20/07/2009
ROSSO TREVI ON THE MOON webgrafia di GRAZIANO CECCHINI
***WWW.MYSPACE.COM/EDIZIONIFUTURISTE
LA PRIMA BIOGRAFIA UFFICIALE DI
GRAZIANO CECCHINI
PROMO VIDEO
ROSSO TREVI ON THE MOON 40° 1969-2009
webgrafia di Graziano Cecchini
a cura di Roby Guerra
20 LUGLIO 2009 ROSSO TREVI
D- La Luna... la conquista della Luna compie 40 anni: che cosa resta oggi di quella stupenda avventura?
R- (Graziano Cecchini) 4O anni fa Abbiamo ucciso il Chiaro di Luna! Nuove frontiere furono aperte... La Luna non più una musa romantica ma del futuro e per secoli.. Ma fu il canto del cigno. L'apice dell'Uomo futurista, ma troppo avanti per gli umanoidi che governano il Pianeta. L'umanità è ancora choccata. E oggi siamo in ritardo di un secolo rispetto alle potenzialità rivoluzionarie del futurismo scientifico possibile!”
Alcuni commenti autorevoli di diversi intellettuali dopo
La Fontana Rossa... (dal web)
Vittorio Sgarbi: “Sono colpevole per concorso ideologico - ha spiegato Vittorio Sgarbi - perchè gli ho dato uno status di artista stabilendo che il suo primo gesto era un’opera d’arte».
Gianni Vattimo: “Il problema delle città è di essere grigie. Per questo trovo che non sia stata una cattiva idea”.
Ennio Morricone: “Quel tizio merita una multa ma l'idea è geniale. Ha fatto una pubblicità enorme a Roma”.
Franco Ferrarotti: “C'è una scintilla di genio nella scelta del colore: richiama alla realtà sanguinosa di quest'epoca”.
Oliviero Toscani: “Naturalmente i bigotti si sono spaventati, perché la creatività spaventa. Finalmente invece ecco una cosa fresca, che bello, che meraviglia.
Francesco D'Agostino: “Ho pensato: è risorto Andy Warhol”.
Collaudo di Roby Guerra
(da Controcultura, Supereva, agosto 2009)
E' ...la prima biografia ufficiale e autorizzata di Graziano Cecchini, alias RossoTrevi, il più celebre futurista contemporaneo che – come noto – nell’ottobre 2007 ha bucato i media con il blitz della Fontana Rossa di Trevi, tra gli eventi controculturali più significativi, certamente spettacolari, degli ultimi anni per la cultura nazionale.
Certamente, fin dalla Fontana, Rosso Trevi è – corentemente futurista e al passo di corsa con l’arte-vita marinettiana, poco incline a voli pindarici filosofici e al contrario basata su “Pensiero+Azione” non stop (quasi post D.J. …) - sempre nel vortice di piccole e grandi querelle, non ultimo quelle giudiziarie, tutt’oggi ancora aperte, proprio a seguito delle sue performance il-legali, per così dire: quasi un invito a nozze per la particolare Magistratura italiana, lestissima a perdere tempo con eventi tacitamente e nei fatti irrilevanti, passatistissima e alla moviola su ben altre situazioni gravi e pesanti.
In contro-luce, peraltro, proprio l’incredibile rilevanza penale pretesa e supposta nei blitz marinettiani, ma pure sulla scia di Warhol e Christo, di Rosso Trevi, in sincronia con l’arte contemporanea postinternet, è un altro capitolo inedito della poetica virtuale di Cecchini, sorta di semi-inedito Futurismo giuridico (perchè, pur poco noto, nel campionario dei manifesti storici futuristi, spicca anche un travolgente Manifesto Giuridico!).
Queste vicende apparentemente extraartistiche e tutti gli eventi futuristi Rosso Trevi, dalla fontana rossa al… futuro prossimo.., si trovano distillate dinamicamente nell’ebook in questione: una specie di consolle non stop da discoteca, attraverso una webgrafia selezionata dai curatori direttamente dal web: una netgrafia ovviamente minimale considerata l’ampiezza delle news e delle informazioni rintracciabili su Internet dell’artista futurista.
Una scansione microstorica, cronologica che spazia, attraverso soprattutto interviste a Rosso Trevi (ma anche in taluni casi articoli e commenti), tratte spregiudicamente sia dai principali old media (dal New York Times e il Corrrere della Sera, eccetera) sia da blog e siti on line, alcuni celebri, altri sorprendenti.
Come una after hour non stop, la fontana rossa, le 500000 mila palline di Piazza di Spagna, le modelle colorate di Firenze nello storico Giubbe Rosse, i coriandoli stelle a 5 punte d’Israele della Fiera del Libro di Torino, le fotografie choc della campagna (e dell’Azione. Futurista….. Cecchini volò lo scorso anno in Birmania per un reportage trasmesso da Radio Radicale) Free Tibet e Free Karen, gli stessi “Aerostati” lanciati a Castel Sant’ Angelo a Roma, eccetera, fino al controverso blitz dell’ Ara Pacis, si trasformano in Parole in libertà, vocali e consonanti colorate, non a caso, in rosso e verde, direttamente dalla Rete, direttamente sullo schermo del PC o del Notebook…
Non ultimo, ovvio, capitoli su Salemi con Sgarbi e Toscani (Cecchini è assessore al Nulla e alla..Giustizia nel sorprendente villaggio siciliano, quasi una Fiume postmoderna reale, bellicosa solo a livello politico-culturale) e sul Cecchini meno noto (ma per colpa degli old media): il Rosso Trevi videoartista e conferenziere, capace senza se e senza ma di entusiasmare anche i palati d’elite, in Video Festival internazionali o in centenari del futurismo atipici non solo celebrativi (che poi finiscono persino sulla Rai nazionale!).
Infine, le chicche, prevedibili, i numerosi manifesti del Nuovo Futurismo Rosso Trevi, anche controfirmati da altri neofuturisti che provano non solo l’Effetto Rosso Trevi come continuità del Futurismo nientaffatto virtuale ma concretissimo, e quelle im-previdibili, appunto addirittura di
dignità – con infinite virgolette- persino “Accademica”, poiché tali manifesti sono poi editi in volumi cartacei o on line ebook a più voci, presenti alcuni dei più importanti artisti e scrittori dell’avanguardia contemporanea.
Soprattutto, per l’old editoria cartacea: un volume (”Divenire 3 Futurismo”) edito dai futurologi italiani (ma non solo, da Riccardo Campa a Guillam Faye) più importanti e autorevoli: RossoTrevi accanto a futurologi, futuristi, intellettuali o persino scienziati, docenti internazionali e italiani, ovvio Accademici sui generis, in quanto comunque intellettuali radicali che hanno ricodificato la continuità futurista su base filosofico-scientifica, ma certamente accreditati, appunto, a livello accademico!!!!
E questo Rosso Trevi, non solo spettacolare, ma persino “serio”, come accennato è semplicemente risposta atomica agli scettici che tutt’oggi ancora commentano, a volte, con sarcasmo le sue imprese culturali e politiche, esempi di analfabetismo persino informazionale e mediatico.
L’ebook in questione, ovvio, come tutti gli ebook, è naturalmente un bel giocattolo elettronico, ma significativo: tra Futurismo marinettiano remix e futurismo dei diritti umani, Graziano Cecchini, ha rilanciato la principale e più futuribile avanguardia italiana (non a caso, appunto, ancora matrice persino della futurologia rivoluzionaria del nostro tempo…), fungendo anche da detonatore per altri neofuturisti, finalmente fuori dalle nicchie della pura avanguardia.
Simultaneamente, oggi il “classico” Uccidiamo il Chiaro di Luna è diventato 1 Rosso Trevi sulla luna, ebook web-grafia prodotto puntualmente con il 40° anniversario della conquista della Luna, da parte dell’Apollo 11: con tanto d’intervista quasi live a Cecchini sul significato forse oggi perduto dell’era spaziale incompiuta, con tanto di promo, a cura della neorete futurista, il futuro prossimo immediato annunciato, il blitz celebrativo dell’ottobre …prossimo (pare in Campidoglio), fino a promo spot warholiani deliziosamente leggeri, Paris Hilton, proprio per l’ebook su YouTube.
Graziano Cecchini Rosso Trevi: semplicemente IL FUTURISMO! Dopo un secolo ancora capace di trasgressione e eresie autentiche(contrariamente a certa arte contemporanea, spesso neomanieristica e di pura plastica neppure nanotech…), ancora salutare “Schiaffo all’Infame buonsenso” (Majakowslij…)!
2007 FONTANA ROSSA DI TREVI ROMA
(Repubblica, 22 10 2007)
L'INTERVISTA. Parla Graziano Cecchini: "Non hanno prove, quell'uomo è solo uno che mi somiglia"
"Stavo per pubblicare delle cose che faranno rumore sul generale Dalla Chiesa. E' stata un'intimazione a tacere
Ma il pittore accusato nega tutto
"Mi hanno voluto incastrare"
ROMA - Graziano Cecchini, perché l'ha fatto?
"Mica l'ho fatto io".
Non è credibile: lei è stato ripreso da telecamere.
"Guardi che se fossi stato io non avrei alcun problema a dirlo. Anzi, domani (oggi, ndr) alle 10 di mattina darò la mia versione dei fatti assieme al mio avvocato in una conferenza stampa davanti alla questura di Roma".
Che cosa vuole spiegare?
"Che hanno voluto mettermi in mezzo; e sono pronto a denunciare funzionari e istituzioni che vogliono colpevolizzarmi. Non hanno prove nei miei confronti".
La sta buttando in complotto, ma i fatti dicono altro: la Digos le ha perquisito casa, lei è stato denunciato a piede libero per danneggiamento di edifici pubblici e altri reati.
"Sì, la Digos mi ha svegliato e mi ha rovinato il compleanno. Perché proprio oggi compio 54 anni, portati splendidamente. Mi hanno guastato la festa. Mi hanno portato un atto del magistrato molto cervellotico e scritto addirittura a mano. Con articoli del codice che fanno ridere".
Perché qualcuno ce l'avrebbe con lei?
"Perché forse do fastidio. Stavo per pubblicare delle notizie che ancora non sono uscite. È stata un'intimazione a tacere".
Quali notizie?
"Delle cose riguardanti una recente fiction sul generale Dalla Chiesa".
Lasci stare i morti e parliamo del presente. Ripeto: perché qualcuno ce l'avrebbe con lei?
"Perché io ce l'ho col sindaco Veltroni, lui non può permettersi di parlare di democrazia, di libertà in un Paese in cui non si possono scrivere le proprie opinioni"
Ci sono le immagini che la ritraggono accanto alla fontana mentre versa il liquido rosso.
"Insisto: quello non sono io. È qualcuno che mi somiglia molto. Tempo fa, mentre stavo mangiando al ristorante Pomodorino, dei poliziotti mi hanno fissato come se fossi chissà chi, mi avevano scambiato per un'altra persona. Aspetto che mi diano le prove".
Se questa è la linea difensiva, faccia pure. Lei, comunque, approva o no quello che è stato fatto alla Fontana di Trevi?
"Come artista quale io sono da quarant'anni, come pittore che dipinge, e legato a un certo mondo e che apprezza il futurismo, approvo. Innanzitutto perché è stato un gesto non violento, che non ha provocato danni. Se si vuole è stata un'azione di hackeraggio del tutto innocua. Ma capisco che possa aver disturbato la Festa del Cinema. Ma dall'approvazione a individuare me come capro espiatorio ce ne passa".
Cecchini, lei fa il pittore, è vicino ad ambienti di destra, condivide quel che è stato fatto alla fontana. Non neghi più: è stato lei.
"L'eterosessuale che condivide le problematiche dei gay non è detto che sia gay. La stessa cosa dicasi per me. Io sono uno che a Roma si dà del tu con molte persone, con Veltroni stesso, e con molti esponenti del centrodestra: Alemanno, Storace, Gramazio. Ma questo non significa che io condivida le posizioni del centrodestra italiano".
(m. ans.)
2007 FONTANA ROSSA DI TREVI ROMA
(New York Times, 24 10 2007)
Dye in the trevi some romans see red, but others cry “art”
di Elisabetta Povoledo
Intervista a Graziano Cecchini.
Roma, 23 Ott. - Un giorno vandalo, quello dopo, artista. Questa è la storia di colui che, con in testa un cappellino da baseball, ha versato una bottiglia di colorante nella famosa fontana di Trevi, qui a Roma, venerdì scorso, tingendo per un giorno le acque di rosso sangue. La fontana di Trevi di Roma è stata tinta di rosso lo scorso venerdì da un uomo che dopo ha dichiarato che stava protestando per la cifra spesa dal Comune per un festival del cinema. Graziano Cecchini, quando gli hanno chiesto se avesse tinto lui la fontana, ha risposto “chi sa?”, per poi aggiungere “se fossi stato io...” strizzando l’occhio.
Appena si è chiarito che la fontana barocca del 18esimo secolo non era stata seriamente danneggiata, gli intellettuali e critici d’arte hanno cominciato a riconsiderare il gesto come qualcosa di quasi geniale. “Una volta scemata l’indignazione, abbiamo riscoperto la fontana di Trevi”, ha detto Roberto D’Agostino, un blogger italiano. “È una resurrezione di Andy Warhol, l’atto di evidenziamento di un oggetto di consumo di massa.”Una scatola trovata vicino alla fontana conteneva dei volantini firmati “FTM Azione Futurista 2007”, un riferimento al Futurismo, il movimento artistico d’inizio XX secolo che proponeva una rottura violenta con il passato. I volantini riportavano che l’atto è stato in parte una protesta per i costi del Film Festival di Roma, che è in scena fino a Sabato, e che il colore è un riferimento al tappeto rosso usato durante l’evento. È un festival tiepido, approssimativo, “senza profondità ne colore”, ha detto un critico mediatico, Gianluca Nicoletti, che aggiunge che “l’unica vera botta di colore (in inglese splash, come qualcosa che cade in acqua) è stata quella fatta alla fontana”. Descrivendo la tintura della fontana come una “rappresentazione drammatica del declino del Paese”, Nicoletti ha detto che “è stato un evento magnifico”, che ha posto Roma sotto i riflettori “praticamente a costo zero”. Le reazioni iniziali sono state di sgomento ed indignazione, ed hanno sottolineato quanto siano esposte a rischi i monumenti più famosi d’Italia. Durante gli anni, i vandali hanno danneggiato dozzine di statue, incluse la Pietà di Michelangelo in Vaticano. Una bomba scoppiata nel 1993, che aveva come obiettivo la Galleria degli Uffizi di Firenze e che ha ucciso 5 persone, è stata attribuita alla Mafia. Anita Ekberg, che ha nuotato nella fontana per il film di Fellini del 1960 “La Dolce Vita”, ha dichiarato furibonda che la tintura delle acque è “un insulto alla cultura di Roma”. Foto scattate da turisti, ed un video, ritraggono un uomo, cappellino da baseball abbassato, che lancia la tintura e poi corre via. Attraverso i servizi giornalistici si sarebbe identificato questo uomo, Graziano Cecchini, un artista di 54 anni. In un’intervista telefonica gli è stato chiesto se fosse lui l’uomo ritratto nelle foto. “Chi sa?” ha risposto. “Se fossi stato io” ha detto, strizzando l’occhio, “direi che è stata un’operazione mediatica intelligente, soprattutto nel contesto di una società così grigia”.
Ha detto di essersi rifugiato in un posto sconosciuto insieme al fotografo Oliviero Toscani, conosciuto per il suo lavoro audace ed iconoclasta per la ditta d’abbigliamento Benetton. “Vediamo la stessa cosa” ha detto, citando un commento di Toscani sul nuovo colore della fontana apparso sul quotidiano “Il Corriere della Sera”.”Roma ha ancora le mestruazioni; Roma non è ancora entrata in menopausa, può avere ancora figli, è ancora fertile.”
(Traduzione di Andrea G. - da Mino Renzaglia site)
2009 FONTANA ROSSA DI TREVI ROMA
(Corriere della Sera, 21 10 2007)
IN QUESTURA
Arriva di mattina davanti alla questura a piedi, per la sua conferenza stampa volante: «Sono precario, mi muovo coi mezzi... ». Poi sparisce nel nulla. Cellulare staccato, irreperibile a casa, per tutto il pomeriggio lascia il suo avvocato, Antonio Pompò, alle prese con le chiamate che arrivano da mezzo mondo. La prima giornata di celebrità mediatica di Graziano Cecchini inizia così, con gli articoli del Telegraph che parlano di «Artist work», e lui che si sottrae al tritacarne mediatico, continuando a non ammettere la responsabilità nell’operazione «Rosso Trevi».
Il motivo? Cecchini ha studiato gli articoli del codice che gli vengono contestati. E ha verificato che, decaduto il «dolo», al massimo rischia una multa. E visto che il Comune annuncia cause sul «danno di immagine» (via più ardua del processo penale) aspetta che l’atto sia formalizzato. Anche perché sostiene di avere un alibi: «Ero al lavoro». Cecchini collabora con un consigliere comunale di An, in un’aula a pochi passi dalla Fontana di Trevi.
Intanto sono certe due cose. La prima: «Aspettatevi altre azioni», dice Cecchini parlando in terza persona del «genio» (autodefinizione sua) che ha tinto la fontana. La seconda: in questa storia c’è di mezzo un piccolo duello personale con Veltroni. Cecchini lo ha conosciuto bene («ci diamo del tu») ai tempi delle trattative tra Comune e associazione Mattei (di cui era vicepresidente). Ed è sempre con lui - dopo la rottura che lo ha portato alle dimissioni - che vuole confrontarsi. Aneddoto fantastico. Cecchini e Mattei sono nell’ufficio del sindaco. Veltroni apre il terrazzino che dà sui fori: «Guardate che panorama!». Cecchini, come ricorda lui stesso, risponde: «Bello. Tu però hai un balconcino. A poche centinaia di metri da qui, c’era uno che aveva un balcone molto più grande... ». Quando poi Veltroni inaugura i locali dell’associazione Mattei (aprile 2007), a Cecchini quella cerimonia pare troppo «buonista». Si dimette e inizia la sua polemica con il festival. Quando la polizia fa il suo nome, prima ringrazia il capo della Digos («il dottor Giannini è stato squisito») poi dice: «Non sono stato io. Ma se fossi stato io... mi fa un gran piacere che sia stata oscurata la festa del cinema». I conti sono facili: la prima azione ha reso le prime pagine del 20 ottobre. La notizia della perquisizione quelle di lunedì. La conferenza volante di ieri, quelle di oggi. Morale della favola: molto presto, Azione futurista, potrebbe tornare a colpire: «Zang, tumb, tumb diceva Marinetti». Ci sono altri due colpi da battere.
2008 PIAZZA DI SPAGNA ROMA
(Corriere della Sera, 16 1 2008)
500mila palline a Piazza di Spagna
«Rosso-Trevi» torna a colpire
Sfere di plastica da Trinità dei Monti . Il gesto rivendicato da Graziano Cecchini, il tintore della Fontana
ROMA - Il tintore di Fontana di Trevi torna a colpire. E lo fa lanciando mezzo milione di palline di plastica colorate da Trinità dei Monti, che hanno raggiunto e colorato, rimbalzando sulla famosissima scalinata, la fontana di Piazza di Spagna, tra lo stupore di passanti e turisti.
RIVENDICAZIONE - Un nuovo gesto plateale rivendicato da Graziano Cecchini, l'uomo che tinse di rosso l'acqua della Fontana di Trevi nell'ottobre scorso.
«È un'operazione artistica che documenta con l'arte il problema che abbiamo in Italia», ha detto lo stesso Cecchini sul posto. «Ci raccontano - ha detto ancora - tante bugie che non sono nè di destra nè di sinistra». I carabinieri hanno in seguito fermato Cecchini, insieme ad altre tre persone.
«QUADRICROMIA» - «Dal Rosso Trevi alla quadricromia» - si legge nei volantini distribuiti subito dopo l'azione compiuta a piazza di Spagna - dal titolo «I fratelli d'Italia si son rotti le palle». Parlando con i giornalisti, Graziano Cecchini ha fatto riferimento a Napoli: «Questa mattina qui hanno ritirato l'immondizia tre volte mentre ci raccontano che non è possibile costruire termovalorizzatori quando in Germania esistono inceneritori al centro della città». E allora Cecchini si pone la domanda: «chi sono i veri camorristi? Sono coloro che dicono no alle nuove tecnologie. Con l'arte voglio ribadire anche questo». I colori delle palline non sono stati scelti a caso, erano infatti in maggioranza rosse, per ricordare il rosso della Fontana di Trevi. Mentre alcuni esponenti delle forze dell'ordine cercavano di identificare Cecchini chiedendogli i documenti di identità l'artista mostrava alle telecamere una pallina multicolore diversa dalle altre che, «se Veltroni vorrà, riceverà in regalo».
2008 PIAZZA DI SPAGNA ROMA
(Il Giornale, 16 1 2008)
...Ma Sgarbi lo difende: lode a Cecchini, rivendico la mia correità alla sua impresa.
Milano - «Lode a Cecchini e io rivendico la mia correità alla sua impresa»: con queste parole l’assessore alla Cultura di Milano e critico d’arte, Vittorio Sgarbi, ha commentato il gesto di Graziano Cecchini che questa mattina ha rovesciato sulla scalinata di Piazza di Spagna a Roma centinaia di migliaia di palline colorate di plastica. «Sono colpevole per concorso ideologico - ha spiegato Vittorio Sgarbi - perchè gli ho dato uno status di artista stabilendo che il suo primo gesto (Cecchini tempo fa tinse di rosso l’acqua della fontana di Trevi, ndr) era un’opera d’arte». Il critico d’arte dunque rivendica lo spessore artistico anche di quest’ultima trovata di Cecchini. «L’arte contemporanea che noi magnifichiamo - ha proseguito Vittorio Sgarbi - legittima questa impresa: quella di Cecchini è coerente da ogni punto di vista coi principi dell’arte contemporanea: un’arte che occupa il territorio, senza chiedere l’autorizzazione e aggiungendo per giunta un effetto di imprevisto. L’anarchia è un tratto tipico dell’arte contemporanea».
L’assessore alla Cultura si è spinto a dire che Graziano Cecchini meriterebbe una benemerenza civica del Comune di Milano («dovremmo dargli l’Ambrogino d’oro, intanto - ha aggiunto scherzando - perchè ha finora risparmiato Milano») e poi ne ha preso le difese dopo aver saputo del suo stato di fermo. «Quello che lui ha sporcato oggi - ha concluso Sgarbi - è molto meno grave di quanto hanno fatto certi politici campani che hanno lasciato rifiuti stabili in tutta la Campania. Se condannano Cecchini, devono prima condannare Iervolino e Bassolino».
2008 GIUBBE ROSSE FIRENZE
(Ansa, 16 2 2008)
TRAMVIA FIRENZE: SHOW FUTURISTA CECCHINI
Quattro ragazze nude, dipinte di diversi colori e anche con il giglio di Firenze che si muovono sui tavoli del caffé 'Le giubbe rosse' storico ritrovo dei futuristi del primi del '900. Questa la performance messa in atto da Graziano Cecchini per protestare contro il progetto di tramvia a Firenze sul quale domani i fiorentini sono chiamati ad un referendum. Le quattro modelle sono state fatte sfilare per alcuni minuti anche in Piazza della Repubblica. Poi a salutare Cecchini e' arrivato anche Vittorio Sgarbi insieme al promotore del referendum, il consigliere comunale dell'Udc Mario Razzanelli. Grande ressa di fotografi, cameramen e giornalisti per vedere la nuova performance di Cecchini dopo che lo stesso aveva colorato di rosso la Fontana di Trevi e gettato migliaia di palline colorate dal Trinità dei Monti.
"Voglio offrire una sega meccanica al sindaco Leonardo Domenici per dare il primo colpo ad un albero centenario che deve essere abbattuto". Lo ha detto Graziano Cecchini illustrando la performance futurista messa in atto all'interno del caffé 'Le giubbe rosse' contro il progetto di tramvia. "La tramvia non è futurista - ha aggiunto - futurista sarebbe un'isola pedonale con una navetta ecologica alimentata da energia fotovoltaica". Cecchini ha quindi spiegato che l'idea delle modelle con i corpi dipinti gli è venuta visitando una mostra di Balla a Milano, "dove tra l'altro farò presto qualcosa". Poi, acclamato da molti rappresentanti dei comitati che lottano contro la Tramvia, ha spiegato di aspettare ancora "la denuncia che Domenici mi ha preannunciato" dopo una conferenza stampa di una decina di giorni fa. "Ora andrò un po' in vacanza - ha concluso scherzando e abbracciando le quattro modelle, tre ragazze di Genova di 22 anni e una originaria dell'Uruguai di 28 anni . Poi andrò a Parigi".
2008 UN FUTURISTA ROSSO TREVI TORINO
(Unione Sarda, 20 4 2008) di Giorgio Pisano
Graziano Cecchini, un incursore nel mondo dell’arte.
Ha faccia da onorevole e il tratto casual di un over cinquanta che indossa con spavalderia il giubbotto con lo stemma delle Frecce tricolori. Occhiali di ispirato design craxiano, orologio esagerato, taglia a passo sicuro piazza Castello a Torino e subito lo blocca un giornalista. <<Scusi, Rai tre, Tgr Piemonte>>.
Lo ha sicuramente scambiato per qualcuno che deve tenere un comizio di lì a poco ma Graziano Cecchini non fa una piega. <<Un’intervista? Come no>>. Gli chiedono se può illustrare il suo programma e lui, serissimo: <<Sono per gli uomini liberi, tutto qui, non c’è altro da aggiungere>>. Pochino per il giornalista Rai che allora cerca di salvarsi in corner: e del programma degli avversari, che pensa? <<Niente, non leggo programmi politici perché sono tutti uguali>>. Fine di un’imbarazzante intervista.
Cecchini sorride, saluta e tira dritto fino a che, cento metri più avanti, torna alla carica il solito giornalista: scusi, può dirmi il suo nome? La risposta arriva sicura: Salvemini, Gaetano Salvemini. Il giornalista felice e sconosciuto se ne va soddisfatto. Cecchini anche. Chissà se al tiggì della sera apparirà la sua faccia e la scritta in sovrimpressione: Gaetano Salvemini. Senza l’aggiunta che avrebbe doverosamente imposto la Storia: buonanima.
Due figlie, romano de Roma, l’uomo che ha fatto rossa la fontana di Trevi vive nel segno della provocazione e dello scontro. Dopo aver tinteggiato l’acqua di uno dei monumenti più celebri al mondo, ha fatto cadere dalla scalinata di Trinità dei Monti (sempre a Roma) una valanga di cinquecentomila palline colorate. Un’idea rubata alla pubblicità, dice chi lo detesta. <<Io l’ho fatto perché a quell’ora il rumore mi ricordava, nella città quasi deserta, le risa fragorose dei bambini che escono da scuola>>. Cinquantaquattro anni, studi (interrotti) al Nautico, ex lavapiatti, ex body guard, ha completato alla grande una sola carriera: nel ristorante dove l’avevano assunto ultimo degli ultimi, si è licenziato dopo anni da direttore. E l’arte? Quella l’ha sempre avuta dentro, come un piccolo sisma gastrico, una marcia su Roma e dintorni che prima o poi doveva esplodere.
Gli siede accanto, assistente silenzioso, Luca Castellano, responsabile del suo sito. Cioè l’autore di una cronaca magistrale sulla primissima incursione del maestro: c’era un uomo sulla fontana, che indossava un cappellino e degli occhiali scuri. Aveva le braccia perpendicolari al resto del corpo, piegate a sollevare una busta. Che era bianca. Trasparente da far intravedere del rosso, dentro. L’uomo era Graziano Cecchini, e nella busta c’era il suo rossotrevi.
Il giorno, per stare stretti alla cronaca, era il 19 di ottobre 2007. Ore, pre stare giusti sul tempo, 16,30. L’idea iniziale del sabotaggio era quella di far saltare la luce mentre a Roma, da tutt’altra parte, Uòlter Veltroni celebrava la festa del Cinema, un affare da quindici milioni di euro. Ripiegare su Trevi non è stata una Caporetto strategica, semmai un blitz premeditato dopo l’acquisto di due litri e mezzo di concentrato di tempera. Doveva essere, nelle intenzioni dell’artista, un segnale dello stesso colore del sangue, forte fino a sembrare urlo. A seguire, l’arresto, un giorno in galera e un lampo di notorietà.
La militanza a destra rientra in questo progetto?
<<Non milito, militavo. Non ci sono più uomini di destra>>.
Dunque lei resta un fascista solitario.
<<Non sono fascista, almeno per come si intende di questi tempi. Ho contribuito a far nascere Forza Nuova perché me lo aveva chiesto un amico carissimo mentre moriva>>.
La definizione di post-futurista è corretta?
<<Non sono post e neppure neo. Futurista e basta. Punto indegnamente a superare ciò che sosteneva Filippo Tommaso Marinetti con l’ideologia e Giacomo Balla con l’arte. Poi, che dire? Durante un convegno, Vittorio Sgarbi mi ha introdotto in maniera esaltante: signori, vi presento l’erede dei futuristi>>.
Che fa a Torino?
<<Studio, per conto del mio mecenate, qualcosa che finirà sul desktop dei computer>>.
Chi è il suo mecenate?
<<Un imprenditore torinese, proprietario di un piccolo giornale locale. E’ lui che finora ha finanziato i miei arrembaggi. Cerco nuovi sponsor perché mi frulla una certa idea in testa>>.
Sentiamo.
<<Non sentiamo niente, vedrete. Ho quattro amici che conoscono in anticipo i progetti, ma nessuno, proprio nessuno, conosce le ultime tre pagine, quelle definitive e conclusive, della mia vita d’artista>>.
Com’è nata l’idea di colorare la fontana di Trevi?
<<Abito con mia madre in una casa popolare. Volevo gridare il mio no a una spreco così imponente di denaro pubblico. Ho scelto il rosso perché rosso è il colore dell’emergenza, del lavoro che non c’è, dei morti per mancanza di sicurezza, di un mondo in affanno permanente. Ho scelto Trevi perché è a mezza strada tra Montecitorio e Quirinale>>.
Ce l’ha fatta per un soffio.
<<Macché. Roma città sicura è uno slogan fasullo del prefetto. Puoi fare quello che vuoi dove vuoi: io sono la prova vivente. Vorrei avere un centesimo per ogni reperto antico che rubano quotidianamente ai fori imperiali>>.
Poi c’è stato il bis a Trinità dei Monti.
<<Già, pensavano fosse tutto finito. Pensavano di essere ormai tranquilli, il matto aveva colpito senza fare troppi danni e credevano di poter riprendere sonni quieti>>.
Ci mancherebbe.
<<Sia chiara una cosa: fin dal primo momento, la mia unica preoccupazione è stata quella di non danneggiare i monumenti. Così, ho comprato mezzo milione di palline colorate da far precipitare lungo la scalinata di Piazza di Spagna. Bella provocazione, bella opera d’arte, neanche un graffio alla pietra. Il costo? Venticinquemila euro in tutto. Lavoro in economia, io>>.
Settore visionari, giusto.
<<Hanno parlato a sproposito di pop art. La mia non è arte destinata al popolo ma arte che nasce dal popolo. Dal rossotrevi alla quadricromia delle palline: volevo sperimentare e dimostrare la dinamica del movimento e le suggestioni del colore>>.
Conclusione, manette.
<<Divertente il reato contestato: interruzione di pubblico servizio. Che, come tutti sanno, in un’isola pedonale, non esiste. Resto quello che sono>>.
Ovvero?
<<L’inventore dell’hackeraggio mediatico. Di quel che ho fatto hanno scritto pure i giornali della Papuasia. Effetto non previsto, sono stato subito licenziato dal consigliere comunale di An per il quale lavoravo come segretario>>.
Vergogna nazionale.
<<Anche peggio, se è per questo. Siamo un popolo di ignavi, odiosi a Dio e agl’inimici suoi, direbbe Dante. A Firenze, dove sono andato per la vicenda del tram da far passare dal Battistero, mi hanno multato perché ho rotto il silenzio del referendum indetto dal Comune>>.
E allora?
<<Allora, come ho spiegato a un’intervista alla Bbbc, non è con queste ridicolaggini che si può fermare l’azione di un artista in un?italia collassata. Io, per dire, n on vendo i miei quadri e vado in tivù gratis>>.
Cosa vuol dire?
<<I miei quadri, che fino a un anno fa non valevano nulla, adesso sono quotati anche ventimila euro. Me li tengo. Sono cosciente della mia forza: quindi sarò io a decidere quando e quanto. Ne approfitto per dire ai giovani che hanno idee: non svendetevi per disperazione al primo che passa, siate consapevoli del vostro valore e fate voi il prezzo, ma solo quando voi siete certi di spuntare quello più alto>>.
In televisione invece?
<<Da quando ho combinato tutto quel fracasso, mi invitano continuamente. Sono diventato all’improvviso un personaggio curioso, interessante, intelligente, faccio share insomma. Mi offrono un gettone di presenza e io mi levo lo sfizio di andarci gratis, in tivù. Se mi dovessero pagare per quel che valgo in questo momento, di gettoni ce ne vorrebbero una montagna>>.
Perché l’arte, la sua arte, ha bisogno di fare rumore?
<<Altrimenti non sentono, troppi hanno le orecchie tappate e gli occhi chiusi. Ho fatto la mia prima mostra a 18 anni, reinterpretavo De Chirico. Cosa sono queste brutture?, s’è chiesto un critico guardando i miei quadri. Gli ho dato un pugno, levato le tele dalle pareti e me ne sono andato>>.
La domanda era un’altra.
<<Un attimo e ci arriviamo. Da scuola sono stato cacciato perché avevo organizzato una sommossa. Ho fatto il militare e stavo sempre punito. Proprio allora ho capito che non c’era verso: dovevo star solo davanti alla vita. Ho letto, da autodidatta, millecinquecento libri d’arte>>.
Fino ad arrivare a Trevi.
<<Esatto. La regola, in fondo, è una sola: innanzitutto avere l’idea, avvertire un po’ di giornalisti e metterla in atto. Il botto è sicuro>>.
Ha già messo il concetto per iscritto.
<<Sto proponendo sul mio sito il Manifesto del nuovo futurismo. Oggi innovazione non è il motore a scoppio che stupiva e sorprendeva Balla, innovazione è il gigabyte. E io, attorno al gigabyte, lavoro>>.
Gillo Dorfles, critico autorevolissimo, sostiene che l’arte moderna è incomprensibile.
<<Ha ragione. Però dimentica di dire che nell’arte si può fare tutto, ma proprio tutto, a patto che si sappia perché lo si fa>>.
Italia, artisti di regime.
<<Piccola premessa: dove sono gli artisti? E’ artista Maurizio Cattelan perché appende pupazzi agli alberi di Milano? Ho citato il nome più conosciuto per dire che scambiamo per artisti signori che frequentano senza sosta salotti e discoteche, radio e studi televisivi>>.
Invece?
<<L’artista è altro. Deve, sopra ogni cosa, restare immerso nella società, non perderla mai di vista. A Venezia la direttrice di Palazzo Grassi ha dichiarato che in Italia non c’è più una leadership artistica. Sa che vuol dire?>>
No.
<<Vuol dire che non contiamo più nulla, che siamo in mano al conformismo, a una burocrazia artistica grigia e senza sogni. Restiamo tutti estasiati nel guardare l’avveniristico hotel di Dubai, che sembra fatto di vele gigantesche. Nessuno ha mai dato un’occhiata ai lavori di Enrico Prampolini? Quelle vele sono state disegnate mezzo secolo fa>>.
Molti hanno considerato la sua opera una pagliacciata.
<<Achille Bonito Oliva, padre della transavanguardia, mi ha liquidato dicendo che il futurismo è roba di cent’anni fa. Vendetta trasversale anti-Sgarbi, che ha la colpa di stimarmi. Che pena, un borghesuccio piccolo piccolo questo Bonito Oliva>>.
La Chiesa condiziona lo sviluppo dell’arte?
<<In misura molto pesante. L’ultimo Papa che riconosco è Giulio II. Senza di lui non ci sarebbe stato il Rinascimento. Su tutti quelli che seguono meglio tacere>>.
Esiste una mafietta dell’arte in Italia?
<<Chissà. Il mercato mi dovrebbe essere comunque riconoscente: grazie a me, le quotazioni dei futuristi sono salite del 20 per cento. Vuoi vedere che adesso, incontrandomi per strada, i galleristi trandy non avranno più la puzza sotto il naso?>>
Ce l’ha un difetto?
<<Due. Sono arrogante e presuntuoso: mi serve per andare avanti. Il che, rovesciando la domanda, è un pregio. Sono stufo di stare in una vasca di pesiolini rossi dove tutti ti mordicchiano credendosi squali>>.
La prossima incursione?
<<Un’ideuzza c’è e riguarda l’apertura dei giochi olimpici a Pechino. Aspetto di sapere quale sarà la posizione del nostro nuovo premier nei confronti della Cina. Subito dopo mi muoverò. Come sempre contro i governi, mai contro i popoli>>.
2008 FIERA DEL LIBRO TORINO
(Corriere della Sera, 10 5 2008)
TORINO - Attenzione, oggi va di scena la politica. Come se si fosse parlato d' altro nei primi due giorni della XXI Fiera internazionale del libro dedicata alla bellezza. Due palcoscenici per uno stesso discorso: la scelta di invitare come Paese ospite Israele nel sessantesimo della sua fondazione. Questa mattina è atteso in Fiera il neopresidente del Senato, Renato Schifani, verso mezzogiorno arriverà il nuovo ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Nel pomeriggio Fausto Bertinotti parlerà della crisi della sinistra. Ma i riflettori si saranno già spostati sull' altra scena, quella del corteo organizzato da Free Palestine e Forum Palestina, sostenitori del boicottaggio della Fiera che partirà alle 15 da corso Marconi per arrivare dopo una marcia di circa quattro chilometri intorno alle 17 davanti ai cancelli del Lingotto dove si svolge la Fiera. All' interno le bandiere israeliane, sventolate dalle comunità ebraiche che verranno a dar man forte a quella torinese, fuori le bandiere della Palestina. «Lotta dura», minaccia Alternativa comunista: «Sarà una giornata contro il genocidio dei palestinesi. Cercheremo di entrare al Lingotto». La questura, che ha a disposizione circa mille uomini, stima che alla manifestazione di Free Palestine parteciperanno 2500 persone, dei centri sociali torinesi ma anche delegazioni di Bologna, Firenze della Lombardia. Tra i partiti ufficiali hanno aderito una parte dei Comunisti italiani, la Sinistra critica di Turigliatto e i comunisti di Marco Ferrando. Un inatteso appoggio ai manifestanti è venuto ieri pomeriggio da Dario Fo, che durante l' incontro programmato in Fiera ha voluto elogiare «questi ragazzi che hanno suscitato il problema dell' assenza della questione palestinese dalla Fiera del libro, anche perché con la loro protesta hanno creato un' attenzione come mai si era vista attorno all' evento». Dario Fo, che ha detto di non poter partecipare alla manifestazione perché si deve ricoverare, ha rinunciato a parlare del suo nuovo libro, «L' Apocalisse rimandata», edito da Guanda, per illustrare il dramma palestinese. Il premio Nobel ha rimproverato gli organizzatori della Fiera di non aver saputo fare uno sforzo di fantasia per invitare contemporaneamente, dando loro pari dignità, gli scrittori israeliani e quelli palestinesi. A conclusione dell' incontro Franca Rame ha letto una lettera di Nelson Mandela al giornalista americano Thomas Friedman in cui il leader sudafricano denuncia «l' apartheid di Israele». Metà evento culturale metà kermesse, ieri dopo uno scambio di cortesie nell' incontro tra Afef e lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, e mentre lo storico Benny Morris tacciava di poca serietà il suo collega israeliano Ilan Pappe, autore de «La pulizia etnica della Palestina», c' è stato un momento di tensione quando è entrato in scena Graziano Cecchini. Il performer romano che ha colorato la fontana di Trevi, definitosi uomo di destra vicino alla cultura israeliana, ha installato in uno spazio della Fiera sessanta cannoncini che hanno sparato stelle filanti. L' obiettivo era di ridicolizzare quanti hanno parlato di «Fiera blindata». Il risultato è stato di mandare su tutte le furie alcuni espositori che hanno minacciato di abbandonare il Lingotto.
(Messina Dino)
2008 FIERA DEL LIBRO TORINO
(La Destra Info, 11 5 2008)
Fiera del Libro Mille agenti controlleranno la manifestazione. Cecchini lancia coriandoli sugli stand .
Nella blindatissima Torino, Graziano Cecchini usa i cannoni. Sì, i cannoni. O lanciatori di coriandoli che dir si voglia: non è la pubblica sicurezza IL tema d’attualità, oggi? E allora: sotto il naso dell’attentissima, nonché scrupolosissima, security della Fiera del Libro, quel burlone di Graziano riesce a far entrare 60 lanciatori di coriandoli. Spara, poi, allo stand di Cronaca Qui: un fuoco artificiale di coriandoli. E i colori sono quelli della bandiera d’Israele. Graziano é contro i governi, ma a favore dei popoli: uno scrittore, quando è tale, è l’espressione del suo popolo: perchè boicottarlo, quindi? Ma rimane, comunque, un altro messaggio. Di fondamentale importanza: mettete dei coriandoli nei vostri cannoni.
2008 LA REPUBBLICA FUTURISTA DI SALEMI
(Il Giornale, 19 7 2008)
“Rispetto a Roma la città di Salemi si dichiara «libera et immunis». Ancora oggi la sensazione di Titta Lo Jacono, studioso di ebraismo, è che a Salemi ci sia un’aria diversa, tanto da scrivere: «Ho ritenuto che la “specificità” degli abitanti di Salemi meritasse il tentativo di ricercarne le origini. Il mio vagare nelle antiche stradine della judaica Salem mi riporta a una Salemi isola di libertà, nel mare di oppressione che per secoli sommerse l’isola». Oggi, senza influenzarsi reciprocamente, Philippe Daverio e Oliviero Toscani reclamano per la loro convinta presenza a Salemi, ragioni epocali, e commemorative. E non tanto, fra due anni per il centocinquantesimo dell’unità d’Italia, proclamata da Garibaldi a Salemi, prima capitale d’Italia, nel 1860, ma, fra meno di un anno, per il centenario del Futurismo che si rianima e si «riprende» grazie al gruppo di persone che con me, a Salemi si muove con spirito d’avanguardia e d’avventura. Non per caso si agita a Salemi un assessore al nulla, il «neofuturista» Graziano Cecchini che, con un colpo di genio e per un tempo breve nella realtà ma lungo nella memoria, ha «arrossato» la Fontana di Trevi. Toscani, poi, esaltato da una libertà imprevista, o mai prima vista in politica, mi assicura che a Salemi si celebra un nuovo Sessantotto che, per lui e per me, vuol dire la rivolta della giovinezza trasferita dall’esperienza individuale alla mobilitazione sociale. Mi sembra tutto vero. E tanto più paradossale perché ci appoggiamo, con idee amate e condivise dai cittadini, su un blocco politico di radice democristiana. Di cui nessuno pensa di irridere i valori, ma che è molto lontana dalle posizioni miei e dei miei compagni d’avventura, tutti autenticamente entusiasti, e molto compiaciuti delle tradizioni ebraiche di Salemi e anche delle testimonianze arabe nel vasto quartiere di Rabato. Come i cittadini di Salemi anch’io sono confortato e rassicurato dalla convinzione non superficiale di Toscani, di Daverio, di Cecchini, di Glidewel, di Carlo Petrini, di Marco Vitale, del principe Bernardo Tortorici, di Patitex, del ministro Bondi, di Alain Elkann e dei giornalisti di importanti testate come il Corriere e l’Independent che seguono questo strano laboratorio di politica e creatività, divenute una cosa sola. Prima ancora che s’inizi a programmare un futuro certamente vivace, al di là delle condizioni difficili, della città prima che dei cittadini. I quali sono veramente singolari e curiosi, non solo di noi ma anche per sé e insolitamente ottimisti e determinati, anche se non sembrerebbero averne motivo. Ho riconosciuto anch’io, come Lo Jacono, la «specificità» degli abitanti di Salemi. Felici come vengono descritti dai giornali, non solo per la «festa mobile» che li ha travolti e li travolge, ma anche per potere affidare i loro desideri a occhi alati che li possono portare lontano, dopo aver subito tutto, e, da ultimo, l’insulto a un paesaggio meraviglioso delle orride pale eoliche.
E non si può dimenticare, lo si vede in ogni punto della città, pur bellissima, e io lo richiamo all’euforico Toscani, che il 1968, per Salemi non significa l’anno della rivolta studentesca e dei mutamenti sociali che ne derivarono, ma il terremoto del Belice, dalle cui rovine è risorta Gibellina, centro universale dell’arte contemporanea, ma non Salemi che, non abbattuta, ha visto abbandonato il suo centro storico. Così, negli anni, e più ancora nel dopo-terremoto, invece di rinascere, Salemi è diventata una città di fantasmi. Poi, architetti in diverso modo hanno trasferito in questo teatro vuoto le loro utopie, insufficienti a consolare gli uomini e a sospingerli a riabilitarla. Anche noi ora addensiamo sulla città addormentata i nostri sogni. Ci viene affidato un castello appena restaurato; ci possiamo perdere nel meraviglioso giardino di Villa Ragut. Ma ovunque giriamo lo sguardo vediamo i segni della cattiva edilizia che ha seguito il terremoto. Interi quartieri diruti e alcuni scorci risarciti tra la Chiesa Matrice e la Chiesa di Sant’Agostino. Anche il Comune, in piazza Dittatura, è in abbandono. E questa realtà difficile e contrastata ci sovrasta. Ma alcuni vantaggi sono che, nell’assenza di turismo, in spazi come pochi altri tipici, non vi sono prodotti «tipici» del folklore, negozietti di varie porcherie. La città appare severa e integra nello spirito, così come lo sono i suoi abitanti, per cui anche la politica non è prevedibile né riducibile agli schieramenti che prevalgono altrove. Originale, singolare Salemi. Nel passato essa fu legata a una leggenda maledetta: unni viditi muntagni di issu, chissa è Salemi, passatici arrassu: sunni nimici di lu crucifissu e amici di satanassu (dove vedete montagne di gesso, questa è Salemi, costeggiatela da fuori: sono nemici di Cristo e amici di Satana). Oggi essa è mitigata dalle parole di Baldo Caradonna: «Insigne professore, desideravo informarla che da quando c’è lei a Salemi si respira un entusiasmo pazzesco! Tutti escono, bevono, ridono, le dono sono più scollacciate e disponibili. Ricevo continuamente telefonate da tutta la provincia! Il paese sembra uscito da una profonda catalessi!». Questo accade e certo per caso più che per scelta di arguti politici locali e mia. Io ho accettato di fare il sindaco. Ho immaginato che dal primato garibaldino si potesse ripartire, dimenticando l’onta delle presenze della mafia, spesso evocate a Salemi (com’era forse inevitabile: giacché essa fu città importante per la massoneria, di cui spesso, erroneamente, i teoremi dei magistrati indicano la contiguità con la mafia), e le ferite del terremoto così tristemente evidenti. Guardare avanti e compiacersi delle bellezze infinite dall’incontenibile paesaggio alle testimonianze della Magna Grecia, Segesta, Selinunte, Mozia. E ancora, Marsala, Mazzara del Vallo, Castelvetrano, Erice, il bellissimo centro storico di Trapani, San Vito lo Capo, Scopello, Castellammare del Golfo, tutto vicino e tutto dominato dall’altura di Salemi. A sigillare la tragedia del terremoto, infine, il grande Cretto di Burri, a Gibellina. Un universo. Così tornare non è una fatica ma un piacere, e accresce la vitalità. A piazza Alicia ogni volta, nei giorni e nelle notti; o a Mokarta, o a Villa Rubino o nelle contrade di Ulme, di San Ciro, della Cuba, di Pusillesi, dove si onora il pane di San Giuseppe, o anche nella bassa piazza Padre Pio, spira un vento che non ho mai sentito altrove e che rende Salemi più di ogni altra città amena e temperata, bella per sé, senza artifici (così all’assessore al nulla ho detto: «Venti, non eventi!). Ecco, quando ne riparto porto con me nostalgia di quel vento che è quello del desiderio e della speranza.”
2008 - 1 10 100000 FONTANE ROSSE FUTURISTE
(Futurismo 2009 webzine, 7 2008)
"Due alienisti comparvero, categorici, sulla soglia del Palazzo. Io non avevo fra le mani che uno smagliante fanale d'automobile; e fu col suo manico di lucido ottone che inculcai loro la morte"
FILIPPO TOMMASO MARINETTI
In meno di un anno -genio mediatico- ha riportato il futurismo in prima pagina su tutti i media, cartacei e dell'etere; «un vandalo» fu definito all'indomani della celebre bella e persino ecologica .. (nessun prodotto nocivo!) performance della Fontana Rossa di Trevi, con i turisti finalmente sorpresi (taluni, bontà loro, pensavano a una originale creativa trovata di Veltroni), i bambini videati mentre giocavano stupiti, ammirando finalmente l'immortale Fontana finalmente colorata, rivivificata, sottratta con il beau geste futuriste per sempre alla retorica della Dolce Vita e di Anita Ekberg. E splendido, rivoluzionario, rivelatore uno dei clip di... Futurzig su you tube: Bambini giocano, pochi secondi, giocano con la rossa fontana, videati in diretta, un virus fatale per tutti i media analfabeti! Poi... benpensanti e pennivendoli, politici in testa, ignari persino della differenza tra i coloranti innocui e la vernice, si sono rimangiati tutto, anche l'ennesimo passatismo antifuturista. Cecchini o Futurzig o Futurpalla futurista ha poi replicato con altre neodadaiste e giocose performance spettacolari; le palline di Piazza di Spagna, le modelle nude a Firenze, nel cafè storico dei futuristi -Giubbe Rosse- tutt'oggi attivo, acclamato e difeso finalmente da due delle menti più futuristiche d'Italia- Vittorio Sgarbi e quell'altro genio mediatico di Toscani... Poi, gli assi di cuori, che hanno spiazzato definitivamente i borghesi o comunisti nei fatti reazionari e conservatori che lo tacciavano di futurfascismo nostalgico. Blitz con coriandoli dedicati alla Stella di David e alla Bandiera in difesa di Israele, nel salotto... centrale molto bugiardo e ipocrita, alla Fiera del Libro di Torino, contro il boiocottaggio appunto di Israele, preteso da certo fanatismo islamico (purtroppo anche scrittori noti arabi...), con il collaborazionismo di molti cosiddetti democratici italiani, media e intellettuali silenti; Cecchini ha protestato con eleganza e bella provocazione, non una parola ad esempio da Umberto Eco o Dario Fo. Questo è il Futurismo! E altro blitz super analogo in difesa dei Monaci tibetani, certi storici -ideologici- sono ora in crisi depressiva. Cecchini, criticamente parlando, è il miglior interprete contemporaneo delle famose serate futuriste di Marinetti ed équipe: tra futurismo, dadaismo e situazionismo, una sorta di Cattelan del nuovo futurismo, molto più perturbante dell'artista oggi italiano più quotato nel mondo. Cattelan, bravissimo, ma chiaramente meno autentico, più innocuo, troppo vicino al gusto reificato tipico dell'odierna paleoborghesia analfabeta, dominante tra molti critici e mercanti d'arte e il pubblico. Il Futurismo di Graziano Cecchini... Rosso Trevi? Uno schiaffo elegante all'infame buonsenso (per dirla con il futurista... Vladimir Majakowskij!): «Marciare per non morire, lottare per non marcire» - Graziano Cecchini.
(Roberto Guerra)
2008 FREE TIBET FREE KAREN ROMA
(Lagoai site, 9 8 2008)
“Free Tibet ! Stop Laogai ! Free Karen !” Meravigliosa azione di Graziano Cecchini
Oggi 9, agosto alle 9,15 ha avuto luogo una meravigliosa azione di Graziano Cecchini a Castel Sant’Angelo a Roma. Centinaia di fumogeni, palloni con i colori del Tibet e enormi striscioni si sono alzati in cielo. La polizia non ha permesso il resto dell’azione. Nonostante ciò l’impatto è stato enorme. Tutti i TG hanno ripreso l’azione che ha avuto anche grande risonanza su internet. Hanno aderito la Laogai Research Foundation Italia, Reporters senza Frontiere, la Comunità Tibetana in Italia rappresentata da Tseten Longhini e Casa Italia Prati. contribuito la Laogai Research.
“Da domani” non potrete dire… non lo sapevo” ha dichiarato Graziano alla stampa. Bravo Graziano !
2008 SEGNALI DI FUMO FREE TIBET ROMA
(La Repubblica, 9 8 2008)
GRAZIANO CECCHINI HA COLPITO DI NUOVO, FUMOGENI E MONGOLFIERE A ROMA
Nuova azione futurista: Graziano Cecchini pro Tibet a Castel Sant’Angelo
INTANTO IL SUO ESTIMATORE VITTORIO SGARBI LO DESIGNA "ASSESSORE AL NULLA" DEL COMUNE DI SALEMI
Roma, 9 agosto. Stavolta l’azione futurista di Graziano Cecchini si è innalzata sul cielo di Roma. Un’iniziativa creata e messa in opera per protestare sul mancato rispetto dei diritti umani in Cina, proprio ad un giorno di distanza dall’inaugurazione dei giochi Olimpici. L’intenzione del performer, ormai noto per le sue iniziative al limite tra l’artistico e il sociale, ha inteso mettere in evidenza il disappunto di gran parte dell’opinione pubblica mondiale, contro la censura della stampa in Cina, dove è noto che, al momento, molti giornalisti, così come circa 50 cyber-dissidenti, si trovano in carcere, e dove numerosi siti che parlano di diritti umani e del Tibet, tra cui anche Amnesty International, sono inaccessibili per la stampa estera che segue le Olimpiadi. Ma non è tutto: il neo futurista ha manifestato anche per i diritti del popolo Karen e per la chiusura del Laogai, i campi di concentramento del regime comunista cinese, dove sono costretti al lavoro forzato sia uomini che donne.
Come riporta una nota dell’Adnkronos a chi gli chiedeva il perché di questa manifestazione, Cecchini ha replicato: ’’Vogliamo far prendere coscienza delle migliaia di condanne a morte che ogni anno avvengono in Cina. Voi volete una nuova Auschwitz? Noi no’’ [..] ’E’ una manifestazione pacifica a favore del popolo tibetano e della liberta’ di stampa in Cina e per i diritti del popolo Karen”. Cecchini, mentre parla, indossa una sciarpa ’’Taka’’, tradizionale simbolo di pace e amicizia tibetana, ma il protagonista è ciò che lui ha pensato e messo in scena ovvero: l’’Obeliscoel sangue e della Liberta’’. Anche questa volta, non è stato solo nell’organizzazione dell’evento poiché vi hanno partecipato la Comunità solidarista Popoli, lo stesso Reporters Sans Frontiers -che da sempre ha denunciato le violazioni della libertà di stampa- Laogai Reserch Fondation Italia, CdIP Casa d’Italia Prati e Rosso Trevi.
In un’intervista rilasciata a Marco Occhipinti per Repubblica Radio Tv, il neo futurista Cecchini in modo provocatorio spiega che tutti vanno a Pechino per battersi per “un pezzo di metallo”; lui, loro, intendono battersi per la giustizia e per sensibilizzare al rispetto dei diritti umani tutti coloro che commerciano con la Cina. Per fare tutto questo Cecchini ha deciso di “oscurare” Castel Sant’Angelo -il più antico carcere di Roma- con dei fumogeni colorati, liberando per l’aria delle mongolfiere pro Tibet. Sessanta metri cubi di elio, alcune mongolfiere di tre metri di diametro, quaranta metri di stoffa per gli striscioni, e il gioco è fatto: la protesta pacifica e futurista si è liberata nel cielo della Città Eterna!
In un gesto pensiero, azione e trasgressione: tanto basta per far si che Cecchini si autodefinisca futurista, e ci avverte: “Non finisce qui. Seguite i segnali di fumo!”. Per la serata di sabato 9 agosto intanto è prevista una “fuga” a Salemi dove, secondo uno stile squisitamente futurista, Vittorio Sgarbi lo ha designato “assessore al Nulla”. Qui, parteciperà al festival «La Creatività anomala», promosso dall’assessorato alla Creatività, alla Comunicazione e ai Diritti Umani guidato da Oliviero Toscani, in collaborazione con l’associazione «Xaipe» (sodalizio che si occupa di scavi archeologici e di promozione culturale). Alle 18,30 lo attende una conferenza stampa al castello normanno-arabo di Piazza Alicia, per spiegare le ragioni della nuova provocazione.
(Francesca Mentella)
2008 FUTURISMO MARINETTI 100 (Anteprima) Ferrara
(Teatro Org, 10 9 2008)
Dal 19 al 21 settembre prossimo, a Ferrara, presso la Sala Estense e la Sala Boldini, avrà luogo la seconda edizione di The Scientist 2.008, video festival internazionale.
La rassegna è curata dall’Associazione Ferrara Video&Arte. Collaborano all’importante evento diversi esperti del settore, oltre a Milano InVideo, Bassano Opera Festival, Coreografo Elettronico (Napoli), Este Edition (Ferrara). Evento promosso infine da Comune e Università di Ferrara, Arci Ferrara, Regione Emilia-Romagna e diverse aziende. Tra le diverse sezioni, video internazionali, videostorici, videodanza, V-Art e V-Art 18, Roby Guerra presenta Futurismo Marinetti 100, anteprima del prossimo centenario della rivoluzionaria avanguardia italiana fondata da Marinetti (20 febbraio 2009).
In programma video di alcuni dei futuristi attivi contemporanei più significativi: ovvero ), Emma Rochester (Australia), Angiola M.Conti (Spagna), Massimo Croce e lo stesso Roberto Guerra. (Contributi nella Sezione futurista anche di Giovanni Tuzet -videopresentazione- scrittore, critico e docente all’Università Bocconi di Milano, di Andrea Forlani e Eugenio Squarcia, noti artisti ferraresi del settore. Partecipazione straordinaria -infine- di Graziano Cecchini (FTM Azione Futurista di Roma) con il video programmatico Futurismo.
(Riccardo Roversi)
2008 GRAZIANO CECCHINI THE SCIENTIST VIDEO FERRARA
(Futurismo 2009 webzine, 31 10 2008)
Per Tiffany Art Club (seconda edizione), la rassegna multimediale curata dal futurista Roby Guerra, in collaborazione con American Bar Tiffany, Sands From Mars e Futurismo 2009 webzines. Nello spazio video della Tazza d'Oro Street Bar di Ferrara, a cura anche dello scrittore Maurizio Tumiati, il 31 ottobre 2008 serata di Halloween: alle ore 20, proiezione video del celebre Graziano Cecchini, un anno esatto dopo lo storico blitz a Roma (la Fontana di Trevi colorata di rosso.) Con un sol gesto Cecchini bucò i media, riportando il Futurismo in prima pagina, scatenando proteste affrettate. Subito, infatti si scoprì che era un innocuo colorante.... Poi il nuovo Futurismo Rosso Trevi, grazie anche al coraggioso appoggio di Toscani, Sgarbi e Radio Radicale è esploso: Piazza di Spagna, Fiera del Libro di Torino, lo storico caffè letterario Le Giubbe Rosse a Firenze, il Futurismo dei Diritti Umani (Segnali di Fumo) a Castelgandolfo per il Tibet (e in Birmania in prima linea al fronte!) contro la Cina, ecc. Ora Graziano Cecchini è Assessore al "nulla" a Salemi con lo stesso Sgarbi sindaco e Toscani. A distanza di un anno abbiamo scambiato alcune parole con il più celebre futurista contemporaneo: presente tra l'altro recentemente a Ferrara con il video Futurismo nel video festival internazionale The Scientist 2008. "Ormai ci siamo, il centenario è dietro l'angolo e un anno fa la Fontana Rossa...". "Marciare ... per non morire, lottare per non marcire ...scrissi nel primo volantino di Azione Futurista; 'Vandalo' scrissero e dissero, invece Il futurismo rende possibile l'impossibile; quel 19 ottobre a me è successo! ( G. Cecchini )
Che cosa è il Futurismo, Oggi?... " Lasciare attaccare i passatisti, i fischi (mi) ci inorgoglisce. Repubblica e compagnia cantando..., dovrebbero occuparsi del Tibet, dei Karen e situazioni simili (ben diversa Radio Radicale): il Futurismo è pensiero rapido + azione ... non essere seduti a una scrivania ma esserci, sentire ancora Marinetti, Boccioni, Sant'Elia. ( G. Cecchini )
Hai partecipato a Ferrara a un anteprima del centenario..." Nel 1929, Marinetti per le celebrazioni dell'Ariosto fece una grande conferenza sulle Mura della Città, Govoni era un grande poeta: a settembre sono stato lusingato dall'invito del futurista ferrarese Roby Guerra e di Vitaliano Teti: ho partecipato con il clip programmatico Futurismo, che non a caso si chiude con la parola libera animata Futurismo 100 e +. Oltre a Guerra sono in contatto con gli scrittori Maurizio Ganzaroli e Alberto Canetto, oltre a Sgarbi naturalmente. Ferrara è futurista! ( G. Cecchini ) Torniamo al Centenario, a Roma, Salemi, Sgarbi e Toscani... " Per dirla anche con Sgarbi, ci saranno eventi o atti che ...rendono vitali un luogo- Roma e l'Italia del 2000- come avvenne ad esempio proprio con il rosso della Fontana di Trevi. Anche i miei amici futuristi ferraresi parteciperanno" Futurismo Rosso Trevi Anno I - Verso il Centenario....
2008 FREE TIBET FREE KAREN TRAPANI
(Exibart, 18 12 2008)
Trapani - dal 19 al 22 dicembre 2008
Graziano Cecchini - Violazione dei Diritti Umani in Birmania
PALAZZO RICCIO DI MORANA - GALLERIA DOMENICO LI MULI
TRAPANI – Domani venerdì 19 dicembre alle 12,00 a Trapani a Palazzo Riccio di Morana conferenza stampa-inaugurazione della mostra fotografica dell’artista Graziano Cecchini sulla violazione dei Diritti Umani in Birmania; si tratta di 50 foto realizzate nel corso di un viaggio fatto tra agosto e settembre 2008 quando, assieme ad altri italiani, è entrato clandestinamente nel paese asiatico governato da una giunta militare
«Sono foto – spiega Graziano Cecchini, assessore al Nulla nella giunta di Vittorio Sgarbi a Salemi – che raccontano le violenze della giunta militare e la sofferenza del popolo Karen»
All’inaugurazione, oltre allo stesso artista prenderà parte l’assessore alla Cultura Maria Giovanna Maglie e il presidente della Provincia regionale Girolamo Turano
A Palazzo Riccio di Morana le foto resteranno esposte fino a lunedì 22 dicembre. Successivamente la mostra sarà ospitata nei comuni di Gibellina, Calatafimi-Segesta, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Mazara del Vallo e Salemi.
Scheda sui Karen
E’ una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano (circa sei milioni su una popolazione di 44 milioni di abitanti), lottano dal 1949 contro il governo centrale di Rangoon per ottenere l’indipendenza e preservare la loro identità.
Originari delle steppe della Mongolia e degli altipiani del Tibet, i Karen arrivano nei territori che oggi costituiscono la Birmania dopo una lunga migrazione durata duemila anni. Nella loro discesa a sud scoprono i grandi fiumi Irrawaddy e Salween che si insinuano attraverso gli ultimi contrafforti della catena himalayana. Primi abitanti delle vaste pianure situate all’estuario di questi fiumi, vi si insediano nel 730 Avanti Cristo vivendo in pace per due secoli, fino all’arrivo dei Birmani che invadono le terre dei Karen costringendoli a rifugiarsi sulle montagne al confine con il Siam (l’odierna Thailandia).
Inizia lo scontro tra i due popoli. Le pianure conquistate dai Birmani sono fertili, le montagne dei Karen non offrono molte risorse. La frattura si fa via via più profonda nei secoli a seguire. Durante il periodo coloniale britannico avviene la cristianizzazione di una parte della popolazione Karen per opera di missionari battisti. L’eredità dell’evangelizzazione si evidenzia in un 30% di Karen tutt’ora fedeli al Cristianesimo.
Quando nel 1947 l’Inghilterra lascia la Birmania, il primo responsabile politico del nuovo paese, il Generale Aung San, propone una costituzione che prevede entro i dieci anni successivi il diritto di ogni gruppo etnico a separarsi dall’Unione e di ottenere piena indipendenza. Il disegno non viene realizzato, perché Aung San viene assassinato durante un colpo di stato che porta al governo una giunta militare che ben presto provoca la reazione armata dei Karen e delle altre etnie. Da allora, i popoli delle montagne hanno combattuto senza sosta per l’indipendenza. I Karen hanno condotto la loro lotta rinunciando per ragioni etiche ai facili guadagni derivanti dal traffico di droga, a cui si oppongono con esemplare rigore.
(Nino Ippolito)
2009 CENTENARIO DEL FUTURISMO FERRARA
FUTURISMO 100 LIVE CON GRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI
(Teatro Org, 23 1 2009)
Centenario del Futurismo, “live” in Ferrara, proprio nel fatidico 20 febbraio (1909-2009). E un centenario a quanto pare unico, fra le infinite attuali celebrazioni tutte encomiabili. Con dediche ovviamente a Marinetti, ma anche a Majakowskij, a Enzo Benedetto (il principale promotore del futurismo post1944 con la rivista “Futurismo Oggi). Non è proprio una celebrazione a Ferrara: anzi con futuristi attuali contemporanei, vivi e vegeti e ultraproduttivi, alcuni molto celebri. Graziano Cecchini (Rosso Trevi), Antonio Fiore, il transumanista epistemologo Riccardo Campa, Baldo Savonari, Valerio Zekkini, i cyberpunk scrittori del gruppo Connettivista (Marco Milani, Giovanni De Matteo, Sandro Battisti), il giovane intellettuale e scrittore neofuturista Giovanni Tuzet (docente alla Bocconi di Milano), il videomaker Filippo Landini, persino un video-omaggio ai celeberrimi Kraftwerk, maestri futuristi della techno-generation. Oppure simpatizzanti, il noto poeta Paolo Ruffilli su tutti.
In carne ed ossa, alcuni via audio, alcuni via video, un intervento futuristissimo a sorpresa annunciato dallo stesso Cecchini. Un centenario, questo di Ferrara, in sinergia proprio con FTM Azione Futurista, Salemi/Trapani, patrocinato dal Comune di Ferrara e a cura di Roberto Guerra e dell’Associazione Culturale Ferrara Video&Arte . Coinvolgimento delle riviste futuristiche attualmente attive, cartaceee e nel web, vale a dire “La Voce Futurista”, “Futurismo 2009” , “Sands From Mars” (del blogger scrittore Maurizio Ganzaroli), “Divenire Transumanista” (diretta da Riccardo Campa e Emmanuele Pilia), “Next” (Connettivisti).
(Riccardo Roversi)
2009 IL COMPLEANNO DEL FUTURISMO FERRARA
(L'Asino Rosso, Giornale blog di Ferrara, 22 2 2009)
LA BEFFA DI GRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI
Venerdì sera 20 febbraio 2009, presso la Sala Estense di Ferrara, si è tenuta la festa di compleanno del centenario del futurismo, perché come ha detto Graziano Cecchini: “le ricorrenze sono per i morti, e il futurismo, invece, è più vivo che mai, in continua evoluzione, espansione e divulgazione”.
Alla sala, sono arrivate un buon numero di persone, per una città addormentata come Ferrara sembra quasi, (anzi lo è) un grande successo.
E il centenario di Ferrara è stato segnalato persino evidenziato su RaiDue Palco e Retropalco speciale il Futuro del Futurismo alla vigilia lo scorso 19 2! (Oltre ieri a Telestense, Estense Com, tutta la rete futurista su Internet, i siti connettivisti, transumansiti e siti prestigiosi Teatro Org, ExitBar, Style Life, SuperEva ad esempio, tra tantissimi.
Nelle città di Roma, Milano, e Torino si sono tenute manifestazioni, giochi di luce, laser, pirotecnie, concerti, mostre e altro ancora, ma persone come Graziano Cecchini, in prima linea a dimostrare che il futurismo ha ancora qualcosa da dire, ha snobbato, tutte queste manifestazioni, che suonavano come la festa della befana, ricorrenze appunto che solo 24 ore dopo, non meritavano neppure di essere menzionate sui quotidiani, ed è venuto a Ferrara. Nella città più addormentata d’Italia, ma che da anni si cerca di smuovere.
Nessuno ci credeva che sarebbe venuto, e invece è stato qui, accompagnato da persone come: Riccardo Campa, Stefano Vaj, Paolo Ruffilli, Baldo Saponari, Lamberto Donegà, Maurizio Ganzaroli, Giulia Fontanini, Filippo Landini (e altri) invitati da Roby Guerra, che da anni cerca di risvegliare la bestia morente. Forse una nuvole di polvere di secoli, si è smossa, forse no, solo il tempo lo dirà, ma non per questo bisogna smettere di provarci. Graziano Cecchini continua a beffare e a fersi le beffe di tutti quelle belle addormentate che si credono istituzioni, di tutti quei morti viventi che fingono di avere ancora aliti vitali dentro le loro povere stanche ossa in questa Italia, che sempre di più diventa un paese di vecchi mentali, e arretratezze spirituali che inaridiscono sempre di più.
Forse per una volta almeno alla domanda: cosa c’è a Ferrara? Non si è potuto rispondere come sempre: Niente!
(Maurizio Ganzaroli)
2009 FREE TIBET FREE KAREN LA VITA NON E' SOLO COLORE SALEMI
(Sicilia on line, 11 4 2009)
GRAZIANO CECCHINI E VITTORIO SGARBI
futurismo dei diritti umani oggi a Salemi (Karen, la vita non è solo colore)
Si tratta di 50 foto realizzate nel corso di un viaggio fatto tra agosto e settembre 2008 quando, assieme ad altri italiani, è entrato clandestinamente nel paese asiatico governato da una giunta militare.
”Sono foto – spiega lo stesso Cecchini, assessore al Nulla nella giunta di Vittorio Sgarbi a Salemi – che raccontano le violenze dei militari e la sofferenza del popolo Karen».
Quella dei Karen è una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano (circa sei milioni su una popolazione di 44 milioni di abitanti), che lotta dal 1949 contro il governo centrale di Rangoon per ottenere l’indipendenza e preservare la sua identità.
OGGI 11 APRILE 2009 a Salemi (Trapani) Graziano Cecchini presenta la mostra reportage fotografica “Karen, la vita non è solo colore”, reportage realizzato lo scorso settembre in Birmania da Cecchini quasi al fronte con i Karen (assieme a diverse associazioni umanitarie), oppressi da anni dalla dittatura birmana. Il reportage dal vivo (a suo tempo trasmesso da Radio Radicale) suggellò la campagna artistico-sociale lanciata dal futurista contemporaneo più celebre e coraggioso l'estate scorsa stessa Free Tibet Segnali di Fumo. L'evento, presso la Chiesa di San Giuseppe, è a cura del Comune e la Città di Salemi, della Provincia di Trapani, con conferenza stampa (ORE 17.30)oltre a Cecchini del sindaco di Salemi, il noto ferrarese e critico d'arte Vittorio Sgarbi accompagnato dalla giornalista Maria Giovanna Maglie, il presidente della Provincia di Trapani Girolamo Turano, l’arciprete di Salemi Salvatore Cipri, e il vescovo della diocesi di Mazara del Vallo Domenico Mogavero.
GRAZIANO CECCHINI “La mostra è un racconto fotografico della Birmania e dei diritti umani violati – Dal comune atipico di Salemi, in qualità di Assessore al Nulla, ho voluto sottolineare attraverso l’arte, tutto ciò che la gente non vuole vedere sulla situazione birmana”
2009 E-BOOK DEI MANIFESTI FUTURISTI CONTEMPORANEI
FERRARA ROMA
(H+ Magazine, Associazione Italiana Transumanisti - AIT)
Dopo l'e-book delle biografie dei futuristi contemporanei, Futurist Editions On Line completa l'operazione editoriale con l'e-book complementare "Trans-Futurismo": i manifesti dei gruppi neofuturisti intervenuti a Futurismo 100 Live di Ferrara. Ovvero Azione Futurista, Connettivisti, Transumanisti, La Voce Futurista, Postcontemporanei, ed anche i più giovani Transavveristi e gli ultimi futuristi ex Futurismo Oggi di Enzo Benedetto, Francesco Grisi e Luigi Tallarico.
Nel nuovo e-book, che si avvale delle prefazioni autorevolissime degli stessi Riccardo Campa e Paolo Ruffilli, sono presenti i manifesti degli stessi Graziano Cecchini Rosso Trevi, il leader indiscusso del Nuovo Futurismo; ancora il promotore futurista ferrarese Roby Guerra, di Alessio Brugnoli e Armando Di Carlo, tra i primi attivi su Internet, dei Connettivisti della new wave italiana di fantascienza (Battisti, Milani e De Matteo); naturalmente dell'ala più scientifica- i Transumanisti futurologi dello stesso Campa e Stefano Vaj - del Futurismo attuale. Inoltre, i manifesti dei futuristi attivi quasi storici come Antonio Fiore Ufagrà, Baldo Savonari (Terzo Futurismo, 1986) lo stesso bolognese Valerio Zekkini, poeta musicista e saggista. Inoltre i giovanissimi Balducci e Rocchi (Transavverismo quasi neodecadenti) ed il primo a promuovere il Futurismo in Rete (2005) ovvero Antonio Saccoccio.
Infine anche il gruppo aperto ferrarese: oltre a Guerra, Vitaliano e Marco Teti di Ferrara Video&Arte (il gruppo che ha rilanciato la Video Art a Ferrara con la rassegna "The Scientist"), gli scrittori postfuturisti Lamberto Donegà, Riccardo Roversi e Maurizio Ganzaroli.
L'e-book segnala il rilancio concreto del futurismo postcentenario stesso: tra Ferrara stessa protagonista con Roma e Salemi del Leader Rosso Trevi, ma pure praticamente tutta Italia con più generazioni di futuristi (noti e meno noti) trasparentemente operativi e interfacciati.
2009 L'ARTE NON SI PROCESSA
(Fare Futuro, 5 2009)
Dopo la condanna di Graziano Cecchini per le palline di Trinità dei Monti
Se da queste parti fossimo avvezzi alla teoria del complotto, diremmo che non è un buon segnale quando gli artisti finiscono in carcere. Ma, di sicuro, la condanna inflitta a Graziano Cecchini, il futurista di “Rosso Trevi” nonché assessore al Nulla della giunta “pazza” di Vittorio Sgarbi in quel di Salemi, non nasce da una volontà censoria e repressiva. Ma, molto probabilmente, si iscrive nella categoria kafkiana del grottesco.
“Interruzione di pubblico servizio”, si legge così nella motivazione del giudice che ha condannato a otto mesi di reclusione Cecchini che, ricordiamolo, è il futurista-situazionista che ha stupito il mondo e (ri)svegliato un po’ tutti con le sue performance dal torpore della stagione veltroniana. Otto mesi di carcere perché le palline colorate lanciate dalla scalinata di Trinità dei Monti nel gennaio dello scorso anno avrebbero “impedito” il passaggio di due autobus. Va da sé che per lo stesso motivo dovrebbero essere denunciati e incarcerati, in una qualsiasi città italiana, migliaia di automobilisti, di pedoni, di ambulanti abusivi e così via.
Per quale motivo la società, dunque, dovrebbe essere risarcita da Cecchini? Forse perché la sua opera ha proprio ridato vita ai monumenti, e lo ha fatto senza violarne o sconvolgerne la natura? E, sopratutto, senza fare danni. Ma con il rispetto - un po’ sfacciato e, diciamolo, futurista - che si deve a una “signora” di una certa età, la cui bellezza ancora intatta aveva bisogno però di nuovi “stimoli”?
Del resto, si perdonano i writer, i caciaroni dei centri storici, i (più che discutibili) fricchettoni che tambureggiano a qualsiasi ora della notte, e poi si mette in gabbia un artista che (soprattutto in tempi così magri di talento) è riuscito comunque a conquistare la prime pagine dei giornali di tutto il mondo ponendo Roma e l’arte al centro del dibattito nel nome della più grande avanguardia del Novecento.
Cecchini, comunque, non si scompone per la notizia. Anzi, rilancia: «Apprendo con grande gioia la notizia di questa condanna perché mi fa capire ancora di più la necessità di impegnarmi per la vera giustizia». E ha dato subito appuntamento a tutti, giudice compreso, il primo maggio a piazza Venezia: presentissimo! per una manifestazione itinerante a favore dei diritti umani.
Come si può notare, quindi, niente vittimismo o denuncia del rischio regime. Ma, questo sì, un invito al buon senso. A considerare il fatto che, in un momento di grande tensione sociale, proprio un artista finisca rinchiuso in carcere, non è certo un segnale di distensione e di incoraggiamento. Rientra, invece, in quel vizio tutto italiano che si chiama burocrazia.
Per cortesia, allora, giù la mani da Graziano Cecchini. (E pure dalle sue “palle”!).
(Antonio Rapisarda)
2009 REATO DI FUTURISMO ITALIA
(Il Domenicale, 9 5 2009)
Firmate per Graziano Cecchini, cecchino futurista & fu-turista!
Condannato per aver fatto ritardare l’autobus, l’allegro pallinaro di Trinità dei Monti merita il nostro sostegno. Perché mostra la pochezza di molti e l’insipienza di troppi: il suo gesto provocatorio è migliore di certa arte contemporanea nata morta
Graziano Cecchini è stato condannato il 26 aprile scorso dalla magistratura italiana a 8 mesi di reclusione per “interruzione di pubblico servizio”. Il 16 gennaio 2008 aveva lanciato lungo le scalinate di Trinità dei Monti 500mila palline colorate, rotolanti fino a piazza di Spagna tra lo stupore divertito dei passanti. Il “pubblico servizio” interrotto consiste in due autobus che hanno dovuto attendere per 20 minuti che la strada venisse sgombrata dalle rimbalzanti palline.
Per quale reato è stato effettivamente condannato Cecchini? Paolo Corsini, giornalista e presidente dell’associazione Lettera 22 (.www.associazionelettera22.info), è stato il primo e più deciso, pur asserendo pieno rispetto per l’indipendenza dei giudici, a ipotizzare un “reato di futurismo”: «La condanna appare ridicola e assurda, specie se paragonata alla benevolenza usata contro i sedicenti writers, che imbrattano monumenti e palazzi storici, alla impunità di cui godono i vandali [...] sorge il sospetto che il reato contestato a Cecchini sia quello di futurismo, e questo proprio nel momento in cui il centenario del movimento marinettiano viene celebrato, finalmente, in maniera bipartisan».
Vittorio Sgarbi, da sindaco di Salemi in Sicilia, già aveva nominato l’artista Graziano Cecchini assessore al Nulla. Dopo la condanna gli ha conferito anche le deleghe alla Giustizia. Infatti secondo lui Cecchini ha il merito d’aver agito in nome del Futurismo e anche del Fu Turismo: già quando nel suo esordio in pubblico del 2007 aveva tinto di rosso la Fontana di Trevi, a dire di Sgarbi, anziché essere riprovato «avrebbe dovuto invece essere premiato per avere fatto l’opera d’arte più importante in Italia, e riconosciuta al mondo, del Nuovo secolo e millennio: l’ arrossamento della Fontana di Trevi, finalmente tornata alla vita (d’altra parte, le mestruazioni, ne sono il segno) dopo essere stata soffocata dal turismo».
Il Domenicale ha deciso di lanciare una raccolta di firme (sottoscrivere su info@ildomenicale.it) in favore di Graziano Cecchini, colpito da accanimento giudiziario. Cecchini è artista a volte stravagante ma di talento incoercibile e noto (il suo sito è www.futurzig.it). Nel suo gesto ci riesce impossibile cogliere qualcosa di peggiore e di diverso da un manifesto ottimista, nonché indubbiamente sarcastico nei confronti delle odierne avanguardie impettite, che ammiccano al mercato a colpi di collage. Un gesto, sì, futurista, che nell’anno celebrativo del Futurismo avrebbe potuto indurre a un giudizio più aperto. Soprattutto nel momento in cui artisti che vanno per la maggiore affermano la coincidenza dell’Arte col suo farsi nell’Evento.
Firmate per Cecchini. Meglio le sue allegre palline dei bambini impiccati e degli asini, sia impagliati che raglianti.
2009 FUTURISMO 100 CATANZARO
(Catanzaro Informa on line, 23 5 2009)
"IL FUTURISMO NON VA RICORDATO.. E' VIVO E VEGETO... IO A FERRARA HO FESTEGGIATO (IL 20 2 SCORSO) IL COMPLEANNO DEL FUTURISMO!
NESSUN ANNIVERSARIO! I CRITICI SONO DEGLI IMBECILLI!"
GRAZIANO CECCHINI A FUTURISMO 100 CATANZARO
Vittorio Sgarbi l'ha definito un ''erede dei futuristi” e, in qualità di sindaco di Salemi, l'ha nominato assessore al ''Nulla'. Il romano Graziano Cecchini è entrato nella storia per aver colorato di rosso la Fontana di Trevi nel segno di una provocazione artistica senza confini. Cecchini è stato ospite dell'associazione culturale ''Nuova Era' che oggi 23 maggio 2009 - in occasione di un aperitivo culturale in programma alle ore 18 presso il cocktail bar Z-One su Corso Mazzini a Catanzaro - ha festegiato i suoi primi due anni di vita. ''L'arte e l'azione...Contro il grigio comune', questo il titolo dell'incontro - organizzato in collaborazione con il gruppo di ''Gioventù italiana' - che vedrà come protagonista il cinquantacinquenne cultore dalla vita alquanto bizzarra.
Figlio di un operaio, si è fermato alla licenza media, è stato ex lavapiatti, ex body guard ed è diventato direttore di un ristorante dopo esservi stato assunto inizialmente come l'ultimo dei camerieri. Ma Cecchini ha avuto anche rapporti burrascosi con la politica e da fervido FUTURISTA oggi non si riconosce in alcun sodalizio di destra o di sinistra. Negli anni '70 è stato uno dei responsabili dei ''volontari nazionali', il servizio d'ordine del Msi, guidato da Giorgio Almirante. E'poi diventato portavoce dell'associazione ''Fratelli Mattei' e si è iscritto al Partito di An. Da uomo libero ha poi dato sfogo agli elementi essenziali del manifesto di Azione Futurista: coraggio, audacia, ribellione. Passato in pochi giorni dalle accuse di vandalismo alle esaltazioni artistiche, Cecchini ha agito contro l'arroganza del potere riproponendo la dinamica del movimento e la scomposizione della velocità. Rosso Trevi è stato un attacco violento allo sperpero rappresentato dal Festival del Cinema di Roma, da lui considerato solo ''un'esaltazione del mercato'. Da Trinità dei Monti sempre a Roma ha lanciato in seguito cinquecentomila palline colorate fino ai piedi della Fontana di Piazza di Spagna. A Firenze ha fatto sfilare quattro ragazze seminude, dipinte di diversi colori, e ha mostrato cartelloni contro il sindaco che voleva la costruzione nel centro storico della tranvia. Alla Fiera del libro di Torino ha fatto irruzione con dei cannoni pieni di coriandoli. Pochi giorni fa è tornato dalla Birmania dove ha portato il suo sostegno personale per la libertà del popolo Karen. Al tempo stesso ha ricevuto la notizia della condanna a 8 mesi di reclusione per interruzione del pubblico servizio a causa delle famose palline ''futuriste'. Risultato: Cecchini si candida alle europee per la lista di Storace e Lombardo nel collegio del Nordest e ottiene la delega alla giustizia dal sindaco Sgarbi. Quali sono i confini che separano l'arte dal vandalismo e la libertà d'espressione dal vilipendio? Tutto questo nell'incontro con un intellettuale sui generis capace di trasformare qualsiasi incursione in un evento.
(Domenico Iozzo)
2009 ARA PACIS? ROMA
(L'Asino Rosso giornale blog Ferrara, 31 5 2009)
ComunicazionEversiva AzioneFuturista entra in campo
Roma, 2009-05-30 100esimo del Futurismo
Azione Futurista
Rieccoci,…. Sempre Ribelli contro tutti e tutto.
Lunedi 1 giugno 2009 ore 10 Piazza San Carlo al Corso Roma
Performance futurista.
«Roma mi fa pensare a un uomo che si mantenga mostrando ai viaggiatori il cadavere della nonna» così, poco meno di un secolo fa, scriveva Joyce, così ancora oggi la capitale della partitocrazia esibisce le “vecchie grazie”, si indigna e arriccia il naso di fronte all’indecenza di certi gossip, nella speranza di fare bella figura e di non doversi misurare con i problemi reali del Bel Paese in fin di vita…
Lo status quo della classe dirigente italiana assomiglia alla bella favola di Biancaneve e i 7 nani, con il cavaliere nero al posto di Biancaneve che ruba i lettini dei nani per riposarsi un po’ dopo la fuga dalla strega cattiva… e i nani che, timidamente, si fanno convincere ad andare a lavarsi le mani in cambio di una cenetta profumata…
E che dire di Cucciolo, che risiede proprio qui a Roma, sul bel colle capitolino? Succeduto al buon Dotto che cambiamenti ha portato?
A noi… pare nessuno!
Ma Roma, che 2 anni fa arrossì in Fontana di Trevi per l’indecenza, questa volta reale, della disoccupazione, delle morti sul lavoro, dell’emergenza casa e degli sprechi; Roma cui rimbalzarono le palle a Trinità dei Monti per l’inconcludenza dei partiti al governo… di tutti i partiti… Roma oggi chiede risposte a questi politici stitici di idee!!!
Allora apriamo gli occhi e ammettiamo che la Nazione della cultura universale si è ormai ridotta, dopo anni di politica del cesso, al cesso della politica!
Io noi futurismo
Le nostre macchie di colore in libertà vi tumuleranno
RossoTrevi colpisce ancora
noi cani senza lacci ne padroni
NTERVISTA A GRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI
ROSSO TREVI: SILVIO BERLUSCONI?
Graziano Cecchini “IL CAVALIERE E' un Uomo molto intelligente ma circondato da Imbecilli!”
ROSSO TREVI: DARIO FRANCESCHINI?
Graziano Cecchini “ Dario Franceschini? Un fossile demcoristiano. Quando fa l'artista ridicolo, persino lo pubblicano come scrittore! Un democristiano e basta nel Dna, già estinto!”
ROSSO TREVI: IL FUTURISMO OGGI?
Graziano Cecchini “Da Roma a Parigi a Ferrara a Salemi...a Cracovia... siamo ritornati! Dalla Fontana Rossa a Ferrara Futurista dove abbiamo rilanciato il Futurismo (ne ha parlato anche Rai Due ne Il Futuro del Futurismo..lo scorso 19 2!) a Salemi con l'amico Vittorio, ferrarese, ai miei amici scienziati transumanisti (Riccardo Campa) abbiamo rilanciato il Futurismo come Avanguardia Italiana degli anni duemila. Anche con molti giovani, guardate le webzine Futurismo 2009, Sands From Mars, un net quotidiano L'Asino Rosso, la Voce Futurista è persino una Televisione, la prima Tv futurista! Facciamo video festival internazionali, diffondiamo il virus del Futurismo dei Diritti Umani, Contro le ultime dittature comuniste nel mondo. Per la libera informazione in Italia: Corriere degli Zombies e la Repubblica delle Banane ci censurano, ma sono solo dei parameci rossi,un insulto vivente persino a Majakowskij!!! Abbiamo band techno pop e artisti giovani (Rebecca, Insintesi e molti altri). Scrittori celebri come Paolo Ruffilli ci appoggiano. Abbiamo edito libri e ebook. Siamo tornati al 100%! Dobbiamo solo spazzare via una classe politica (destra e sinistra e centro) mummificata che costano al popolo più di Tutankamen. Da Roma a Ferrara a Salemi, dobbiamo sostituirli con macchine pensanti, con le nuove tecnologie. I netbook bastano per molti di loro! E Internet dev'essere gratis per tutti gli Italiani! Noi siamo il Futurismo Rivoluzionario dell'era di Internet! Domani a Roma premo il pulsante della prima atomica poetica (!!!) del Futurismo Rosso Trevi ed equipe non stop!”
( A cura di Roberto Guerra, futurista)
2009 ARA PACIS? ROMA
(Corriere della Sera, 1 6 2009)
"IO NON C'ENTRO MA AZIONE BELLISSIMA" GRAZIANO CECCHINI
La teca del Museo dell'Ara Pacis, a Roma, è stata imbrattata nella notte con alcuni palloncini contenenti vernice verde e rossa. Sul lato dello sfregio, dalla parte interna verso via Ripetta, la polizia ha rinvenuto anche un water e 2 pacchi di carta igienica. L'Ama è stata subito allertata per ripristinare al più presto le condizioni del muro. A quanto si apprende dalla Questura, per il momento non è stata registrata alcun tipo di rivendicazione del gesto.
OPERA CONTESTATA - La bianca teca, progettata da Richard Meier, che contiene l'antica Ara Pacis laddove un tempo sorgeva l'edificio creato da Morpurgo, è un'opera a lungo contestata nella Capitale: dapprima da Vittorio Sgarbi, quindi dallo stesso sindaco Gianni Alemanno, che poco dopo la sua elezione in Campidoglio aveva promesso «La rimuoveremo», ma si era poi corretto sostenendo di essere stato frainteso. Non è ancora chiaro se il danneggiamento con vernice sia un'azione dimostrativa: il lancio sarebbe avvenuto poco prima dell'alba, senza testimoni. Le telecamere che sorvegliano l'area avrebbero filmati tre individui incappucciati.
FUTURISTI IN AZIONE - Secondo Graziano Cecchini, interpellato dalla Questura sui possibili autori del gesto, «quest'azione è un sussulto di vita in una cittá abbastanza morta o mortifera». Secondo l'artista e perfomer neo futurista, protagonista di clamorosi episodi come la colorazione di rosso della Fontana di Trevi e il rovesciamento di 500 mila palline di plastica sulla scalinata di piazza di Spagna a Roma, «la decantata nuova Roma non si è ancora vista, questa è ancora la Roma veltroniana. Questa azione non è che un gioco di colori che è stato fatto e che trovo abbastanza apprezzabile, soprattutto in una giornata grigia come questa».
Cecchini lamenta che «la Questura si rivolge a me per qualsiasi episodio di questo genere, ma io non parlo neanche sotto sotto tortura. Sono stato sul posto, ci sono almeno 5 telecamere, una ad ogni angolo della teca. Se hanno le prove che sono stato io le tirino fuori, altrimenti rendano conto delle spese inutili che sono state fatte. Evidentemente non c'è solo la Salerno-Reggio Calabria tra le spese che non funzionano ma anche le telecamerine». E auspica di poter partecipare «a un prossimo convegno con assessori alla cultura e sociologi, per discutere dei problemi della Roma di oggi e di qual è la situazione».
2009 FUTURISMO SOCIALE
(L'Altro 5 6 2009)
BIENNALE? LA VERA ARTE LA FIRMA CECCHINI
Angela Azzaro intervista Graziano Cecchini
«Ciao compagno» gli dico alla fine dell’intervista dandogli una pacca sulla spalla. E lui senza scomporsi rilancia: «Tu scherzi. Ma qualche anno fa ho fatto una foto con il saluto fascista e la maglia del Che. I miei si sono incazzati. Ma io gli ho risposto che devono studiare di più». Graziano Cecchini, 55 anni, è l’artista (futurista) che in questi anni è riuscito di più a far parlare di sé e dell’arte. Non solo nel nostro Paese. La sua esposizione mediatica lo ha portato a essere uno degli italiani più famosi all’estero. Le ragioni ci sono tutte. Provocatore, vulcanico, personaggio di confine. Da quando ha tinto di rosso Fontana di Trevi non si è più fermato. Spiazzamento dopo spiazzamento. Anche durante l’intervista non è da meno. Cita Togliatti e la rivoluzione socialista e solo a intervista finita ci ricordiamo della svolta di Fini: «Io mi incazzo quando dicono che è un traditore. Per essere un traditore uno ci deve aver creduto. E lui non ci ha mai creduto». In che cosa? Nel fascismo naturalmente. Quello di sinistra. Fasciocomunista. Se ci incontriamo infatti non è un caso. Sembra
interessato al progetto dell’Altro. Ma non solo. «Se Sinistra e Libertà me lo avesse chiesto mi sarei candidato con loro». Lo ha fatto la Destra di Storace, in Sicilia, alleata con il Movimento per l’autonomia di Lombardo. Ma non parlategli di destra, perché a lui quella parola fa schifo. «Io glielo ho detto a Storace: ma che cosa vuol dire?!». Ma torniamo alla rivoluzione. A lui interessa quella artistica e quella Fiumana. Ci sta provando a rifarla con Sgarbi a Salemi, il comune dove il critico d’arte è sindaco e dove Cecchini è Assessore al Nulla con delega alla Giustizia: «Ti rendi conto, alla Giustizia, io che sono pluripregiudicato!». Con loro c’è pure Oliviero Toscani. L’ultima che si sono inventati è l’idea di realizzare un Casino-Casinò. Intanto ha lanciato l’ennesima provocazione. Mentre la Biennale di Venezia parte stancamente, con finte polemiche e performance per addetti ai lavoratori (i manichini buttati in piscina di Cattelan e Pistoletto che se la prende con gli specchi), lui o chi per lui ha tinto di rosso e verde la teca dell’Ara Pacis. Lo ha fatto non per pochi iniziati, ma creando un pandemonio. Come quando ha inondato di rosso la Fontana di Trevi. La sinistra sfilava sul red carpet della Festa del cinema di Roma, silente davanti ai milioni buttati all’aria da Veltroni, lui protestava con arte creando un caso internazionale. Non possiamo negarlo, fascista o non fascista, molti di noi lo hanno invidiato. «Ma perché? Io lo ho fatto anche per te. Per il popolo».
Insomma, ma l’azione dell’Ara Pacis, per protestare contro la Teca di Meier, è stata o no opera di Graziano Cecchini?
“Me la rivendico fino in fondo, sia intellettualmente che artisticamente. Hanno usato i colori giusti che non hanno danneggiato l’opera. Posso dire di aver fatto scuola. Sono stati visti cinque ragazzi. Spero ci fossero una coppia gay, una lesbica, una ragazza etero e uno o una che non ha ancora deciso che cosa essere. I palloncini in realtà erano dei preservativi. Un atto di trasgressione contro una società che ci richiama in tutti i modi all’ordine. Ormai non ci si può più neanche masturbare!”.
Perché allora la candidatura con una forza politica reazionaria?
“Mi ha attirato la parola autonomia… Ma guarda, secondo me, questi agglomerati elettorali sono come degli autobus, uno ci deve salire su sperando di essere eletto per poi fare quello che vuole. Dico ai giovani di fare così. Sul
mio sito ho messo due manifesti elettorali di Sinistra e Libertà. Mi piacevano, li ho messi. Qualcuno mi ha detto: ma come? quelli sono di Vendola. E io: che problema c’è!?”
Il dialogo tra opposti?
“Se continuiamo con le logiche di abbattimento, alla fine non costruiremo mai niente. E’ come la tela di Penelope, si disfa sempre. Penso per esempio che a voi il concetto comunitario possa interessare…”
Noi chi? Anche qui un bel casino… Ma in che senso comunitario?
“Penso a Fiume. La Carta del Carnaro: sesso droga e rock and roll. Lì un gruppo di intellettuali capeggiati da un poeta diedero vita a cose mai viste, contro il potere della burocrazia. Gramsci ne sottolinea la valenza sociale. Dobbiamo riuscire a sbloccare in concreto la liturgia ideologica, da una parte e dall’altra. Troveremo tanti punti di contatto pur conservando le priorità della basi ideologiche. Lo voglio dire a Bertinotti: Fausto ma perché parli di una grande sinistra? Parliamo di un progetto. Se è forte saranno in molti a seguirlo, a prescindere dalla schiera di provenienza. Mi viene in mente Togliatti…”
Togliatti?
“Se avessimo realizzato la pace che lui chiedeva subito dopo la seconda guerra mondiale, quando capì che non poteva mandare tutti i fascisti in galera, non ci sarebbero stati gli anni 70 e oggi non avremmo Berlusconi al potere. E’ stata sbagliata la logica di eliminare fisicamente l’avversario. Ma oggi la politica è diventata bisessuale. La Russa sta in una forza politica che rivendica l’antifascismo però poi ricorda, a seconda della convenienza, i ragazzi di Salò. Non si può parlare di antifascismo a chi ha perso i figli durante gli anni 70. La stessa cosa non si può fare con chi li ha persi dall’altra parte, parlando di anticomunismo. Chi ha fatto la lotta armata con le Br o altre formazioni ed è finito in galera, rispetta me, capisce il mio discorso. Io capisco e rispetto loro.”
Torniamo all’Ara Pacis. Perché proprio quel monumento?
“I cinque ragazzi hanno voluto dimostrare il divario che esiste tra il popolo e la politica, tra le promesse elettorali e i fatti. Alemanno aveva promesso che avrebbe rimosso la Teca e invece non ha fatto nulla.”
Come mai non è a Venezia, alla Biennale?
“Non mi hanno invitato. Se no sarei andato. Magari per dimostrare che so anche disegnare, dipingere, fare gli affreschi.”
Ma cosa piace a Cecchini dell’arte contemporanea?
“Mi piace molto Ugo Nespolo. Ha il suo laboratorio a Torino. E guarda caso viene dall’Arte Povera. Bisogna distinguere tra artisti e quadrettari. Se arrivo alla Tate Gallery di Londra e mi appoggio al corrimano succede un casino. Perché secondo loro quella è un’opera d’arte. Quando l’artigiano sotto casa mia lo realizza molto meglio. E’ importante che un artista sappia esibire il suo background. Prima c’erano i mecenati che finanziavano l’arte, ora il mercato tiene in scacco gli artisti.”
Lavori in corso?
“Mi sto confrontando con la sculture di Boccioni. Andy Warhol l’ho superato. Pop art viene da popolare e la mia è un’arte per il popolo. La foto di Fontana di
Trevi dipinta di rosso su internet è più diffusa di quella canonica e molti conservano le palline lanciate da Trinità dei Monti. Mi interessano gli effetti non le cause dell’atto artistico. Siamo allo Show Art.”
Fine?
A settembre vorrei aprire un laboratorio, Officina Italia.
Italia, siamo ancora fermi alla nazione?
L’Italia non esiste. Proprio per questo va evocata…
2009 ROSSOTREVI !
(L'Altro, 6 6 2009)
ALL’INIZIO FU IL IL FUTURISMO
MA LO STESSO MARINETTI DICEVA: «I PIÙ GIOVANI DI NOI CI BUTTINO NEL CESTINO»
Miro Renzaglia
Parafrasando Nietzsche, che parlava a proposito dell’uomo, possiamo affermare che “il Futurismo è qualcosa che vuole essere superato”. Quello che più di ogni altra cosa farebbe orrore a Filippo Tommaso Marinetti sarebbe rifare il verso alla sua rivoluzione artistica, riproponendo in maniera scolastica, accademica, di maniera la scala di valori estetici messi in campo, in quel lontano 20 febbraio 1909, dal Manifesto dei manifesti pubblicato in prima pagina de Le Figaro de Paris. Non per niente ebbe a dire: «Quando avremo quarant’anni, altri uomini più giovani e più validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili - Noi lo desideriamo!».
Nel frattempo, poche storie: il Futurismo è stato la vicenda artistica spartiacque che ha caratterizzato il Novecento lanciando i suoi faustiani segni di rinnovamento totale della sensibilità estetica al di là di sé, del Novecento e dell’arte conclusa in se stessa. Là dove ancora esiste un frullìo di seme ed intelligenza in lotta corpo a corpo con la parola, con il segno, con il colore con la materia prima di ogni architettura che non siano ripiegate sul già dato, già visto, già sentito, là è ancora contratto il debito di riconoscenza con l’Avanguardia delle avanguardie… Superare il Futurismo si può e, anzi, si deve: è il suo fondatore stesso - come abbiamo letto - a pretenderlo. Quel che non si può è disconoscere il fatto che qualsiasi ricerca di sperimentazione poetica (vastamente intesa) avrà per sempre riferimento la “novazione” introdotta nella storia dell’arte dal genio futurista.
Una valenza “novatrice” che divampò, incendiaria ed inarrestabile, non solo oltre i confini geografici dell’italietta giolittiana, trovando ovunque legna da ardere e benzina ad alimentarla, dalla Russia pre-sovietica al Brasile oltreoceano, ma che marcò, significativamente, anche molti ambiti ultra-artistici: dalla cultura alla politica (curiosa coincidenza, ma non un azzardo, notare come “futuriste” si dicessero le insurrezioni di Mosca, 1917, e di Roma, 1922…). Ed è almeno ipotizzabile che essa ebbe a dare espressione formale al
pensiero filosofico che si agitava nelle mente di Henri Bergson (si veda in particolare il suo L’evoluzione creatrice, 1907) dove i fotogrammi fissi con cui il positivismo concepiva cogliere la realtà, dandogli “ordine”, venivano sostituiti con il più caotico e dionisiaco “moto delle sensazioni” concluse nell’azione…
Ecco, la parola chiave per concepire il Futurismo è, appunto: azione. E, con essa: la velocità, il dinamismo. Fine delle tele statiche: ecco Boccioni e Balla, Carrà e Severini, Soffici, Depero, Prampolini ad esprimere il divenire contro la sincope fittizia e convenzionale del fermo immagine… Fine del segno tipografico canonizzato in regole standardizzate dal pigro uso ripetitivo della stampa in corpo 11 o 12: ecco le parolibere, le onomatopee, i neologismi, i flussi verbali di coscienza, liberati dalle paranoie argomentative, di Marinetti, Carli, Apollinaire, Govoni… Fine del teatro codificato dal copione e dalla ripetizione automatica degli interpreti: W Petrolini e l’arte del nonsense, del calembour, dei salamini… Fine di una musica che non ammette variazioni altre che quelle dettate dal pentagramma classico: ecco il rumore, meglio se elettrificato e amplificato dai megafoni, nell’ “enarmonia” di Balilla Petrella e Luigi Russolo… Fine di un’architettura che o è bella o è funzionale: ecco Edoardo Sant’Elia progettare l’edificio che è bello in quanto funzionale e funzionale in quanto bello, come un Prometeo di ferro e cemento lanciato in alto a graffiare il cielo. E, ancora, fine della “donna infermiera” dell’uomo, perché: «Dare alla donna dei doveri significa farle perdere tutta la sua feconda potenza» (Valentine de Saint-Point, Manifesto della donna futurista). Fine…
Fine? Ma quale fine? Come può aver fine un fenomeno che rinvia continuamente all’oltre limite il suo adempimento? Così può capitare, come è capitato che, chissà per quali vie più o meno sotterranee, più o meno a fior di pelle, qualcuno (tal Graziano Cecchini, per esempio, di cui a lato, nell’intervista, si dice – 5 6 L'Altro ndr.) senta in sé urgere di nuovo l’istanza originaria del Futurismo e ne diventi agente. Un agente che invera la richiesta di Marinetti a non adagiarsi su alcun canone: tanto meno il suo.
Provate a rifargli il verso, se vi riesce. Prendete un pomeriggio d’Ottobre romano e disponetelo a cupola raggiante sopra la fontana sorgiva dal rivolo sotterraneo delle Acque Vergini. Intanto, avrete avuto cura d’incamiciare un tot di tempera in un cilindro di latta, a mo’ di ordigno. Quindi, passeggiate con aria indifferente, perché osservatissimi dall’occhio delle telecamere di sicurezza, intorno a quella scogliera di marmo progettata in tardo Barocco da Nicola Salvi. Possibilmente, indossate un cappellino da baseball bianco in testa e ray-ban, vecchia maniera, sugli occhi. A questo punto, secondo ricettario futurista, aggiungete gli ingredienti che seguono: un saggio di “misticismo dell’azione”, un pizzico trinciato fine di “antistoricismo”, tre mani di “arte-vita originale”, una vangata di “orgoglio italiano novatore”, un pugno di “religione della velocità”, cinque schiaffi di “igiene spirituale”, “liberazione dal terrore estetico” a volontà e molto “splendore geometrico veloce”. Mescolate il tutto e cuocete a fuoco alto. Quando la mistura prenderà il colore rubino dell’ “in vino veritas”, servitela dentro la vasca della fontana e ubriacatevi d’emozione spettacolare. Avrete creato “RossoTrevi”: un concentrato idro-aulico di cultura, idee, poesia e… azione. Un capolavoro, insomma. Naturaliter, futurista…
2009 RICORDO DI LUCE MARINETTI
Graziano Cecchini su Luce Marinetti
“Sembra un segno del destino che, nel centenario del futurismo, se ne va un’altra pietra”
“La notizia mi colpisce profondamente - sottolinea - l’altra figlia di Marinetti, Vittoria, a suo tempo, mi disse che vedeva in me alcuni aspetti del padre, questa cosa mi fece molto piacere e volevamo organizzare un incontro, anche con Luce, ma alla fine non e’ mai avvenuto”.
“Io mi metto nei panni di un figlio e mi dispiace perche’, ancora oggi, non si e’ riconosciuta la grandezza di uomo quale e’ stato Marinetti - conclude - Senza polemiche, posso dire che forse la famiglia Marinetti si sarebbe aspettata piu’ di rappresentazioni sul futurismo anche perche’ manifestazioni su Marinetti non ci sono state. E questo e’ stato secondo me un ultimo schiaffo”.
2009 GRAZIANO CECCHINI LETTERA AI GIOVANI
Fiuggi, 27 giugno 2009
Gioventù Italiana da
Dove eravamo rimasti!!!
Io Noi insieme per ripartire da dove fini il XX secolo della nostra storia da Fuggi si riparte per entrare con forza nel XXI secolo e continuare il cammino ….
Dopo un lungo silenzio e dopo la distruzione dei nostri sogni, ecco che nuovamente giunge…
Un nuovo, l’unico, sogno possibile, quello di essere fieri di un grande passato, quel passato che rese possibile quello che noi oggi consideriamo il nostro trampolino per slanciarci verso nuove conquiste , quel passato - che noi consegniamo alla storia mantenendo saldi i principi fondamentali . sono sicuro e convinto che li riconoscerete: il valore e la modernità di questo sogno che noi trasformeremo in realtà politica , riconoscerete la voce che vi ha chiamato a raccolta nei momenti difficili e che ha vissuto con voi le giornate + difficili delle lacerazioni del nostro mondo- un tempo la mia generazione scrisse sui muri “in un mondo di topi si erge un popolo di Lupi”.
NOI FUTURISTI SEMPRE AVANTI GRAZIANO CECCHINI
2009 AAA.VV. DIVENIRE 3 IL FUTURISMO MILANO
(Spigoli&Culture, Spigolature Magazine on line, 12 7 2009)
Associazione italiana TRANSUMANISTI (AIT) a cura di Riccardo Campa (Sestante Edizioni, 2009)
*include tra gli Autori: Graziano Cecchini Rosso Trevi)
(Manifesto del Centenario futurista di Ferrara)
A cura di Riccardo Campa e i transumanisti italianil l'AIT di Campa (sezione Italia di H+ del Professor Nick Bostrom, tra i fondatori a suo tamp a Yale, oggi a Oxford), la nuova futurologia nazionale e internazionale, è nelle librerie il volume DIVENIRE 3 FUTURISMO, per Sestante edizioni. Non a caso nell'anno del centenario, è il volume programmatico e più significativo del Futurismo contemporaneo più autorevole e organizzato. Saggi dello stesso Campa, StefanoVaj, Guilame.Faye. Mafalda .Grandi (postilla sullo storico E.Gentile), Andrea Aguzzi, Francesco Boco, Graziano Cecchini , tutti intellettualii, scrittori, docenti universitari o artisti di chiara fama, oltre al futurista ferrarese "storico" Roberto Guerra. Saggi programmatici, sulla storia, la filosofia, la musica, la dimensione sociale, la musica, la fantascienza e la futurologia del Futurismo, in ottiche trasversali tra Archeofuturismo (cosiddetto- il celebre francese Faye) EstremoAltoCentrismo... il noto editorialista d'area nouvelle droite Adriano Scianca), postmoderno di derivazione bergsoniana o nieztchiana - Vaj, lo stesso Boco, postmoderno neofuturista e tecnoanarchico gli stessi, Rosso Trevi o Arguzzi, postumano radicale il leader Campa. Un'opera-come già sottolineato dallo stesso Emmanuele Pilia assolutamente originale poichè espressione, analisi polifonica, futurista e transumanista di "neofuturisti"viventi e attivissimi, una rarità quasi nel 2009 fatidico delle celebrazioni in libertà...ovunque, tutt'oggi in corso in tutto il mondo. Un volume peraltro, in certa misura ispirato proprio da Ferrara, sede del centenario futurista (a cura Ferrara Video&Arte) del 20 2 scorso ( a suo tempo evidenziato persino da Rai 2)dove transumanisti e futuristi contemporanei hanno ufficialmente rilanciato-aggiornata all'era scientifica- l'avanguardia di Marinetti e Majakowskij, profetica sul nostro tempo e sul futuro prossimo. Così scrive il curatore Riccardo Campa nell'introduzione:
“Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita di questo movimento culturale e non poteva presentarsi occasione migliore per mettere in luce le non poche affinità tra il futurismo storico e il transumanesimo contemporaneo. In particolare, gli autori del volume si sono concetrati - partendo da diverse prospettive ideologiche e disciplinari - su aspetti comuni ai due movimenti, come il culto della tecnologia, l’idea di uomo moltiplicato, la neofilia, l’esaltazione della giovinezza e della vitalità, la guerra all’invecchiamento e alla morte, la sfida alle stelle, il sogno di ricostruire l’universo, l’innovazione radicale degli ambienti e delle forme di comunicazione, lo spirito rivoluzionario.... “ Infine: " ...Segue un saggio di futurologia retrospettiva del poeta Roberto Guerra “Marinetti e il Duemila”- (prima edizione 1999, si veda lo stesso R.Roversi in Percorsi Letterari n.d.r) che evidenzia tutta la attualità e la dimensione profetica del pensiero del fondatore". Nel centenario di Ferrara, circa 40 futuristi presenti nel Convegno + Video (le diverse aree, futuristi, connettivisti, postfuturisti e appunto transumansiti, provenienti da tutta Italia) a cura come accennato di Ferrara Video&Arte (ovvero lo stesso Guerra supportato dall'Associazione) in sinergia proprio con FTM Azione Futurista, proprio i transumanisti Campa e Vaj e Graziano Cecchini dimostrarono nei fatti certa continuità futurista, aggiornata all'era di Internet. Questo volume, pubblicando tra l'altro i manifesti ufficiali del centenario ferrarese, codifica ad altissimo livello culturale sia il centenario ferrarese, sia appunto la rinascita del Futurismo; una sfida nucleare a certo status quo della cultura italiana, che tutt'oggi, nonostante un centenario esplosivo tende a storicizzare il Futurismo... (per alcuni ...sipariato... nel 1944 con la scomparsa di Marinetti....) nonostante il futurismo del secondo novecento (sempre attivo-anche se quasi cult per un incredibile negazionismo culturale e ideologico) testimoniato ad esempio dalla rivista Futurismo Oggi di Roma, diretta fino al 1993 dall'aeropittore/scrittore Enzo Benedetto Record (con il Moma di New York tra i collaboratori!Oltre agli stessi Francesco Grisi, Gino Agnese, Marzio Pinottini, Antonio Fiore, Luigi Tallarico, Giovanni Lista, e anche il giovanissimo Guerra). Proprio Cecchini Rosso Trevi con il manifesto incluso in questo prezioso e finora unico volume cartaceo che dimostra la continuità futurista, ha sottolineato il ritorno ufficiale dei futuristi, già segnalato dall'artista della celeberrima Fontana Rossa con cui il Futurismo è tornato in prima pagina, bucando letteralmente i Media, nazionali e non solo. E Cecchini in mezzo a docenti universitari accreditati persino a livello acacdemico è davvero una risposta definitiva “Pensiero+Azione docet!” ai soliti scettici passatisti che dominano certa casta culturale nazionale. Davvero un'autostrada dal 2007 per.. Graziano Cecchini, dal 2008 con lo stesso Guerra (The Scientist 2008 Video Festival il rendez-vous) video-poeta futurista e futuribile, principali promotori-oggi- dell'astronave specificatamente futurista contemporanea (ma decine di seguaci, ormai) con una rete attiva anche editoriale nel web. Altro che vandalo o barbari...Il Futurismo risponde sempre con i fatti, creando l'avvenire:futurismo vivente oggi elettronico e postumano, oggi finalmente visibile simultaneamente nell'avanguardia e nella cultura ufficiale più avanzata- grazie alla sinergia transumanista fondamentale di Riccardo Campa e gli altri futurologi. Quando lo stesso Transumanesimo esprime ormai il Futurismo culturamente più evoluto, scientifico, tra scienza e arte, con il nuovo Futurismo Post2007 di Rosso Trevi e Roberto Guerra- e altri presenti a Ferrara- ....(assieme all'ala fantascientifica dei Connettivisti (Sandro Battisti e altri, anch'essi in sinergia con i Transumanisti) ala perturbante estetico-sociale interfacciata per la rivoluzione futurista, transumanista del futuro prossimo. Sinettizzano una domanda specifica forse si pone: Graziano neoaccademico? Semmai... sulle orme di Filippo Tommaso.. quando accettò (30 anni dopo il Manifesto...) l'anomala investitura ufficiale di un certo Mussolini (il Futurismo come disciplina accademica! Nei fatti il primo corso accademico di...Futurologia!). Poi, non più certo giovane, anzi, ex giovane a tutti gli effetti, ebbe la forza di partire volontario ancora per il Fronte, di non lasciarci le penne, di comporre ancora diversi capolavori poetici quali Quarto D'Ora della X Mas o L'Aeropoema di Gesù.... Insomma “Accademici” sempre rivoluzionari post Marinetti, come i Transumanisti stessi, ala radicale, rivoluzionaria della futurologia e dello spirito scientifico contemporanei.
2009 ANCHE IL FOSSATO ESTENSE SI COLORA DI ROSSO? FERRARA
(Estense Com, 9 6 2009)
Inizia con un "L'avevamo annunciato" la nota stampa diffusa da Alberto Ferretti e Azione Futurista Ferrara. L'annuncio riguarda uno dei personaggi che più hanno fatto discutere e le cui azioni sono ancora davanti agli occhi di tutti, Graziano Cecchini: in primis l'acqua rossa della fontana di Trevi a Roma, per passare alle "palline" fatte rotolare per le scale di piazza Navona, sempre nella capitale.
"Graziano Cecchini - prosegue la nota - il celebre futurista della fontana di Trevi attuale assessore al nulla in queli di Salemi, sindaco il ferrarese Vittorio Sgarbi, sarà in caso di vittoria de "La Destra" assessore alla cultura".
La storia di Cecchini viene poi riproposta per intero: "Graziano Cecchini viene da Roma e.. Salemi, incredibile piccola città siciliana (provincia di Trapani) piccolo grande miracolo in progress creato infatti da Rosso Trevi – il suo celebre soprannome- con Sgarbi, Oliviero Toscani, il critico d'arte Philip Daverio, ora anche lo psichiatra Guido Crepet. Salemi, un villaggio sconosciuto siciliano (sotto l'ombra e il sole consueti e inquietanti di certa Mafia) in neppure un anno è diventata celebre nel mondo per le inziative spettacolari e efficaci, moderne, artistiche e sociali, in atto non stop.
Ogni giorno una sorpresa, interviste su Salemi, Sgarbi e Graziano Cecchini dagli Usa al Sud America; il senso del futuro applicato e realizzato, la cultura del futuro e della grande Tradizione artistica e umanistica italiana finalmente assieme, conciliate, contro il sottosviluppo e le varie mafie".
Ed uno scopo preciso: "Ferrara, esattamente come Salemi, va liberata. Le nostre caste culturali, politche, imprenditoriali, finanziarie, legate per scelta o ricatti politici al PD ferrarese di Dario Franceschini e Tiziano Tagliani.. l'ex Dc che ha sfondato a sinistra. Il campione neodemocristiano che si è mangiato i comunisti!”(Graziano Cecchini)
(Barbara Lamborghini)
2009 AZIONE FUTURISTA IN CAMPIDOGLIO! (OTTOBRE 2009?) ROMA
(Libero News, 2 6 2009)
IL 'FUTURISTA' CECCHINI, LA MIA PROSSIMA AZIONE? IN CAMPIDOGLIO
Roma, 2 giu. - (Adnkronos) - "Voglio studiare una performance in Campidoglio". Lo ha detto in un'intervista a 'La Repubblica' l'artista 'futurista'Graziano Cecchini, che tinse di rosso la fontana di Trevi e fece piovere una cascata di palline colorate dalle scale di piazza di Spagna. Tirato in ballo per la vernice sulla Teca dell'Ara Pacis, a quanti sostengono che sia stato lui, Cecchini risponde: "Le telecamere hanno ripreso cinque persone: le cerchino. Pero' bisognerebbe premiarli, e punire chi le ha fatte installare coi soldi dei contribuenti romani, e ancora non ha scoperto chi sia stato".
Un gesto, quella della vernice tricolore sulla Teca dell'Ara Pacis che comunque Cecchini rivendica "intellettualmente" e descrive come "uno squarcio di gaia rimembranza di intelligenza italiana". "Si vede - aggiunge - che ho creato una buona scuola".
"Mi stanno attaccando nella maniera piu' virulenta e trash - prosegue - Credo stia cominciando un'era che dara' molto fasdidio a questa giunta. Se continuano a non capire che c'e' un disagio vero, dalle morti sul lavoro all'inconsistenza del posto di lavoro e alla sfiducia del sindacato, sara' un autunno molto caldo". "I signori delle istituzioni che mi attaccano, invece sono cosi' lugubri... - conclude - Devo dar ragione a certa sinistra: siamo in un regime, non si puo' fare critica. Fanno chiamare gli artisti dalla questura, invece di concerdergli spazi".
2009 GRAZIANO CECCHINI MANIFESTO DEL FUTURISMO 2009
(Fondo Magazine- Mino Renzaglia, 20 2 2009, Futurismo 100 Live Ferrara, 20 2 2009...Divenire 3 Futurismo a cura R. Campa e AIT, 1 7 2009)
Evviva!!! Ora tutti son futuristi, ora tutti blaterano sul Futurismo.
Ricorre il futurismo, anniversario del futurismo. Ma che cazzo è .sto futurismo? È morto, è vivo.
Questo è l'umore in queste ora febbrili animate, concitate per essere primi per essere i più bravi nel ricordare. Un defunto.
Tutti lo ricordan con affetto. E dopo il venti FEB – rimarranno lapidi, epigrafi e fiori rinsecchiti, foto e articoli e tutto rientrerà nell'anonimato. Questo non accadrà mai.
La Grande AvanGuardia rivoluzionaria del nuovo non si commemora, xchè essa è Viva-Luce che si irradia dal 1909 e continua, giorno dopo giorno, nella sua azione con tutta la di cui dispone Forza. Una Forza che da cent'anni stravolge la vita dei “Passatisti”.
Oggi con il nuovo manifesto del Futurismo si riparte per i proximi 100enari. Avanti! avanti!! alla velocità del gigabyte! Noi cani senza lacci né padroni. Contro tutte le cadaveriche ricorrenze.
Il Manifesto del Futurismo 2009 (*Messaggio a Parigi)
Rieccoci…
Il Futurismo nacque a Parigi nel 1909 con la pubblicazione del Manife-
sto del Futurismo di FTM avvenuta sul quotidiano Le Figaro. Il nostro
Movimento coinvolge tutti i campi della vita, della società e della cultura.
Per questa nostra natura, saremo l.Avanguardia, come tale ci scontreremo contro tutto e contro tutti e, con spirito di lotta e sana violenza, faremo di questa società grigioborghese un TRIONFO DI COLORE. Vi abbatteremo per far rivivere l'Arte, la Cultura e il Lavoro. Insieme a voi, vecchi e sopravvissuti di una società mercatocentrica, morirà l'arte come fenomeno elitario per rinascere come Arte nuova, capace di seguire tutti i nuovi mezzi di produzione della società industriale contemporanea. Inizia così, per noi futuristi del nuovo millennio, una nuova adesione alle evolute tec-niche e ai nuovi mezzi espressivi interpretando un rinnovamento totale dovuto ad un frenetico impeto per il futuro ma sopratutto per la preoccupazione del tempo che scorre.
Nasce così l'esaltazione per la lotta. Marciare, per Non Marcire – Lottare, per Non Morire. Magnificare la macchina, il motore e la velocità dei Gigabyte, innalzare la velocità del pensiero come genio creativo di una nuova bellezza che accresca e arricchisca il mondo.
Noi futuristi rifiutiamo nettamente il vostro nebbioso e torbido passato, rifiutiamo le vostre collezioni di libri, le vostre accademie e i vostri musei, rappresentazione tragica dell' odierno cimitero culturale e ci allontaniamo dalle alchimie politiche di questa vostra società di nani.
Oggi nasce con noi una nuova concezione violenta della Vita e della Storia, che esalta la battaglia a scapito della pace, e disprezza voi leccaculo di artificiosi poteri, schiavi del mercato globale.
Questo disprezzo recepitelo come una condanna.
1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra azione.
3. La letteratura tentò di esaltare fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l.entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
8. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! Poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la lotta, la battaglia la guerra - sola igiene del mondo - essere non conforme, l'estetica, la bellezza, il patriottismo, il gesto distruttore.
10. Noi vogliamo distruggere i cimiteri museali, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il mercato, l'usura, la globalizzazione e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
11. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli aeroplani, dei missili, dei satelliti. E. dall' Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo del nuovo millennio.
12. Noi glorifichiamo i maestri del futurismo e brutalmente rivendichiamo il manifesto del 1909 tutto l'essere, la bellezza che da esso ne deriva.
+Rombo
+arte
+Fischio
+cultura
+Sibilo
+pensiero
=FUTURISMO

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02:56
Scritto da : asinorosso1
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