08/03/2009

GUERRA ROBERTO LA CASTA FERRARA upload 2010

 FUTURIST EDITIONS WWW.MYSPACE.COM/EDIZIONIFUTURISTE

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LA CASTA FERRARA

ROBY GUERRA FUTURISTA

 

* (Tutti gli scritti sono già stati pubblicati, tra gli anni ’90 e il 2009, su riviste cartacee o on line , alcuni in versione lievemente riveduta e aggiornata)


“ La Produzione di troppe cose inutili genera troppe persone inutili”

KARL MARX


“ Il Tempo e lo Spazio morirono ieri!”

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FILIPPO TOMMASO MARINETTI

“I libri? Atomi inutili, fanno schifo”

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NICHOLAS NEGROPONTE


“ (DOPO INTERNET) Ogni persona è la notizia!”

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DERRICK de KERCKHOVE


“Non voi, ne sono convinto, ma di voi ride il Compagno Charlot. Signori, tacete la boccai!”

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VLADIMIR MAJAKOWSKIJ

 

“ A che serve scrivere se non è dinamite? ...Quel che scrivo sarà letto solo nel duemila!”

FRIEDRICH NIETZSCHE



LUDOVICO ARIOSTO.jpgDALLA LUNA ALLA TERRA… A FERRARA


Parafrasando Verne e l’Ariosto… con questo F-Book ho soltanto uno scopo: abbattere le mura intellettuali passatiste che inquinano anche a Ferrara la libera parola e il futuro venuto alla luce. Persino a Berlino- dal 1989- il Muro non esiste più! Parafrasando Occam sottolineo: siamo nel 2009, sul pianeta Terra, ruotante attorno al Sole, in Europa, in Italia, a Ferrara… Anche nella Casta Ferrara, la rivoluzione di Internet ha già trasformato il Reale e l’Immaginario. E lo affermo con cognizione di causa: a metà circa degli anni novanta, la Rete appena neonata, Mauro Cavallini (tra i pochi postcompagni critici), ultimo segretario dei Ds di Ferrara, organizzò un incontro a un Festival dell’Unità nel ferrarese, dedicato proprio al Web. Chi scrive fu invitato con altri scrittori: Claudio Strano, Gianfranco Rossi, Lamberto Donegà, Ivano Artioli. Fu un’iniziativa piccola ma sorprendente per il Villaggio Ferrara, tutt’oggi poco elettrico, poco globale! Va da sé: pur con parole squisite (Rossi), colte (Artioli), possibiliste (gli amici Donegà e Strano), Internet appariva come un pericoloso demonio, uno strumento di manipolazione delle menti, al massimo una nuova affascinante forma di comunicazione, più veloce ma inferiore alla cultura letteraria e tipografica di Gutenberg. Io, nato nel 1960, tre anni dopo lo Sputnik, futurista del duemila, perplesso, mi limitai ad affermare: “Internet è un destino!”.


 

SPUTNIK.jpgDALLA RESISTENZA AL PIANETA MARTE (Nuovo Corriere Padano, Ferrara, 1994)

 

A Ferrara il compromesso storico di berlingueriana memoria è realtà trasparente e concreta fin dagli ani ’80, ad ogni livello, politico, economico e culturale (al di là dell’idealismo dell’ultimo grande leader comunista). Come tutti sanno, i big brothers Soffritti e Cristofori non erano solo autorevoli uomini politici e ottimi consiglieri economici, ma soprattutto ambigui ma pragmatici mecenati dell’arte: anche se a scopo di propaganda del regime. E oggi Ferrara è una deliziosa città d’arte e cultura, famosa in Italia e all’estero, come nel Rinascimento, tra Abbado, Dalì, Buskers, Lucio Fontana, la Video Arte, le Celebrazioni Estensi e così via. Il libero pensiero, insomma, al di là di ogni pregiudizio arcaico di natura ideologica, non può non riconoscere l’indubbia evoluzione culturale avvenuta a Ferrara grazie alla “dittatura” politico-culturale cattocomunista. Ma in Democrazia… un ventennio suona sempre sospetto, soprattutto quando Ferrara, sotto questo profilo, è ormai un’anomalia rispetto ai nuovi orizzonti possibili nazionali e planetari che domandano ovunque una nuova visione della cultura, non più del secondo novecento, ma del 2000; non più ideologica, ma umanistica e cibernetica, non più realista o materialista, ma “neoidealista” e postmoderna. L’effetto Internet ha già rivoluzionato tutto, lo sanno tutti tranne (oltre ai fossili politìci-con l’accento!) letterati e intellettuali italiani – i pennivendoli giornalisti, ormai in via d’estinzione, “Idiot Lettrè”, la vecchia cultura tipografica di Gutenberg: anche in periferia! Tutti a stupirsi dell’effetto Grillo-Internet, della giusta rivolta della gente all’AiDc e all’AiDs della casta politica (ma non solo), perché analfabeti mediatici e scientifici. Internet nella sua essenza è Democrazia e Libera Informazione: la Rete è destinata a spazzare via la vecchia politica e la stampa di regime, per una postpolitica al di là della destra e della sinistra novecentesche, per la nuova democrazia elettronica dei decenni venturi, per opzioni di nuova destra e nuova sinistra scientifiche finalmente alternative, sulla scia delle più mature democrazie anglosassoni! In tali nuovi scenari, tra i precursori, Nietzsche, Bergson, Marinetti, Pound, Teihlard de Chardin, Heidegger, Jung, Konrad Lorenz, Marshall McLuhan, Nicholas Negroponte (a titolo indicativo), alla luce di certo umanesimo scientifico contemporaneo e della rivoluzione di Internet, appaiono oggi più lungimiranti dei vari Marx, Gramsci, Benjamin, Marcuse, Pasolini (per altri versi tutt’oggi perturbanti), figurarsi gli intellettuali postcomunisti dominanti, per non parlare del “solito” Benedetto Croce e dei suoi epigoni moderni, spesso insospettati: tutti neopseudoliberal o postcomunisti con il fuso orario della Storia assolutamente sfasato, come se- dopo Nietzsche- il novecento tecnologico e l’attuale rivoluzione informatica non fossero mai esistiti! (A Ferrara, Buzzoni, Marani, Franceschini (lo scrittore - sic!), Baratelli, quasi tutta l’intellighenzia paleocomunista - quotidiani cartacei compresi). Lo stesso Massimo Cacciari, filosofo progressista capace di rivalutare con grande coraggio un certo Gentile, ma chiaramente ibernato dagli ultimi burocrati “rossi”, rivela quanto sia ancora futuribile una nuova sinistra al passo con gli anni duemila. Persino la Terra nel suo eterno roteare attorno al Sole esplora fatalmente regioni ignote dell’universo: a maggior ragione, anche perché in democrazia il dinamismo è garanzia di massima sicurezza, due decenni di politica culturale persino creativa rappresentano un ciclo biologico giunto al limite. Nessuno è immortale, tranne forse gli Dei, figurarsi i funzionari politici! Onoriamo dunque gli Uomini del Passato che hanno ridato fama a Ferrara come città magica, d’arte e cultura: ma, pena anoressie epocali (perché il Nuovo è inarrestabile) largo – anche a Ferrara – agli uomini del futuro che partendo da slanci vitali finalmente più liberi, ampi e non ideologici (al di là ripetiamo della destra e della sinistra, qua persino ottocentesche) sono pronti a creare il domani ad uso e consumo delle nuove generazioni. Perché quest’ultime (e dovrebbe essere un postulato, direbbe sempre McLuhan - ciberprofeta del villaggio globale) non sono nate durante la Resistenza, ma nell’era dei viaggi spaziali, dell’energia nucleare, del computer, dell’ecologia, di Tangentopoli, di Internet e l’effetto Grillo.

 

BALBO.jpgL'AEROPOETA ITALO BALBO (Nuovo Corriere Padano, Ferrara, 1996)

 

100 anni fa nasceva a Ferrara Italo Balbo, giustiziato dai precursori di Ustica nell'azzurro cielo di Tobruck, negli anni della rivoluzione fascista. E anche a Ferrara, nell'odierna democrazia della quercia, dell'ulivo e dei cespugli, celebrata con i soliti stuzzichini di Abbado, ancora offerti ai sudditi dal politburo ora rosso verde, dopo la fine politica dei grandi promoters Soffritti, Siconolfi, Cristofori, è necessaria la ri-scoperta della "polibibita" Italo Balbo (al di là del talento mondiale di Abbado o dell'intelligenza del Duca o del valore pubblicitario dei Grandi Eventi). E di tanto in tanto la questione Italo Balbo ritorna in primo piano a Ferrara, un tempo soprannominata la Nera, poi, dalla Resistenza, clonata in Rossa.  Ma, incredibilmente, chiedere di dedicare soltanto una via al trasvolatore atlantico (ricordiamo le battaglie di Carlo Ferretti) suscita reazioni sempre eccessive, a Chicago ad esempio esiste da molti decenni una Balbo Avenue, vale a dire in Usa, patria della democrazia occidentale più avanzata. Che dire? Per ragioni storiche a Ferrara, molti sono naturalmente convinti che gli Stati Uniti sia una nazione solo imperialista, inoltre l'ostracismo a Balbo significa non fare mai i conti con il comunismo, nonostante sguardi diversi suggeriti da storici non banalmente revisionisti ma critici, eretici ed attualissimi come - dopo De Felice - i vari Nolte o lo stesso Giordano Bruno Guerri, sicuramente antipatici non solo alle roccaforti postcomuniste ma anche in ambito universitario. In realtà Italo Balbo è stato probabilmente, nel bene e nel male, il più grande uomo anche politico di Ferrara nel XX secolo: solo l'ex duca rosso Roberto Soffritti sarà ricordato con lui dagli storici futuri e sicuramente nessuno si opporrà ad una via dedicata in avvenire a quest'ultimo. Soprattutto, tranne a Ferrara, la storia ricorda già Italo Balbo tra i primi grandi trasvolatori atlantici: per intenderci quasi come i primi uomini sulla Luna (l’Apollo 11!). Infine, alla luce anche di avvenimenti recenti (vedi l'atteggiamento antiamericano di tutta la sinistra postcomunista italiana), persino il Balbo fascista e ferrarese domandano oggi revisionismi rivoluzionari: il fascismo ha certamente impedito negli anni del ventennio all'Italia di diventare uno stato satellite dell'Unione sovietica di Stalin, la buona volontà dei comunisti italiani non avrebbe retto allo strapotere dell'ideologia totalitaria di Madre Russia! Riassumendo: Fascista di sinistra, pioniere eroe futuristico dell'aeroplano e dell'aviazione mondiale, marinettiano e dannunziano, oppositore alle famigerate leggi razziali e alla suicidale alleanza con Hitler, uomo moderno, Italo Balbo è un antidoto alla normalizzazione reazionaria, arrogante e passatista che attanaglia, neopiovra rossoverde, l'Italia del 2000, da Roma a Ferrara. E anche a Ferrara, gli intellettuali sono quasi tutti filogovernativi, qua - come noto - è stato anticipato da decenni il compromesso storico. Italo Balbo è una provocazione, ma compito di artisti e intellettuali è sempre di essere controcorrente, soltanto schiavi e pazzi credono nel duemila nella politica e grande politica nell'era cibernetica significa soprattutto liberare i figli del computer dall'inquisizione politica stessa. Italo Balbo era un fascista scomodo e libertario, così distante dal mondo museale-vegetale delle querce e degli ulivi o dalle margherite da morire persino in volo, in cielo, forse ucciso dagli stessi fascisti devoluti a bigotti reazionari, come Majakowskij con Stalin o Aldo Moro con la prima repubblica. Italo Balbo va ri-clonato, non celebrato con liturgie anoressiche o necrofile, il suo spirito moderno, coraggioso, dinamico e aeropoetico (scrisse all'epoca autentici bestsellers!) invita le generazioni nuove a rinnegare il servilismo ferrarese, certa lentezza "antropologica" di un popolo padano ferrarese mai ferrarista! Balbo suggerisce ancora la liberazione di Ferrara città d'arte da certa depressione quasi genetica (il primato dei suicidi, un’economia a pezzi); a salvare il turismo e il parco del Delta (e la cultura) dai recenti e dai nuovi business catto-comunisti, oppure a concretizzare con efficacia tale scommessa, a stimolare infine con convinzione molti giovani e talentuosi artisti (il loro numero è insospettato) prima di volare altrove. Il misconosciuto eroe atlantico ferrarese, dopo le cadute del Muro di Berlino, dell'Unione Sovietica e di Saddam, esige - ora più che mai - a dire No a Soffritti, Siconolfi, Cristofori e ai loro eredi, alla stampa estense sempre intrisa d'acqua inchiostro santa, dimentica dei moniti di Karl Kraus o Oscar Wilde o Orson Welles; a smascherare l'umanesimo comunquista ortodosso o gaio dei paleocompagni al potere. Resistenza ciberpolitica a Ferrara, anche in nome di Italo Balbo, pioniere del cielo, padre fondatore delle fantastiche Frecce Tricolori!


MAJAKOWSKIJ LENIN.jpgCONTRO SATERSAX PASSATISTA (Il Resto del Carlino-lettere 2005)

 

E’ sorprendente il recente proclama elettorale del sindaco Sateriale sul «Bilancio e la Cultura del Budget». Quel che «narra» conferma un sindaco dissociato (ma ormai tutti i rossoverdi in giunta) dalla realtà di Ferrara. Satersax (per la vox populi) confessa tutti i capolavori delle sue giunte, ma la colpa (ad esempio su Ici, tasse locali e parcheggi aumentati) è sempre del demonio Berlusconi! Satersax, abbagliato da consensi acritici (60 anni di «pscocomunismo» e la sinistra attuale stile Lotta Continua a Berlusconi), ignora totalmente quel che la gente comunque sussurra o scrive ai quotidiani, inascoltata. Ferrara è capitale dei tumori (non per le auto, ma per certe industrie velinate dai sindacati), Cenerentola dell’Economia (ad es. Centro Storico quasi desertificato di sera), zona franca per clandestini (nessun assessore abita al grattacielo!), Ztl, viabilità e parcheggi da cartoni animati, futuro quartiere dormitorio di Bologna; con le perle dell’ospedale fantasma di Cona (forse zona residenziale di molti assessori?) di due presidenti della Spal consecutivi letteralmente a maglie e strisce, di una futura Turbogas inutile per una città in incurabile depressione economica e sociale. Infine, Satersax scavalca nella Cultura anche Ronchi (a quanto pare suddito silente - peccato, prometteva meglio... come Berlusconi?): Satersax annuncia una nuova Ferrara Arte, con la Carife ai vertici (meno attenta ai dipendenti dell’ex Coop di Donigaglia e ai Bond argentini); e ancora Abbado come risorsa primaria (lo scambiano con Mozart?), quando il musicista si dimentica di Ferrara nelle interviste e da Ferrara ha certamente ricevuto troppo e dato poco (l’immagine - certo - all’inizio, ma ormai il messaggio è saturo, come dovrebbero suggerire poche righe di Eco, Mc Luhan o Negroponte). E quale politica culturale, poi? Soldi e scelte ideologiche per musicisti d’area (il loro talento è altra questione indubbia), per i compagni del Teatro Nucleo (cifre eccessive), per la propaganda in mensa studenti di scrittori ex Democrazia Proletaria. Zero o quasi, invece, per Compagnie ed Associazioni teatrali e magari per gli scrittori pagati solo Fuori Mura (il sottoscritto, ad es.,  a Roma, Parigi, Cremona, Mantova, Cento, ecc.), nella città dell’Ariosto, Govoni e Bassani, sempre evidentemente secondo il metodo volontariato Festival dell’Unità. Cultura del Budget? Molti ferraresi hanno certamente letto «Cultura del...» una nota parola dialettale affine nella sonorità!


STATUA LIBERTA'.jpgFERRARA È ANTIAMERICANA? (Resto del Carlino, lettere, 2003)

 

Incredibile! Nonostante il genocidio di New York e la giusta risposta americana e occidentale (ma pure araba, russa, cinese, ecc. - vedi guerra in Afganistan) il regime rosso-verde nostrano continua ad appoggiare iniziative antiamericane, ambiguità vergognosa che, di fatto, avalla certo islamismo neonazista! In realtà non c'è nulla di strano: Ferrara era antiamericana durante il fascismo, con il comunismo filosovietico, con il cattocomunismo e oggi, dopo l'innesto verde degli ultimi anni, con quello che Umberto Bossi ha definito gaycomunismo (e lo dico in nome di Oscar Wilde o Genet o Pasolini!). Non a caso i Verdi nostrani (che occupano poltrone importanti - nonostante consensi elettorali da "tombola") come tutti i falsi pacifisti (e Hitler e Stalin erano entrambi vegetariani!) protestano non contro i talebani, non per la liberazione delle donne dal fascismo patriarcale del mondo islamico, ma contro la guerra americana! Lasciando perdere gli ultimi zombies di RC o di Cossutta (roba ormai d'archeologia o psicopolitica) l'ambiguità del regime è rivelatrice: l'odio antiamericano è quasi genetico tra il popolo rossoverde ferrarese. Si pensi alla propaganda antiamericana dei verdi nostrani durante il G8; a quella - con pretesti culturali foraggiata anche dai migliori; dall'amico Ronchi all’eterno estremista Stefano Tassinari a G.P. Testa, ancora, si pensi al centro sociale Dazdramir, il più innocuo d’Italia, ma dove persino Marx si rivolterebbe nella tomba per la senilità prematura intellettuale. Si pensi anche alla ormai inquietante eccessiva presenza in città di algerini, marocchini, arabi senza alcuna politica preventiva o con agevolazioni istituzionali negate a molti ferraresi! E' tempo che i nemici nostrani dell'Occidente, quasi tutti i verdi, quasi tutti i fossili comunisti, anche certi trozkisti dei DS se ne vadano a Kabul, l'Havana, Bagdad (ecc.): se non amano l'Occidente, la civiltà, la democrazia, la libertà, sono liberissimi di andarci, dubito siano poi liberi di pentirsi e tornarsene nel mondo libero! Berlusconi ha osato finalmente affermare al contrario di Prodi, che l’Occidente è civiltà superiore, naturalmente dal punto di vista culturale e non genetico, come lo stesso Marx ha sempre affermato nella sua critica al capitalismo rispetto al medioevo, cattolico, ebraico o islamico che fosse (ma a Ferrara leggono Baratelli o Marani o Lecis, mica Marx o Baudrillard!). E ciò è probabilmente quel che pensano anche quel 50% di ferraresi che tra due anni desidera farla finita con il regime attuale. In tal senso, anche il Centro-Destra nostrano è tempo che lanci segnali certamente superiori, più evoluti e persuasivi. Altrimenti, poltrone per poltrone, tanto vale fare sindaco tra due anni il signor Dondi (non me ne voglia quel grande raro imprenditore ferrarese).

 

EINSTEIN.jpgDEMOCRAZIA O PACIFISMO ( Straferrrara, 2003)

 

Due i piccoli grandi eventi importanti sulla scena quotidiana ferrarese negli ultimi tempi, riportati dalla stampa cittadina: l'uno, l'iniziativa pacifista unilaterale promossa nel nuovo Teatro degli Inediti (Zona Fiere, Palazzo dei Congressi) sulla scia di una mobilitazione partita a livello europeo ed avallata da firme autorevoli dell'arte quali Nespolo o Baj, contro la guerra contro il dittatore iracheno Saddam Hussein... ovvero contro gli Stati Uniti. In un meraviglioso cubo pseudocubista, allestito nel teatro, noti artisti e intellettuali ferraresi hanno subito firmato questa sorta di referendum d'avanguardia: e la stampa locale ha subito immortalato il pur creativo leader verde (nonché Assessore alla Cultura) Ronchi che ha promosso la manifestazione. Per la cronaca, se in Iraq esistesse Internet... quest'ultimo ora sarebbe famoso come Veltroni che ha espresso posizioni analoghe a quelle succitate e si è trovato osannato sulla stampa del Rais... Il secondo evento è strettamente collegato al primo: il più bell'articolo che abbiamo letto sulla stampa locale l'ha scritto nelle pagine dei lettori un certo Sig. Bianchi; in una ventina di righe, con grande lucidità, fuori dal linguaggio sia politichese che alla De Amicis... ha coraggiosamente denunciato i gravi rischi di certo pacifismo appunto unilaterale e tremendamente ingenuo, al di là dell'idealismo certamente condivisibile, della Pace come Utopia possibile. L'autore dell'intervento ha espresso il nocciolo della questione: a volte la guerra è necessaria per salvaguardare i diritti umani e democratici, storicamente finora espressi e tutelati soltanto nella civiltà occidentale; il suo paragone stupendo con le lotte di liberazione partigiane e con l'intervento americano durante la seconda guerra mondiale dovrebbe far riflettere certo pacifismo. Quello attuale, infatti, aggiungiamo noi, assomiglia troppo  ai pacifisti fanatici che negli anni ‘30 erano contrari, in nome della Pace, ad intervenire contro la Germania nazista! Nello specifico ferrarese, infine, è tempo che i vari Roveri o altri storici anche critici riflettano su certo attuale pacifismo cosiddetto antimperialista: i suoi adepti hanno quasi tutti un recente passato marxista-leninista e non dicono mai nulla contro la Cina, Cuba, la Corea del Nord, note democrazie alternative... Inoltre, certi toni antiamericani, certa equidistanza sconcertante tra Saddam e gli Usa che i pacifisti anche ferraresi neppure nascondono, storicamente, nello specifico locale, ricordano parecchio sia l'odio antiamericano del fascismo ferrarese di ieri, dopo il 25 luglio (Ferrara la Nera), sia il famigerato slogan pseudorivoluzionario degli anni '70, così caro all'ex strema sinistra: "Né con lo stato né con il terrorismo", oggi clonato in "Né con Bush né con Saddam". Infine, sulla questione Saddam , che direbbe oggi il compagno Berlinguer, a suo tempo, al contrario di Diliberto, in prima linea contro il terrorismo italiano?

 

FERRARA DIALETTO.jpgELOGIO DEL LISTONE! (LA Nuova Ferrara, lettere, 2007)


Domenica scorsa, al meriggio, a Ferrara - capitale delle biciclette - sotto la Torre dell’Orologio, a due passi dal demonio Listone, clamoroso scontro frontale tra due ciclisti, con gravi conseguenze! Immaginiamo il Listone piallato: le biciclette, non più “delimitate” dal gradino dissidente, sfrecceranno tra mamme, bambini, passeggini e pedoni, anziani, ora invece appunto protetti dal Listone! Ma dai lapsus la verità, direbbe Freud… Ebbene nemmeno Starace (il gerarca-clown del ventennio) avrebbe osato tanto. Ferrara ha ben altri problemi (e scarse risorse, dicono), non ultimi ad esempio come referenti nazionali un democristiano doc come Franceschini per il Museo della Shoa smarrito nel ciberspazio (e a Roma hanno Elia Wiesel, premio Nobel), uno che in campagna elettorale ha promesso di salvare il logo Ferrara per i Cappellacci finito invece a Reggio o Modena.  In ogni caso, nello specifico del Listone, ora certo ecologismo fanatico dei rossoverdi al potere locale ha raggiunto il culmine. A quanto pare la forma del Listone ricorda a costoro un circuito automobilistico, quando le uniche macchine che ci girano nei pressi e in centro sono le loro, dei politici… (sul listone solo - appunto - i passeggini, tricicli…). Per fortuna i modernisti di Alleanza Nazionale, gli stessi Bassi, Sgarbi, Ferrioli, e il 90% dei ferraresi, si oppongono a tale trovata, hanno conservato il senno dell’Ariosto… Né si tratta di nostalgia provinciale, come insistono Sateriale e compagni con astratti programmi veltroniani di rinnovamenti (magari come Piazza Municipale…). Il Listone è invece ecologia scientifica, degna di Biagio Rossetti, Sant’Elia, Walter Gropius e Renzo Piano, persino - storicamente - la prima ciclabile (naturale!) della Città, quando ancora in Corso Martiri della Libertà ci giravano le Fiat di Agnelli e le “Skoda” di Togliatti. Si rinnovi, invece, ripristinando sul Listone la Fiera del Libro, da alcuni anni incredibilmente resettata (a Ferrara città d’arte!), tra il silenzio delle Associazioni di categoria, più attente ormai agli occhi a mandorla che ai suoi associati (come giustamente ha asserito anche il raro e coraggioso dissidente Barbieri, per la cronaca bloccato a tempo di record sovietico, con le nuove regole sui manifesti con cui ha splendidamente svegliato Ferrara!)! E se il piallare è diventato un impulso morboso dei nostri governanti locali, allora piallino magari il Palazzo degli Specchi, da un …altro ventennio ormai Codice da Vinci (direbbero forse Dan Brown e Roberto Pazzi) dei misteri della politica ferrarese!


MONTEDISON.jpgELOGIO DELLA TURBOGAS (Resto del Carlino, lettere, 2006)


Ho cambiato idea. Alla luce di quanto dichiarato dall’esperta di Lega Ambiente (ha paragonato la lotta alla turbogas alla lotta contro la base Nato a Vicenza) e dall’Assessore Provinciale allo sviluppo… (un’apologia apocalittica del governo Prodolini II e di Sateriale) è meglio l’ipotetico rischio della TurboGas che questo ambientalismo oscurantista, antiscientifico e naturalmente anticapitalistico! Ferrara ha bisogno di scosse elettriche e prima di salvare il mondo (o altre paranoie ipocondriache), meglio il vecchio più affidabile progresso industriale. In fondo l’età media di vita continua a salire, il capitalismo bene o male è l’unico sistema che garantisce con il suo orrido consumismo un poco di benessere e libertà, gli americani continuano a morire nel mondo per conto dell’Europa debole e vile, affidare il futuro appunto a certo ecologismo reazionario ed ipocrita non m’interessa! Infine, molti scienziati (non gli astrologi caldei dell’Onu) smentiscono il rischio del clima cosiddetto impazzito. Voglio dire, che cosa c’entra Vicenza con la TurboGas? E Carrara (il politico sia ben chiaro) che cosa c’entra con l’ecologia scientifica possibile? (Da Rifkin a Fukuyama a Toffler?). Qua s’inneggia all’ambientalismo astratto per giustificare una città economicamente in coma terminale, inquinata da decenni di politiche di viabilità folli a favore del’inquinamento e non il contrario come pretendono. Orfani del comunismo si sono riciclati con perfetta riconversione spirituale in guru clorofilliani, spettri del solito anticapitalismo paleosocialista. Già negli anni ottanta hanno condizionato il futuro energetico facendo gratis il marketing antinucleare per le multinazionali del petrolio! Hanno ragione invece Saini, Rendine e i futuristi! Le macchine tornino anche in centro, e per quel che mi riguarda evviva ripeto la TurboGas e pure l’inceneritore. Ferrara la smetta di fare sceneggiate napoletane e soprattutto di lamentarsi (come rilevato anche da diversi lettori) dopo averli votati nel programma di Sateriale (Tutti gli ambientalisti!). E abbiano il coraggio gli elettori di cambiare voto appena possibile. Scegliendo anche - per quel che mi riguarda - la forza rivoluzionaria della Scienza, unica ricetta per - questo sì - un postcapitalismo più evoluto, ma la si finisca con il Complesso di Frankenstein o di Lenin!

 

bagsbanni.jpgCONTRO ABBADO PASSATISTA… (SUGLI INTELLETTUALI FERRARESI…)

(La Nuova Ferrara, Lettere, 2005 )


Recentemente avevo condiviso lo spirito di certa intellighenzia di sinistra locale riguardo certa polemica politico-culturale: gli interventi dell’attore Marco Felloni, dello scrittore Gian Pietro Testa, soprattutto di intellettuali non d’area quali Riccardo Roversi. Ho poi constatato il silenzio assoluto dei destinatari politici, sconcertante ma rilevatore per una città d’arte come Ferrara! Ora Testa (anche Felloni) mi ha stupito con un discutibilissimo panegirico pro-Abbado, con il consueto copione anticapitalista, come se a Ferrara il problema fossero il Mercato e il consumismo! A Ferrara, semmai, il problema è proprio il contrario: oltre alla mediocrità generalizzata dei politici, manca una cultura moderna (libera e libertaria) sia a livello pubblico -istituzionale che imprenditoriale-privato, capace di comprendere l’Arte e la produzione immateriale come investimenti produttivi, come invece avviene per tutte le altre città d’arte (anche rosse!). Tale gap a Ferrara è dovuto al dominio politico incontrastato da 60 anni ormai dalle stesse forze politiche, oggi postcomuniste,“geneticamente” refrattarie al libero mercato! Purtroppo, in tale scenario “immobile” e un poco sclerotizzato, troppo spesso, certe critiche si rivelano autocritiche infinite e sterili, in fondo si tratta sempre di compagni! L’intellighenzia di sinistra, quindi, per “forza mentis” appare prevedibile e statica, incapace di captare i nuovi orizzonti delle nuove generazioni artistiche attive a Ferrara (non omologabili al “Partito”). Nello specifico è proprio il caso dei vari Testa, Tassinari, Bassi, Ranieri-Varese, il Teatro Nucleo, ecc., indiscutibili sul piano strettamente culturale (tranne Dario Franceschini, novello incredibile letterato!), ma appunto deja-vù nella loro ossessione anticapitalista! Insomma, come scrissi altrove, largo ai giovani, ad esempio certo pop d’avanguardia (Ferrara sotto le Stelle), oppure, fenomeni come High Foundation, ancora percorsi di teatro-danza-arti visive-musica come Strani Giorni, Terzo Millennio, Via Vai, Renfe, Zuni, Jazz Club, Almagesto, Punto Zero, ecc., indicano il futuro desiderabile assai più del tardoborghese Abbado o delle analisi paleoculturali appunto di certi intellettuali di sinistra. In conclusione, il problema non è solo politico quando la stessa intellighenzia di sinistra appare obsoleta e complice (almeno psicologicamente) con il Potere locale: e forse, come anche suggerito tra le righe da Riccardo Roversi, non a caso le nuove generazioni artistiche hanno snobbato il noioso dibattito (preferiscono fare!).

 

muro di berlino.jpgCENSURE CULTURALI A FERRARA… (La Nuova Ferrara, Lettere, 2006)


Che fine ha fatto la rassegna di Teatro-Danza “Strani Giorni”, a cura di Federico Felloni, per 10 anni (non una legislatura per pensioni d’oro) pole position della nuova/giovane sperimentazione ferrarese/ferrarista? A quanto pare è sparita dalle programmazioni di un ormai minculpop cattocomunista (o cattofascista!) istituzionale, sempre più arrogante, ideologico, indifferente se non ostile alla creatività ferrarese (con nomi in 10 anni anche noti oltre mura!): si ricordi anche l’azzeramento istituzionale dell’ultimo High Foundation! Già, anche ostile: negli ultimi mesi, infatti proprio Federico Felloni è spesso entrato in polemica con l’assessorato alla cultura, come noto assimilato dal nostro sindaco alieno. Ora, Causa o Effetto… è irrilevante nell’era delle nanotecnologie e della fisica quantica: ricordiamo solo le parole del sindaco in un dibattito estivo in cui ha affermato “Certi intellettuali nostrani si dedichino a letture più robuste”. Oppure, la recente splendida replica di Felloni stesso (con silenzio significativo, sicuramente “democratico materialista e dialettico…” del sindaco stesso): Felloni, laureato in Usa e non nel ’68 o in qualche corso accelerato di cinematografia. L’abolizione di “Strani Giorni” è certamente un robusto sintomo invece di totalitarismo culturale, disprezzo verso Ferrara e le sue risorse culturali incredibilmente sottovalutate! Ad esempi ulteriori: che fine ha fatto, pure, un recente splendido progetto dell’attore Fabio Mangolini, artista ferrarese assai noto in Belgio e Francia? Perché Ferrara da anni ignora il Teatrino dell’Es, compagnia di burattini e marionette famosa in tutta Europa, dei ferraresi d’origine Zanella e Pasqualini, da anni nel bolognese con Museo permanente a Budrio? Ancora, chi scrive e altri soggetti culturali da tempo cercano di proporre progetti agli spettri dell’Assessorato, ma è impossibile persino interagire, in barba alle famose sinergie a suo tempo elettorali! Invitiamo… tutti gli artisti e le realtà culturali di Ferrara che ritengano di essere boicottati dall’attuale politica-culturale ad alzare la voce della libertà, informando la stampa locale e i cittadini. Ancora, a chiedere le dimissioni di Sateriale per manifesta repressione intellettuale e spreco di risorse pubbliche (vedi Ronconi e altri grandi eventi da Unione Sovietica o Dittatura delle Barbabietole!) da destinare invece ai bisogni della gente! Ferrara città d’arte esige alla Cultura artisti e intellettuali, non sindacalisti fossili e portaborse inutili nell’era dei computer portatili! “Letture più robuste”- si diceva? Appunto, Ferrara e i suoi artisti si sveglino: “A che serve scrivere se non è dinamite?” ovvero Nietzsche… è sufficiente cari burocrati dinosauri? Per una cultura alternativa, libera e ferrarese-ferrarista!

 

moanapozzi3_prev.jpgLARGO ALLE DONNE…. (2006, Inviato alla stampa locale e mai pubblicato…) *Con F.F

 

Riprendiamo e amplifichiamo le recenti polemiche sull’Assessorato alla Cultura di Ferrara (chi scrive e pochi altri eretici.). Come soluzione ottimale uno di noi due (Guerra) ha suggerito una svolta anche politica, l’alternativa di AN e delle destre postmoderne quale postulato fondamentale. Va da sé, in attesa della rivoluzione, Ferrara non può comunque sopportare senza danni l’attuale gestione culturale di Sateriale: l’assoluto silenzio di quest’ultimo e della sua corporazione alle critiche recenti o di ieri segnala pure atteggiamenti poco democratici, quindi sarebbe opportuno - anche visto da sinistra - (F.F), qualche intervento interno alla Giunta stessa per risolvere la questione una volta per tutte. Nell’interesse generale della Città e anche della stampa…che - visto l’andazzo poco dialettico di certa attuale classe dirigente politica - tanto vale chiuda le pagine aperte per i lettori.  Ripetiamo, e come dimostriamo con questo nostro intervento bipartisan - al di là della destra e della sinistra - visti in ogni caso i tempi della politica, esistono sicuramente alternative “interne”alla Cultura e a Sateriale certamente interessanti e credibili. Pensiamo ad alcune figure anche giovani dell’Area Arci (noi siamo anche apertissimi e scientifici!), da anni operative e certamente creative in ambito culturale. Ancora di più, sarebbe davvero innovatore e significativo anche in chiave futuribile un nuovo Assessore alla Cultura finalmente donna! Alcuni nomi? Barbara Diolaiti, Alessandra Chiappini Paola Castagnotto, Marialivia Brunelli, Cora Herrerdorf, Giuliana Berengan, Francesca Mellone, Lola Bonora, M.C. Nascosi, ecc., tutte ancor giovani di età e - o spirito e di sicura competenza culturale! Avrà la sinistra tale coraggio intellettuale? Ne dubitiamo, ma sia chiaro all’attuale regime che prima o poi dovranno fare i conti con un’alternativa anche culturale non liquidabile con l’azzeramento mediatico (si leggano almeno Foucault- MICROFISICA DEL POTERE, roba “vecchia”…)!

 

 


DANTE.jpgLA CASTA LETTERARIA (Lezioni di futurismo) (Sands of Mars, webzine, 2008)


Nuovo capolavoro di Dario Franceschini, astro nascente del ri-nascente PD: “Ignazio… eccetera”, il titolo del suo secondo romanzo, ben sottolineato all’unanimità dalla Stampa italiana. Nonostante lo stress del Parlamento, Franceschini - immaginiamo a notte fonda - come i grandi scrittori simbolisti e maudit, appena libero dai gravosi impegni politici, ha creato nuove pagine che testimoniano irreversibilmente (e suggeriscono) due considerazioni: 1. La letteratura nazionale, grazie a Franceschini e pochi altri, (Diego Marani ad esempio), vive oggi un nuovo Rinascimento al passo con l’Umanesimo e la Tradizione, finalmente alla riscossa contro lo Scientismo e la Tecnologia, la pseudocultura della Televisione, ecc. Ferrara con Franceschini (e appunto anche Marani... tutti ferraresi!) è in Prima Fila nella Scala delle Belle Lettere! 2. Tale nuovo rinascimento letterario è un duro colpo a certa Casta letteraria per troppo tempo impregnata in Italia di provincialismo senza quel respiro Europeo - che da Bruxelles al Transatlantico di Roma - invece Franceschini e pochissimi altri innestano oggi nel panorama culturale italiano. Dopo Bassani finalmente, ora, nella cifra letteraria specifica, Franceschini fa volare a livello metaforico e - o metonimico, le celebri Storie Ferraresi: un volo calviniano (il grande Calvino non solo dei celebri romanzi, racconti, fiabe, ma pure quello semiotico di Cibernetica e Fantasmi). Franceschini rasenta la perfezione, danzando con trasparente padronanza linguistica (non solo… Calvino ma pure Greimais, Lotman e altri specialisti della moderna Scienza dei Segni e della Parola), tra diacronia e sincronia, scrittura verticale e orizzontale. Ne fiorisce una Logica del Senso, dove l’Anima deborda dalle pagine, catturando il lettore-destinatario, significato e significanti, sintagmi e vocali colorate alla Rimbaud, purificano e disinquinano la Parola dal Macchinismo orwelliano e dal Caos dell’informazione contemporanea. La santa Ecologia della Mente applicata alla Cultura, direbbe il grande Gregory Bateson. (* Sul genio letterario di Dario Franceschini resta una X: taluni glottologi e semiotici, notando uno jato evidente tra il suo stile orale con forte sonar... dialettale e la prosa scritta, hanno sollevato dubbi sull'autenticità della sua scrittura letteraria.. Va da sè, trattasi di mero gossip di intellettualloidi scansafatiche. Noi confermiamo la presente Lezione Futurista!)


NAIM JUNE PAICK.jpgLA FUGA DI LOLA BONORA.... (Comunicati Stampa on line, 2008)

Dopo la denuncia netta e scientifica dello storico dell'arte Vittorio Boarini (Dams e Cineteca di Bologna) del clamoroso disinteresse delle Istituzioni ferraresi sull'ex Centro Video Arte e sulle condizioni a rischio di molto materiale artistico, ignorata se non peggio dalle istituzioni stesse, subito obliata sulla Stampa locale (nei fatti un rifiuto a depositare le opere a Bologna in una struttura esistente e attiva che raccoglie la video arte italiana- come proposto dall'antiprovinciale e competentissimo e ben informato Boarini...) ora si aggiunge un altro capitolo, esoterico... e rivelatore. L'ex art director del glorioso e ormai vetusto Centro Video Arte, dopo il suo assenso a collaborare con la neonata Associazione Ferrara Video&Arte per rilanciare l'arte elettronica a Ferrara, si è clamorosamente defilata.... Ogni commento è superfluo, visto che proprio gli artisti curatori della nuova video internazionale rassegna (chi scrive in particolare), da anni sono stati gli unici a salvaguardare e a rinnovare la memoria della stagione più creativa dell'avanguardia ferrarese, non certo (tranne nel 2000 l'allora Assessore Ronchi con una bella retrospettiva al Palazzo dei Diamanti e - non a caso Maurizio Camerani - tra i protagonisti video degli anni '80-  con il Circolo Culturale Zuni), i burocrati mediocratici della Casta Ferrara. Va da sè, uno dei motivi che favorirono l'azzeramento dell'esperienza del Centro Video Arte, non fu solo certa miopia politica di regime, ma anche certo elitismo tardo  borghese e neoagreste, proprio degli allora curatori (al di là del loro talento e "futurismo" indiscutibili), certa dissipazione dell'avanguardia-patrimonio della città, artistica e posteconomica. Insomma, come sempre, un conto sono gli artisti, altri i funzionari politici, due epoche,  due universi diversi e alternativi, laddove, come noto, come scrisse Andy Warhol: "L'artista si interessa di politica per passatempo, per comunicare la Bellezza agli indigeni”.


FUTURISMO 2000.pngELOGIO DELLA ZANZARA TIGRE FUTURISTA.... (Futurismo 2009 webzine, 2008)

Ferrara - il dado, l'ospedale è tratto: solo una città 'arte e... tonti è impotente a replicare con la giusta controaerea "democratica" (persino la parola hanno ora inquinato!); temiamo sia così... Ma dovere intellettuale è dire No quando le masse deboli, rassegnate e condizionate, urlano Sì! In questi giorni la generazione unipol paleorossa sbiadita che ha rovinato Ferrara in due legislature, si preoccupa con lettere ai cittadini, ecc., dei raid previsti sul territorio e la città (nessun entomologo al recente convegno dell'Internazionale?) della terribile (e pericolosa lo è anche) zanzara-tigre. Noi futuristi speriamo invece proprio nel killer insetto! Ultima speranza a Ferrara per levarci di torno anzitempo il regime attuale. In qualsiasi città evoluta, lo scandalo dell'Ospedale fantasma di Cona (roba da Meridione!), a tutti noto, avrebbe come minimo svegliato almeno la cancelleria del tribunale, qualche avviso di ... assicurazioni (eufemismo) almeno. Invece niente, qua sono tutti silenti, tranne la nuova destra moderna ( Brandani, Dragotto, Dana, Balboni, Cimarelli, ecc) che provano a destare la città . Peggio, spiccano sintomi conclamati di patopolitica: la sindrome di Stoccolma (identificazone masochista  compiaciuta, collaborazionista... con l'oppressore) trionfa e si amplifica. In una città evoluta le dimissioni dell'intera Giunta paleocomunista sarebbe ordinaria e civile amministrazione (per Cona, le primordiche tangenti scoperte nel Palazzo, ecc.) Invece, i cosiddetti democratici se la prendono con Tremonti, colpa dell'Ici tagliata (ridono in tutta Italia!), implorano Balboni di scongiurare Tremonti (risposta ovvia - picche!), incaricano fra Franceschini, letterato...dialettale prestato alla politica per ritovare il malloppo sparito a Roma, un esperto che non conosce neppure il Pil nazionale (show con Tremonti sulla Rai, tempo fa!), per la cronaca, in Parlamento fino al 13 aprile! Ben venga quindi, la zanzara tigre: li punga uno per uno (Noi futuristi ne faremo un videoaeroraid meraviglioso!. ), Sateriale e Armata Brancaleone.... lievemente, quel tanto per fargli annunciare, in semi-incoscienza, le dimissioni in blocco. Poi, subito, si riprendano, facciano le valigie, vadano in vacanza a Capalbio, ecc.  Ferrara libera sarà già sazia cosi. Chiuderemo felici gli occhi su tutto il resto... Ma come dicono i leghisti, unici eredi della vagheggiata nuova cultura popolare moderna di Antonio Gramsci (neppure a sinistra conoscono più i loro maestri, dove non sono obsoleti!), come ben ha capito tutto il popolo della libertà, FUORI DALLE PALLE!


LACAN.jpgLETTERA A SATERIALE BLOG

(inviato a Cronaca Comune Ferrara on line e mai pubblicato, 2008)

Egregio Dottor Sateriale

Una volta tanto -leggi Palasport-caro sindaco ha ragione Lei: anzi, trovo rivelatrice la vox populi -creata a arte da certa casta economica- che finora- leggi Darsena City- quella specie di sottiletta Kraft gigante...- ha succhiato le Istituzioni come un biberon..
Come sa io non sono mai stato enero con Lei, per certe sue decisioni culturali -vedi Ronconi- perché lei- in questi anni ha totalmente ignorato la Ferrara città d'arte autentica fuori dalla solita logica cattoborghese che caratterizza da sempre Ferrara. Ma quando una città s'infervora per una squadra di pallacanestro o magari per delle trattorie o delle fontane (per la cronaca invece belle), forse Lei ha finalmente capito, al di là della Destra e della Sinistra, la vera natura dei problemi di Ferrara. Una questione ormai etnica, una città simulacro, passatista, distante dal dinamismo possibile del nostro tempo cibernetico. Visto da Destra certa Ferrara poco evoluta non dipende solo dalla sua gestione politico-culturale (e ovvio non solo da Lei); dipende anche da una casta imprenditoriale- appunto ridicola e sempre con le barbabietole al posto dei Neuroni e delle Sinapsi! Io sono libero, culturalmente come futurista ho virtualmente quasi 100 anni e quindi mi posso anche permettere senza il minimo imbarazzo, ora, di ringraziarla per aver bloccato la follia del Nuovo Palasport con i soldi pubblici. Tutti sanno a Ferrara chi poi l'avrebbe costruito! Probabilmente altrove, avrà anche finalmente il Diritto di avversari e-o interlocutori critici e leali, quelli- non solo chi scrive- che a Ferrara ha ignorato, fidandosi dei vassalli i valvassori i valvassini che erano già qua prima del suo arrivo.  Buon futuro -quindi-quando- penso con sollievo anche Lei -e con due ottime iniziative finali (oltre al Palasport pubblico bloccato-il secondo convegno su Città e Territorio) finalmente decollerà verso orizzonti meno primitivi! Roby Guerra futurista


stalin.jpgIL COMUNE CENSURA I LIBERI CITTADINI? (2008, inviato alla stampa cittadina e mai pubblicato)


Scusate l'autocitazione ma è pertinente: se fanno ciò con figure anche pubbliche (chi scrive da anni è tra gli artisti più attivi del panorama ferrarese - con certi riscontri anche fuori mura) che cosa fanno verso liberi cittadini privati dissidenti e dissenzienti con il regime tardorosso attuale della citta? Brevemente, quel che segue, tutto documentabile, solleva gravi preoccupazioni sulla libertà dell'informazione a Ferrara, conferma quel "controllo sociale" denunciato anche recentemente dal senatore Alberto Balboni. In questo inizio luglio è scoppiata come noto la querelle tra il sindaco Sateriale e il presidente Mascellani della squadra di basket di Ferrara, promossa in Serie A. Il sindaco ha evidenziato nel suo blog - sul quotidiano on line del Comune diretto da Sergio Gessi - il suo rifiuto a finanziare con soldi pubblici il preteso nuovo palasport. In riferimento a ciò e quindi al blog del sindaco, chi scrive ha inviato un commento al quotidiano on line del Comune in questione, come quest'ultimo stesso invita a fare nella sua presunta interfaccia con i cittadini, A B C della rete e dei blog... Nel mio commento ho una volta tanto elogiato il sindaco per il suo No al nuovo Palasport (con soldi pubblici, una cifra astronomica come noto); nello stesso tempo, salutandolo ironicamente ma legittimamente e con linguaggio ineccepibile, per il suo prossimo fine mandato, ho sottolineato i limiti della sua politica culturale, il suo ignorare durante la sua doppia legislatura le forze nuove intellettuali presenti a Ferrara (chi scrive gli ha dedicato anche un libro noto in città), la sua scelta di privilegiare interlocutori intellettuali convenzionali e ideologici. Ho anche sottolineato la stranezza di una città che s'infervora più per una squadra di basket... che per tutti i problemi gravi che caratterizzano notoriamente Ferrara. Ebbene, in barba alla logica ripeto minima dei blog, il mio commento è sparito nel nulla, mai edito dalla redazione illuminata del Comune. Il mio intervento, ripeto, era certo anticonvenzionale e molto ironico, ma la sua censura è significativa: propaganda e controllo sociale il quotidiano on line del Comune e il blog del Sindaco! Poi, delirano, da Veltroni a Sateriale... di dittatura strisciante del Premier Berlusconi. Il Comune, il Sindaco e il Direttore Gessi spieghino pubblicamente ai liberi cittadini di Ferrara con quali criteri selezionano gli interventi dei liberi cittadini nella Pravda on line della Città!


BEPPE GRILLO.jpgLA CASTA DEI GIORNALISTI - ASSOCIAZIONE A DIPINGERE

(Fai notizia- sito radicale on line, L'Asino Rosso Giornale libero on line, Noi Futuristi blog, 2009)


A Ferrara, come tutti sanno, tranne politicanti, giornalisti e magistrati, i problemi sono strutturali: non solo gruppi dirigenti politici da gettare quasi tutti nel Po, anche molti della cosiddetta opposizione: ovvio, per dirla con Tarantino, nei vortici preferibilmente la casta Sateriale e pseudocompagni, parodie viventi del grande Enrico Berlinguer. Appunto, a Ferrara, certa casta dei giornalisti è uno dei nodi cruciali, a quanto pare denunciato soltanto dal sottoscritto: sono persino peggio dei politicanti, semplicemente ridicoli quando, come in questi giorni, volano magari a Roma, per protestare contro presunti bavagli all'informazione! Internet li spazzerà via entro 5 anni, cominciamo a Ferrara a dare una mano alla Rete e a ... Darwin, smascherandoli per quel che sono: un'Associazione a Dipingere! Quasi come nell'antica bottega di Giotto, appartengono tutti alla stessa Bottega, Resto del Carlino o Nuova Ferrara, o il sedicente quotidiano on line del Comune: sono tutti campioni non della libera informazione, ma del peggior Informale... Signor Sì al regime rosso (ormai sempre più con l'avvento di Mastro Franceschini bianco acqua piovana contaminata). Pittori di Regime, finanche mediocrissimi pennelli, catarattici e daltonici e anzi analfabeti cromatici e mediatici(per dirla con Gothe). Soprattutto un' associazione a dipingere! Extracomunitari della Libera Informazione! La miglior prova empirica popperiana contemporanea al grande profetico aforisma di un certo Karl Marx:

"La Produzione di troppe cose inutili genera troppe Persone Inutili" Appunto la Casta dei Pennivendoli di Ferrara!


DEPERO 3 - Copia.jpgIL MONTAGNISTA FAUSTINI ALBERTO (Fai notizia, L'Asino Rosso, Noi Futuristi, on line... 2009)


Il neodirettore de La Nuova Ferrara, Faustini Alberto, ingaggiato come uno strudel appena sfornato in fretta e furia dai Montagnisti delle Dolomiti, per sostituire un grande Suprematista Valentino Pesci, sempre più scatenato contro le prodezze di Sateriale e della Casta Rossa, nel giro di una settimana ha già vinto il Premio Montagnone a Foiba Libera. La Nuova sembra la Pravda! Elzeviri e ghirigori a Franceschini da 1948, manco si preparassero per le Olimpiadi Invernali dietro una nuova... Cortina d'Amplesso, disciplina Bob a 2! La scrittura, poi, è esattamente speculare alla prosa orale del suo Dario il Magnifico (traduzione letterale dal dialetto di Zanzalino all'italiano): traduzione letterale dall'altoatesino al ferrarese di Alfio Finetti quando parla in italiano (sia ben chiaro con il massimo rispetto per l'artista!). Pochi lo sanno, perchè siamo in coprifuoco elettorale, ma è riuscito persino (2009) a censurare un centenario futurista evidemente per i pregiudizi antifascisti ad esempio di un certo Argan che negli anni 50 riuscì nell'impresa di far emigrare in Usa gran parte dei capolavori dell'avanguardia italiana. Un centenario finito persino sui media televisivi nazionali pubbblici! La notizia televisiva relegata nelle lettere!!! Il grande Graziano Cecchini Rosso Trevi, trasformato in ferrarese e ribattezzato Massimo come D'Alema!!! Dimostrabile Scientificamente, poichè semplice comunicato stampa inviato dal Curatore (il nome persino nel servizio TV!), già visibile in decine di siti e blog on line! Per un centenario a costo zero per le Istituzioni. Poi magari- Faustini- in uno dei suoi futuri elzeviri non dirà una parola sul milione di euro previsto a Ferrara per la futura mostra islamica. Ovvio, a Faustini, come tutta la sinistra antisemita europea forse i musulmani sono simpatici! (spariti i liberi operai del grande PCI, sono l'ultima speranza elettorale per certa pseudo sinistra estinta, assieme ai Rom e altre classi rivoluzionarie emergenti extracomunitarie...). Come futurista che - senza far spendere un euro al Comune di Ferrara- ha portato Ferrara sui Media nazionali- vale a dire anche 30 artisti ferraresi- accanto - ai Centenari futuristi di Milano, Roma, Bologna, Trento e Rovereto (tutti grandi eventi costati centinaia di migliaia di euro a Istituzioni e Fondazioni) gli dono questa parolibera: se ne torni il più presto possibile a fare il Montagnista, magari faccia un giro al Mart e Casa Depero....


KRAUS 2.jpgCONTRO STEFANO LOLLI PASSATISTA

(dimostrazione scientifica della Casta dei Pennivendoli a Ferrara)

(Fai notizia, L'Asino Rosso, Noi Futuristi, on line, 2009)


* Questa la risposta del passatistissmo Stefano Lolli, pennivendolo storico del Resto del Carlino Ferrara, al futurista Roberto Guerra, nel settembre scorso a seguito di un intervento di quest'ultimo inviato al Resto del Carlino Ferrara (non a Lolli!) dove lo scrittore, curatore in quel periodo di un Video Festival Internazionale...., denunciava l'assenza di Libera Informazione a Ferrara e la Casta dei pennivendoli ferraresi. Intervento, per la cronaca puntulmente pubblicato da un quotidiano on line di Ferrara, senza il minimo commento! (Ogni commento, al contrario, sulla risposta di Lolli è superfluo!).

 

* DI SEGUITO EMAIL RISPOSTA LOLLI A MIO INTERVENTO MAI PUBBLICATO DAL CARLINO FE E LINK QUOTIDIANO ON LINE CHE L'HA CONTEMPORANEAMENTE PUBBBLICATO * all'epoca Guerra ricopriva l'incarico politico indicato...


R: da Roberto Guerra - Cultura Forza Italia-PDL-Ferrara‏

Da: Lolli Stefano (stefano.lolli@ilcarlino.net) Inviato: sabato 1 novembre 2008 9.20.18 A: roberto guerra (astronave3000@hotmail.it)

 

caro guerra,

rispondo a titolo personale a questo suo strampalato sfogo: l'informazione a Ferrara è libera. libera anche di scegliere nel mare magnum degli interventi politici, delle prese di posizione _ anche le più bizzarre _, delle denunce spesso immotivate e qualunquiste, le notizie ed il taglio con cui riferirle. parlo a titolo personale, ma non tollero più che nelle lettere come la sua ci sia, sotto sotto, l'insinuazione di censure o atteggiamenti di parte; non sopporto più che non venga riconosciuto, quanto meno, l'impegno professionale e l'onestà intellettuale. in quanto ai "liberi cittadini" ed agli "strani criteri", è facile, troppo facile tirare il sasso e nascondere la mano. noi firmiamo gli articoli, ci prendiamo la responsabilità di selezionare notizie argomenti e temi, spesso "scomodi". ed in cambio ci sentiamo propinare pistolotti in cui viene insinuata una qualche sudditanza nei confronti dei poteri politici. Non mi metto a eccepire sugli "eventi" citati nella sua lettera, se lo facessi dovrei scrivere a lungo ed in modo colorito. hanno dignità, ma altri nella selezione di scelta ne hanno meritata di maggiore. perciò la riflessione dovrebbe partire innanzitutto dai promotori di queste iniziative: è certo che non sia stato sbagliato qualcosa nella comunicazione o nella proposta? Insomma, prima di accusare gli altri ha fatto un sereno esame di coscienza?

cordialmente


stefano lolli


Da: roberto guerra [mailto:astronave3000@hotmail.it]
Inviato: sab 01/11/2008 4.12
A: direttoreweb@ilgiornale.it; Cronaca Ferrara Nazione; lanuova; redazione@estense.com; redazione@libero-news.eu; redazione@telestense.it; ufficio.stampa@alleanzanazionale.it;
ufficiostampa@comune.fe.it
Oggetto: da Roberto Guerra - Cultura Forza Italia-PDL-Ferrara

Per una LIBERA INFORMAZIONE

La mia e-mail è intasata di numerose denunce di liberi cittadini che si lamentano di certi strani criteri che selezionano evidentemente gli spazi (lettere, cultura, ecc.) messi democraticamente a disposizione da parte dei media locali, quotidiani cartacei e on line e anche periodici (tipo Pm il periodico del Comune). In effetti, noi stessi, dopo molti anni di documentabili presenze in qualità di scrittore e anche "polemista", abbiamo constatato logiche di accesso in merito perlomeno discutibili (a volte anche in flagrante contrasto con le ben note e legittime "filosofie" politico-culturali). Fermo restando certe tacite difficoltà oggettive di tempestività (ecc.) fisiologiche in qualsivoglia redazione, va da sè almeno un paio di punti- spesso sottolineato dalle e -mail di cui prima (ma anche dalla nostra personale esperienza e da quella di alcuni miei amici o conoscenti noti nell'ambiente artistico e-o politico ferrarese). Più spazio - nelle pagine culturali - magari al Festival della Zanzara in provincia che alla presentazione di un libro di un autore edito dalla Mondadori... di Berlusconi! Oppure omissioni difficilmente giustificabili. Un paio di volte, mi risulta, riguardo un autore come Stefano Zecchi, ignorati dai media locali i comunicati stampa (e il curatore G. Leone di An si è giustamente lamentato sul Nuovo Corriere Padano); oppure (per esperienza personale recentissima) sul futurista Graziano Cecchini, ospitato a Ferrara recentemente per eventi video e incredibilmente censurato dai media locali e on line.... Fin qua, ok, sviste, ma in altro ambito, più strettamente politico e delicato, ci risultano, omissioni non giustificabili con sviste, ecc. Insomma, come dichiarato anche dal senatore Balboni di An tempo fa alla Sala Estense in un dibattito del partito pre-elettorale, o altri esponenti del PDL, come suggerito dalle decine di e-mail stesse di cui prima (e francamente anche per esperienza dal sottoscritto), forse si tratterebbe di anche malcelato condizionamento e veline politiche, comprensibile ma non professionale, di certi media locali notoriamente di parte (filo PD o delle Sinistre) ma anche di blasonati fogli liberali (il che solleverebbe interrogativi significativi). Noi, in genere oggettivi, al di là delle proprie idee pubbliche e delle proprie legittime antipatie personali (documentato nei miei diversi interventi sui media locali ma anche nelle webzine che curo) purtroppo, proprio per esperienze personali ripetute temiamo la seconda ipotesi, persino denunciata dal sottoscritto nel settembre 2007 nell' ambito del primo congresso nazionale dell'Associazione Culturale Consequenze (di Roma),ospitato a Ferrara (per la cronaca nell'ottobre scorso presente al Festival del Cinema di Roma). Comuniicazione inoltrata live all'Assessore Maisto, relatore istituzionale ufficiale, nochè via e -mail e fax ai vari Cavallini, Balboni, Dragotto, in una giusta ottica bipartisan (fondamentale in tali questioni). Siccome, a quanto pare, nulla è cambiato, la presente serva, al di là degli interessi "corporativi o di casta (Ferrara non è un 'isola!) da riflessione: L'Informazione a Ferrara è libera? E lo diciamo nell'interesse generale!

Roberto Guerra- responsabile culturale dipartimento comunale Forza Italia-PDL


*link quotidiano on line....Ferrara 
http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=43811&format=html

 

PRAVDA.jpgLA PROTESI DI SATERIALE CRONACA COMUNE ON LINE

(Fai notizia, L'Asino Rosso, Noi Futuristi, on line, 2009)

La premiata ditta Sateriale-Gessi, il cosiddetto direttore de La Pravda on line del Comune, Cronaca Comune, da anni ormai, nell'indifferenza stessa delle opposizioni, rassegnate, su uno dei più appunto ingessati... siti d'informazione nazionale, non sforna le fantastiche canzoni pop della modern music italiana della PFM, Premiata Forneria Marconi, Marconi appunto, uno dei geni della scienza italiana. Questa premiata... alla luce del Sole è la protesi proprio del Regime assieme all'incredibile foglio periodico Piazza Municipale, già passato alla storia per le autoelegie di Sateriale sulle mattonelle rosse dell'omonima Piazza, poi disintegratesi per un fiocco di neve in più. Tranne alcuni nomi autorevoli (Roversi, Berengan e pochissimi altri), è una specie di link, anche, degli intellettuali provinciali tutti puntualmente presenti con le loro prevedibilissime parole, stampate direttamente, anno dopo anno, direttamente dalle tipografie del Comune! (Ma questo è il minimo: fare gli eroi a Ferrara è lusso per pochi, nonostante e al di là della Questione Morale lanciata da un certo Berlinguer decenni fa ormai). Assai grave, invece, è la deliberata censura di Cronaca Come Ferrara - On Line-  verso qualsivoglia evento a Ferrara o libera parola ostile o semplicemente non allineata al pensiero unico postulato quale criterio di pubblicazione. Casi ripetuti in questi anni. E testimonianze personali: nè è colpa mia l'autocitazione, a quanto pare a Ferrara noi dissidenti siamo pochissimi, quindi giochiamo finalmente alla luce del Sole: ne ho diritto, se non altro perchè, nel mio background, a parte le iniziative di cui dopo, ho anche edito pochi anni fa un libro ufficiale, dove ho parlato di circa 80 artisti ferraresi, volume ben pubblicizzato all'epoca da una stampa ferrarese meno putrefatta di adesso - c'era Prodolini al governo e giocavano ai tolleranti -  persino con un blitz anche su Cronaca Comune Ferrara on line! Mentre Sateriale ha sempre umiliato, sottovalutandoli, almeno 50 artisti ferraresi di talento nazionale, sprecando per la cronaca risorse umane possibili e oggettive! Mentre Sateriale in due legislature si è occupato soltanto di quella mummia di Ronconi, costata più di Tutankamen! A Settembre, la Prima Impressione (di Settembre!) di Soviet... Per un video festival internazionale a Ferrara (dov'ero curatore ufficiale!), comunicato stampa inviato la notte e pubblicato la mattina stesso sottolineando che nella serata era previsto un mio intervento a parola libera! Dopo... nei giorni e la settimana precedenti altri 3 comunicati stampa, sempre cestinati! Soprattutto, e qua dovranno spiegarsi, la cronaca di questi giorni futuristi a Ferrara! Per un centenario a cura di chi scrive con nomi come Graziano Cecchini, Riccardo Campa, Ruffilli (ed altri) venuti in carne ed ossa a Ferrara, circa 20 artisti noti ferraresi, anche, (ed altri noti ovunque tranne a Ferrara e a Sergio Gessi), finito sui media nazionali, con il patrocinio del Comune, ma a costo zero, non è apparsa neppure una nota. (nonostante puntuali comunicati stampa), Domando ufficialmente alle forze d'opposizione del Consiglio Comunale di Ferrara: Forza Italia, Alleanza Nazionale, La Lega di chiedere spiegazioni alla Giunta Sateriale di tale autogoal istituzionale. Proprio a Sateriale, sindaco di Ferrara che se ne frega di un evento a Ferrara finito accanto ai più importanti eventi sul Futurismo per il Centenario (Roma, Milano, Bologna, Trento e Rovereto) e a Gessi (esteticamente non a caso quasi un clone del Fazio di Rai3): Forse avevano perso la testa per Franceschini, neo leader del PD. Il prossimo centenario del 2109 lo pubblicizzeremo allora su Stranamore!

INTERNET 3.jpg"DELIRIUM" AL PALASPORT DI FERRARA (L'Asino Rosso....Giornale on line, 2009)

Questa sera al Palasport è di scena il ciberprofeta dell'antipolitica, il celeberrimo e discutissimo Beppe Grillo (non è la prima volta nella città estense). Preceduto dai cosiddetti Grilli Estensi, Grillo presenta "DELIRIUM", programmatico e significativo titolo di una serata eretica e fulminante. Ferrara, indenne a Tangentopoli, pare anche a Ferraropoli, almeno non sfuggirà alla rivoluzionaria antipolitica (meglio postpolitica) futuribile o futurpolitik del cosiddetto Comico, dal punto di vista mediatico, ecologico e futurologico certamente una figura unica nell'Intellighenzia nazionale, generalmente passatista, servile e corrotta. Non ci riferiamo tanto alle strane e probabilmente deleterie compagnie grilline dei vari Travaglio e Di Pietro (il tallone d'Achille di Grillo, residui sessantottardi del comico): quanto appunto alla sue Parole in Libertà (letteralmente) che - al di là dell'ideologia, del Centro, della Destra, della Sinistra (ma ci sarà mai qualcosa d'altro?) -  esprimono uno Stile critico, libero e futuribile certamente condivisibile. Grillo è tra i pochi in Italia ad aver capito l'essenza di Internet e delle Nuove Tecnologie, lo tsunami  Rete che - in quanto medium-messaggio - ha già inondato la vecchia informazione, la vetusta politica, destinate all'estinzione, piaccia o meno ai Baroni di tutte le caste nazionali, micro e macro, periferiche e romane. E Ferrara, anomalia nazionale, è certamente, futuramente, campo di battaglia per il Satiro Terribile: che poi sia un Comico a dire spesso la verità in Italia è un atto d'accusa trasparente contro l'Intellighenzia Italiana, un po' come Striscia la Notizia, rispetto ai mass media cartacei e televisivi in genere. Benvenuto, in ogni caso futurdadaista Beppe Grillo e fai saltare poeticamente le Mura di Ferrara, la Rossa (molto annacquata, naturalmente, in questi anni duemila!)

FINESTRE.jpgFERRARAROPOLI IL MISTERO DELLE STRADE CHE RIDONO...(L'Asino Rosso, Giornale...2009)

Grandi lavori in Via Bologna: dopo anni di proclami sta nascendo l'ultima utopia ecourbana dei vari Franceschini e della Giunta filoambientalista. Uno dei raccordi più "amati" dai liberi automobilisti di Ferrara, ci fanno persino da anni spesso la fila, come per magia, giorno dopo giorno, affiora delicatamente agli occhi dei cittadini pedoni e dei fari delle macchine... Finalmente, una nuova grande strada bella al passo con Ferrara città d'arte! Marciapiedi da film di fantascienza sociale spuntano ai lati, deliziosi cordoli fanno da contorno raffinato secondo il gusto eterno dei degnissimi eredi istituzionali di Biagio Rossetti e Messisbugo. Come prevederebbe Engels (sicuro della fine del capitalismo per la fine dell'Ottocento) o lo stesso Sofri negli anni Settanta (convinto dell'avvento della rivoluzione proletaria),  i liberi pedoni e automobilisti ferraresi già pregustano per la Primavera, passeggiate tipo i Campi Elisi a Parigi o navigatori intelligenti tipo quelli della Nasa. Criticamente e "microstoricamente" parlando proprio per Via Bologna Area, tutto è possibile: abbiamo in ogni caso scoperto il libro segreto degli esperti della viabilità a Ferrara, il Libro Cuore di De Amicis, magari mixato da Va dove ti porta il Cuore della Tamarro... e qualche manuale verde di Pecorino Scanio. Il Boulevard in gestazione nei fatti sembra ridurre parecchio la Strada per la libera circolazione della macchine e degli automobilisti: assomiglia troppo al bel capolavoro di Via Fabbri, un bel restauro, peccato adatto più al Lido degli Estensi che a una città capoluogo come Ferrara. Soprattutto, è tempo che i Tecnici, per diversi mesi sempre puntuali a sovrintendere in carne e ossa i lavori in Via Bologna, diano un'occhiata ad un anacronismo dei semafori seriale in tutta l'area. In tutti gli incroci di Via Bologna, da Via Volano a Via Putinati, a Via Goretti, Via Argine Ducale, più che un boulevard, per pedoni e automobilisti, è da anni un vero e proprio bowling gratuito. Semafori dell' era di Donigaglia, infatti, incredibili: Verde contemporaneo agli incroci a automobilisti che devono svoltare e ai pedoni! Gli uni e gli altri sono costretti quasi a un rollerball per evitare Incontri Ravvicinati del Tipo Croce Rossa; scarsa visibilità inoltre per gli automobilisti, spesso anche troppo rampanti per non ingolfarsi agli incroci. Tra Via Volano e Via Bologna, poi, come noto, l'ultimo rinnovameneto ha generato ben due semafori con un bel cordolo o affine quasi in mezzo alla strada. E' semplicemente un miracolo che finora in tali incroci non ci scappi il morto (evidentemente, un poco di buon senso reciproco tra automobilisti e pedoni evita i fatali Incontri Ravvicinati: ma davvero impossibile riprogrammare i Semafori in modo da equilibrare l'altalena Verde-Rosso (guarda...guarda), secondo criteri non folli come ora? Ben vengano anche (siamo generosi) i futuri Campi Elisi in Via Bologna: ma nell'attesa del radioso avvenire della Circolazione, il Comune tolga la licenza al Bowling illegale dell'Area; Se non i Politici almeno Semafori intelligenti, i liberi ferraresi,automobilisti, pedoni, se lo meritano...

SORDI.jpgSATERIALE MULTA FERRARA! (L'Asino Rosso Giornale Libero On Line, 2009)

Gravi affermazioni del sindaco Sateriale sulla questione delle multe facili, scandalo ferrarese portato alla luce dall'iniziativa del Dottor Rendine di Alleanza Nazionale, con persino la creazione di un Associazione delle Vittime della Polizia Municipale (sia ben chiaro non contro i Vigili ma contro la Filosofia incredibile che caratterizza certa sicurezza cittadina, decisa dal Palazzo!). Evidentemente scottato da un sondaggio recente sui peggiori sindaci nazionali, ormai in fase terminale del suo mandato, Sateriale ha rilasciato queste sconcertanti affermazioni, praticamente multando una città intera e i suoi liberi cittadini e automobilisti! (Dalla stampa cittadina): " E' vero, però, che non tutti i cittadini, come scriveva Indro Montanelli, sono capaci di disciplinarsi da soli, perciò occorre aiutarli, anche con un pizzico di repressione, a ricordare le regole" (Sateriale) !!! Sono parole che si commentano da sole: un elogio arrogante e antidemocratico della repressione, presupponendo i cittadini ferraresi incapaci d'intendere e di volere, una filosofia ai limiti della Costituzione e dello Stato di Diritto che presuppone, in democrazia, i cittadini autonomi, responsabili e capaci di libera scelta. In qualsiasi altra città non schizoide in senso psicopolitico come Ferrara,  sarebbero già decollate richieste di dimissioni anticipate per affermazioni del genere da parte del Primo Cittadino! Roba da remake trash del capolavoro di Alberto Sordi, a suo tempo, IL VIGILE URBANO! Per non parlare della citazione Montanelliana, semplicemente ridicola: come Pappalardo all'Isola dei Famosi che cita... Abbado!

NEANDARTHAL.jpgTAGLIOLE...PER ALLODOLE... (L'Asino Rosso Giornale Libero On Line, 2009)

Con gli ultimi residui dell'ex Grande Macchina della propaganda comunista... il PD e la Casta Rossa di Ferrara hanno già cominciato le grandi manovre per le prossime elezioni comunali. Dopo la farsa delle cosiddette Primarie (se vinceva il buon Merighi, sarebbe saltato il PD a Ferrara) con l'incoronazione ufficiale a Premier locale dell'ex democristiano (ex?) Tagliani, alcuni spot mirati e orwelliani... invadono la libera informazione ferrarese. Alcuni, anche, obiettivamente raffinati, degni di strategie semiotiche, alcuni persino casualmente (ovvio) pilotati dall'esterno. Tra i più subliminali, come noto, gli incredibili dati provenienti da qualche Hacker amico di Sateriale e pseudocompagni infiltratosi nei computers del Sole 24 Ore: secondo il quale a Ferrara nel 2008 sarebbe migliorata la qualità della vita, la qualità ambientale e lo sviluppo economico (Lavoro e Cultura...). Dati soprendenti e in flagrante conflitto con il Reale (non quello magari di cui parlava Lacan) ma verificabile tutti i giorni dai liberi ferraresi. Persino la stampa periferica di sinistra è rimasta perplessa su tali statistiche più stile Dianetica che scientifici. Poi è già sceso in campo il pur non banale Rettore Patrizio Bianchi con dichiarazioni buoniste al limite della mistificazione sul presente e il futuro di Ferrara (invero tattiche per ... l'Università e in tal senso concordiamo!): in ciò ben coaudiuvato dalla solita Intellighenzia di sinistra (tardo hegeliana e paloborghese ormai) che con banali illuminati interventi apparentemente critici e lamentosi in realtà foraggia sempre i Resti del Partito:I vari Baratelli, Testa, pagine certamente non banali, ma ben poco propulsive, screzi familiari...ancora ideologici, distanti dai necessari sguardi "postmoderni"necessari per captare senza dogmi lo Stato delle Cose (a Ferrara in questo caso) e immaginare futuri alternativi (anche visto da sinistra!). Inoltre un probabile capolavoro mediatico-politico: la vox populi narra da tempo di un patto trasversale: Il Comune resta ai Compagni (pseudo) e la Provincia (nei prossimi anni abolite - le province!) all'opposizione. Il PD ora candida una delle figure nuove e del futuro più interessanti del suo schieramento (la Zappaterra) appunto in Provincia. Persino qua, forse, uno Specchio di Biancaneve per le allodole ferraresi! Quasi come per la Finocchiaro in Sicilia nelle ultime elezioni nazionali. Infine: il richiamo alle armi dei militanti e degli elettori eterni: l'abolizione fuori tempo massimo della sconcertante Stanza Urbana in Via Putinati (con Sateriale che quasi si vanta dell'impresa!), il rinvio dell'apertura del Nuovo Asilo per questioni ambientaliste, finora trascurate, l'annuncio (comunque benefico) di 700000 Euro in meno per la politica culturale, con tempismo pre-elettorale appunto sospetto (mentre un altro ferrarese in Regione, spreca 70000 Euro per certa avanguardia video - Netmage - pseudofuturista e prototipo di certa casta culturale, ignorando magari realtà ferraresi del settore capaci nei fatti di organizzare a costo zero o privato rassegne internazionali! Non un bel segno... che già vanifica il pur promettente nuovo approccio di Maisto in città.). Va da sé: per certa debolezza del Centro Destra ferrarese, queste grandi manovre risulteranno persino vincenti, quindi onore ai futuri eterni vincitori paleocomunisti postdemocristiani tardoborghesi agresti, sempre amati dai sudditi da tempo carenti di libero pensiero e libera azione, solo piagnucolosi. E' tempo per il futuro a Ferrara di una rivoluzione antropologica.

DON CAMILLO.jpgFRANCESCHINI, CARONTE DEL PD.... (L'Asino Rosso, Giornale Libero On Line, 2009)

Ferrara è un'anomalia nazionale, il microlaboratorio ideale per captare certo passatismo nazionale, dei Resti della Sinistra in particolare. E la città estense è anche epidemica, ha persino contagiato il PD nazionale, malato terminale, ormai: e Franceschini Dario, da Ferrara, improvvisamente, dopo l'abdicazione di Veltroni, è diventato il Leader di cartongesso dell'ex PCI, ex PDS, a giugno dopo le Elezioni Europee, un altro reperto per l'Archeopolitica! Tutti lo sanno, tranne Franceschini, nota aquila ferrarese e molti suoi concittadini sulla stessa frequenza di Q.I (ma assai meno di quanto sbandierano i quotidiani cartacei di regime!): non a caso la sua leadership è già bersaglio privilegiato di tutti i media (tranne a Ferrara, ma si sa, qua la nebbia ha da un pezzo manipolato il DNA degli autoctoni): il becchino del PD, lo chiamano, diciamo - per onorare il suo presunto talento letterario- il Caronte dei resti della Sinistra. Ma non solo la stampa di destra è scatenata, anche per gli esordi da ex DC in versione sessantottarda, paggio quasi dell'estremismo di Di Pietro, il solito antiberlusconismo, la solita retorica della Costituzione, i soliti anatemi su certo presunto totalitarismo del Centro Destra, poi a casa sua a Ferrara, Comune e Stampa di Regime censurano eventi culturali persino inclusi dal Comitato Ufficiale di Stato nelle celebrazioni ufficiali (leggi Centenario futurista a Ferrara del 20 2 scorso.). Le bordate più significative arrivano da sinistra, Cacciari, direttori della Stampa di estrema sinistra e così via! Va da sè, ma se a Roma volevano un ferrarese, a Ferrara, anomalia nazionale non solo in senso negativo (società postmoderne complesse, complessi i giochi anche cosiddetti politici, sguardi quindi modulari, simultanei e complessi per captare il Reale nel suo divenire...), potevano finalmente fare qualcosa di Sinistra (quella futuribile, possibile, postmoderna): Massimo Maisto, Alberto Ronchi, Marcella Zappaterra sono postpolitici, nei fatti, già ben più autorevoli dell'ex pupillo di Cristofori.... Attuali Assessori alla Cultura di Ferrara, Emilia-Romagna e futura leader della futura new new gauche ferrarese, simbolo tra l'altro di certo Potere Rosa creativo, femminile, a Ferrara particolarmente emergente (per chi osa guardare senza prosciutti (o mortadelle o salamine... ora) negli occhi! Simboli, invece, Ronchi e Maisto (ex Arci Ferrara, anche) di modernismo non banale, con innesti a Ferrara e in regione, di input culturali finalmente al passo con certa cibercultura, e rockpop cultura, cinema e video compresi, innovativi nelle senili Regione e Città Rossa. Ma, probabilmente a Roma, qualche barlume del genio ineguagliato di Togliatti o Berlinguer e certo modernismo dell'ex PCI è rimasto, anche nell'attuale coma vigile della sinistra: la scelta di Franceschini come Caronte in questo senso, per poi ripartire da zero, chiarendo una volta per tutte l'equivoco del virus democristiano- e anche quello paleocomunista, è necessaria anche se dolorosa terapia, scelta intelligente...

MAO.jpgFERRARA GEMELLAGGIO CON PECHINO? (L'Asino Rosso, Giornale ....On Line, 2009) *

La notizia gira da qualche giorno, nel centro storico: prossimamente Ferrara, finalmente, oltre ai gemellaggi con sperduti villaggi ex sovietici o improbabili cittadelle denuclearizzate, sarà eterozigote con l'immensa China, già superpotenza economica e probabile capitale mondiale del futuro economico tra qualche decennio. Finalmente una visione del futuro grandiosa da parte del Palazzo, qualcosa di Marx e Majakowskij è sopravvissuto al revisonismo cattoborghese attualmente dominante. Ovvio, forse è solo un aneddoto metrocontadino della città estense. In ogni caso, sotto gli occhi di tutti, ferraresi e cinesi sono già persinò fratelli: e ben vengano i figli di Mao Tze Tung, anche dopo millenni, assolutamente discreti e ancora impregnati di certo Stile orientale ineguagliato che viene appunto dalla sua Grande Tradizione imperiale e filosofica, da Confucio a LaoTze. A differenza di altre etnie poco tolleranti i cinesi hanno un naturale ed elegante rispetto per le culture in cui s'innestano: tutto ciò è fuori discussione ed anzi sono il prototipo per qualsivoglia altra etnia. In effetti, anziché l'annunciata Grande Mostra sull'Islam (???? a Ferrara?), sarebbe certamente più logico (ed anche più evoluto) programmare un grande evento sull'ARTE E LA CULTURA DELLA CHINA. Tuttavia a Ferrara (ma il problema è estraneo a loro, dipende dai custodi delle nostre tradizioni e della nostra cultura, dai Politici dominanti) un'anomalia spicca con altrettanto evidenza, rispetto alle metropoli: qua, generalmente, nascono quartieri cinesi ad amplificare le città moderne ed in evoluzione. A Ferrara, città minimale, a quanto pare ormai spuntano ovunque dentro il Centro Storico, diciamo così Haiku contemporanei, ristoranti, botteghe, bancarelle. Benissimo alcuni ... volumi della sublime Poetica anche economica Made in China. Ma, ormai siamo ai poket bestsellers, codici ISBN con troppa disinvoltura evidentemente stampati dalle Istituzioni che dovrebbero invece, per qualunque etnia, limitare l'invasione nel Centro Storico e ZTL, per salvaguardare non solo le attività ferraresi, ma proprio le nostre tradizioni e cultura! Sicuramente, Made in China, oggi, significa Euro/Yen in contanti. Ma i nostri amministratori e anche i deboli Sindacati del Commercio (e non solo) sono già - come noto- abbondantemente stipendiati. Non è necessario che si complichino le calcolatrici comunali per calcolare - tra pochi anni - il volume d'affari del Commercio nel Centro Storico e in ZTL! Né i liberi cittadini, commercianti, eccetera, desiderano scoprire proprio a Ferrara il Continente perduto.. MU, secondo alcuni scrittori di fantascienza, patria originaria di tutti i bellissimi occhi a mandorla!

*Marco Cremonini

paperone 2.jpgIL MISTERO DELLE BANCHE (L'Asino Rosso Giornale Libero On Line, 2009) *

Ferrara, è risaputo, è Cenerentola dell'Economia in Regione, nonostante a volte strane valutazioni (anche prestigiose - di recente il Sole 24 Ore) in flagrante contrasto con i dati di fatto tangibili e trasparenti. La scommessa coraggiosa, degli anni '80/'90, dell'ex sindaco Roberto Soffritti (il migliore a Ferrara dal dopoguerra), di Ferrara città d'arte e turismo tutt'oggi ha esiti molto incerti, certa casta dell'era Sateriale ha gestito male il trend dei decenni scorsi. Tuttavia, Ferrara è anche città misteriosa a livelli non esoterici, ma economici: un fenomeno quasi da Houdini, viste le premesse economiche ristrette e in fase involutiva costante che caratterizzano la città., è un prodigioso aumento delle banche a Ferrara. Chiudono fabbriche e botteghe, San Romano e altrove sembra un turn over da Serie A, vista l'altalena di saracinesche e insegne vertiginosa, praticamente ogni passeggiata nuova nel Centro Storico. Invece, le Banche proliferano! Delle due l'una: o i ferraresi hanno fondato su Face Wall Street (un blog metafisico...) il Club delle Cicale, campioni di risparmi che depositano nelle cassette di sicurezza, oppure molti turisti innamorati di Ferrara perdono così la testa da depositare i loro risparmi o patrimoni in città. Certamente, futuramente, secondo logica, Ferrara attrae molti quattrini da clienti non indigeni: il fenomeno storicamente è forse iniziato dopo il capolavoro iper-realista del Palazzo degli Specchi, autentica icona appunto postmoderna, roba da far schiattare d'invidia i grandissimi Christo o-  più recentemente - vista l'autoevoluzione bioarchitettonica del Mirror's Palace, quasi bio-organica (altro mistero metafisico di Ferrara). persino Burri.... Trend esploso, poi, con la Piazza Rossa delle Mattonelle troppo olografiche alcuni anni più tardi, e con l'avvento dell'Euro, altro mistero dell'arte contemporanea ferrarese.

* Marco Cremonini

 

asino1.jpgCONTRO DIEGO MARANI PASSATISTA (I tecnoignoranti della sinistra) 

(2007, inviato al Resto del Carlino e mai pubblicato)

Una premessa: dal punto di vista scientifico parlare di cosiddetta sinistra attuale nazionale e ferrarese è discutibile anche sul piano linguistico e terminologico: da Marx a Benjamin a Marcuse a Guattari a Bifo a Cacciari , una nuova sinistra libertaria e postmoderna è scenario futuribile e desiderante, perciò uso l’espressione in relazione all’attuale pseudosinistra assimilata da tempo - dopo Prodi - dagli ultracorpi democristiani, come nel film di fantascienza! Diego Marani insiste nella sua crociata pro Sateriale pro Ronconi pro la politica culturale di Ferrara. La gente a Ferrara gli ha già risposto per le rime, Brandani di An - da gentiluomo – altrettanto, ma Marani appunto insiste dopo avere offeso metà degli italiani “Gli ignoranti della destra”. Ebbene, per quel che mi riguarda, Marani è il prototipo degli Ignoranti della Sinistra: il classico letterato sinistroide analfabeta dal punto di vista mediatico e tecnologico, ignora totalmente gli effetti psicosociali delle nuove tecnologie - per dirla con McLuhan, De Kerchove, Negroponte, Baudrillard e tutta la semiologia o la cibernetica contemporanee. Marani, come tutta la sinistra, ignora l’essenza democratica di Internet: ...sono sempre anni-luce in ritardo a sinistra su queste questioni, dalla radio alla televisione al computer all‘automazione alla robotica e ora la Rete. Mentre Berlusconi il primo imprenditore italiano dell’era dell’informazione, il nostro misconosciuto Bill Gates, ha rivoluzionato la cultura italiana, a sinistra continuavano a salvare L’Unità o a fare i Festival…a usare le Radio libere prima delle elezioni (e poi a chiuderle…) a ciarlare sul Big Brother di Orwell. Perciò per essi (Marani e molti intellettuali della cosiddetta sinistra) è normale servire principi culturali discutibili del secolo scorso pre-Internet come Sateriale e mistificare quel che la questione Ronconi evidenzia per Ferrara alla luce del Sole, separare per logica arcaica Cultura e Bisogni della Gente! Su Ronconi non solo da Destra dovrà essere fatta piena luce, una supernova per la casta ferrarese! E questa battaglia è un dovere anche intellettuale e trasversale! Ronconi è il canto del cigno di una politica dei grandi Eventi che a Ferrara ha fatto il suo tempo: non ha fatto decollare la città dal punto di vista economico, poiché finalizzata da tempo - tale strategia - non al futuro di Ferrara ma alla preservazione della Casta rossa dominante da mezzo secolo e oltre! Ferrara ha le priorità oggi dell’economia e della sicurezza e dell’etica verso i cittadini inquinati da politiche di pseudosviluppo - non solo culturali – pseudoecologiche, ecc., cittadini inascoltati dal regime locale ovattato nel Palazzo! 700000 per la cultura… per un commediante oggi passatista non esigono neppure commenti (lo dico dopo Carmelo Bene, Jonesco, Kemp, Gaber o Prampolini!). La città è ricca di talenti da valorizzare che costano poco, in ogni caso da finanziare, attraverso detassazioni concrete alle Imprese locali da coinvolgere come sponsor, oltre al ruolo fondamentale della Rete a livello prepostpostproduttivo. I grandi eventi? Non certo l’Ermitage o il Museo della Shoa non pertinenti (altre operazioni-parate!). Qualcuno – certo - ma assai più oculato, dalla Tradizione del nostro Rinascimento (non le Saterialiadi estensi!) o al passo con la cultura contemporanea (Battiato sarebbe costato infinitamente meno!). Appunto siamo nel 2007 e se proprio si vuol parlare ancora di Odissee… allora l’Odissea di Stanley Kubrick ha reso anacronistica l’Odissea di Omero, finanziato… caro Marani a suo tempo dagli schiavi della Democrazia cosiddetta dei nostri antenati greci, come te dalla tua amata Bruxelles a suo tempo trono di Prodolini, l’attuale tiranno degli italiani! Invece, da Internet la Democrazia e dalla Libertà la Cultura ma in sinergia se non dopo… con i bisogni della Gente!


MAJAKOWSKIJ.jpgROBERTO PAZZI E L'IMMAGINARIO (La Nuova Ferrara, lettere 2005)

 

Roberto Pazzi, Assessore alla Cultura? Ferrara, città d’arte (persino nel Logo) non può certamente rifiutare la sua auto-candidatura, bella e fuori protocollo! Benvenuto, quindi, a Pazzi nuovamente eretico, come al Vincenzo Monti, in alcuni suoi libri, al tempo delle sue coraggiose polemiche contro il precedente potere paleorosso di Ferrara, con il progetto incompiuto dell’Immaginario. Solo, alcune postille relative all’ecosistema politico e culturale locali in cui innesterà le sue parole e imprese eretiche: scelga come interfacce contemporanee a Ferrara soprattutto le nuove generazioni artistiche under 40 (io, per la cronaca, del 60, coerentemente futurista mi chiamo “out”...), un magma creativo solo in attesa di input per decollare. Lasci perdere invece certa intellighenzia di sinistra ferrarese attardata, biliosa e reazionaria, certi grandi eventi cari solo alla nomenklatura (e i loro lacchè), certe associazioni passatiste... Insomma ,sia Pazzi un assessore rivoluzionario, reinventi la grande stagione dell’avanguardia Video della Sala Polivalente (appunto, molti giovani eredi multimediali oggi sono attivi a Ferrara), dia ai Buskers quella dignità neorinascimentale che li caratterizza, reinventi il grande Passato dell’Ariosto, di Biagio Rossetti, di Govoni, di Nello Quilici, di Bassani, sincronizzi la Poesia con il futuro, magari anche con coraggiose interconnessioni con certa poetica scientifica tacita ad esempio nei neonati Biologi evoluzionisti di Ferrara, favorisca decenni (anche) di creatività Arci (dal cinema alla musica), scommetta davvero su una Nuova Officina ferrarese del duemila Altrimenti lasci Ferrara al suo destino d’analfabetismo scientifico e culturale, e la città - naturalmente cambi logo: non più d’Arte ma dei Mattoni Rossi o delle Barbabietole Verdi!


PROFONDO ROSSO.jpg PER UNA SVOLTA CULTURALE (Resto del Carlino. lettere, 2006)

 

Ferrara città d’arte e turismo sono oggi quasi mere simulazioni (per dirla con Baudrillard), progetti incompiuti e falliti, come da più parti ormai si denuncia trasparentemente. Nel turismo si vedano gli interventi ad esempio del Dottor Viola, mentre decenni di risorse non hanno permesso alle aziende di settore di decollare (nonostante gli sforzi fatti da esse), mentre molti nuovi posti di lavoro creati soprattutto all’inizio… sono stati azzerati utilizzando meritori volontari, ma appunto vanificando migliaia di nuove assunzioni e speranze di giovani (a Ferrara, Cenerentola dell’Economia!). Oggi, inoltre, Abbado e Grandi Mostre sono trend esauriti, ad uso di propaganda e facciata per una città (come da tempo evidenziano i manifesti del Dottor Barbieri) avvelenata dall’inquinamento e dalla depressione non solo ambientali ma dai poteri forti comunisti, da 60 anni senza alternative! Da terminare, anche, l’era del burocrate Buzzoni (Farina dove sei?), gli attici di Ferrara Arte e Ferrara Musica! E cronologicamente, dal Palazzo degli Specchi in poi tutta una serie di misteri politici, tutti notissimi, segnalano la decadenza politica e istituzionale della città. Certa cultura neoestense (per dirla anche con l’inventore almeno moderno del termine - Lucio Scardino) è vivissima (come segnalato da chi scrive o altri, ma basta solo informarsi e vivere… la città), ma è snobbata dal Palazzo, spreco di risorse culturali della città incredibile! Ferrara, lo sanno tutti ma la gente è rassegnata (e molti legittimamente ci campano), si avvia a diventare un quartiere di Bologna, magari tra dieci anni con il centro-storico desertificato (visti i capestri prodiani e di Sateriale sui commercianti) invaso da immigrati, magari riparati sotto il Castello Estense (e fino a quello Nuovo di Via Wagner…) dopo essere stati “tagliati” da città rosse non solo ideologiche o furbette come Padova e Bologna. Voglio dire, è tempo di una radicale svolta culturale ed economica: prioritari devono essere i bisogni della gente, basta con gli sprechi per la Cultura della Nomenklatura. Si utilizzino le risorse disponibili (assai di più di quel che “dichiarano” i nostri onesti “furbetti”) per tale obiettivo inrinviabile, magari tassando finalmente le Coop. Quanto alla Cultura si utilizzino appunto e soprattutto le risorse umane periferiche, spesso ormai di livello nazionale, un nuovo assessorato al marketing, al posto di altri inutili o art-manager o fondazioni varie..., sarebbe fondamentale per le famose sinergie. Gli artisti di Ferrara (dal Palio ai giovani videoartisti) costano poco e si stimolino le aziende a investire sulla cultura e il turismo detassandole con giusto rispetto, per rilanciare anche alcuni cosiddetti grandi eventi e mostre possibili, con pacchetti globali programmati e basati su sguardi non effimeri (per abbellire il Morto…) ma prospettici e futuribili. Va da sé, tale nuova politica culturale ed economica (con nuove politiche meno vessatorie anche sui parcheggi e sulla viabilità in centro e con i giorni feriali non più interdetti alle macchine), qua succintissima, presuppone una nuova politica alternativa vincente, fatalmente (per motivi storici e di necessaria novità fisiologica…) pilotata da Alleanza Nazionale e - come annunciato dal suo leader storico - Sen. Balboni (e dal nuovo giovanissimo leader Luca Cimarelli) pochi mesi fa, aperta a tutti quei soggetti politici e culturali che davvero vogliono liberare e trasformare Ferrara, dare nuova gioia alla città! Un nuovo rinascimento, una rivoluzione sono ancora possibili!

 

graziano cecchini segnali di fumo - Copia.jpgConclusioni: ARCIPELAGO…FERRARA (Da Balbo a Balboni...al FUTURO)


"Il proletariato dei geniali al governo realizzerà il teatro gratuito per tutti e il grande Teatro aereo futurista" Filippo Tommaso Marinetti


Una digressione ferrarese, intesa come campione scientifico nazionale (e storicamente giustificata e pertinente), ovviamente riparte dalla stagione eroica della rivoluzione fascista. Altrove una succinta disanima più specifica su Italo Balbo: ora uno sguardo trasversale fino ai nostri giorni con particolare puntualizzazione sull'attualismo... e sulla roccaforte comunista Ferrara, ancora saldamente in mano alle forze pseudoprogressiste del Passato. E iniziamo dal futuro, dal Presente: negli ultimi decenni il "regime" spaccia Ferrara per città d'arte; è anche vero, come nessun revisionismo deve discutere fatti storici irreversibili come la resistenza (anche ferrarese) e tutta la mitologia anche reale antifascista, il ruolo eccezionale dei comunisti italiani (da Togliatti a Berlinguer!)  rispetto al comunismo internazionale (pur con il dubbio indimostrabile ma fondato di un probabile slittamento nell'orbita di Stalin se i Rossi... avessero vinto nel 1922 o nel 1945.). Va da sé, piaccia o meno, certo fascismo ferrarese in particolare, testimonia tutt'oggi a livello esclusivamente semiotico - sia ben chiaro - una rivoluzione italiana possibile mai realizzata: lo stesso vituperato Italo Balbo si oppose chiaramente alle leggi razziali e alla suicidale alleanza del duce con la Germania nazista, per sottolineare - ora- uno solo degli aspetti di certo revisionismo non volgare e bugiardo che la politica del futuro non può ignorare o ibernare. Nel secondo dopoguerra a Ferrara e soprattutto nella nostra contemporaneità, l'opposizione antiregime - precursore della svolta di Fiuggi della Destra italiana - s'identifica con il ruolo dell'attuale senatore Alberto Balboni: ricordiamo soltanto l'ancora recente memorabile battaglia sullo scandalo insabbiato del Palazzo degli Specchi, pietra miliare della fase terminale del paleocomunismo ferrarese. Il ruolo, poi, nazionale e fondamentale del Festival del Tricolore a Mirabello testimonia anche con il foglio rinnovato a livello ideale del Corriere Padano.(fortemente voluto da Alberto Balboni e Carlo Ferretti- per anni Paladino inascoltato dell’aeroporto... Italo Balbo, tra primi d’Italia e mai decollato… per farci il Castello Rosso, diretto prima dal libero e colto conservatore Stefano Gargioni e poi dal libero e gentleman giornalista  politologo Mauro Malaguti), il percorso alternativo per Ferrara più visibile degli ultimi decenni, al di là dei numeri per Forza Italia (mero effetto Berlusconi) e della critica hard recente de La Destra dello stesso Gargioni e Alberto Ferretti, dell'eretico Davide Verri, alla luce di recenti gravi errori mediatrici e poltici che caratterizzano l'attuale opposizione. La "Ferrara Liberata" che la Nuova Destra italiana postmoderna scommette è tuttavia ardua impresa in un villaggio... nazionale dove il Partito Comunista ha anche parzialmente nel Passato operato brillantemente (come in Emilia-Romagna) e dove gli eredi attuali postcomunisti vivono - ancora vincenti - di forza d'inerzia sempre più e godono i frutti di 60 anni di dominio incontrastato. Ferrara è chiaramente una rete virtuale... ma concretissima di poteri intrecciati (comprese magistratura e banche) che coinvolge anche nell'anima tutta la popolazione: chi si oppone a Ferrara, mette in gioco la propria sopravvivenza economica, la propria autoaffermazione e prestigio, rischia l'esilio sociale come negli ex paesi della cortina di Ferro, fatte le dovute proporzioni... In realtà, tornando al presente più specifico, Ferrara città d'arte, sta esaurendo la propria forza propulsiva, è ormai mito d'arte! Lo scandalo Ronconi è il canto del cigno di tale mitologia! Ferrara resta Cenerentola dell'economia, nonostante Arte e Turismo, al di là di certa creatività persistente della nuova generazione postcomunista, identificabile con l'Arci o certo ambientalismo: alcuni dei migliori (i vari Alberto Ronchi, Massimo Maisto, Barbara Diolaiti, Leonardo Fiorentini o lo stesso Golinelli) assurti a ruoli istituzionali non trascendono spesso i pregiudizi paleocomunisti da cui provengono, scontano pure l'inevitabile scivolamento democratico di una città che non ha mai conosciuto in 60 anni politiche alternative (una vera e propria legge fisiologica del Potere!). Insomma 20 anni di fascismo, 60 di comunismo (quasi come ...Moska!) , già tale fatto storico non può non suggerire, in nome della libertà e della democrazia (ora in senso relativo senza enfasi o provocazioni letterarie) la necessità inrinviabile di una prossima rivoluzione neoestense.  L'arte e il turismo non favoriscono affatto a medio-lungo termine, in tale politica di regime, l'evoluzione economica di Ferrara, anzi fungono sempre più da lucciole per lanterne: nel turismo, poi, come nuova fonte d'occupazione concreta si privilegiano soluzioni sconcertanti, pensionati volontari anziché giovani disoccupati o personale qualificato in età di lavoro! Certa puridecennale politica economica finalizzata al privilegio della grande distribuzione (e di ipermercati), della Coop… della Finanza Rossa,  ha già irreversibilmente minato il piccolo commercio: il centro storico sopravvive per il tempo libero serale ma coinvolge solo studenti e i più giovani; una pedonalizzazione poi assoluta, sempre del Centro storico, anche nella ore serali, riflette una visione di Ferrara futura sempre dominata dalla Nebbia e dall'inerzia, mai dalla creatività come presuppone qualsiasi città d'arte (non solo fino alle 6 pomeridiane, quando chiudono i musei). Dall'esterno, la museificazione di Ferrara è dato trasparente, come testimonia appunto la popolazione studentesca extraferrarese degli ultimi anni, altra risorsa sprecata, che poi preferisce Bologna: ma a Ferrara le istituzioni, anche nelle sue linfe creative, sono sorde, prigioniere di certo solipsismo provinciale autogratificatorio.  Finita, poi, l'era - anche creativa - Soffritti, il futuro di Ferrara rossa appare pericolosamente regressivo dopo l'innesto verde pacifesso, troppe facce ironiche (ed è un eufemismo) dopo l'11 settembre,  Ferrara si è rivelata antiamericana e qualcuno paventa persino il passatistissimo Franceschini o un altro postDC - Tagliani - come futuro leader di Ferrara, dopo l'esperienza alla Matrix di Sateriale (ma come presenza tangibile... Piazza Municipale resta già nella memoria storica, come scrisse solennemente sulla piccola Pravda del Comune...)... Come i paese comunisti dell'est negli ultimi anni, poi, fatte le dovute - ancora - proporzioni, i girotondi assurdi sul traffico, nonché certi input inquietanti che vanno dallo stesso Palazzo degli Specchi, al record della Spal (due presidenti- prima di Butelli- davvero innamorati della maglia...biancoazzurra a strisce!) al Nuovo Ospedale degli Specchi incompiuto, certa farsa stessa della Turbogas non sorprendono chi conosce la storia del comunismo! I record o quasi, infine dei tumori o della depressione (con punte di rifiuto della vita... assai gravi), statistiche o prove scientifiche o meno, segnalano una qualità dell'esistenza ben diversa dalla fanfare del regime, sia a livello psicologico sia a livello di tutela dei lavoratori (ma dei cittadini tutti) e affini, anche se stranamente (per una città Cenerentola in economia) spuntano come funghi nuove banche, quasi come gli extracomunitari che già hanno invaso il quartiere Giardino, zona Spal, Stazione, via Garibaldi (e Viale K con preti ingenui o compiacenti!), naturalmente con il collaborazionismo dei loro amici rosso-verdi o appunto missionari discutibili! Infine, tra le difficoltà a trasformare politicamente e culturalmente la città, è disarmante constatare l'assenza di liberi pensatori alternativi, dall'università alle associazioni, o quasi: chi ci prova (ad esempio la Professoressa e scrittrice Giuliana Berengan, chi scrive e non molti altri) è letteralmente azzerato… In definitiva, a Ferrara, il futuro è prevedibile: mutazione politico-culturale quasi darwiniana inrinviabile! Le fanfare di Ferrara città d'arte sono in fase terminale, nonostante la nebbia e lo "psico-comunismo" che imprigionano la città: o la nuova destra postmoderna ferrarese fa saltare il sortilegio "rosso" nostrano o Ferrara sarà la Nuova Spina del futuro prossimo…


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http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-74ed7d18-f030-47e3-a881-da18c25357b8.html filmato RaiDue 19 2 2009 Il Futuro del Futurismo

http://www.telestense.it/leggi_archivio.php?Id=8153 filmato Futurismo100  Live Ferrara

   

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APPENDICE LA CASTA FERRARA UPLOAD 2010 (the final version)

LA SINDROME DI STOCCOLMA: IL CASO FERRARA

(Controcultura/SuperEva, 2009)

 

Di tanto in tanto, recentemente, sociologi e politologi hanno arricchito il loro vocabolario. generalmente banaluccio, con l’espressione Sindrome di Stoccolma che delinea fenomeni clinici, psicologici e psichiatrici, relativi alle vittime che, unica strategia di sopravvievnza mentale, s’identificano con il persecutore o tiranno… Molte sfumature ovvio, il concetto deriva persino da certa psicologia della guerra riscontrata appunto nella seconda guerra mondiale (Bruno Bettelheim o lo stesso Franco Fornari): ufficialmente il termine deriva da un particolare caso di cronaca criminale svedese negli anni settanta del secolo scorso.

L’espressione può (ed è ) usata in scenari molto ampi, alcuni anche sorprendenti: si parla spesso (e spesso a vanvera) nella culturina politologa italiana di deriva dell’informazione, della democrazia, della cultura, della poesia, della morale, magari a causa di Internet o di qualche Big Brother televisivo in carne ed ossa… e così via.

Forse, qualche sguardo psicosociale meriterebbero invece alcune anomalie nazionali, a livello politico-culturale, in quanto periferiche, decentrate, poco visibili ai Caldei sociali italiani, incapaci di captare il Reale in Divenire, magari da eventi microscopici, eppure, a volte significativi, veri e propri campioni scientifici in vitro degli eventi macroscopici…. (da Freud a certa psicopolitica)

Ferrara, in Emilia-Romagna, è convenzionalmente nota come Città d’Arte, delle Biciclette, della Spal, dell’Ariosto o Bassani: va da sé, e lo comunichiamo in senso fenomenologico e non ideologico, proprio in riferimento alla Sindrome di Stoccolma (andazzo, peraltro denunciato anche a livello cittadino da alcuni politologi non allineati), Ferrara ha un altro primato forse ineguagliato nella storia…del comunismo e della staticità politico-culturale…

Praticamente è l’ultima cittadella comunista più longeva (dal 1945…), ha persino quasi uguagliato Moska! Naturalmente quel che sorprende e merita microanalisi psicosociali non è tanto certa costante comunista politico-elettorale, almeno fino all’era Berlinguer: quando anche Ferrara era quasi un fiore all’occhiello delle regioni rosse, ben pilotate e amministrate dall’ex PCI. Quel che sconcerta è proprio Ferrara, oggi, come metafora quasi laboratorio della crisi della sinistra post PCI, culminata con i tristi primati odierni di una casta nepotistica quasi sfacciatamente alla luce del Sole.

Ex sinistra del PCI, ridotta assimilata mangiata – come con i celebri baccelli dell’Invasione degli Ultracorpi, dalla Nuova DC virtuale (ma empiricissima…) del nostro tempo che appunto da Roma a Ferrara si è letteralmente mangiata i..comunisti, fino alla fumata bianchissima del..ferrarese ben noto Dario Franceschini leaderuccio del postPCI.., oggi PD, a Ferrara ribattezzato Partito Democristiano!

Tristi primati Ferrara, nonostante le sbandierate bellezze storico-artistiche: city d’arte e ombre diciamo mediterranee, suggellate dalla cattedrale nel deserto celebre del Palazzo degli Specchi, star gate per le ombre di cui prima, avallate da un noto consulente intellettuale democristiano del senatore italiano DC doc più noto, tutore proprio dei due leader ferraresi del PD, lo stesso Dario Franceschini e a livello periferico il nuovo sindaco Tagliani.

Ombre rilanciate da un fenomeno inspiegabile, degno di Capitan Ventosa… città Cenerentola in Economia della Ragione Emilia-Romagna e paradossalmente city con la più alta densità di banche….euro certamente non depositati dai turisti mordi e fuggi…

Inoltre: primati quasi nazionali per i tumori e i suicidi, forse casi di psicogeografia per la nebbia quasi filogenetica’ . Solo alcuni anni fa il primato di due presidenti di calcio consecutivi inquisiti per affaire extrarcalxcisitici, uno in simbiosi con la Finanaza Rossa delle Coop…

Non ultimo…. gruppi dirigenti e politico-elettorali degni di analisi genetiche per diciamo così, in tutte le stanze dei bottoni somiglianze nel DNA e nei gruppi sanguigni, insoliti per una città di provincia.

Ed ecco la sindrome: nonostante appunto un fiume elettorale costante vecchio, senile di oltre mezzo secolo, nonostante legittime proteste sempre più elevate a livello quantitativo, dimostrate dalla stampa locale, come per sortilegio, anche nell’ultimo tour elettorale, nonostante il candidato fosse ufficiallmente un democristiano doc, apriti Sesamo, Ferrara la Rossa è sopravvisuta….

Ha resistito persino al rischio dell’immigrazione che ha quasi già trasformato Ferrara, in pochi anni da città del Silenzio in quartiere futurarabo di Bologna… con tanto di Moschea gigante annunciata unilateralmente proprio dalla Casta politico attuale a 50 metri dal Petrolchimico più grande d’Europa tutt’oggi attivissimo!

Tale masochismo dei ferraresi è chiaramente in scala… uno specchio della storia nazionale della sinistra, ridotta a difendere recentemente anche il Vaticano! E con un antecedente storico da non sottovalutare: il fascismo ebbe tra le sue città natali proprio Ferrara e il ferrarese: in provincia furono fondati alcuni dei primi fasci e il fascismo ferrarese, nel male e nel bene, ebbe un ruolo originario e sempre fondamentale nella cosiddetta rivoluzione fascista o nel ventennio di regime, come si preferisce (parliam sempre a livello fenomenologico).

Insomma da Balbo a Franceschini, da Stoccolma a Ferrara, una trasvolata psicosociale, strumenti di lavoro per sociologi e futurologi e politologi

 

AZIONE FUTURISTA vs FRANCESCHINI

(Controcultura/Supereva, 2009)
-nella Sua Ferrara sbandierano la libertà di stampa ma censurano ancora il Futurismo-

Un esempio eclatante e da rilanciare dai media critici sulla “schizofrenia” politicaconclamata che caratterizza il cosiddetto PD di Dario Franceschini è dimostrabile e verificabile proprio nella sua città d’origine Ferrara, episodi apparentemente marginali ma significativi, soprattutto alla luce della campagna di stampa per la libertà di stampa ormai permanente del PD stesso e di certa sua Intellighenzia fossile, più reazionaria e ancora ideologica e settaria di certa Destra intellettuale, al contrario finalmente posmoderna. La schizofrenia (come altro chiamarla?) del PD su tale tema è infatti alla luce del Sole nella Sua Ferrara…

Ebbene, mentre Franceschini sbandiera derive antidemocratiche politiche e dell’informazione, in perfetto stile orwelliano, capovolgimento dei Valori, la guerra è pace, la libertà è schiavitù, in fondo l’unico o quasi programma alternativo della cosiddetta sinistra, tranne rare eccezioni (magari Cacciari), proprio a Ferrara, in almeno due iniziative ad alto livello, nonostante certo coinvolgimento anche istituzionale, abbiamo constatato deliberate censure, sia istituzionali sia mediatiche locali, a dir poco rivelatrici…

Nella Ferrara del paladino della libertà Dario Franceschini, il futurismo è ancora fascismo.. alla faccia di un centenario che ha dato lustro all’Italia anche all’estero, nonostante persino a sinistra, tale equazione, evocata dall’intellignenzia stalinista per quasi mezzo secolo, oggi sia stata superata da una nuova generazione d storici dell’arte meno ideologica e anzi attratti dalla rivoluzione culturale di Marinetti e i futuristi, tutt’oggi per molti aspetti attuale (ma è altra questione, ora):

Sarebbe facile liquidare la questione come profondo analfabetismo magari degli addetti alla cultura istituzionali ferraresi o del giornalismo locale, ma sarebbe fuorviante.

Nella prima occasione, abbiamo partecipato e persino curato in prima personaa appunto nel febbraio scorso un centenario f uturista ferrarese, evidenziato persino da Rai Due, nello speciale più importante dedicato al centenario, Il Futuro del Futurismo. , per Palco e Retropalco, mandato in onda il 19 2 alla vigilia della data ufficiale (20 2): il centenario di Ferrara accanto nel programma agli 6 o 7 eventi in merito più significativi svoltisi a Milano, Roma, Trento, Bologna….. Tutto verificabile negli archivi Rai.

La libera Ferrara di Dario Franceschini, come noto quasi ultima cittadella cattocomunista d’Italia, da oltre 60 anni comandano le sinistre, pur coinvolta anche ufficialmente a livello istituzionale ha letteralmente boiocottato l’evento, media cartacei compresi (unica eccezione il quotidiano on line di Ferrara- Estense Com e anche il nostro blog giornale ferrarese Asino Rosso-10000 visite al mese) proprio per le vecchie censure ideologiche , tra l’altro neppure aggiornate alla nuova storiografia che ha- come noto- relativizzato anche il fascismo come presunto male assoluto…riscoprendone almeno alcune originalità moderniste positiva(tra cui la famosa relativa questione futurismo/fascismo): da De Felice e Gentile agli stessi Valerio Zecchini , Guillame Faye e Stefano Vaj .

Pensavano a un piccolo evento locale, invece, fu adunata di circa 30 futuristi contemporanei tutt’oggi attivi, molti noti a livello nazionale, provenienti da tutta Italia, compreso in carne ed ossa proprio Graziano Cecchini …. Persino i media locali cartacei ripetiamo hanno oscurato la notizia, nelle riviste e siti ufficiali dello stesso Comune di Ferrara non c’è nessuna traccia dell’evento. Il futurista ferrarese Guerra, promotore del centenario ferrarese, ha protestato vivacemente presso la stampa più filo Franceschini, ma poi misteriosamnete il concordato articolo di recupero è stato velinato evidentemnte per scelta non autonoma della redazione, dapprima a parole quantomeno disponibile.

Recentemente la situazione si è ripetuta nell’ambito di un video festival internazionale dove ancora Guerra e lo stesso Cecchini hanno partecipato,
Ancora una volta la stampa locale cartacea di Ferrara (puntualmente informata) ha occultato la notizia…(tranne ancora quella on line!).

Questa è la libertà d’informazione nella cittù cattocomunista del crociato contro Berlusconi e la libera informazione Dario Franceschini, nella Sua Ferrara dove la poltica culturale da anni è un’autentica casta ideologica e nepotistica con censure alla cultura alternativa alla luce del Sole, media cartacei ferarresi compresi condizionati palesemente dal Partito.

E lo diciamo, noi nefofuturisti tra l’altro da un’ottica francamente bipartisan: il centenario futurista infatti ebbe la presenz adi neofuturisti in tal senso, qualcuno eventualmente prossimo alla destra altri alla sinistra(lo stesso Guerra e i futuristi ferraresi!)…Noi stessi siamo un Movimento bipartisan ed eterogeneo. Vogliamo dire se persino su eventi culturali polticamente trasversali, l’andazzo nella Ferrara di Franceschini è quello sopraindicato, figurarsi qual’è il vero stile democratico dello stesso Franceschini e del PD da lui sciaguratamente rappresentato, almeno ancora per pochi giorni…. Bersani docet.

Come diceva lo stesso Freud, a volte dai lapsus marginali, la verità rivela la nudità del Re e la verità delle cose. Come artisti nei fatti non proprio sconosciuti e promotori della continuità fututista, fautori di un’Italia libera, postdemocratica e futuristica, moderna, contro l’ideologia cattocomunista ancora imperante in Italia, a livello culturale e nella cosidetta sinistra, abbiamo il dovere di comunicare quanto sopra…anche alla luce proprio di un pur rilevante evento svoltosi a Ferrara recentemente, il Festival del Giornalismo a cura del Comune di Ferrara e della rivista culturale L’Internazionale (notoriamente plurastica….) che però Franceschini, la sua Ferrara, Comune, addetti alla cultura semianalfabeti, e Mass Media locali, debordando, hanno sbandierato come esempio di Resistenza della libera stampa!

Con esiti, Franceschini e lo stesso Maisto di euforia bipolare alla Cassano- lo psichiatra, del genere alla vigilia del Congresso PD: “Faremo dell’Italia un’enorme Ferrara”! Roba da comunisti su Marte!!!!”

AZIONE FUTURISTA ROMA-FERRARA

Roby Guerra e Graziano Cecchini

 

MILLE MIGLIA DI STUPIDITA'

(Controcultura/SuperEva, 2010)

 

Un fatto ha scosso la Regione Rossa, Emilia-Romagna in questi giorni: Regione Rossa un tempo, da Togliatti a Berlinguer, fiore all’occhiello della sinistra italiana, non propaganda, ma fatti concreti indiscutibili.

Oggi, è davvero passato un secolo da tale scenario: la Regione da un pezzo è in mano alle mani poco pulite di cloni antelitteram costruiti quasi in provetta con il peggior Dna comunista e quello doc demcristiano. Cattocomunismo non stop. Cattocomunsimo: dopo la recente trombata del fumettistico Dario Franceschini nell’ultimo PD Congresso, talmente obsoleto e persino superato magari nel Lazio dal nuovo trend della sinistra alla deriva (nonostante l’onesto ultimo traghetttore Pier Luigi Bersani, magari capace a medio-lungo termine di miracoli ma..ora?), ovvero il Cattoculismo!

Diceva Freud: il crollo del Centro, dell’equilibrio, spesso è annunciato da lapsus apparentente secondari: più che dall’invasione clandestina incontrollata (dove vigili e forze dell’ordine hanno il’dis-ordine tacito-in Emilia Romagna- di dis-applicare la legge Bossi-Fini e di tollerare vu compra e parcheggiatori pizzisti anche nei Centri Storici), più che dalla mafia ormai radicata nella Regione Rossa, da Parma a Modena a Bologna a Ferrara.

Eventi secondari rivelatori proprio a Ferrara, icona in quanto città capitale cattomunista con l’Era Franceschini segretario del PD, nonché passpartout originario probabile della Mafia in Emilia, anni fa con lo scandalo omertato e ovattato del noto Palazzo degli Specchi (Cattedrale cattomunista del Nord insuperata!), tutt’oggi troneggiante in città come come una Reliquia mostruosa gigante…

Ci riferiamo alla fuga da Ferrara, dopo quasi un secolo (dal 1927) della celebre Mille Miglia, Ferrara sempre tappa obbligata finora, anche dopo il rilancio virtuale non agonistico della Manifestazione simbolo della modernità italiana…Già, non solo l’unico evento ferrarese (come la mitica Spal in Serie A, anni 50/60 di Paolo Mazza che portava a Ferrara 20000 tifosi-turisti) realmente conosciuto fuori dalle Mura ancora medievali della città estense… ma icona del Novecento, del modernismo incompiuto italiano…

Comunque prima o poi doveva succedere: nonostante un Assessore alla Cultura Regionale ferrarese che si vanta di usare pochissimo Internet (D’Alema fa scuola…), noto ecologista, ovvero il Dottor Alberto Ronchi, peraltro contradditorio da sempre: svecchiatore con una buona poltica di rinnovamente rockpop di certo andazzo passatista culturale regionale e ferrarese, nemico di futurismi e automobili inquinatori…, ma consapevole rispetto ai ferraresi in giunta del valore simbolico delle Miglia Miglia. E Ronchi ha scatenato una bella querelle sulla questione: in fondo le Miglia Miglia 2010 salteranno Ferrrara, ma non Bologna!

Mentre a Ferrara e Roma, Franceschini gran lavoratore inde-fesso per mesi e mesi per autoincoronarsi leader della sinistra (un caso di visione psicopolitica), e i suoi notebook modello Commodore 64 in città neppure avevano più in agenda le Mille Miglia: l’ex sindaco in primis Sateriale (noto per avere elargito 100000 euro per due o tre serate teatrali al Maestro Ronconi), ora ambizioso futur assessore alla cultura regionale (!!!!), il suo erede (meno sfacciato ma…) Tiziano Tagliani sulla Poltrona di Primo Cittadino (già noto a Ferrara per avere persimo ispirato il Governo a svendere le reti pubbliche), l’Assessore alla Cultura Massimo Maisto.

Quest’ultimo ha spiegato la fuga a Bologna delle Mille Miglia con una serie ripetuta di banalità da Sussidiario delle Scuole Elementari di memoria Beppone/Don Camillo (senza la verve e l’autoironia ovvio di Guareschi!): insomma è sembrato, per dirla con l’Ariosto, fuori di senno.

Poi, secondo copione, a Ferrara, secondo lo stile proprio di Drome-Dario Franceschini dopo, quando il colpevole è già su Marte, tutti ciarlano, politici, giornalisti, intellettualini neppure mandarini ma clementine.., chiacchierano a vuoto, immaginano soluzioni (tranne i curatori e organizzatori delle Mille Miglia che anche nei neuroni vanno ad altra velocità rispetto ai politici, non solo cattocomunisti), poi alle prossime regionali voteranno sempre secondo ipnosi ormai quasi catatonica, psicologia dei pitecantropi, o del sonnambulismo….

E la città del silenzio dannunziana, etichettata città di fossili dal ferraresissimo Vittorio Sgarbi, distante anni luce dalle glorie dell’Ariosto, Biagio Rossetti, Corrado Govoni, Giorgio Bassani, Roberto Pazzi, Carlo Rambaldi (fuggito via anni fa dopo il No al suo progetto di un villaggio scientifico proprio nel ferrarese di gran link turistico-culturale, ma…..), unica Area anche marittima della Riviera Adriatica senza una ferrovia città-mare, si rivela sempre più davvero un Laboratorio in vitro della fine della mitologia comunista. Nazionale….

Ovvero: Della Stupidità Politica, relativista, scollegata sia dai valori storici (indiscutibili) dell’ex PCI, sia dai nuovi valori possibili di una modernità, altrove, non solo divenire verso il futuro, ma etica della conoscenza e dell’Immaginazione.

 

 

 

TESTAMENTO BIOLOGICO: IL MUTISMO DI FERRARA LA ROSSA

(Controcultura/Supereva, Milano, 2010)

 

Ferrara, villaggio emiliano preda della Sindrome di Stoccolma (Città Cenerentola in Economia e dominata dai democristiani riclonati pieddini Franceschini e Tagliani…ma i compagni li votano!), oltre al suo primato negativo appunto per lo sviluppo produttivo, per il pagamento del Canone Rai (e Sgarbi, ferrarese da quel di Salemi ha tuonato…”città di fossili!”) per una Squadra – la Spal- un tempo in Serie A, oggi specchio della decadenza della città cosiddetta d’Arte, per il Primo Ospedale modello Mezzogiorno (l’incompiuta dell’Ospedale di Cona, in ritardo di oltre 10 anni - e tra breve, probabile detonatore di una probabile Ferraropoli)….potrebbe aggiungerne un altro.

Sarebbe, culturalmente, parlando, il più clamoroso, perchè rivelerebbe proprio certa schizofrenia sociale dell’ex sinistra nazionale… in una specie di zoom videocamera ..ultimo modello: progressista a parole, reazionaria nei fatti… a Ferrara persino ovvio, in quanto – come già notato- comandano ex democristiani.

Il fattore Boom è il Testamento Biologico che anche a Ferrara i promotori, Radicali in testa, cercano di legalizzare, con tanto di raccolte firme e – come già avvenuto in diverse città- sinergie favorevoli con le Istituzioni specifiche.

Anche a Ferrara, la maggioranza della popolazione, come nel Resto d’Italia è favorevole al Testamento Biologico, il cui valore sottintende anche la vittoria fondamentale di una bioetica scientifica opposta a quella pseudocristiana, oscurantista verso la libera scienza, il libero Stato Laico, la modernità intesa come umanesimo scientifico e non come Choc del futuro, che attanaglia storicamente la psicologia nazionale.

I sondaggi favorevoli, invece, al Testamento Biologico, soprattutto dopo i casi tragici di Welby, Luca Coscioni e la giovane Eluana, riflettono una mutazione della psiche nazionale, decisiva per il futuro della Nazione, presa di coscienza degli italiani semplicemente e politicamente trasversale, al di là di qualsivoglia neurone ideologico…

In pillole, mentre in diversi Comuni italiani, l’azione Radicale è stata accolta favorevolmente, Ferrara la Rossa (cosiddetta) a quanto pare, nonostante in certo senso tempi tecnici già ben scaduti, pare – sulla questione del Testamento Biologico- persa nella Nebbia: nessuna recettività, nessuna risposta (e ne hanno diritto, ovvio, anche i bioetici contrari!).

I radicali ferraresi, è cronaca live, hanno rotto gli indugi e annunciato un clamoroso referendum.

Va da sé, comunque, poi rispondano il sindaco Tagliani (ex democristiano doc, allievo come il più noto Drome-Dario Franceschini, del noto Onorevole Cristofori -scudo crociato storico-era Andreotti- e allievi certamente brillanti- l’uno trombato ma ex segretario PD nazionale e l’altro sindaco a Ferrara dell’ex PCI! ) e la Giunta PD di Ferrara, erede di uno degli ultimi Primi Cittadini di scuola Berlinguer (l’ex Duca Rosso Roberto Soffritti che anni fa con la scommessa di Ferrara città d’arte la rilanciò concretamente a livello nazionale…), forse Bersani, per rilanciare davvero la sinistra, dovrebbe studiare il cattocomunismo nella sua capitale, Ferrara!

Anche il Testamento Biologico è troppo progressista? Ad Futurum

 

 

VALENTINO TAVOLAZZI LA TESTATA ANTI-INQUIETANTE

(L'Asino Rosso, 2010)

 

In certa decadenza conclamata di Ferrara city of art e non solo, brilla nel semideserto politico-culturale alternativo ferrarese, la figura di Valentino Tavolazzi, promotore con altri (Paolo Giardini e Angelo Storari ad esempio) di certa novità ecoculturale fondamentale

per il futuro ferrarese.
Ha dribblato anche, soggettivamente, in modo ineccepibile, certe querelle sul uso passato istituzionale, anche quelle di basso moralismo gistizialista e vetroclassista, quando, raro “tecnologo”, ruppe clamorasemente con l’uomo sindaco invisibile, eretico Tavolazzi rispetto al vassallo preteso da certa casta ferrarese.

Dal 2009, la sua equipe ha lanciato anche il periodico La Testata, rarissima informazione alternativa e – nello specifico- innesto ecoculturale evoluto a Ferrara, supportato da sinergie prossime alla Green Economy dei vari Paul Connett, Jeremy Rifkin…Contro le ormai fossili Statue …inquietanti della Casta.

VERDI: L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELLA BORGHESIA FERRARESE

(L'Asino Rosso, 2009)

 

Spariti dagli scenari politici nazionali e anche periferici ferraresi, per le genialità dell'era Pecorino Scanio, nonché di filosofie neoluddiste ed ecoballe reazionarie ed oscurantiste, i sedicenti Resti dei Verdi ferraresi, oltre a fare un referendum per la clonazione di Ronchi in Regione (ottimo a suo tempo a Ferrara, buono in Regione...ma oggi senza doti -leggi voti-elettorali), non trovano di meglo che appoggiare, rispolverare la Piazza: il 1 marzo tutti in Piazza anche a Ferrara per lo sciopero nazionale degli Immigrati!

 

E con la solita falsificazione del Reale, la solita litania del razzismo, della demonizzazione dell'immigrato (“creata ad arte dai media di destra” scrivono più o meno), nonostante i fatti. Non solo disperati i cosiddetti immigrati, anche delinquenti e criminali. Ma per i Verdi solo una minoranza è così, i più sono anime pie... la solita retorica della filosofia idiota di Rousseau....

 

Collaborazionismo dei Verdi... in barba non solo ai voti elettorali che su tali temi vanno alla Lega (operai inclusi!), oltre a non imparare mai nulla dalla Storia: solo in Italia, i Verdi sono spariti, non in Francia e in Germania, dove, come noto, l'ambientalismo appare non solo più pragamatico, cultura del fare e del futuribile, ma anche francamente critico ri-connesso alle sue origini scientifiche e non ideologiche (leggi ad esempio in Italia il Club di Roma di un certo Peccei, anni 70, primi input ecologici promossi però da scienziati, non dai resti dell'estrema sinistra come in Italia, quella tra l'altro di coscienza borghese o dei sui rampolli che anziché alla Playstation..giocavano alla rivoluzione proletaria.

 

Nello specifico a Ferrara, poi, il profumo della pelle dei Verdi nostrani non odora di Watussi, pigmei o altri aromi del Continente Nero o della sabbia del Medio Oriente: odora proprio della agreste borghesia ferrarese, sa da barbabietola, la solita ipocrisia, la solita arroganza intellettuale di soggetti privi del Senso del Futuro, incapaci di trascendere il trauma della modernità e del postumano, postelettronico, postInternet.

 

Ferrara a fine anni novanta era un villaggio non felice ma sicuro. Ora, un villaggio a forte rischio decadenza irreversibile. Come diceva Nelson Mandela, doveri e diritti la Costituzione dell'integrazione autentica. Lo sciopero degli Immigrati è soltanto un Woodoo per i Diritti senza Doveri! Sulla pelle, di una minoranza di Immigrati, più evoluti, capaci e onesti, che non ne possono più, loro per primi, di tutta certa marmaglia che ha inquinato, grazie alla demagogia dei Verdi e di Romano Prodi in primis e del deliro cattocomunista, l'Italia intera. Che non ne possono più di Maometto e le palle del Corano. Che non ne possono più di Angeli custodi, di dubbia coscienza popolare.... Sicuramente, come ha giustamente ribadito Berlusconi, il primo sciopero nazionale degli Immigrati serve soltanto alla CGL e ai Resti della Sinistra per rilanciare le Tessere che gli operai e i lavoratori italiani sempre più hanno

stracciato!

 

Insomma, secondo i Verdi, Ferrara è una città razzista, ovvero.... l'Italia: peccato che secondo Israele e Peres, non Pecorino Scanio, l'Italia e Berlusconi siano i migliori amici europei del Popolo ebraico.... Già ma i Verdi in Piazza ci vanno anche con i Palestinesi o i musulmani: con la tessere del Lyons Club del Teatro Comunale  o 'American Espress in tasca. Peccato, da giovani, anche se utopistici erano anche l'avanguardia ferrarese, ora solo Retroguardia del superconformismo ferrarese!

 

 

Azione Futurista Ferrara: Per un Fronte Unito delle Opposizioni (We are a dream..)

(L'Asino Rosso, 2010)

 

L'effetto Delbono, la fine del modello emiliano (fiore all'occhiello fino al grande- senza la minima ironia!- Berlinguer, oggi crisantemi annunciati nella mutazione negativa cattocomunista) comincia a manifestarsi anche a Ferrara. Affaire Cona, Bilancio 2010..., la Moschea a ridosso del Petrolchimico (!!!) e l'Informazione condizionata dal PD -tranne Estense Com-... è diventato il detonatore.

 

Alle sacrosante critiche di un raro Spirito Libero, , ovvero Valentino Tavolazzi, Tagliani e i suoi mandarini, addetti all'informazione inclusi, han risposto pubblicamente con cliche di memoria sovietica e stile Di Pietro: demonizzazione dell'avversario politico. Ferrara assomiglia a Pankov il giorno prima la caduta del Muro. Sono ...presenti nel Palazzo, ma come la mummie di Breznev e Andropov, a suo tempo esposte per le celebrazioni dell'Armata Rossa. Ma Tagliani e mandarini neppure... erano comunisti! Erano e sono Boy Scout “parrocchiani”.

 

Insomma, nel 2010 a Ferrara l'Opposizione dovrebbe finirla di discutere con tale Regime parodia di Don Camillo, anche relativamente pericoloso, per la libertà e la sicurezza personali. Un unico Obiettivo razionale, stupendo, rivoluzionario. Come la caduta di Delbono come sindaco di Bologna la Rossa è fatto storico per l'ex PCI emiliano, così l'Opposizione dovrebbe agire anche per via culturale e mediatica (e giuridica dove possibile) per le dimissioni di Tagliani e la giunta passatista attuale prima della scadenza del mandato elettorale.

 

Va da sé: a parte Progetto Per Ferrara, certo PDL, certa Destra sociale, l'area giovanile in particolare, i radicali, la Lega, perduto Barbieri (Imprenditore dei Mondiali di Calcio, quasi linciato a Ferrara...), la Casta è potentissima. La Casta Ferrara:oltre ai politicanti, quasi tutta l'Intellighenzia obsoleta culturale ed economica, anche trasversale! E incurabilmente daltonica: futuri alternativi a Colori sono tabù, ...vedono solo il Grigio Ferrara! Il Rosso Trevi Futurista, ad esempio (neppure politico ma come input culturale), per essa è sempre videocrazia berlusconiana, persino tecnofascismo (quando tutto il mondo ha festeggiato il Futurismo italiano! Compresa....Ferrara, la Rai se n'è accorta, il Comune di Ferrara- no!).

 

Noi futuristi abbiamo un sogno. Un Fronte unito delle opposizioni (anche da certa sinistra o da certo mondo cattolico critici), a Ferrara, trasversale, del duemila10, accantonando diversità anche irriducibili a livello di opzioni della Politica nazionale, ibernandole per l'Affaire Ferrara! Su Estense com -ad esempio- rara libera informazione a Ferrara, abbiamo notato diversi contributi spesso capaci di articolazioni trasversali e futuribili alle questioni ferraresi. I vari Giardini, Storari (oltre a Tavolazzi), Baroni, Folda, A.Rossi, C.Pritoni, S. Droghetti (e altri) lanciano input importanti.

 

Notiamo purtroppo, da sinistra doc... tranne eccezioni, soprattutto arroccamenti difensivi procasta, francamente strani ( a sinistra cosiddetta certamente esistono anche soggetti critici, speriamo si manifestino in futuro!).

 

Un fronte unito...comunque sarebbe anche un Test scientifico: per Ferrara davvero futura, oggi le Opposizioni devono mettersi in gioco. Dimostrare chi combatte davvero per il cambiamento e la liberazione di Ferrara, o semplicemente (vecchia storia) per Invidia di Classe e di Potere! Un mero sogno, probabilmente. Ma la bussola, (in democrazia, giustamente, si vince con i numeri) è in tale direzione.

 

Oppure, a Ferrara, non cambierà mai nulla!

 

AZIONE FUTURISTA FERRARA

Roby Guerra Graziano Cecchini Marco Cremonini e altri futuristi ferraresi.

 

 FERRARA COME SALEMI!

(L'Asino Rosso, 2009)

INTERVISTA a Graziano Cecchini, il futurista Rosso Trevi su Ferrara

Rosso Trevi... Perchè Ferrara?

 

ROSSO TREVI- Ferrara! Noi futuristi scendiamo in campo per la nuova liberazione. Liberemo Ferrara da Sateriale e i neodemocristiani di Franceschini e Tagliani. Sono informato, son già venuto a Ferrara per il centenario, ospite di Roberto Guerra e i futuristi ferraresi: lo sanno tutti, siamo finiti anche sulla Televisione nazionale, tranne che a Ferrara, che ha vergognosamente censurato (stampa compresa) l'evento... a costo zero per il Comune che ha pure dato il patrocinio.Roba da analfabeti informatici e culturali e da Soviet! Tagliani e Maisto hanno dichiarato che punteranno sugli eventi anche ferraresi di rilievo nazionale per la città. Sono dei bugiardi, appunto, l'abbiamo già fatto noi futuristi per Ferrara, ma non lo sanno, neppure guardano la televisione, non hanno un sito web decente: noi abbiamo decine di blog, di contatti nazionali e internazionali eccetera. Sono informato: i futuristi a Ferrara sono incredibilmente censurati, sebbene il loro promotore storico, l'amico Roby Guerra sia persino dichiaratamente un radicale libertario, come tutti noi futuristi, comunque, anarchici scienziati dell'era elettronica e di Internet. La censura persistente verso il futurismo non poteva non farmi agire anche politicamente qua a Ferrara!

 

Graziano Cecchini, Ferrara come Salemi?

ROSSOTREVI Perchè no? Salemi è un laboratorio unico in Italia: è pensiero + azione: arte, futuro, antimafia, sviluppo, turismo vanno di pari passo. Ci conoscono oggi in tutto il mondo. Ferrara ha persino, ovvio, un punto di partenza ben diverso, grandi risorse storico culturali e - mi risulta- molta avanguardia ferrarese, non solo futurista, d'ottimo livello. La valorizzeremo; se vinceremo noi ce ne freghiamo di destra e sinistra, nei fatti. Valorizzeremo senza preconcetti provinciali ideologici assurdi nel duemilanove!. Anzi faremo una squadra operativa culturale chiamando anche artisti e intellettuali di varie estrazioni come a Salemi!

 

A parte il voto, difficile per le note contraddizioni dell'opposizione a Ferrara (ma chissà, ora i sondaggi sono sorprendenti), quale l'ostacolo maggiore per il rilancio di Ferrara città d'arte?

 

ROSSOTREVI: Una premessa è fondamentale, mai più milioni di euro buttati per la mummia Ronconi o il filo castrista Abbado. In principio i bisogni della gente e dei ferraresi umiliata dalla piccola ridicola Versailles di Sateriale e compagni di brioches...Ma come abbiamo proprio già dimostrato a Ferrara, e come dimostro io dalla Fontana Rossa in poi, si possono bucare i media con risorse minime! Oltre a valorizzzare l'arte di Ferrara, moderna o meno, ovvio, alcuni grandi eventi storici per Ferrara, i Buskers e Ferrara sotto le Stelle , noi siamo aperti e informati, diventeranno biennali come ogni grande evento degno di questo nome! Ridurrò enormemennte il parco addetti alla cultura, inutili, spesso, bastano ormai dei Notebook, a parte una squadra ridotta e meritocratica! Faremo ogni anno due soli grandi eventi: una grande mostra al Palazzo dei Diamanti, ma d'estate come tutte le vere città d'arte (voi la fate in... inverno!) e un Festival della Letteratura contemporanea: rilancerò l'Immaginario contemporaneo del vostro Roberto Pazzi, amico anche del mio amico Sgarbi...

 

Il resto, in futuro, una... bomba artistica alla volta. Certamente anche a Ferrara noi futuristi lanceremo il Futurismo dei diriti umani per il Tibet e la Birmania libera eccetera che ho lanciato lo scorso anno in tutto il mondo e a Salemi.!  Lo adatteremo a Ferrara: la libereremo dagli ultimi cattocomunisti, per la libera informazione (anche per quelli di sinistra), per ridare colore a una città depressa da tutte le parti. Insomma un nuovo rinascimento futurista! E Internet gratis per tutti!

 

 

 

18:10 Scritto da asinorosso1 in E-BOOK | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ferrara, futurismo, internet, libera informazione, politica, spiriti liberi, futurologia | OKNOtizie | | |  Facebook |  Stampa

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