per i tiranni al Potere! E in tale cifra finale, l’autore evoca le previsioni appunto paradossali dei vari Marcuse o Rifkin…

 

antonioni2.jpgPAOLO MICALIZZI… MAP VIDEO (E DINTORNI)

(inedito, 2005)

 

Dagli anni novanta, curata da Arci Nuova, la rassegna video-cinematografica Map Video, segnala puntualmente i nuovi video-cinemakers, i possibili eredi contemporanei o futuribili degli immensi Antonioni o Vancini…: in un mix-medium ormai sinergico, tra videoclip, Corti ecc.-

Più globalmente – schematizzando- tale “ scenario” testimonia un forte interesse verso il cinema a Ferrara (oltre come noto per il Video… Centro Video Arte), pluridecennale a livello promozionale o produttivo, confermato anche nella recente nona edizione: dalle rassegne del circolo Louis Brooks (Sala Boldini) a situazioni come il Fedic (dedicato al cinema sperimentale); dai vari Mazzacurati, Mongini (fantascienza), Menegatti (rari documenti su Ferrara), Felloni, Vicentini… ad autori nuovi – ad esempio- Max Czertock o Ippolita Franciosi, Giuseppe Gandini (ed altri)…

In tale percorso, sempre tra i promotori delle nuovi arti’ visive neoestensi, a livello critico emerge sicuramente la figura di Paolo Micalizzi (saggista e collaboratore del Resto del Carlino e ed altre testate o riviste nazionali), dalle parole di affascinante penetrazione ed efficacia mediatica, con sguardi sulla cosiddette “nuove muse” dell’arte contemporanea chiaramente di matrice conoscitiva extra provinciale, attentissimo ai nuovi linguaggi critici….,

 

enzo_minarelli.jpgENZO MINARELLI... POESIA SONORA

(Zuni, manifesto, Ferrara, 2003)

 

Nel primo novecento Marinetti e i futuristi inventarono la cosiddetta poesia sonora basata sull’abbandono del supporto cartaceo e sull'utilizzo delle nuove tecnologie-all’epoca la radio e radiodrammi furono chiamati tali esperimenti futuristi.

In seguito verso il 1940 Carlo Belloli ha elaborato il pionierismo futurista in tale nuova poetica, infine negli e dagli anni sessanta, sempre del secolo scorso, le neoavanguardie - da Umberto Eco a Sanguineti a Zanzotto a Paolo Ruffilli a Adriano Spatola e Enzo Minarelli hanno codificato le sperimentazioni futuriste adattate alle nuove tecnologie, dal magnetofono infine al computer e al digitale. ispirati non più dalla rivoluzione artistica e no ma da nuove scienze quali semiotica e linguistica.

Due sono attualmente le rotte principali della nuova poetrica sonora anticartacea: 1. la poesia sonora neoprimitiva un poco come i graffiti di Basquiat neopop; 2- la poesia sonora cibernetica basata sulle nuove tecnologie del XX secolo, dal futurismo all'arte programmata fino all'arte elettronica...video...computer art, compresa la tecno music da discoteca e generi affini.

A partire dagli anni ottanta a Ferrara, oltre al centese Enzo Minarelli (tra i nomi più prestigiosi internazionali), poeti sperimentali come Federica Manfredini, Trentini, Luciana Arbizzani, Sergio Altafini, Marco Tessaro, fino -oggi- a Giuseppe Calò, Futurguerra, con tape, volumi, cd e performance (Sala Polivalente ... Centro Video Arte, eccetera) hanno espresso con interesse anche internazionale la nuova poetica cosiddetta sonora.

Va da sé il ruolo pionieristico e forse ineguagliato dello stesso Minarelli (le stesse “rivista” sonore Baobab e V3/Tre di Reggio Emilia e Cento, il suo lavoro autobiografico Polipoesia mon Amour) dove la parola tra neofuturismo e neodadaismo appare definitivamente filtrata dalla ricerca scientifica, sorta di linguistica o semiotica immaginaria con esiti pure sorprendentemente ironici e freddamente “micidiali” per le poetiche cartacee…

 

MARCO MONTANARI.jpgMARCO MONTANARI PUPAZZI

(Fai Notizia, sito radicale, Roma, 2009)


Marco Montanari, diverse mostre, personali e collettive, tra cui Pupazzi, promosso da THC Polimedia, ( recentemente apprezzato da Graziano Cecchini) è giovane personalità complessa e geniale: una sorta di mix tra writers, graffitismo, pop art rifrullata e ricolonata con velocità inedita, finanche certa antitradizione parallela proveniente dalle icone dei Cartoons animati, del fumetto fino agli Anime e i Manga nipponici.

In particolare, forse, qua, l'innesto pittorico e visuale cruciale, nell'eco profondo, perturbante, rivoluzionario di certa visionarietà alla Willliam Blake, ancor di più alla Hyeronium Bosch.

Pupazzi ad esempio da un bordo è pura avanguardia, tic tac poetico e virtuale, di manichini... pupazzi e pazzi in rivolta, vivi, e capaci, quasi un blitz improvviso, di liberare la bellezza e il futuro.

 

MUSACCI1_jpgMEDIA_jpgMEDIA.jpgMATTEO MUSACCI NEW NEW CLASSIC

(inedito, 2005)

 

Da Olio edito da Este Edition ai testi letti durante la Festa dell'Estate 2003 alla più recente "performance" tratta addirittura dal Cantico dei Cantici, il giovanissimo Matteo Musacci, appena 20 anni, a livello letterario si presenta già con un "carattere" poetico precocemente “maturo”.

La sua parola è un supermix tra l'archetipo classico dionisiaco/apollineo della nostra cultura filtrato dall'Azzurro sia dei profeti che dall'arte sacra del medioevo italiano fino a certa poetica moderna anche paradossale ed antinomica tra William Blake e il cineasta russo Tarkowsky...: il tutto ovviamente condensato in un'elaborazione personale laddove la cifra classica o appunto archetipale (ma con Jung non i critici letterari...) non risulta nostalgia o depressione sublimata ma reinvenzione.

Appunto, il giovanissimo Musacci, senza alcuna sovrastruttura, riclona l'archetipo della parola e della bellezza e dell’Amore (l'inno ineguagliato del Cantico...) nella loro appunto eterna fisicità celeste ma nei suoni, il maquillage e i desideri nuovi degli anni duemila.

 

BASQUIAT.jpgTOMASO BARDO OCCARI… CROCEVIA

(Caleidoscopio, Ferrara, 1997)

 

Fin da giovanissimo, esperimenti artistici ben oltre le mura di Ferrara: e mostre in Belgio, Olanda, Francia, personali e collettive (tra cui Dentro l'attimo, presso la galleria Bazaar di Bruxelles); inoltre una suite visiva dedicata alla cometa Hale Bop tra gli echi storici dell'antitradizione vorticista (il futurismo inglese) e le tendenze postmoderne di oggi più care alla leggerezza antimaterica di Warhol e Basquiat.

La dimensione poetica attraversa nei titoli, di per sé parolibere, le opere visuali di Bardo-Occari, anche attraverso performance o esposizioni per così dire ”esplosiviste”, ad esempio negli spazi del Dadzdramir e nella collettive Distanze, Facoltà di Architettura, 1997.

Inoltre Bardo-Occari ha curato nel 1998 la rassegna collettiva multimediale Crocevia (Sala Boldini), con relativo catalogo, prodotta dall’Assessorato alla Cultura di Ferrara, antologica della nuova creatività neoestense, tra avanguardie e le ultime tendenze minimali o postpunk, tra i nomi stessi dei vari Grazi, Chinarelli, Balduzzi, Catuzzi, Minelli, Sacchi, Zagni, Sartori, Bruni, Travagli, Droghetti, Gruppo "Germo-Zero" e Paolini.

Infine, nel 2005, Bardo-Occari ha dato alle stampe Benevento (nota di Francesca Melloni), pagine originali e innovative…

 

LOUIS OLIVENCIA.jpgLUIS OLIVENCIA MADE IN JAPAN

(Caleidoscopio, Ferrara, 1996)

 

Louis Olivencia, di origine newyorkese, da anni di passaggio a Ferrara, reduce da una importante mostra svizzera (Basilea), approda in questo mese di febbraio all'Università di Osaka in Giappone, con una deliziosa mostra virtuale.

Le opere, dieci disegni originalmente postpop e cyberpunk sono tratte dalle collaborazioni di Olivencia con la rivista francese La Revolte des Chutes (diretta dal poeta Marc Kober) e gli scrittori Guerra e Roversi (la rivista ha, infatti, pubblicato un numero speciale in Giappone dove compaiono, oltre a Olivencia e agli scrittori ferrarese di cui prima, anche Giuseppe Muscardini e Claudio Strano..

Olivencia attraversa l'era postmoderna, finalmente alla ricerca della bellezza perduta.

L'avanguardia fiorisce in nuove forme corpi pieni di grazia armonia e virilità!

E... dopo le stesse lezioni "ferraresi" di Giovanni Boldini... Ercole De Roberti e Cosmé Tura, innestati nelle atmosfere rinascenti elettroniche degli anni 2000. ...Non a caso in Giappone, capitale del computer.

 

PATRUNO.jpgFRANCO PATRUNO(Don)… CASA CINI 2000

(inedito, 2005)

 

Splendida iniziativa nel prestigioso sito culturale di Casa Cini in questa estate 2005, denominata Passaggi, “antologica” collettiva su certo nuovo “movimento” creativo neostense, curata da Don Franco Patruno e Massimo Marchetti (già Animatore di UnPoDiVersi, recentemente subentrato nella struttura alla pur bravissima Eleonora Pozzetti “decollata” a Mantova.)

Una volta di più, Massimo Marchetti, Don Franco Patruno ed équipe recuperano appieno quella stagione d’oro dell’arte contemporanea neoestense, da tempo orfana del suo sito naturale (Centro Video Arte, Sala Polivalente), finalmente negli ultimi anni almeno ripartita grazie appunto al sito “classico” di Casa Cini, al Circolo Zuni ed allo spazio istituzionale di ViaVai-Ponte Espositivo

Ora, l’ambiente specifico di Casa Cini, sublime nel suo rinascimento/medioevo naturali, amplifica ulteriormente tale scenario della nuova arte contemporanea neoestense: e Passaggi non segnala solo l’esistente possibile, ma produzioni artistiche in certa misura già al passo e competitive con la nuove tendenze nazionali.

Una new wave… generazionale, dove ogni frontiera “tradizionale” – persino “avanguardistica”è abbattuta, siamo già nel postconcettuale, postambient, postpunk, postcyber: ovvero una gioiosa danza nella superficie elettronica annunciata magari da Baudrillard, oltre il segno e il senso…

I…postartisti: Andrea Forlani (“Cose fuori posto”), Massimo Festi (“Lucide visoni”), Riccardo Furini (“Tratti in loggia”), Matteo Farolfi (“Periodiche inquietudini”), Silvia Sartori (“Flussi”), Elisa Leonini (“Presenza dis-giunta”), Sara dell’Onze (“Interior”) Denis Riva (“I postatomici”), Ameartgroup (“Aracnometriaa”), Studio Lucifero (“Killer Chais”), Costanza Minelli e Matteo Nannini…

 

ROVERSI-_jpgMEDIAGRANDE.jpgMONICA PAVANI LA MALINCONIA DOLCISSIMA

(inedito, 2005)

 

In Versi saturni (Este Edition), scritto con Riccardo Roversi, opera di rara efficacia (come sottolineato dal Prof. Cazzola, docente a Ferrara), Monica Pavani, già autrice di alcuni lavori con le edizioni Moby Dick e nota traduttrice, trascende il suo peculiare ed elevato clichet malinconico alla Dickinson per spaziare in versi creativamente passatisti, invero una suggestiva sperimentazione reinventando certo futuro anteriore…

Pur scritto a quattro mani, la tenerissima autrice conferisce una sorta di gioia plastica pittorica al suo fare poesia ben in armonia con il minimalismo geometrico di Roversi, ora – in tale scenario- quasi tra echi pitagorici: e la Pavani si trasforma in una specie di strega bianca capace di giocare con i versi cucinati secondo un’antica e segreta ricetta che sfocia peraltro nell’arcana malizia di una formula magica…

La poesia nel remix “classicistico” pur cartacea recupera tutta la sua oralità primordica, originaria…originale, archetipica, la voce come musica, paradossale “avanguardia” nell’età elettronica annunciata da McLuhan ed altri…

 

PAZZI_jpgGRANDE.jpgMATTEO PAZZI... FANTAPUNK

(inedito 2005)

 

Nuovi autori dalle parole neonoir e fantapunk sono presentati in quest'antologia di notevole interesse - Umòr Nero - (la prima a Ferrara nei generi...) dalla casa editrice La Carmelina diretta da Federico Felloni e Marco Felloni.

Matteo Pazzi, già edito da Este Edition (Il Pasto), si caratterizza per una "prosa" di forte valenza psicologica (la psicoanalisi scientifica sullo sfondo) con la cifra fantascientifica come hardware, tra Orwell, Huxley e Bradbury, senz'altro sul piano strettamente e puramente letterario () la penna più convincente di questo florilegio... un umanismo elettronico ambiguo ed accattivante, senza facili profezie negative, anzi con sullo sfondo un futuro tecnologico disincantato e imprevedibile…

Fausto Bassini appare il più "maledetto" nelle sue spregiudicate "zoomate" di Bukowsky e lo stesso Borroughs… postpunk, acidwriter...

In certo uso neodadaista dello slang più trash eppure piacevolmente assemblato.

Luigi Boccia e Nicola Lombardi (già anche presenti in antologiche di Stampa Alternativa o Theoria) risultano d i più "noir" con echi consapevoli degli stessi maestri Stephen King o il Romero del cinema,

Eugenio Squarcia confeziona come un baby Kubrick due "piccoli capolavori" fantascientifici, l’eterno fanciullo del duemila all’orizzonte…

Infine Andrea Biscaro,: anzi, se la sua parola cartacea segnala gli input noir storici di Poe o il Wilde delle fiabe-racconti il software rivela certa contaminazione con la certa poetica rockpop…

 

ROBERTO PAZZI.jpgROBERTO PAZZI SULL’IMMAGINALE

(Il Giornale Giovani, Milano, 1997-2005)

 

Il romanzo di Roberto Pazzi - Domani sarò Re (Longanesi) è emblematico della migliore nuova narrativa italiana di fine secolo: Pazzi, scrittore virtuoso, suggerisce un “modernismo” nobile ed aristocratico: la cifra del libro (un giovane re che comunica soprattutto con il telefono) evoca la nuova tradizione italiana che viene dal Futurismo e poi elaborata nel fantastico da Italo Calvino.

Pazzi è innovatore nella cifra, apparentemente in certo senso dribbla il XX secolo… quello rivoluzionario e tecnologico: ma è raffinata e luciferina tattica semiotica.

E in Domani sarò Re, la penna felice di Pazzi reinventa in chiave postmoderna il mito senza mitologia… (con Hillman, seguace di Jung, magari sullo sfondo): in tal senso, Pazzi dribbla anche quelle ascendenze eterne nazionali di derivazione gramsciana e crociana che inquinano tutt’oggi la Parola e la Scrittura italiane..

Tale cifra Pazziana, in sintonia con certo immaginario tecnologico neoumanistico, non solo letterario, è apparsa ad esempio trasparente soprattutto nelle sue prime opere Cercando l’Imperatore e La Malattia del Tempo… con i vertici – infine - del Convegno dell’Immaginario Contemporaneo (Ferrara, 1999).

 

Plivelic_jpg_jpgGRANDE.jpgIVAN PLIVELIC…. BUDAPEST MON AMOUR

(Spigoli&Culture on line, Ferrara, 2006)

 

Lo scrittore (e storico) ungherese Ivan Plivelic ha pubblicato La Mia Rivoluzione- da Budapest 1956 all’ Italia (Este Edition). Plivelic (fu protagonista diretto (era nell’esercito tra gli insorti) di uno degli eventi decisivi del XX secolo con ripercussioni ben note non solo nell’ex blocco sovietico (e quest’anno è il trentesimo anniversario di quella rivoluzione incompiuta e azzerata dai carrarmati comunisti). Pur in una cifra squisitamente “narrativa”, Plivelic scrive sulla scia della nuova storiografia scientifica dei vari Nolte, Mosse, gli stessi De Felice, Emilio Gentile e Giordano Bruno Guerri, appunto oltre certo storicismo ideologico : e come scrittore “meccanici e celesti” esitano gli echi inevitabili dei grandi dissidenti russi… Sakarov e Solzenistjn. Una dissidenza – la sua di Plivelic, per fortuna, relativamente meno drammatica, ma – riassumendo- combattente, libera e innamorata.

 

viavai_4.jpgLEONARDO PUNGINELLI.... " ZOOCULTURE AREA "

(Nuovo Corriere Padano, Ferrara,1996)

 

Il catalogo-florilegio "Zooculture Area", dedicato ai più importanti giovani artisti di Ferrara (33, dal curriculum nazionale e anche estero) è un piccolo grande evento sorprendente, prodotto dal creativo Assessorato giovanile del Comune di Ferrara

Sulla falsariga del precedente Fuoriluogo (1994), Zooculture... per la sua natura interdisciplinare testimonia oggi con trasparenza certo attuale "rinascimento minore" , presente nella città di Biagio Rossetti, la Metafisica e ...Vittorio Sgarbi.

E proprio come Vittorio Sgarbi, in altro contesto, quale critico d'arte eretico e anticonvenzionale, ha riscoperto molti artisti cosiddetti minori del rinascimento o della modernità, Zooculture... segnala certe operazioni parallele e proiettate nel futuro.

Il libro-catalogo, curato dal giovane talento Christian Bigoni, comprende artisti di tutte le in-discipline, generalmente avanguardistici: Zooculture , pionieristicamente digitalizzata su Internet, e’ atto possibile grazie alla antenne evolute di Paola Castagnotto, Francesco Dieni e soprattutto Leonardo Punginelli( anch’egli scrittore “dark”e a suo tempo collaboratore della rivista Poeticamente) che ha curato la sfera specificatamente artistica del progetto, operazione ben evidenziata sulla stampa da Antonio Caggiano e Giorgio Chiappini

Infine...i 33 artisti: (Arti Visive) Monica Bortolotti, Giuseppe Cestari, Marcello Darbo,Silvia Donini, Lorenzo Nale, Michele Rio,Gabriella Soavi; (Cinema) Giuseppe Gandini; (Danza) Adailton de Souza Barbosa; (Design) Mirco Accorsi- Alfredo Malaguti, "CFP - Centro Formazione Professionale Regionale di Ferrara", Elisabetta Gonzo-Alessandro Vicari, Alessandro Riberti; (Fotografia) Dario Berveglieri, Eugenio Cova, Fabrizio Farinella, Luca Gavagna, Paolo Gianati, Miky Maielli, Luca Pasqualini, Andrea Samaritani; (Fumetto) Roberto Zaghi, Christian Bigoni; (Grafica) Nedda Bonini, Ilde Ianigro, Laura Magni; (Letteratura) Roberto Guerra, Andrea Pagani, Debora Villani; (Moda) Fabio Di Nicola, Cristina Grossi; (Musica) Strike; (Teatro) Libero Teatro dei 4 Gatti.

 

carlo-rambaldi.jpgCARLO RAMBALDI DALL’ IPPOGRIFO AD ET

(La Piazza, Ferrara, 1987)

 

Le Creature di Carlo Rambaldi” (Centro Diamante-Ferrara) annunciano il suo coraggioso progetto di Millenium, segnalano una svolta decisiva possibile per la Ferrara del duemila, dal punto di vista turistico e culturale: il fantastico già moderno ante litteram dell’Ariosto, soprattutto nella figura dell’Ippogrifo, dopo avere allietato il Rambaldi fanciullo ispira il Rambaldi adulto ed artista postmoderno nelle sue invenzioni ed opere d’arte futuribili, percorso di luminosa e unanime notorietà nel cinema fantascientifico.

Oggi l’Ippogrifo dalla Luna alla Terra atterra nelle sue torri spaziali di partenza (Rambaldi stesso è originario di Ferrara) ed ET, una mano di King Kong, folletti, alieni meccanici ed altre creature, a metà tra la marionetta, l’automa, l’alieno ed il mostro si mettono in posa per la delizia ed il timore candido di piccoli e grandi terrestri.

Tutte queste creature aliene ed artificiali sono accompagnate dai rispettivi schizzi, quasi fotografie magari del loro primo compleanno:tutte queste creature speciali quasi accompagnano nell’itinerario della mostra grandi e piccoli terrestri al “loro” futuro e la “loro” città scientifica e fantastica., con i modellini di Millenium, infatti, quale sipario…e “arrivederci”..

 

ARTE VIDEO.jpgMARINELLA RESCIGNO VIDEO&DANCE

(L' Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)


La video maker (avantgarde-dance) Marinella Rescigno collabora con il Teatro Comunale di Ferrara, video promozionali delle stagioni sia di danza che di prosa.

Si è occupata delle riprese del festival AterForum tenutosi nell'agosto del 2008 a Ferrara.

Collabora con Horacio Czertok, fondatore e direttore del Teatro Nucleo di Ferrara.

Ha partecipato al Workshop di videodanza organizzato da Gitta Wigro e Roberto Casarotto, presso Bassano del Grappa, nel dicembre 2008: cortometraggi ‘studio’ in collaborazione con ballerini e coreografi di varie parti di Italia.

Tra i suoi video “Diario in movimento” è una sorta di matrioska di cinque spettacoli di danza portati sul palcoscenico del Teatro Comunale di Ferrara nella stagione del 2006/2007:felice connubio tra corpo danzante, videocamera e movimento creato attraverso il montaggio video.

Gli effetti di ralenti e di accelerazione esprimono il differenziale del movimento fisico, e le sovrimpressioni esprimono l'interazione di punti materiali distanti.

La fusione del mezzo video con l'espressione coreica dona un eleganza ritmica alle immagini, crea un ritmo che viene ulteriormente sottolineato dagli accenti musicali.

Una pecularietà spicca agli occhi del pubblico destinatario: un singolare equilibrio...  tra tecnica, tecnologia, fredda ma sinuosa, witz di elettroni e pixels d'anima elctro naturalmente espansi, quasi un bocciuolo in fiore alla moviola, nel ciber-spazio.

 

ALBERTO RIZZI.jpgALBERTO RIZZI “ESPLORANDO…”

 

Era di Internet e del computer, i poeti si evolvono e si trasformano, magari con sguardi anche critici ma consapevoli della mutazione in atto. In questo senso e altri ,notevoli appaiono due produzioni videopoetiche recenti del noto poeta veneto Alberto Rizzi : Esplorando e Nel buio e nel silenzio (Brian Optional production). Nella prima, sullo sfondo di una coreografia ecoapocalittica e orwelliana, il Poeta con voce fuoricampo di Riccardo Quaggiotto sintetizza con splendida simmetria parola-immagine… l’impatto delle nuove tecnologie e di certo futuro inquietante nell’anima contemporanea. Ne fiorisce peraltro, proprio per la combinatoria o il bricolage delle parole libere, potenti e eloquenti, un sabotaggio affascinante di certi scenari: Rizzi innesta anima e spirito nell’interfaccia uomo-macchina del nostro tempo, suggerendo appunto alternative progressiste diverse e neoumanistiche.

 

ronchi_foto_01.jpgALBERTO RONCHI… ROCKPOLITIK

(inedito, 2005)

 

Un impulso di reale rinnovamento culturale a Ferrara s’identifica certamente (se non quasi soltanto a livello istituzionale,,,)con certa realtà Arci e affini, dal cinema (Louise Brooks) alla Musica (Ferrara sotto le stelle, Patty Smith, Kraftwerk, Lou Reed… Ater Forum,lo stesso Jazz Club), alla sperimentazione (Zuni, Renfe, High Foundations), la cosiddetta nuova generazione dei quarantenni.

In particolare il leader ecologista Alberto Ronchi (dapprima con l’Arci poi come Assessore alla Cultura, tra i più giovani d’Italia) ha svecchiato la città, con sguardi appunto contemporanei, relativi alla nuova cultura rock, pop, minimale o cinematografica, sorta di rock-politik innestata positivamente in certa arcaica psicologia culturale ferrarese, una breccia postmoderna importante…, proiettando Ferrara città d’arte nei nuovi bisogni e sogni delle nuove generazioni, figlie della televisione, dell’era spaziale e del computer, della nuova cultura pop ed electro…

Laddove la nuova cultura elettrica è già nuova tradizione della modernità (anche nelle periferie dell’impero, per dirla con Umberto Eco.)

 

GuidadiFerrara_jpgGRANDE.jpgRICCARDO ROVERSI PERIPLI DI MILLENNIO

(Futurismo-Oggi, Roma, 1990-2005)

 

Fra le nuove generazioni poetiche, parallelamente a sterili imitazioni del passato sempre cari ai letterati italiani è possibile osservare almeno due direzioni innovative (a livello, ora, ovviamente succintissimo).

L'una, erede del futurismo e delle avanguardie, continua a sperimentare e scoprire il nuovo, tra "poesia totale" (Adriano Spatola) e neoavanguardia (Paolo Ruffilli); l'altra pur attraversando tale tradizione del nuovo, viene anche da un altro moderno, tra simbolismo ed ermetismo, inventando la nuova bellezza con sguardi forse meno eretici ma più sereni.

Fra i nuovi poeti, Riccardo Roversi opta probabilmente per quest'ultimo gioco poetico, come traspare nelle opere finora pubblicate..

In Serenezze, Nonostante e Proesie… i versi e le parole sono combinate ed elaborate con mano leggera ma persuasiva, la poesia come Farfalla Intelligente in volo libero…

La poesia di Roversi nasce dal linguaggio, ma è un al dì là, innesta nel simbolo le varianti e le possibilità dell'anima umana, vaghe ma, al passo coi tempi, illuminate: nello stesso tempo l'autore miscela la parola nella bellezza, senza eccessi appunto linguistici, distante dall'intellettualismo di certa poesia italiana.

Nell'ultimo, Roversi incontra il futurismo della parola che si abbandona alla sperimentazione, come in Nonostante, quando il paesaggio in primo piano evoca la Padania di Govoni o lo stesso Paolo Buzzi, forse il più classicheggiante dei poeti futuristi, dove Roversi in Serenezze e Proesie insiste felicemente sul verso prezioso e musicale…

Tale non frequente alchimia tra sperimentazione e nuovo classicismo elettronico è poi consapevolmente emersa nelle opere successive, ovvero in Trappola Minimale, Le Muse Impudenti (coautore), Versi Saturni (con Monica Pavani), l’antologico Souvenirs (2005), soprattutto con il canovaccio poetico-teatrale di Periplo di Millennio (1999), più volte messo in scena a Ferrara e altrove: quest'ultimo percorso, appare più prossimo al Teatro d'avanguardia e la Poesia sperimentale, tra surrealismo e teatro dell'assurdo remixati in chiave postmoderna...

Un postmoderno, peraltro già post- anch’esso, poiché – per così dire – di stile europeo o persino neorinascimentale, come nell’umanesimo italiano… fiorentino…

Parole e segni oltre l’esperimento artistico, verso – ora – un’avanguardia virtuosa…

Tale spirito è espresso da Roversi anche nelle sue iniziative parallele alla propria ricerca poetica, l’editoria e la produzione teatrale (Este Edition e Terzomillennio), attraverso cui è oggi a Ferrara forse il nome più autorevole (nel teatro con Federico Felloni, curatore della rassegna Strani Giorni).

In tale veste, oltre a produzioni saggistiche di respiro nazionale (finalista al Premio Estense 2005 con il volume Pianeta Delta del noto giornalista Bruno Traversari …la biografia su Balbo di Learco Maietti, ecc.) recentemente ha lanciato non a caso alcuni dei nomi nuovi più creativi, Musacci, M.Pazzi, Pavani, Mascellani, Amorelli, Gigli, Diedo, Forty ed Alexandra Dadier…

 

alfonso-santimone 2.jpgALFONSO SANTIMONE... L' ARTE DEL RUMORE

(Caleidoscopio, Ferrara, 2004)

 

Nell'aurora del duemila, diversi musicisti ferraresi esplorano non il facile rock ma sonorità elettroniche e-o contemporanee con risultati ben noti ai fans del settore (e già con fama nazionale, taluni europea).

Alfonso Santimone s'impone nelle sue diverse performance e progetti per la ricerca scelta d'avanguardia e sperimentale, tra Philip Glass e lo stesso corriere cosmico tedesco Klaus Schulze, lo stesso grandissimo Stockhausen (splendida un suo live-act da Zuni nel 2001, quasi una bonus-track postuma per 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick) Afghan Selecter (D.j. Afghan), tra i promotori di High Foundation, non ha forse rivali tra il sound più di tendenza (tra hip-hop e post-techno ...posthouse).

Infine, spiccano Giorgio Felloni (vicino a certo rock elettronico), Bruno Corticelli (rock progressive), noti anche per le numerose performance multimediali con scrittori e musicisti e il genialoide Giorgio Canali (ex C.S.I., ovvero i mitici CCCP dell'autentico e raro postpunk italiano), Massimo Mantovani (attivo da anni in Inghilterra con il progetto Polaris), naturalmente il mitico Ares Tavolazzi (ex Area…), Roberto Manuzzi e l’ex Mannish Blues Band poi Blues Mama (Roby Formignani, ecc.)

Più in generale è doveroso anche ricordare "storicamente", il punk ferrarese degli Impact (Gigo...), degli Iguana Service, quello oggi aggiornato delle Sorelle Krauss (con alla batteria Franz, ex Impact), il tecnopop degli Intelligent Department...o di Ozky/Croce.

 

LUCIO SCARDINO.jpgLUCIO SCARDINO LIBERTY HOUSE

(Caleidoscopio, Ferrara, 1988)

 

Fin da giovanissimo a presenza di Lucio Scardino è una “piccola” splendida eresia nel conformismo culturale ferrarese.

Nel suo ambito più specifico, la critica d’arte, Scardino appare secondo soltanto al Maestro Farina, sicuramente alla pari con il più quotato e famoso Vittorio Sgarbi (col quale spesso ha collaborato).

Squisitamente modernista, quantunque nella sua cifra più scientifica e non militante, nell’arte come nella vita, è come un gatto di biblioteca, capace di plasmare mostre di rara dignità, lanciando o rilanciando artisti “periferici” d’oggi o ieri, dal rinascimento al postmoderno (neo-estensi): se Ferrara, nelle sue figure più avanzate, è decollata in certo nuovo rinascimento, Scardino è uno dei suoi rari e autentici artefici…

Lo stesso spirito animano lo Scardino editore (con la sua ventennale Liberty House), piccola e preziosa editoria mirata, destinata oltre che all’arte visiva anche a poeti e scrittori, attenta pure a nuovi talenti, ad esempio recente il centese neofuturista Giovanni Tuzet.

Con scadenza quasi mensile, dai Poemi Ferraresi di Byron, attraverso indagini visive e storiche che trascendono la Provincia (Bonzagni, Funi, Contini, ecc.), la scoperta del nuovo (Officina Ottanta... Guerra, Turola, Pepe, Olivencia), scrittori come Gianfranco Rossi, ecc., la riscoperta di certo Passato sommerso (Castelbolognesi, Calofilo, il mago Chiozzino...), ecc. l’invenzione editoriale di Lucio Scardino contribuisce a reinventare Ferrara quale città del 2000, anziché illusione o nostalgia medievale...

Da segnalare – in tal senso quale esempio trasparente e significativo- anche il Breve dizionario del futurismo ferrarese (Funi, Previati ecc.) edito da Scardino stesso.

Soprattutto, Scardino promosse con raro coraggio intellettuale un certo Gianfranco Rossi, quello delle opere narrative più scomode e perturbanti, prima degli osanna recenti postumi…: infine da sottolineare le sue stesse opere poetiche ovviamente iconoclastiche e scandalose... (Fiori del Pene)

Riassumendo, tutt’oggi, Liberty House è un chiaro segno del futuro, come tradurre il Passato con occhi vivi anziché atrofizzati, come produrre cultura anche in Periferia con il giusto coraggio innovatore e la giusta ironia spettacolare, così com’è doveroso nell’odierna età dei satelliti, da Roma a Ferrara...

 

sgarbi 2.jpgVITTORIO SGARBI FUTURISMO E TELEVISIONE

(Nuovo Corriere Padano, Ferrara, 1995)

 

Mi sono sempre piacevolmente sorpreso quando, in questi anni, di tanto in tanto, Vittorio Sgarbi ha rispolverato il Futurismo, con citazioni ed espliciti riconoscimenti, disibernato il genio marinettiano e degli altri futuristi, non a caso soprattutto in televisione...

Vittorio Sgarbi è, infatti, un fenomeno intellettuale, artistico e televisivo con cui l’Italia del presente e del futuro deve inevitabilmente fare i conti: molti lo esorcizzano perché non ammettono la propria inferiorità intellettuale!

Invece, come tutti i talenti (e più che un critico d’arte, peraltro molto rigoroso e scientifico, è “un artista della critica”, direbbe Oscar Wilde), Vittorio Sgarbi domanda un ascolto prettamente poetico, sintonie elettive.

Per me tutto è chiaro dopo il suo intervento dedicato a Marinetti nel convegno di Roma del 1995, per il cinquantesimo anno del “decollo verso il paradiso futurista” del fondatore del Futurismo: già il titolo del saggio di Sgarbi “L’Arte della Provocazione” era eloquente.

Oggi, immaginiamo di essere già nel XXI secolo: uno storico onesto, non ammuffito, ma libero ed eretico, scriverà righe argentate del genere...Vittorio Sgarbi, il D’Annunzio del 2000, il Marinetti dell’era cyberpunk?

In nome della Musica, di Mozart o Stockhausen, si può disaccordare - anche - con Sgarbi al 99% ...ma l’1% surclassa (perché Sgarbi è letteralmente e politicamente un fuori-classe) tutta l’insignificante e sempre servile maggioranza o minoranza… di regime politica e culturale.

E quando lo stesso Roberto Pazzi o soprattutto molti intellettuali tardoborghesi (senza la penna alta-high...di Pazzi stesso) demonizzano la televisione, Vittorio Sgarbi, invece, è uno spirito libero dell’era elettronica.

In controluce Sgarbi è criminalizzato perché è contro tutte le inquisizioni, perché nessuno come lui in televisione smaschera Grandi Fratelli del Passato recente e presente, ben più terribili della Televisione stessa…

Sgarbi rifiuta parallelamente e in prima linea siffatto medioevo elettronico, attraversa invece e per via estetica il modernismo nobile... che viene fin da Galileo e nel nostro secolo propugnato in Italia da D’Annunzio, Marinetti e i futuristi, Marconi, Gentile, fino allo stesso Pasolini…

Nell’era affascinante e inquietante dei mass media, Umberto Eco non ha quasi mai avuto il coraggio (curiosamente) di spiegare in televisione le proprie rivoluzionarie teorie. Vittorio

Sgarbi, invece, (assai vicino alle teorie di McLuhan e alle intuizioni di Marinetti...), per primo tra gli intellettuali italiani, con la potenza della parola e dell’eresia interattive ha innestato il futuro e la nuova tecnocultura in tutti i tubi e le valvole e le fibre ottiche catodiche delle palafitte nazionali.

Anche... dalle sponde nuove del Po positronico.

 

AUTO DEL FUTURO.jpgMIRKO SGARZI.... FIGLI DAL FUTURO

(inedito, 2005)

 

L'arte elettronica neoestense - video nello specifico - ora si arricchisce (2005) di una nuova "ondata" come ben sintetizzato da Zuni in questa primavera 2005.

Mirco Sgarzi, Rita Andreetti e Katya Greco Eugenio Squarcia,, tutti sui vent'anni circa (!), i nomi da memorizzare, autentici figli del futuro, di una cultura davvero marconiana (secondo le tesi di McLuhan e dell'allievo de Kirckoff) e della comunicazione...

Rispetto a certo sperimentalismo puro dei pionieri le ultime ondate... recuperano

Legati al minimalismo, ma già di ottimo godimento e sicure elaborazioni i vari Sgarzi, Andreetti e Greco, un'équipe che reinventa forse certo costruttivismo in chiave tecno-pop attraverso la lezione filmica del solito Andy Warhol...

appieno appunto la comunicazione o meglio l'Informazione,

Eugenio Squarcia è sorprendente ed originale; anche scrittore, la sua parola scritta o visiva iori nel Buio ai racconti nell'antologia Umor Nero al video 0156) è fantascienza del XXI secolo, dove il virtuale si svela ben oltre la mera dimensione estetica (un mix egregio dopo Asimov e Gibson...ma pure Verne e Lovecraft).

SQUARCIA.jpgEUGENIO SQUARCIA “AUTOMAT”

(Spigoli&Culture on line, Ferrara,2006)

 

Prodotto da “La Carmelina” di Marco e Federico Felloni, il giovane videomaker e regista Eugenio Squarcia (poco più che ventenne) si conferma “enfante prodige”nella parola scritta, tra futurismo virtuale e fantascienza. “Automat”, (recentemente già presentato presso “Feltrinelli” e “L’Ariostea…”) è il “micro” capolavoro di Squarcia, mix tra brevi racconti, postpoesie spaziali e musica su cd interattiva!

L’autore, a differenza di troppi veteroumanisti diffidenti verso le nuove tecnologie , manipola e lucidità sorprendenti scienza, tecnologia, futuro e mutazione umana, narra al destinatario la bellezza e l’anima possibili del duemila, visto nelle sue straordinarie potenzialità…

E lo sguardo di Squarcia è infatti d’avanguardia, come la scienza…, il medium libro è attraversato dopo la rivoluzione elettrico-elettronica (tra McLuhan e De Kerkchove…Caronia e Giovannoli tra altri), una sorta di cinema, video, computer appunto cartaceo e postletterario, laddove l’Immaginario domanda infatti e soprattutto la Creatività …

E se nel medium cinema-video (ricordiamo importanti affermazioni a San Giovanni Valdarno, Montecatini e in Belgio, le sorelle Pasello del Teatro di Pontedera tra le attrici dei suoi film, poi il film science fiction Amygdala) Squarcia riflette con disincanto certi echi di Kubrick… nella parola scritta affiora con “plastica e silicio sublimi” Ray Bradbury (Cronache Marziane…), il poeta della fantascienza.

 

IL TEATRO UCCIDE LOCANDINA.jpgMARCO SGARBI IL TEATRO UCCIDE

(Controcultura SuperEva, Milano, 2009)

 

Quest’autunno inoltrato, il 20 11 novembre prende il via la rassegna Il Teatro Uccide a cura del Comune,art director il giovane e bravissimo Marco Sgarbi,

Già il titolo soprende, rivela, un cervello non convenzionale: impressione confermata, poi, dal microdepillant, di per sé, un manifesto, per la grafica e i menu originali, nel solco della miglior poetica d’avanguardia, nonché dal palinsesto in programma, semplicemente spettacolare e d’alta qualità, soprendente in una città appunto fuori dalle capitali culturali italiane.

Brillantissimo il programma complessivo: ora sottolineiamo solo, tra i protagonisti annunciati, i vari Paolo Villaggio, Pippo del Bono, Alessandro Benvenuti, Barbara Valmorin, Paolo Nani, Ambra Angiolini,Gianni Fantonii, Rita Pelusio, Babilonia Teatri.

Chiaramente, un menu fortemente ispirato dall’art director, assai noto, almeno a Ferrara e nell’area, per una decennale esperienza live nel campo, come attore, sceneggiatore e da qualche tempo, appunto, animatore teatrale per il Comune di Occhiobello, già da un paio di edizioni.

 

MARIO SLENER.jpgMARIO SLENER THC POLIMEDIA ANNI 2000

(Fai notizia blog sito radicale, Roma, 2009)

 

...Oggi 11 aprile serata finale della rassegna IL SIGNOR MARIO A GENOVA, a cura dell'Associazione culturale di Ferrara Thc Polimedia, curata dal ferrarese Mario Slener, da Daniele Mattei (Genova), Andrea Amaducci (Ferrara) e altri.

Una rassegna significativa dell'arte ferrarese contemporanea postinternet d'avanguardia capace , squisitamente multimediale, tra letteratura e arte elettronica, musica, Impregnata sull'intuzione link azzecatissima e controcorrente dello stesso Slener - IL SIGNOR MARIO, metafora dell'Homo Media contemporaneo, inteso nella sua acceziione creativa di memoria anche gramsciana (oltre che postsemiotica, da Eco a McLuhan), anche provocatoria rispetto a certa intellighenzia anche progressista ancora arroccata su visioni dell 'Uomo cosiddetto Comune, Normale, Consumens, Televisivo da... persuasori occulti anni '50 .

Il Signor Mario, fu già presentato a Ferrara la scorsa estate -Giardino delle Duchesse- e quest'inverno al Patancka, Bar Tiffany eccetera.

 

mura_ferrara.jpgROBERTO SOFFRITTI ELOGIO DEL DUCA ROSSO

(Straferrrara, 2003-2009)


L'ex Duca Rosso, Roberto Soffritti, è stato il miglior sindaco mai apparso a Ferrara. Amava Ferrara, interagiva con i cattopolitici (ma nello stile di un certo Berlinguer), ma comandavano Lui e l'ex Utopia PCI....; lanciò con successo la scommessa di Ferrara città d'arte.

Anni 80... Ferrara, capitale video, il Maestro Farina, l'Assessore Manara, il primo Abbado, le grandi mostre, il restauro delle Mura eccetera, forti input alla giovane avanguardia ferrarese (Circuito Giovani Artisti, Fuoriluogo, Zooculture) erano rare visioni lungimiranti e futuribili, in una filosofia anche cittadina assai meno idoelogica di quanto sia dopo ...il Duca Rosso.

Dopo, i topi.. ballano e fuori tempo (e storia).

 

ARTE-FIERA-Bologna.gifGABRIELLA SOAVI SUB MANE

(La Piazza, Ferrara,1988)

 

Segnalata da Marco Cavallina, la scultrice d’avanguardia Gabriella Soavi approda ad Arte-Fiera-’88-Bologna… con l’opera Sub Mane: un corpo…. di spirali metallico, mani animate come viste e toccate da punti diversi rispetto al consueto contatto visivo e tattile.

Un corpo insomma immaginario ed inquietante che si eleva più che nella spazialità proprio in quel tempo umano e d artistico di cui la spirale suggella la diversità (Lacan), rispetto al cerchio degli antichi, la linea retta dei Moderni, lo zig zag schizoide del novecento…

Contemporaneamente… la natura hard del metallo è ulteriormente levigata e accentuata da una “flotta” di scintille, macchie, colpi di colore. frammenti liberty e femminili intrise di una sessualità già aliena e destrutturate…

Un’opera, in ultima intuizione, inquieta ma simultaneamente giocosa ed ironica che viene anche da maestri quali Calder e Tinguely…

 

 

golem.jpgGIORGIO STEFANI ALCHIMIA CIBERNETICA

(Caleidoscopio, Ferrara, 1998)

 

Per le edizioni La Voce della Dardagna (poi Schifanoia), Giorgio Stefani di Ferrara, presenta Hope e la pietra di luce (I racconti del manoscritto).

E' narrativa neofantastica e neoesoterica, con riferimento quasi ai fantasmi cibernetici di Calvino, l'archetipo di Praga città magica, alla luce e soprattutto l'alchimia più scientifica, l'affascinante archetipo del golem, Adamo dei robot contemporanei di Asimov o dei replicanti di Blade Runner.

La scrittura è tuttavia trasparentemente "ottocentesca" alla Hoffmann, sempre in bilico tra sogno letterario, profezia visionaria e realtà storica.

E curiosamente, l'edizione presente del Golem di Stefani, appare in forma grafica stile manoscritto elettromeccanico... con tutto il mistero antico dell'alchimia e dell'odierna computer science...

 

eruzione2002.jpgCLAUDIO STRANO BORBORITMI

(La Piazza, Ferrara, 1986-2005)

 

Protagonista - giovanissimo-negli anni ottanta-novanta... con la rivista Poeticamente, Claudio Strano, giornalista professionista, ritorna sulla scena letteraria con il raffinato e futuribile Racconti di Leggero Astigmatismo (Tosi editore).

Dopo la rivista e la silloge Borborigmi (1986), l'autore presenta diversi racconti con la consueta penna d'insolita fattura: come narratore e in prosa, Strano espande i propri input modernisti e neoavanguardisti con una sorta di recupero del Calvino appunto più futuribile (all'europea...), futurale nello specifico con esiti di parola leggerissima nella sua dinamica non statica... (come molta scrittura neoaccademica), ma quasi immateriale, oleografica...; e... con sguardi neoeuropei, sullo sfondo, infatti, ricorrente della Mitteleuropa "classica" dopo la caduta del Muro di Berlino.

Questo lo Strano narratore che in tale veste ha esordito in lingua francese sempre nei primi anni novanta sulla rivista parigina La Revolte des Chutes. Presente anche in Elettriche Poesie, volume collettivo sulla  scrittura sperimentale ferrarese (Poeticamente,1996).

 

Tani_jpgGRANDE.jpgILARIA TANI BREVIARIO D'AMORE

(Fai notizia sito blog radicale, Roma, 2008)

 

Presso la libreria Feltrinelli,, presentazione di Attraverso la tua Assenza, volume poetico della giovane nuova poetessa Ilaria Tani (Este Edition-Ferrara- ., intervengono Riccardo Roversi e Natascia Cristofori, curatori del libro. Opera d'esordio, ma sorprendentemente convincente e intrigante. Sorta di "Breviario d'Amore", come ha scritto Riccardo Roversi nella nota in retrocopertina: "..... Portami via da me, supplica l'autrice in un arreso e vulnerabile verso di questo 'Breviario d'Amore' ". Poesia neoromantica del nostro tempo, ottimo mix tra Fare Anima (James Hillman) e sensualità (Julia Kristeva).

Ulteriormente scrive nella prefazione Natascia Cristofori: "Realtà di sogno dove il Salice è complice silenzioso, è amico, è testimone, e i pensieri si fanno corpo.... Il movimento è quello instancabile di fronda marina, che prima si concede e poi si ritrae in una ipnotica danza d'amore...".  Echi infine della stessa Simona Vinci, in versione poetica o di certa innocente e estatica scrittura femminile contemporanea cinese. Di seguito una delle poesie-sequenze della raccolta:

 

POUND VENEZIA.jpgMARCO TANI PENTAVERSI

(La Piazza, Ferrara, 1988)

 

Altana d’Oriente, opera d’esordio di Marco Tani, edita dalle Edizioni del Leone (a cura di Paolo Ruffilli), risale al 1988, tuttavia – come tutta la poesia autentica e pura, magari d’argento se non d’oro…, tutt’oggi - anni duemila - resta tra le raccolte poetiche più belle e ineguagliate del panorama neoestense: tra ermetismo e soprattutto … modernismo alla Ezra Pound, Marco Tani, in pieno feticcio della parola, con operazione nietzschiana recupera il ditirambo in chiave elettronico-musicale, la Musica al di là appunto delle parole giustamente azzerate dalla Poesia…

Altre composizioni e contrappunti… di Tani, come rare pennellate alla… Berlioz, figurano pure nelle “collection” di Sinopia (di Roberto Pazzi), Luci della Città (di Stefano Tassinari), L’Ozio, Contrappunto… e poi nell’antologia “govoniana” Elettriche Poesie (Poeticamente, 1996) …

Infine, Marco Tani nel 2005 ha sperimentatao a Parma, presso la Galleria d’Arte contemporanea Imagina (di Giuliano Viveri) mosse poetico-visive (Indizi di reincarnazione) singolare traduzione dei suoi “pentaversi” nella cifra sperimentale cara a Lamberto Pignotti, Adriano Spatola e Michele Perfetti (Gruppo 70 e affini).

 

LA TESTATA.jpgVALENTINO TAVOLAZZI LA TESTATA ANTI-INQUIETANTE

(L’Asino Rosso on line, Ferrara, 2010)

 

In certa decadenza conclamata di Ferrara city of art e non solo, brilla nel semideserto politico-culturale alternativo ferrarese, la figura di Valentino Tavolazzi, promotore con altri (Palo Giardini ad esempio) di certa novità ecoculturale fondamentale per il futuro ferrarese.
Ha dribblato anche, soggettivamente, in modo ineccepibile, certe querelle sul uso passato istituzionale, anche quelle di basso moralismo giustizialista e veteroclassista, quando, raro “tecnologo”, ruppe clamorasemente con l’uomo sindaco invisibile, eretico Tavolazzi rispetto al vassallaggio preteso da certa casta ferrarese.

Dal 2009, la sua equipe ha lanciato anche il periodico La Testata, rara informazione alternativa in città e – nello specifico- innesto ecoculturale evoluto a Ferrara, supportato da sinergie prossime alla Green Economy dei vari Paul Connett, Jeremy Rifkin…Contro le ormai fossili Statue …inquietanti della Casta.

 

GOLDRAKE.jpgMARCO TETI ANIME TECHNO

(L'Asino Rosso on line, Ferrara, 2009)


Marco Teti, giovane semiotico (laurea Dams a Bologna con il Professor Roberto Boschi) è tra i fondatori dell' Associazione Ferrara Video & Arte (presidente Dottor Vitaliano Teti) con la quale ha organizzato il festival internazionale di arte elettronica The Scientist: in cui ha curato -tra l'altro- le schede biografiche dei videoartisti e presentato la rivista culturale on line technodark Gorgon Magazine, anche in versione cartacea (di cui, con Marco Benoit Carbone e altri, è tra i fondatori e collaboratori).

E' anche tra i fondatori delle Associazioni culturali Ludica (Bologna): si occupa, in particolare, di teoria cinematografica, del rapporto tra letteratura e cinema e di disegno animato di serie. Suoi articoli e saggi sono apparsi su “Annali di Lettere”– Rivista on line dell’Università di Ferrara”, “Noema. Tecnologie & società” e “Ocula. Occhio semiotico sui media”.

In particolare per Noema... il saggio “Lo specchio dell'Anime. L'animazione seriale giapponese e il suo spettatore” (poi, per la prestigiosa Cleup).

Ha curato anche per la casa editrice Este Edition, collana Libri on line . l'E-Book “Arte in Movimento” (2008 a cura di Ferrara Video&arte), catalogo letterario di The Scientist , saggi sulla video art contemporanea.

 

THE SCIENTIST 2009.jpgVITALIANO TETI.... FERRARA RISCOPRE LA VIDEO-ARTE

(Cronaca Comune on line, Ferrara, 2007)

 

Dopo anni di oblio Ferrara ha riscoperto la videoarte. Dal 1 al 3 giugno scorsi alla Sala Estense, patrocinata dalla Regione Emilia Romagna (Assessorato alla Cultura, Sport e Progetto Giovani) e dall’Arci di Ferrara si è svolta la rassegna The Scientist, dedicata all’avanguardia elettronica.

La rassegna è stata curata dal Dottor Vitaliano Teti, docente dell’università di Ferrara (Tecnologia della comunicazione…), dal Dottor Filippo Landini, videoartista e già curatore di V-Art per High Foundation, dal videomaker Giacomo Verdoia, dal Dottor Marco Teti, semiotico e dallo scrittore futurista Roberto Guerra –ideatore del progetto- supportati dall’Associazione ferrarese Pro-Art- The Scientist, una non stop dalle 18 alle 23, è stata dedicata non a caso al celebre Centro-Video Arte del Palazzo dei Diamanti di Ferrara che negli anni settanta e ottanta – a cura del Maestro Farina e Lola Bonora (e dei tecnici Ansaloni e Grandi) fecero di Ferrara una delle capitali mondiali dell’allora nascente video-arte elettronica (con New York, Tokyo e Kassel).

A cura di V. Teti una sezione di The Scientist ha permesso di rivedere numerosi videostorici prodotti dal CentroVideo Arte. V.e M. Teti hanno curato anche sezioni contemporanee dedicate alla Videodanza internazionale (molti britannici, prodotti dal British Council, N. Seiler su tutti forse) e ferrarese (prodotti …dall’Università… Rescigno, Florio, N. Czertok). Filippo Landini (con Andrea Durante) la sezione d’avanguardia ferrarese V-Art/Bunker (con video di Andrea Forlani, Alberto Gigante, Farg, Luisella, Xeba, ecc.); Paolo Orsatti alcuni video nazionali.

Sintetizzando- in The Scientist si è spaziati dall’avanguardia video pioneristica di taglio concettualista e situazionista videostorica di cui prima alle produzioni techno-pop contemporanee , più comunicative al passo con la nuova era digitale e informatica .

Un esperimento The scientist, segnalato anche su La Repubblica., contestualizzato dalle note cartacee allegate dagli stessi Landini, M.Teti, dal videomanifesto di Guerra, dal dvd gadget appunto di V-Art , coordinato con rigore scientifico dallo stesso V. Teti.

 

pitagora0.gifSELIM TIETTO VERSI NEOPITAGORICI

(Caleidoscopio, 1989)

 

Edito da Poeticamente, rivista letteraria (di Lamberto Donegà) ormai decennale di Ferrara e di valore nazionale, Il Corporale del Mistero è l'ultima opera poetica appena uscita del Poeta di Padova Selim Tietto.

Considerato tra i più validi Poeti delle tre Venezie, Tietto presenta una sillloge piena di divinazioni antiche e moderne tra tarocchi e golem, il tutto elaborato in versi di ricco e ricercato lirismo.

La parola è prettamente archetipica, ma il sortilegio elettronico, quasi pronunciata in pagine-alambicchi, tra il mago e lo scienziato, volo nel terzo millennio con la penna reinventata di un altro affascinante anno 1000...: versi quasi neopitagorici.

 

Tumiati_jpgMEDIA_jpgGRANDE.jpgMAURIZIO TUMIATI… UNA STELLA PER AMICA

(note all’omonimo volume, Ferrara, 2006)

 

Una Stella per amica (Este Edition)… Pagine nuovissime, ma di grande suggestione e intensità: sulla scia di Romano Battaglia o Richard Bach, la stessa Ferguson (L’età dell’Acquario… la miglior new age… “musicale”), o lo junghiano Carotenuto (a Ferrara… il giovane talento Luigi Dal Cin), Maurizio Tumiati apre agli occhi del lettore non banale una serie di sogni dove l’Anima fiorisce nella Parola Piena perduta dagli umani. Attraverso la cifra “informagica”, una fiaba ecopoetica trasforma lo smog e buchi d’ozono in raggi e immagini solari.Una nuova Stella Amica…soccorre il nostro astro e la nostra Terra irradiandola di nuovi battiti cardiaci e aurorali riflessi pensanti lunari e “femminili”. E la Natura, tra rugiade panteistiche e una biosfera incantata, celebra un amplesso immaginario e innamorante, Amore e Psiche del-dal 2000, dall’archetipo ora romantico di Keats…, un canto atemporale.

 

TUROLA.jpgGABRIELE TUROLA…. COLORI E PAROLE DIPINTE

(Spigoli&Culture, Ferrara, 2006)

 

Storie dipinte” è l’ultimo lavoro di Riccardo Roversi (scrittore, giornalista, editore), da anni protagonista della cultura neoestense. Il volume (edito da Este Edition, pag. 75 e con una nota di Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara), tipograficamente assai bello, raccoglie integralmente una rubrica giornalistica curata da Roversi tre anni orsono (Resto del Carlino), sorta di originale esperimento tra parola e immagine.

E 26 autori, 13 scrittori e 13 pittori, tutti assai noti a Ferrara (alcuni molto celebri fuori mura), abbinati per l’occasione, compongono l’opera: ovvero… Ivano Artioli-Andrea Canotti, Giorgio Bassani-Gianfranco Goberti, Giuliana Berengan-Carlo Salomoni, Aldo Luppi-Sergio Zanni, Diego Marani-Nadia Fonzaga, Rita Montanari-Franco Patruno, Giuseppe Muscardini-Gabriele Turola, Monica Pavani-Marcello Darbo, Roberto Pazzi-Michele Rio, Fabrizio Resca-Gianni Cestari, Gianfranco Rossi-Gianni Guidi, lo stesso Riccardo Roversi e Giorgio Cattani, Gianna Vancini-Paola Braglia.

In tal senso, il binomio immagine e parola (soprattutto teorizzato da Renato Barilli, Lamberto Pignotti e Gillo Dorfless sullo sfondo di certe poetiche e percorsi d’arte stessi di fine novecento) suggerisce l’evocazione quasi, dopo certe fughe in avanti spesso effimere, di nuove parole e nuove immagini desideranti “piene”, il potere tecnico (Techne)della Parola e del Pennello stessi…oltre certo Concettuale.

In particolare, tra nomi tutti noti e molto noti, da segnalare l’importanza presenza di Gabriele Turola, immaginifico e postfuturistico, pittore e scrittura di memoria deperiana, oggi felicemente approdato a Milano (Galleria Castelli)

 

Tuzet_jpgGRANDE.jpgGIOVANNI TUZET POESIE LOGICHE

(Ferrara, 2005, inedito)

 

Tuzet, neofuturista nel senso più sperimentale della parola, ha edito un paio di volumi poetici per Liberty House di Lucio Scardino, 365 ...I e II, curato (e partecipato) a Cento una serata futurista di rara efficacia (dedicata a Marinetti e l’avanguardia italiana): inoltre...diversi interventi poetici a Ferrara (la Carmelina, Sekanina, Caffetteria Castello),

premiato al Premio Gianfranco Rossi 2004, collaborazioni su riviste letterarie (Anterem e Atelier).

In quest’ultimo incontro, curato da Sergio Fortini, Giovanni Tuzet ha parla esplicitamente di Poesie Logiche: con “cibernetica” della parola, l’autore mira ad esplorare, infatti, territori dalla matrice appunto voi futurista vuoi - alla Zanzotto - prossima alle ultime stagioni poetiche d’avanguardia italiane, il Gruppo 63 (Sanguineti, Luzi...) il Gruppo 70 (Adriano Spatola).

Tuttavia, critico figlio del computer e del duemila, l’operazione antiromantica disvela un hardware consapevole fortemente intrecciato con linguistica, semiotica e cibernetica, dagli esiti non solo destrutturanti ma pure “neocostruttivisti”: ne deriva una poesia scientifica, poesie logiche, dove la danza dei significanti o degi archetipi sfocia e sboccia in nuove parole dense di Bellezza e volontà di sublime freddo/caldo di sorprendente comunicazione, oltre i solipsismi delle ultime poetiche... presentazione a Cento venerdi 12 ottobre)

 

Venerdì 12 al Palazzo del Governatore di Cento, alle ore 18 30, lo scrittore Giovanni Tuzet presenta il saggio A regola d’arte (Este edition, 2007), interverrà l’editore e scrittore Riccardo Roversi. Tuzet, poco più che trentenne, docente alla Bocconi di Milano, con escursioni su certo immaginario futurista, da Corrado Govoni e Marinetti a autori contemporanei (Guerra), a profonde analisi epistemologiche sull’interfaccia arte-scienza, poesia-scienza ha dato alle stampe uno dei lavori più complessi e affascinanti oggi in circolazione su tali temi fondamentali per il futuro della parola e della figura dell’artista alla luce della mutazione scientifico-culturale in atto, della sfida del duemila e di Internet…

E il linguaggio di Tuzet (anche poeta - ha edito 365 I e II per la Liberty House di Lucio Scardino), coinvolge per lo stile – proprio a regola d’arte, prospettico, poetico e futuribile e simultaneamente analitico e “logico-matematico”, nella scansione ritmica, nel gioco dei segni e dei significanti, al di là delle ipotesi suggerite e discusse… Non a caso Tuzet, parla “di Poesia Logica” per sottolineare certa poetica, fare parola, sperimentale, nuovamente innovativa, capace di nuova bellezza e di captare nuovi orizzonti (anche tra echi del grande Wittengstein).

Giovanni Tuzet – come accennato- in Regola d’Arte, conferma inoltre certtos uo intersse specifico per il futurismo e l’avanguardia letteraria italiana: una delle revisioni probabilmente più interessanti recenti (dopo Bretoni, Salaris, Curi, ecc.), letto in certo vettore neoumanista e scientifico. Non a caso, nel 2003, curò sempre a Cento al Palazzo del Governatore, una serata dedicata ai poeti futuristi, anche contemporanei e nel 2006 a Ferrara è stato uno dei protagonisti dell’evento multimediale Futurismo-Renaissance. Infine Tuzet collabora diverse riviste letterarie, tra cui Atelier e Anterem.

 

Venturini4_jpgGRANDE.jpgCRISTINA VENTURINI TESTIMONIANZE

(Sands From Mars webzine, Ferrara, 2008)

 

Da qualche tempo, una nuova e giovane scrittrice, spicca a Ferrara per potenza intellettuale delle pagine, nei tre libri pubblicati, nel giro di un anno e mezzo, per la Casa Editrice Este Edition (di Riccardo Roversi).

Il primo, in parrticolare,intitolato Testimonianze, autobiografico, tra echi di Caraco o Camus, della grande scrittura novecentesca , corrosivo per i benpensanti....

Bellissime e potenti neuroparole - peraltro scorrevolissime, nonostante certa complessità, , la parola come danza esistenziale e bricolage originale...

(Qualcosa pure della Merini -pure- o della Fallaci o della Pivano letterarie...)

  

Cuore_0001.jpgGIACOMO VERDOIA  NET-ART?

(Fai Notizia, sitoblog radicale, 2009)

 

Verdoia è figura particolare nell'ambito della cosiddetta New Wave video ferrarese degli anni duemila: al passo di corsa e ... remix di certa video arte, dopo le nuove tecnologie, postcomputer, postinternet, ovvero certa evoluzione dell'arte elettronica: dalla videocamera, come medium e macchina al computer.

Verdoia infatti a Ferrara , privilegia proprio il computer come medium di creazione artistica, relativamente parlando, un poco come il grande. Brian Eno , non musicista, eppure genio dell'electro ambient.

Giacomo Verdoia, collabora con con gran parte dell'avanguardia ferrarese ) video e clip con Landini, Mc Cray, Futurguerra, Roversi, eccetera, ed è membro di Ferrara Video&Arte (The Scientist Video Festival): miscelando softwares e immagini, programmi di manipolazione e trasformazione come un alchimista electro.

Su You Tube canale Frei Art.

 

 

Villani_jpgGRANDE.jpgDEBORA VILLANI SOTTO LE NOTE DI SATIE

(Caleidoscopio, Ferrara,1995)

 

Nel recentissimo Zooculture Area (brillante florilegio sui giovani artisti di Ferrara, dal curriculum - per alcuni - già nazionale ed estero... a cura del Comune di Ferrara, per la galassia poetica "brilla" la bionda cometa Debora Villani, la più giovane, appena 25 anni, quindi la più creativa e futurale.

Debora Villani, soprattutto apprezzata pianista anche sperimentale, compone versi-note con ritmo nuovo ed interattivo: tra le sue dita poetiche lo spartito diventa - per incanto grazioso - suite "minimale " direbbero forse Brian Eno e Eric Satie.

La nuova poetessa, infatti, nella scia aspaziale di Ungaretti o musicalissimi lirici antichi (come Callimaco o Ibico) narra con grazia e leggerezza la malinconia disincantata della nostra era.

Nelle sue rapide mosse poetiche, le lacrime del tempo si trasformano in luce nascente, il grigio in azzurro, i vagiti in sorrisi, la parola muta in musica. Debora Villani, infine, nel 1994 (selezionata per la poesia e per la città di Ferrara dal Comune di Ferrara), ha partecipato alla Biennale Internazionale dei giovani Artisti, svoltasi in Portogallo...: è infine presente in La Prima donna sulla Luna (Ferrara, 2005).

 

locandina-libro-magico.pngVITTORIO ZANELLA… IL TEATRO DELL’ES

(La Piazza, Ferrara, 1998)

 

Singolare recente toccata e fuga del Teatrino dell’Es alla Sala Estense (invitati da una associazione ferrarese), tra una tourné e l’altra, con una riduzione del celebre “Pierino e il lupo”: l’apparizione fa seguito ad un’altra degli anni novanta al Parco Massari, incredibilmente … poco sponsorizzati a Ferrara dalle istituzioni culturali…

Originari di Ferrara, Vittorio Zanella e Rita Pasqualini, ormai da due decenni reinventano tradizione, infanzia, fiaba… burattini, marionette… con la loro impresa artistica denominata “Il Teatrino dell’Es”, probabilmente ispirata dal più creativo degli psicanalisti, Gorge Groddeck, “eretico” ma sempre stimato da Freud…

Per la cronaca il Teatrino dell’Es è tra le più importanti compagnie teatrali dello scacchiere europeo: tra i lavori del duo, spesso in tournè all’estero…, si segnalano numerose collaborazioni prestigiose,Giorgio Strehler valga ad esempio: non solo, da alcuni anni, essi curano nel bolognese un Museo permanente del Burattino e della Marionetta…

Il loro “Teatro” inoltre, più nello specifico, risente parecchio del miglior teatro sperimentale, del novecento, da Mejrchold a… Grotowskyj, certo Lindsay Kemp per l’archetipo dell’eterno fanciullo (o opere come Alice in Wonderland), Zanella non a caso è allievo del più importamte burattinaio del secondo novecento italiano, ovvero Otello Sarzi (Teatro Setaccio…)

Infine esssi non disdegnano affatto effetti speciali più o meno tecnologici, supporti audio, ecc..: la loro arte è un’altalena continua tra – nella metafora – Pinocchio e magari il Pinocchio robot di A. I. di Spielgerg/Kubrick, dal Burattino al robot, consapevoli del divenire degli archetipi secondo le lezioni di Jung…

 

 

ESTENSE COM.jpgMARCO ZAVAGLI.... ESTENSE COM L'ARIOSTO NEL WEB

(Scienza e Futuro blog futurista-transumanista, Ferrara, 2009)

 

Oggi a Ferrara esiste un vero quotidiano dell'era di Internet: è Estense Com, qua l'Informazione è libera, aperta, attenta al magma anche ferrarese artistico e culturale (noto fuori mura spesso ma non alla Casta dei Cartacei) e politicamente bipartisan: ancor più encomiabile la netfilosofia editoriale di Estense Com, perchè, comunque il suo ancor giovane Direttore, ci risulta essere anche corripondente per l'Unità di Bologna! Ma anche globalmente Estense Com attraversa non stop - proprio nello stile e nell'amplificazione e nella navigazione delle news - squisitamente elettronico, sintetico, futuribile, il celebre Villaggio Elettronico d memoria McLuhan, concretizzato da Internet.

Con Estense Com, per la prima volta, Ferrara è autenticamente Villaggio elettronico nella Rete Estesa. del Computer World contemporaneo. News della città e dell'ultima scoperta nell'ambito ad esempio delle Nanotecnologie sono l'una accanto all'altro. in un girotondo feedback che fa evolvere i crani e i neuroni dei ferraresi, L'Ariosto è realmente volato nel Libero WEB!

zuccatelli_s.jpgSEBASTIANO ZUCCATELLI… SULL’ARTE CONTEMPORANEA NEOSTENSE

(Straferrara, 2003)

 

Al circolo Zuni di Maurizio Camerani ed èquipe, è stato recentemente presentato il volume-catalogo “Calendario dell’Arte internazionale 2003 (Trieste Contemporanea) a cura di Lola Bonora: una presentazione collaudo in tema, attraverso una mostra ultrarapida e volante (solo alcuni giorni!) degli artisti contemporanei neostensi presenti nell’importante catalogo, nomi storici assai noti e nuovi artisti di sicuro talento, quasi una storia dell’arte contemporanea neoestense stessa… in pillole.

Oltra ad Angela Churchill, già ospitata da Zuni, tra le figure più note dell’attuale scena Underground newyorkese, e lo stesso Camerani, video-artista storico del Centro Video Arte , segnaliamo le presenze di scultori e pittori (alcuni assai noti) quali Sergio Zanni, Maurizio Bonora, Gianni Guidi, Giuseppe Cestari; poi un folto gruppo femminile, Nedda Bovini, Katty Tagliati, Romulina Trentini, Cinzua Calzolari, Silvia Donini, Costanza Minelli, Daniela Carletti; ancora poi Gandini, Gobertio, Ciardi , Scardovi, Pellizzola, Pallara, Guatti, Monari; infine il poeta pittore Marco Tessaro ed il postcyberpunk Sebastiano Zuccatelli.

In particolare, tra i nuovissimi la presenza di “Seba” è significativa..: d a diversi anni, pur giovane, l’autore è una sorta di eminenza azzurra della sperimentazione ferrarese, dal Dazdramir a High Foundation allo stesso Zuni, collaboratore di molti artisti sperimentali della scena neoestense, Zuccatelli con le sue opere video-visuali segnala a Ferrara i bordi attuali dell’avanguardia elettronica..

 

FUTURISMO RENAISSANCE.jpgCONCLUSIONI: FUTURISMO E RINASCIMENTO

(La Revolte des Chutes, 1992, Parigi, in francese)

 

Reinventiamo nell'eresia (soft) il futuro anteriore del Villaggio - Ferrara - certa tradizione non passatista, un altro medioevo, un altro rinascimento.

Come in una sfilata, la Ferrara fantastica dell'anno 1000-2000 fluttua nello specchio della città, tra le stanze delle Mura, il sapere urbano e architettonico.

Oggi, gli abiti e gli occhi sono mutati dal bagliore e i diamanti del primo rinascimento: Ferrara, tra mutanti promettenti, è contradditoriamente un’eccitante principessa elettronica e floreale.

Comunque, sguardi logici e fantastici, moderni al quadrato, attraversano il Passato, nell'artificiale in-differenza, dalla stessa naturale differenza, scomponendo quel che è archeologia dall'attuale e il futuro.

Una visione futuribile di Ferrara, anche nel paradosso "naturale" e stimolante, estrae questa essenza profumata dell'Anima Nuova, testimonia per il reale e i posteri prossimi quale medioevo-rinascimento è tutt’oggi amabile.

Né si tratta di trasformare Ferrara in un'ambigua piccola metropoli, bensì di sedurre il suo sublime Rinascimento con colori sottratti a certa palude metafisica.

Toccando... in certo senso realmente, in quanto umani moderni e liberi, le sue pietre e seduzioni: come destare i giardini dai sortilegi o le muse da stoffe fuori sincronia con la nuova realtà elettronica globale.

Al contrario l'archeoumanesimo tutt’oggi inquina a Ferrara (e in Italia) il futuro già venuto alla luce, ma i depuratori - peraltro - sono funzionanti e irreversibili.

E... un sublime futuro, live o possibile, indicano… ovunque le persuasioni di Marinetti, Baudrillard, Alan de Benoist, oppure scienziati come Jacob, Laborit, Skinner, i tranquillanti divini nel 2000 sono scaduti!

Gli umani, inoltre, in qualsiasi shuttle terrestre, da 1 a 1000000000 di Chips, sono destinati a salvaguardare e mutare l'ambiente in cui vivono, al godimento (ad esempio) di Ferrara fantastica... nonché opportune e ben calcolate trasformazioni architettoniche e ambientali, luminoso riflesso di nuovi orizzonti psichici.

Il sogno di Millenium in sè - di Carlo Rambaldi - quale specifico gioco spettacolare (al di là della fattibilità) o il risveglio delle Mura e il fiume Po, suggeriscono, tra ecologia, tra ecologia artificiale e tecnologia naturale, altre civetterie fatali e inrinviabili della Provincia.

Così, in un singolare testo di Marinetti sull'Ariosto, " Una lezione futurista tratta dall'Orlando Furioso" (da noi ripubblicato in Il futuro del villaggio), letto sulle Mura degli Angeli nel 1929, poi in L'ottava d’oro, Mondadori, per il cinquecentenario del Poeta), da noi analizzato come mass medium e cifra di dove va Ferrara verso il terzo millennio, le precedenti considerazioni - flashes - psichiche e ecologiche in riferimento sia all'opera d'arte, Scienza del Sogno, che il mondo computer odierno o villaggio globale, attraversano singolarmente il testo stesso, nell'incontro tra passato creativo e futuro, esplorato da Marinetti (e lo stile...), dagli stessi antichi e nuovi artisti di Ferrara, dall'Ariosto e Tasso... a De Pisis a Antonioni a Pazzi (ecc.).

E così poetava Marinetti a Ferrara in quel radioso 1929! (L'Ottava d'Oro)...:

... Mondialità e senso aviatorio. Ludovico Ariosto canta colui che "adornerà la sua progenia bella /come orna il Sol la macchina del mondo" e rivela in ogni punto del suo poema un'ansia di volo...

Così il poema dell'Orlando Furioso si sforza di evocare le future gioie sintetiche dinamiche e simultanee delle nostre parole in libertà futuriste. Così il poema dell'Orlando Furioso si sforza di diventare un ricchissimo film di avventure per i nostri schermi di veloce mondialità...

Lo stesso critico d'arte "futurista" Marzio Pinottini interpreta il Futurismo come traduzione e versione moderna dell'allegoria medievale-rinascimentale.

E lo stesso Eco è attore vivente di logica tecnologica creativa nel suo essere grande scrittore di scienza e arte, nonché filologo sperimentale del passato, del Medioevo, con occhi però contemporanei, senza rimuovere l'artificiale umano, le macchine... estensioni elettroniche che plasmano la vita quotidiana.

Occhi, quelli di Eco, per certi aspetti, non dissimili dall'invenzione futurista e futuribile, da quelli di Marinetti quando a Ferrara suggerì non la sofferenza, ma la gioia dell'inventore!

 

 

APPENDICE/INTERVISTE

 

ROSSO TREVI FONTANA.jpgGRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI* FUTURISMO 100 LIVE FERRARA

(Controcultura SuperEva, Milano, 2009)

 

*(Graziano Cecchini, curatore con chi scrive di Futurist Editions on Line)

 

D- Il Futuro del Futurismo...dopo il Centenario?